perche’ Haretz e’ un quotidiano comico

Lev Tahor e’ una setta hassidica estremista, gia’ nota alle cronache per gli abusi sui bambini inflitti sistematicamente da uno dei membri. Li picchiava con i bastoni, li chiudeva dentro delle valigie e li costringeva a mangiare letteralmente merda, e a bere grappa. Bambiini di quattro anni. Ma anche i membri adulti si sottopongono a sedute di autopunizione da manuale sado-maso, e le donne hanno imparato a rendersi invisibili, parlare sempre a bassa voce e girare coperte con una specie di burka [come quelle della foto; si’, sotto quel monte di stracci neri ci sono delle persone].

Per non dire delle sedute di isolamento, che possono durare anche settimane. Tutto perche’ lo decide il loro guru, uno che combina matrimoni in cui la sposa ha meno di quattordici anni e che ha pensato bene di fuggire da Israele per trovare rifugio in Canada e continuare con il suo delirio, protetto dalla demenziale idea di multiculturalismo che vige lassu’.

Si’, e’ uno schifo. Ed e’ uno schifo, ma e’ anche ridicola, la apologia che Haaretz ha pubblicato, in forma di reportage piu’ intervista al guru. Le violenze? Mai successo, e in ogni caso non si puo’ provare. E’ vero -dice lui- qualcuno di noi ci e’ andato pesante, ma che ci posso fare io, che sono solo venuto a saperlo dai giornali, e sai, io i giornali non li leggo spesso. Le donne coperte da burka e rese invisibili? E’ una loro libera scelta, sono persone di alta statura intellettuale, ci ha parlato il giornalista (mentre loro stavano di la’ da una grata). Il guru? E’ un personaggio di alta statura intellettuale, che crede di avere delle buone ragioni, e dopotutto non e’ cosi’ che funziona in tutte le religioni?

Assolutamente impagabile il momento in cui il giornalista spiega di non avere i mezzi intellettuali per sostenere una discussione con il guru; cretino, hai a che fare con un manipolatore, non te ne accorgi? Insomma, una apologia in piena regola, con tanto di elogio per lo stile di vita spartano e frugale, ammirazione perche’ sono poveri ma si aiutano tutti, curiosando reciprocamente nelle case e riportando al guru le trasgressioni, punite subito senza processo. Trasgressioni, va da se’, di una specie di codice che non e’ mai stato messo per iscritto e su cui il cosiddetto giornalista nemmeno si dilunga.

Eppero’ quelli di Lev Tahor sono antisionisti. Pregano per la fine dello Stato di Israele. E hanno persino instaurato rapporti con i gruppi islamisti radicali. Vuoi mettere il rigore morale.
[episodi di pedofilia e molestie sono capitati anche in ambiente sionista religioso. Le vittime non erano bambini, ma teen agers, ed e’ decisamente una faccenda grave, anche perche’ era coinvolto un personaggio di alto profilo. Ma siccome erano sionisti, Haaretz ci e’ andato pesante. Se sei sionista, sei colpevole. Se sei antisionista sei sempre criminalizzato dal sistema. Deve essere quello che amano leggere i lettori del quotidiano ove scrivono Amira Hass e Gideon Levy]
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Una risposta a perche’ Haretz e’ un quotidiano comico

  1. barbara ha detto:

    Vedi, lo fanno per il bene dell'ebraismo: si rendono perfettamente conto che l'idea che gli ebrei siano una "razza" di intelligenza superiore è un'idea razzista, e si danno da fare per contrastarla con tutte le proprie forze.

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