Mi dice Leonardo che, con questo post sulle sue brillanti idee basate sui calzini, io starei “combattendo la Guerra al Terrore con otto anni di ritardo”. 
Chissa’ che vuol dire. Magari che nel frattempo ha imparato a lavarsi i calzini da solo. O che puo’ finalmente raggiungere la lavanderia senza imbattersi in quei tipacci che non sono razzisti, ma solo antisemiti immaginari, e per la precisione ce la hanno con gli ebrei biondi.
Intanto qualcuno dovrebbe ricordare a Leonardo che il predetto “antisemitismo immaginario” ha fatto qualche vittima, recentemente. Un suo collega, un insegnante, e i tre figli, uccisi a Tolosa il marzo scorso da uno di quei non-razzisti che non aveva mai incontrato degli ebrei in vita sua.
Per l’occasione avevo chiesto a Leonardo come si sarebbe sentito se ogni giorno, per entrare a scuola, avesse dovuto superare la camionetta della polizia. Lui non ha risposto. Era alle prese con il delirante comunicato di un gruppo ebraico che minacciava di levargli la Divina Commedia. 
E lo capisco, sapete? E’ importante contrastare il gruppo di ebrei. Perche’ sappiamo tutti dove si finisce se non si distingue bene tra “antisemitismo totalmente immaginario” e “razzismo reale”. Il quale poi, serve spiegarlo?, e’ poi quello degli ebrei e del loro Paese colmo di propaganda nazionalista e razzista contro i palestinesi ed il resto del mondo.

Anche contro di voi. Ribellatevi. 

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