Il volto innocente del nemico

Immagino abbiate Google Earth. Apritelo. Provate a scrivere Meah Shearim, Jerusalem. Pacioccando con il mouse dovreste riuscire a vedere le immagini. Esatto, e’ una strada a senso unico. Quando sono a Gerusalemme ci passo, di solito, per andare a fare compere di vestitini per i bimbi, che la roba che trovi li’ e’ economica e fatta per durare, pensata cioe’ per clienti che le fan passare da figlio maggiore a figlio minore e via moltiplicato per sette. Ci ho accompagnato amici in visita, che ne avevano sentito parlare. C’e’ un piccolo ristorante, se fossimo in Italia si chiamerebbe trattoria, serve le delizie della cucina ashkenazita, di cui io non vado pazzo, ma li’ e’ buono. 
Quello che voglio dire e’ che e’ impossibile perdersi, a Meah Shearim. Perche’ e’ tutta li’, una strada a senso unico e una serie di traverse minuscole dove non passano le auto. Ti gira la testa e non sai dove sei finito? Persino nell’epoca pre GSM, che e’ una roba che a Meah Shearim funziona benissimo, basta che segui la direzione in cui va il traffico, nell’unica strada in cui il traffico c’e’, ed in meno di venti minuti sei fuori. Ripeto, guardate la mappa. E’ un quartiere piccolo, di una citta’ antichissima, certo, ma non una metropoli. 
 Proprio impossibile perdersi, gia’. A meno che non siate un tale alla ricerca del volto innocente del nemico, in una specie di rischiosa missione, assieme, nientempopodimenoche, a una delle Tute Bianche, in una citta’ assediata da piu’ di un anno e tu ti sei fatto cogliere dal terrore di tutta quella gente vestita di nero (girano voci, sapete) che “ammettiamolo” sono davvero “antipatici”. 
Ecco, allora, se sei cosi’ obnubilato da ogni sorta di pregiudizio: politico, estetico, religioso… Puo’ capitare che ti perdi a Meah Shearim. E, disperato, ti rivolgi ad un tassista implorandolo di portarti fuori da quell’inferno, verso la calda e sicura ospitalita’ araba, dove ti senti a casa tra gente assediata che vuol venderti kefyeh made in Hong Kong. E giunte li’, c’e’ da giurarlo, superando eroicamente l’assedio. I palestinesi trasformano in eroismo tutto quel che toccano. 
A quel punto i casi sono due: o il tassista ti prende a bordo, tu e i tuoi eroici amici in missione speciale nel territorio del nemico, e ti fa regolarmente pagare il servizio (wow, roba da scriverci un post). Oppure il tassista pensa: “Ma che, questi son scemi? Ma come si fa a perdersi a Meah Shearim? Non lo vedono che basta seguire la direzione del traffico? Yallah, habibi, che devo andare a prendere una famiglia al Lev Yerushalaiim Hotel. Andate a prendere per il culo qualcun altro, turisti”. 
Non ci crederete ma e’ successo. Davvero. Ci sono al mondo degli imbranati, tanto imbranati da perdersi persino a Meah Shearim, Gerusalemme. Cercate su Google Earth. Perdersi in quel posto. E chiedere soccorso al tassista. 
Si tratta di questo qua che si e’ perso si’, nella selva di pregiudizi che ha in testa. E nella smisurata idea di se’ stesso che deve essersi formato nel corso di una militanza contro, badate bene, dei “nemici”, il cui “volto innocente” e’ andato (oh, coraggio!) nientemeno che a “vedere”.
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