Il candido Leonardo e i suoi lettori

Se oggi vi dico antisemitismo e scuole vi verra’ probabilmente in mente l’orrenda strage di Tolosa. Un tizio esperto di armi che spara ai bambini in una scuola, inseguendoli persino nei corridoi ed uccidendo anche il rabbino. Quattro morti. Per ora.
 Possa l’Onnipotente vendicare il loro sangue.
L’ultimo attentato antisemita di questa gravita’, in Francia, e’ stata la bomba alla sinagoga di Rue Copernic, a Parigi, nel 1980. Che e’ tuttora impunito: l’unico colpevole che si e’ riusciti ad individuare e’ un sedicente intellettuale palestinese. Sapete, gli intellettuali palestinesi hanno questa abitudine di giocare con gli esplosivi, al contrario dei loro colleghi non palestinesi, che di solito scrivono libri. Il criminale e’ in attesa di estradizione, e il verdetto tarda ad arrivare. Lui sta intellettualizzando in Canada. 

Ma la vita degli ebrei francesi non e’ facile; vandali di varia denominazione prendono di mira periodicamente le sinagoghe e i centri culturali, ed esiste persino un Partito Antisemita. No, non e’ il nazionalista Fronte Nazionale, questo ha una declinazione terzomondista. Penso che quasi tutti ci ricordiamo il massacro di Ilan Halimi, un giovane tenuto sotto sequestro e torturato fino alla morte da un gruppo di islamisti nel 2006. 
Questo e’ quel che accade nella vita pubblica, ed eclatante, che viene cioe’ allo scoperto. Quel che si incontra nella vita quotidiana non e’ proprio incoraggiante. Dalle battute razziste alle discriminazioni sul lavoro, fino a intellettuali che esaltano Paolo e la sua ribellione contro il sionismo farisaico. Non ci sono colleghi ebrei, in quella Universita’, chissa’ come mai.

Insomma, non e’ un caso se in Francia, piu’ di un ebreo su quattro sta pensado ad emigrare in Israele. E dove, se no?

Dove? Chiedo, eh. Che vorrei una opinione dal buon Leonardo Tondelli di Modena, che qualche giorno fa, ha deciso di usare le parole antisemitismo e scuola per dare evidenza a un suo pezzullo, al solito un po’ noioso, dedicato agli sproposito dell’oscuro gruppo Gherush 92. Dando cosi’ modo ai suoi commentatori  di straparlare di razzismo ebraico, di gruppi sionisti “bene ammanicati con le istituzioni” e porcherie simili. Lo so, lo so: e’ il sito dell’Unita’, mica c’e’ da stupirsi. Beh, io mi stupisco lo stesso.  

Mi stupisco perche’ il professor Leonardo Tondelli e’ uno di quelli che -anche in questo blog- si diletta a gettare fango sul sionismo. No, fango no: sapete, serve l’acqua per il fango, e se gli ebrei continuano ad immigrare in Israele si prosciugheranno le fonti idriche – lo dice lui, eh. Tra le righe regala perle di propaganda sovietica, del genere che i sionisti non possono parlare a nome degli ebrei e che non e’ vero che esiste un diritto ad uno Stato ebraico. Che prima quello Stato fara’ a meno dell’ebraismo [pardon: delle commistioni tra religione e politica] meglio sara’ per tutti; si risparmiera’ anche acqua, sapete.

Pero’ dove possano andare a vivere gli ebrei per non diventare oggetto di tiro al bersaglio di estremisti assortiti, Leonardo non lo sa. E nemmeno se lo chiede: di questo mi stupisco. Eppure insegna, il professor Tondelli. Chissa’ se ha pensato, anche solo per pochi minuti, a come sarebbe la sua giornata se fuori dalla sua scuola stazionasse una macchina dei carabinieri. Se dovesse superare controlli di sicurezza ogni mattina. E se un giorno gli capitasse di comprendere, tragicamente, che anche quei controlli non sono bastati. Che le belve hanno colpito lo stesso.

Perche’, vedete, il professor Tondelli sa benissimo che fuori dalle sinagoghe staziona la polizia. Anche nella sua citta’, lui la vede la macchina della polizia fuori dalla porta della sinagoga. Della sinagoga: non delle chiese, non delle moschee. Anzi Leonardo si pregia di far sapere che davanti alla sinagoga lui ci andava a raccogliere firme contro lo Stato di Israele ooops: “per le iniziative sulla Palestina”. Insomma, contro il diritto degli ebrei ad un rifugio. Che poi e’ la stessa causa dell’intellettuale di cui sopra; lui pero’ ha fatto carriera ed e’ in Canada, quelli piu’ sfigati sono rimasti a Modena.  Insomma, il Tondelli stazionava davanti alla sinagoga per queste ragioni di militanza e ci vedeva la pattuglia della polizia. Ma mica si chiedeva il perche’. Manco se lo chiede adesso, il professore. Pero’ nota che la sinagoga ormai e’ quasi vuota, vai a capire come mai, dove saranno andato tutti quegli ebrei. Avevamo gia’ notato che per il Tondelli  e’ davvero difficile mettersi nei panni degli ebrei. Lui ne ricorda per nome uno solo, e si preoccupa di far sapere che era un fascista.

Sapete, Leonardo va orgoglioso di avere molti lettori. Io, oggi, dopo aver letto quel che passa nella testa di un paio di loro, non ne sarei mica cosi’ contento. Ma nel mondo di Leonardo Gherush e’ un pericolo, l’antisemitismo no. Dopo tutto sono crepati solo dei bambini ebrei, mica figli suoi. E poi, questa storia delle scuole private: fossero andati in una scuola statale, mica sarebbe successo. Avrebbero magari imparato a convivere con i gente di cultura diversa.

Pero’, ecco, probabilmente il professor Leonardo Tondelli sta meditando se intervenire oppure no. Perche’ se l’assassino viene dall’estrema destra, allora si potra’ parlare di antisemitismo e di nazisti. Se invece e’ un fondamentalista islamico, oppure viene dall’estrema sinistra, bisognera’ parlare di antisionismo oppure di combattenti. Capirete che sono distinzioni fondamentali, quando si ha a che fare con i cadaveri di bambini ebrei.

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3 risposte a Il candido Leonardo e i suoi lettori

  1. Uriel Fanelli ha detto:

    Come diceva Heinlein, l'odio e' una merce che vende bene. L'unita' e' solo una delle tante bancarelle.

  2. barbara ha detto:

    E quelli che riescono a venderlo meglio in assoluto sono i buoni di professione.

  3. leftheleft ha detto:

    ma è il mitico cantore del Po vendicatore che colpiva la colpevole terra leghista, una garanzia sempre

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