piselli in fuga e bombe falliche

Ohibo’, e’ scomparso Leonardo. Non mi viene piu’ a cercare nei forum, e non parla piu’ di questo blog su friendfeedz. Dove, va detto, gli risponde  anche un tale che si firma Cirque_IPI e ho come la vaghissima sensazione che lo stia pigliando per il quorum. E, a proposito di quorum, sembra che anche su friendfeeedz Leonardo non sia riuscito a raccogliere il quorum, una schiera di sostenitori come lui si augurava. Gli da’ retta solo qualcuno che ancora rantola per la storia dei ferventi sionisti, e qualcun altro che ce la ha con Uriel, e con me per associazione. E Leonardo non risponde piu’ ai miei post, ne’ qui ne’ sul suo. Vien quasi il sospetto che non mi legga piu’. Soffriro’ terribilmente. 
Sapete, questa storia e’ iniziata quando Leonardo sproloquiava di fiume e di piene, io scrissi un post sull’argomento; lui allora venne a ricordarmi il suo meraviglioso post in cui cercava di dare lezioni di Bibbia a A.B. Yehoshua. Che mi sembro’, da subito, una cagata pazzesca. Feci un paio di ricerche e venni a scoprire che Leonardo era l’autore di un famoso post sui Parazzi, ovvero su una tribu’ che un giorno si insedia a casa tua con la scusa di averci abitato all’epoca dei trisnonni e se la cosa non ti piace ti crocefigge con la accusa di antiParazzismo.
Nelle settimane successive Leonardo ha spiegato che lui non la pensa piu’ in quel modo; pero’ pochi giorni fa ha scritto che le ipotesi di una presenza palestinese nel Neolotico avrebbe un senso.  Poi e’ passato a dire che quello sui Parazzi non era un post sul Medio Oriente, ma sulla personalita’ paranoide. Ed in effetti io ho sempre pensato che solo personalita’ paranoide possono prendere per buona la leggenda della Palestina occupata, Cioe’ quella secondo cui un tempo c’era una terra in cui correva il latte e il miele, densamente popolata da contadini emiliani, tutti soci della Coop locale, atei e mangiapreti, e questo idillio sarebbe finito un brutto giorno degli anni Quaranta del secolo scorso. Sapete, quando un Cristoforo Colombo fondamentalista protestante, dietro ordine delle potenze europee, ha guidato una folla di sedicenti ebrei, assetati di terre e di sangue, causando lo sterminio dei pacifici indigeni. I quali nel frattempo sono cresciuti di numero e vivono in campi profughi e a loro e’ proibito anche solo visitare (ueh ueh, lacrimuccia) quella che una volta era casa loro. 
Il fatto e’ che l’ineffabile Leonardo prende piu’ o meno per vera la leggenda di cui sopra. E come glielo ho fatto notare io, ecco che e’ partita la lagna secondo cui io lo stavo condannando per un post solo, e vecchio per di piu’, senza prestare attenzione a tutto il resto che lui ha scritto [vedetevi qui la grande Franca Valeri che dice: “Povera stella, il Leonardo”]. E cosi’ sono andato a leggermi tutto il resto che ha scritto. E ho trovato tanto materiale con cui divertirmi, e ho intenzione di continuare a divertirmi. Che non e’ che perche’ sei Leonardo Tondelli che pubblica anche sul quotidiano fondato da Gramsci sei esente dal dire cazzate antisemite e razziste, e sei pertanto al di sopra di ogni critica. Ti piacerebbe, magari, pensarlo. Ma non e’ cosi’.
Adesso pero’ ho questo terribile sospetto che Leonardo non voglia piu’ parlare di Medio Oriente e abbia cessato di mettere il mondo in guardia dagli eccessivi allarmi di chi grida all’antisemitismo reale. Quando in realta’ e’ solo immaginato, e Ilan Halimi, come sappiamo, e’ ancora vivo, assieme a Jim Morrison ed Elvis Presley. Tutti e tre infatti insieme guardano l’Olocausto in corso a Gaza e dicono: speriamo finisca presto, cosi’ poi Israele si trasformera’ in federazione arabo-ebraica e tutte le sinagoghe d’Europa saranno al sicuro perche’ piu’ nessuno pensera’ a vandalizzarle.
Guardate che e’ un rischio reale, che il Tondelli smetta di parlare di Medio Oriente e di antisemitismo che non c’e’. Adesso, per esempio, sta parlando di altro. Ha pubblicato un post che parla di musica. I pezzi preferiti degli anni Novanta. Tra i quali ci sta anche un brano che io avevo menzionato in uno dei post della Leonardeide, ma e’ solo un caso (perche’, sapete, non mi legge). 
Ecco, nel paragrafo dedicato a quel brano, Leonardo ci fornisce elementi per la sua appassionante biografia. 

“Per come si erano messi gli anni 90 io avrei potuto anche diventare tutt’un’altra persona, per esempio adesso potrei essere un panzone che ascolta rai a palla in autoradio, invece non mi ricordo neanche esattamente cos’è il rai e perché mi piaceva. Mi piaceva perché era diverso ma familiare ma diverso. Si ascoltava molto in Francia […] Aicha non è neanche la mia canzone preferita di Khaled, ma le altre non mi ricordo più come si chiamano e mi costa fatica cercare, inoltre descrive due personaggi dei miei anni 90: il panzone d’area magrebina, magari un po’mbriago che cerca di rimorchiare ma ha disposizione solo un frasario del nonno del nonno, e la fanciulla che cerca di emanciparsi, spero tu ci sia riuscita Aicha. Magari hai cinque bambini, un classico; e se torno al quartiere nemmeno ti riconosco. Poteva andarci meglio, sì, inutile discuterne”

Ora, se proprio non avete il cuore di pietra, dovete commuovervi davvero. Perche’ in questo paragrafo Leonardo parla con malinconia dell’esperienza che ha accumulato viaggiando per il mondo, lui, consumato lupo di mare e di monti. Ci sta una donna, sapete “nel quartiere” che deve avergli rapito il cuore, e “poteva andarci meglio” ma il mondo e’ tanto crudele con uno che si trasferisce in citta’ dalla provincia modenese, lo cantava anche Guccini. E Leonardo non vuole, o non puo’, diventare “un panzone che ascolta rai a palla in autoradio”. Si era anche messo ad ascoltarla, la musica rai (wow!), quanto tempo e’ passato (e come sei esperto del mondo, adesso, Leonardo!), adesso non la riconosce piu’ (eh, quando uno ha una vita cosi avventurosa…) . Casualmente qualcuno aveva appena menzionato la traduzione in ebraico di quella canzone, ma e’ successo in un blog che certo Leonardo non legge. E poi googolare Didi e’ veramente troppo complicato.
Insomma, a farla breve, negli anni Novanta l’Italia non era ancora afflitta dal problema dei cervelli in fuga, ma qualche pisello andava Oltralpe. E ora pero’ e’ tornato. Ma naturalmente ora Leonardo quella donna non la riconoscerebbe nemmeno piu’, perche’ sapete ha fatto cinque figli, ed e’ un classico.Sara’ che cinque figli ti rendono irriconoscibile? Brutta?
Vai un po’ a sapere; per me una donna che fa cinque figli e’ una che ha una forza d’animo, e fisica, da mettere KO un provincialotto salito dalla ricca citta’ rossa emiliana fin su alle periferie francesi, in cerca di esotici orifizi di cui vantarsi poi con gli amici una volta che e’ tornato a scrivere davanti allo schermo del suo PC (e musica rai a palla, certo). E se i cinque figli non ce li ha, ma Leonardo se lo immagina, il discorso non cambia moltissimo. Con questa transcdevie  stereotipata e melensa, Leonardo spiega di essere scappato. E se questa donna non esiste, oppure Leonardo non ci ha combinato nulla, il film che Leonardo vuole che immaginiamo, dice molto comunque su di lui.
Se scappi da un posto, o da una relazione, qualche senso di colpa ti rimane. E cosi’ Leonardo immagina le periferie francesi bombardate (avete presente che forma fallica hanno le bombe?) da qualche occidentale (come lui) . Perche’? Perche’ l’occidentale si sa e’ cattivo, e pensate un po’ si inventa che l’antisemitismo immagianto sia -pensate un po’- reale. Ed infatti Leonardo si era precipitato a spiegarci come l’antisemitismo da quelle parti sia solo immaginario. Pertanto, non bombardate la povera Aicha, e i suoi cinque bambini, che gia’ tanto la ha fatta soffrire lui, panzone mancato. Da quelle parti non sono razzisti, giocano solo con le svastiche e quel poco che hanno imparato a scuola.
Leonardo ha chiesto ai suoi lettori, e non una volta sola, di provare a immaginare cosa farebbero se fossero dei giovani a Gaza, o nella West Bank. Giovani, badate, della etnia e della religione che stanno simpatiche a lui, discendenti di chi stava da quelle parti prima del Neolitico e non invasori giudei israeliani. Io gli ho chiesto di provare ad immaginare di essere un insegnante ebreo nelle periferie francesi, alle prese ogni giorno con quella roba che lui definisce “antisemitismo immaginato” e che lo costringe a passare accanto a una camionetta della polizia entrando a scuola ogni mattina. Camionetta che a volte funziona come deterrente, ma altre volte no. 
Leonardo pero’ e’ convinto che di ebrei in Francia non ce ne siano, e se ci sono non stanno certo nelle periferie, e pertanto quell’insegnante non esiste, come non esistono ebrei commessi in negozi di informatica e chi spara ai primi (e ai bambini) e rapisce e tortura i secondi non e’ antisemita, ma solo immaginato, ed inoltre non e’ razzista. Viene da chiedersi se queste stronzate siano comparse nella mente di Leonardo quando cercava di farsela dare dalla non-ancora-emancipata Aicha. Oppure se gliele abbiano stimolate solo i ricordi di lei. 
Ora devo preparare per Shabbat, per cui metto questo post in aspettativa e, se riesco a pacioccare il giusto, voi dovreste leggerlo sabato. Spero proprio che Leonardo ricominci nel frattempo a scrivere i suoi profondi pensieri sull’antisemitismo che non c’e’ e sui veri ebrei che non sono quelli in Israele. Ma anche se continua con la autobiografia, io mi diverto uguale e lo leggo con interesse.
Scrivi, Leonardo, scrivi, mi raccomando!

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Una risposta a piselli in fuga e bombe falliche

  1. Magiupa ha detto:

    E io leggo te,leonardo no,preferisco che sia in piccole dosi,come dire…filtrato

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