sono stato comunista

Ora vi racconto di quando da ragazzo ero un comunista. Premessa molto importante: dove sono cresciuto io, comunista era chiunque fosse a sinistra dell’on. Giuseppe Zamberletti. Pure me che ero anarchico.
Pero’ sono stato comunista. Per via delle ragazze comuniste. Fino ai primi anni Ottanta, infatti, le forme di socializzazione erano politicamente connotate. Le fanciulle cattoliche, erano di due tribu’. Quelle paolotte, che frequentavano gli oratori ed erano inguardabili, e quelle di CL, che di solito si chiamavano Chiara, con cui comunque non ci potevi fare nulla. Quanto alle pulzelle di destra, erano piu’ o meno degli ectoplasmi: se ne parlava molto, ma non si materializzavano mai. Quelle poche che si vedevano erano quasi sempre con i baffi male ossigenati ed abbarbicate al capoccia locale, distingubile per i baffi non ossigenati. Rimanevano, appunto, i comunisti (ed affini) e li’ piu’ o meno tutti siamo passati – tutti coloro che hanno perso la verginita’ prima dei diciannove anni, voglio dire.
E’ vero che per le avventure con le pulzelle c’era l’estate. Di solito quindici giorni di mare e per il resto grandi giri al lago dove c’erano le turiste tedesche, o olandesi. Svizzere per quelli proprio sfigati. Le famiglie tedesche, olandesi (e svizzere) avevano questa caratteristica, che piaceva loro fare vacanze in campeggio al lago. Non ho mai capito il perche’; probabilmente appena passavano il confine e vedevano un po’ di acqua pensavano fosse il mare e si fermavano. Pero’ a un certo punto l’estate finiva. E iniziava il mercatino dei libri. Il [nome di nota catena di librerie dell’usato che finisce per -accio]  non c’era ancora,  perlomeno dalle parti mie, e pertanto ci si forniva di libri a meta’ prezzo presso il mercatino di CL o quello della FGCI. Lo studente lasciava i libri e se i libri venivano venduti riceveva il 40% del prezzo di copertina.
Al mercatino occorrreva sempre qualcuno a “fare la notte” perche’ i comunisti mica potevano contare sul salone della parrocchia come invece CL. E tutti quei libri lasciati li’ e non ancora venduti, quindi non pagati, andavano protetti dalle sempiterne scorazzate dei fascisti. Che in realta’ erano gia’ terminate nel 1975, dopo che un magistrato chiamato Luciano Violante volle mettere un po’ di ordine nel fascismo locale, che pure si era dilettato con esplosivi e trame nere. E per “fare la notte” non occorreva certo avere alcuna tessera. Per inciso credo che lo scopo del mercatino fosse integrare il magro stipendio del funzionario della FGCI, con il 10% del prezzo di copertina. Cosi’ si faceva la notte al mercatino. Anche le ragazze, si’.
Finito il mercatino dei libri, che tra una balla e l’altra andava avanti fino a ottobre, iniziava la stagione della “Festa di Capodanno“. Che dalle parti mie era di solito il concerto di qualcuno che suonava proprio-uguale-a [Bruce Springsteen, nel caso del gruppo il cui tastierista e’ un ex ministro degli Interni; gli Smiths, nel caso del gruppo per cui scrivevo i testi io ecc. ecc.]. Il concerto ha bisogno di prove, le prove hanno bisogno di alcol o altro materiale, che pure quello attirava pulzelle. Va da se’ che la festa di Capodanno dei ciellini era una cosa parecchio piu’ sfigata, per solito una gita in montagna. E cosi’, anche depoliticizzati, si finiva comunque per ringraziare l’ARCI per lo spazio messo gentilmente a disposizione per il concerto e per le prove. E la FGCI, che ci aveva messi in contatto con. Senza chiedere la tessera a nessuno: l’ultima cosa che un funzionario di partito vuole e’ trovarsi  con degli iscritti al partito incontrollabili,. che non si sa per chi possono votare al congresso di sezione o di federazione.
Passato il periodo della Festa di Capodanno, vale a dire con la ripresa degli studi, le attivita’ della FGCI subivano un brusco calo. Questo veniva solitamente giustificato con l’aumento di impegno richiesto dalla fine del quadrimestre. In realta’ e’ che non importava niente a nessuno delle campagne che il funzionario FGCI provava a organizzare. Non ci credete? Alzi la mano chi ricorda qualcosa di significativo combinato dalla FGCI nella prima meta’ degli anni Ottanta. Visto? 
Verso marzo, qualcuno cominciava a pensare alla “Festa della Birra“, che poi era la stessa roba della Festa di Capodanno, pero’ all’aperto, ovvero sfruttando i mitici tubi Innocenti cioe’ il palco usato per le Feste dell’Unita’. L’accordo di solito era che il palco sarebbe rimasto in piedi dopo la Festa dell’Unita’: c’era inoltre la possibilita’ di gettare li’ casualmente che “se non ci date una mano possiamo sempre rivolgerci ai socialisti”. 
I socialisti, da quelle parti , si diceva, avevano qualche aggancio con il mitico Le Scimmie; o l’Odissea; o il Rolling Stone, insomma i nomi magici delle notti milanesi, nomi che si potevano far piovere in provincia. Piu’ semplicemente, nel casino che aveva sconquassato quelle lande negli anni Settanta, gli amministratori socialisti si erano mostrati piu’ malleabili con i nostri fratelli maggiori, i loro concerti, il parcolambro, gli spinelli e le occupazioni ecc. ecc. Gli amministratori comunisti, terrorizzati da qualsiasi cosa si muovesse alla loro sinistra, erano invece andati con il pugno duro, collaborando -si diceva- addirittura con la polizia. E poi si rumoreggiava di un preside socialista il quale era stato visto venire al lavoro, a scuola, in blue jeans (e giacca e cravatta), laddove il suo collega comunista, poi diventato di Rifondazione, era sempre in grisaglia.
C’era inoltre  una radio che apparteneva alla CGIL, e che per questioni di lottizzazione interna era finita ad avere un direttore socialista, e questa radio aveva una collezione di dischi invidiabile (Pat Metheny, per dirne una). Con quella radio io avevo pure collaborato, tenendo un programma notturno che voleva essere Stereodrome [se non sapete cosa sia Stereodrome, non aspettate che ve lo spieghi io]. I dischi, si dice, sparirono in una notte, quando poi la radio venne acquistata dalla Lega, e io non ci lavoravo piu’. Il  direttore socialista aveva fatto la tessera dello stadio di Cosenza (mai chiaro a spese di chi) per segnalare la sua indipendenza, ma poi passo’ armi e bagagli dentro il partito del ministro di cui sopra.
Insomma, all’epoca bastava buttare li’ la parola “socialisti” per terrorizzare i comunisti, evocando aperture mentali e culturali del tutto inaudite. Facevamo quindi delle belle feste della birra, con ampia partecipazione di pulzelle e una volta venne persino un gruppo da Firenze, che aveva appena inciso un disco. Il cantante era uno alto un metro e una ciliegia, non si lavava credo da tre mesi e si chiamava Piero Pelu’. Era il primo concerto dei Litfiba a nord del Po. 
Passato il periodo della Festa della Birra, si riprendeva con le uscite verso il lago, dove ri-incontravamo la turista tedesca o olandese o svizzera, e per solito era raddoppiata di mole, con un fondoschiena extra large. Adesso finalmente i suoi genitori la lasciavano stare fuori fino a mezzanotte, ma chi ci voleva stare con quella cicciona? (tutti, in realta’, ma non lo dicevamo). Dopo un po’ si andava al mare. Qualcuno [io] e’ andato anche a Arezzo Wave. Corrispondente della radio ci sui sopra. Provai pure a farmi spedire a Umbria Jazz, ma quella interessava al direttore. 
Una volta, per il fatto di essere un anarchico che lavorava in quella radio di comunisti, sono riuscito a vedere gratis gli Style Council.
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2 risposte a sono stato comunista

  1. kurdt ha detto:

    Anche io sono stato comunista Andrè, solo che la mia ondata è stata quella successiva, sono stato comunista quando ormai "comunista" significava : "disadattato e drogato" e l'onda di marea si era già ritirata. Ma è stato divertente lo stesso ^^

  2. Magiupa ha detto:

    mai stato comunista,socialista,ciellino,democristiano,ho provato leghista,ma non ho capito la differenza,per cui sono andato via,oltretutto le ragazze non erano granche,miss padania è arrivata almeno una decina d'anni dopo.

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