la faccia dell’imperialismo bianco

Premessa molto importante. Leonardo Tondelli non e’ mai stato a Hebron. Lo spiega qui:

 “c’erano dei civili armati e in mezzo degli effettivi dell’esercito che attaccarono una lagna, tutto il mondo ce l’ha con noi eccetera” 

Insomma, i soliti ebrei paranoici, che si inventano l’antisemitismo anche dove e’ solo immaginato, e poi convincono i media occidentali, che poi convincono Bush a bombardare. Comunque a Hebron c’e’ stato un amico di Leonardo, che gli ha fatto vedere le fotografie.

A Leonardo piacciono molto le fotografie da Hebron, forse perche’ gli sarebbe davvero piaciuto andarci, se non fosse per via di quei civili armati e dei lagnosi soldati ebrei. E cosi’ Leonardo ha scritto un poema lirico post, ispirato da una foto che viene da Hebron. E come si sa, una foto vale piu’ di mille parole, anche se Leonardo, sente il bisogno di aggiungerci 1355 parole. C’e’ pero’ untizio semianonimo (ha il nome ma non un blog)  che gli dice che di quelle parole c’era molto bisogno. Comunque io quelle parole le ho contate facendo cut and paste su Word, e poi non datemi del paleolitico con il computer, che non e’ mica vero.

Sentite un po’ cosa dice Leonardo a proposito degli ebrei che vivono a Hebron:

Quant’è bianca, invece, la faccia del colono. Giù la maschera: questa è la faccia dell’imperialismo bianco. Lo stupid white boy, il turista anglosassone tronfio e cretino da generazioni, che segna il territorio

E il ragionamento, diciamo, fila.  Fila, voglio dire, se per voi ogni ebreo che calpesta il territorio di Hebron e’ un forestiero, un colonizzatore, uno che viene da fuori. 
Senonche’ la storia della presenza ebraica a Hebron inizia … mah, non facciamola tanto lunga, che c’e’ gente che ha problemi a trovare pezzetti di storia nella Bibbia. Quando nel VII secolo arrivano i conquistatori arabi, trovano gia’ una citta’ a maggioranza ebraica. E gli ebrei a Hebron ci rimangono, fino al 1929, quando una folla di arabi massacro’ una sessantina di ebrei, sotto gli occhi diciamo impotenti (qualcuno dice benevolenti) della polizia inglese. La stragrande maggioranza dei poliziotti in servizio erano arabi, ed e’ difficile pensare non ci fosse una sorta di accordo. 
Solo cinque tra gli assassini vennero processati. L’accusa era rappresentata dal nipote del Gran Mufti’ di Gerusalemme. Il leader del massacro venne condannato a due anni di carcere e sconto’ solo un mese.
Passato il pogrom, da Hebron spariscono gli ebrei, per poi ritornare nel 1969, e rimanerci fino ad ora. Beninteso, tra coloro che sono tornati a vivere a Hebron c’erano anche quelli che ne erano stati scacciati. Ma Leonardo non lo sa, per lui sono “la faccia dell’imperialismo”. E, ovviamente, palestinesi che erano presenti all’evento, si augurano di ripeterne presto i fasti.
Non siete anche voi colpiti dalla dignita’ della signora?  Come Leonardo quando ammira le donne arabe!  Guardatela, quando con sguardo pieno di dignita’ incoraggia le giovani generazioni a seguire il loro esempio? “Mio padre ha massacrato gli ebrei, e ha portato a casa qualcosa per me. Voi dovrete fare lo stesso!”
Ora io non voglio dare l’impressione di reputare antisemiti tutti i cittadini arabi di Hebron. Infatti durante il pogrom del 1929 c’erano famiglie arabe che hanno protetto, a rischio della loro vita, ebrei in fuga. E anche oggi lo sceicco di Hebron caldeggia la accetazione dello Stato ebraico. E ha sulle scatole, per non dire altro, la banda di tagliagole non eletta democraticamente, la autorita’ palestinese. Che non sembra essere proprio popolarissima, perlomeno tra la gente del suo clan.
E questa mancata popolarita’ della banda di tagliagole non eletta democraticamente la autorita’ palestinese  potrebbe spiegare per quale ragione i predetti tagliagole non eletti democraticamente leader palestinesi siano cosi’ assidui nel cammellare sostenitori da fuori [il link rimanda al resoconto di uno dei numero viaggi di solidarieta’ in loco, riportando gli svarioni comici e la tragica malafede di chi pratica questio genere di turismo]. Per erodere il seguito dello sceicco in questione, mostrando ai locali di avere appoggi occidentali ed internazionali. Non dimenticatevi che Hebron non e’ affatto “una citta’ che una volta era palestinesi ed ora e’ occupata dagli israeliani”.

 I coloni israeliani vivono in alcune aree ristrette,che sono quelle colorate in blu. Le parti violette sono quelle in cui non vive nessuno, ne’ arabi ne’ ebrei, e sono pattugliate da soldati israeliani. Per inciso, sono le costruzioni (sinagoghe, p. es.) in cui vivevano ebrei prima della strage del 1929. Perche’, gia’, fino al 1929 la maggiore attrazione della citta’ era la tomba dei Patriarchi, che e’ un luogo di culto ebraico giusto da quel paio di millenni (e’ stato fatto costruire da Erode) ed e’ diventato importante per i palestinesi solo dal 1969 in poi. Ma non divaghiamo. Le aree nella mappa che non sono ne’ violette, ne’ blu, e ditemi se e’ poco, sono quelle di una citta’ palestinese con una economia anche piuttosto vivace, dove gli unici soldate che si vedono sono quelli palestinesi. Una citta’ la cui popolazione ama pochissimo la ANP, come mostrano i risultati delle famose elezioni palestinesi ed in cui governa uno sceicco che ha quella ANP lievemente sugli zebedei.

Ogni volta che qualcosa di brutto succede a te, mentre stai percorrendo quei dieci minuti di strada accanto all’edificio dove vivono gli ebrei, noi, ANP, facciamo una foto grazie a qualcuno dei giornalisti che conosciamo. E che stazionano qui, assieme alle migliaia di volontari che vengono in visita da tutto il mondo. E poi mandiamo quella foto alla stampa di tutto il mondo. Lo vedi come siamo potenti? Altro che lo sceicco. E’ solo una ipotesi, ovviamente. Ma chiunque ha una qualche familiarita’ con le organizzazioni di cooperazione internazionale e il loro impatto nelle societa’ locali, potra’ dirmi se regge oppure no.

Ma questo non e’ il punto che mi interessa dibattere. Qui voglio solo segnalare che la storia della presenza ebraica a Hebron e’, sul lungo periodo, una storia che dura da 13 secoli, con una breve interruzione di neanche cinquanta anni, dovuta a una violenza feroce.
Violenza feroce, che scompare dal rendiconto che ne fa un cretino alla ricerca di “stupid white boy”, su cui puntare il suo ditino accusatore. Lui, ci vede, ovviamente, l’imperialismo assassino con il volto del giovane ebreo. E con un tratto di penna cancella la storia della presenza ebraica ad Hebron, che non si capisce perche’ dovrebbe finire. Per venire incontro ai suoi sogni di pace? Per sua superstizione religiosa, che cioe’ noi gli stiamo antipatici e allora non ci vuole? E perche’? Che e’, Hebron, un sobborgo di Carpi?
Insomma, provate un po’ ad indovinare che cosa ha in mente, Leonardo Tondelli da Modena, quando parla di pace in medio oriente. Credo che il termine piu’ adatto sia Judenrein.
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10 risposte a la faccia dell’imperialismo bianco

  1. itto ogami ha detto:

    in questo caso ti devo riprendere, sai? il leonardo non vuole un medio oriente Judenrein… lui vuole solo che i "maledetti giudei" (se fosse onesto direbbe così) svaniscano dalla faccia della terra per magia. nel caso improbabile che capitasse, e che i beduini lo facessero capitare con gli unici mezzi possibili, il leonardo spalancherebbe gli occhioni e direbbe, con la voce di una peripatetica che dice di esser vergine, "non è possibile! non volevo questo! e poi è tutta colpa loro!" …dare ai leonardoidi di questo mondo una simile chiarezza di pensiero è esagerato…

  2. Io ha detto:

    Insomma c'è un gruppo di stronzi antisemiti esaltati (come la tizia del filmato) che cerca soltanto, per ideologia la base e per interesse personale (e per odio ideologico) i vertici, di far diventare degli esaltati antisemiti anche chi vorrebbe vivere pacificamente.Complottismo? Semplificazioni di problemi terribBilmente complessi?Forse.O magari semplicemente una copia sputata di quanto avviene periodicamente da almeno sette secoli in Europa.

  3. נחום ha detto:

    Per quel che ho visto io, anche gli ebrei che stanno a Hebron, date le presenti condizioni (ci vivresti in spazi cosi' isolati?) rientrano nella categoria degli esaltati. Non credo siano L'ostacolo alla pace, ma probabilmente sono UN ostacolo. Dividere la citta', infatti, e' servito solo a radicalizzare dai due lati, come nota Lozowick nel testo che linko. Questa e' la lezione principale da imparare, e cioe' che chi pensa si possa dividere Gerusalemme allo stesso modo, si deve preparare a uno scenario del genere, moltiplicato per non so quanto. Non ci sarebbe nemmeno bisogno di cammellare i pacifinti, che hanno imparato solo da poco che esiste Hebron. Purtroppo Gerusalemme e' gia sotto gli occhi di tutti.

  4. barbara ha detto:

    Ma la donna della foto, vittima dell'imperialista bianco, sbaglio o è vestita da ebrea ortodossa?

  5. נחום ha detto:

    Leonardo assicura che e' musulmana. D'altronde, ci dice lui, anche se non si vede il volto, si puo' immaginare che sia abbronzata. Quindi non puo' essere una ebrea, perche' gli ebrei hanno il viso pallido dell'imperialismo. Il mondo in cui vive Leonardo e', in fondo, molto semplice.

  6. barbara ha detto:

    E Leonardo è un uomo d'onore.

  7. Io ha detto:

    La cosa odiosa dei conflitti sociali "di logoramento" protratti per molto tempo, è che la maggior parte delle persone che vi intervengono, magari con buone intenzioni, finiscono risucchiate in un vortice di faide e controfaide.Infatti mi sono sempre chiesto chi lo avesse fatto fare, agli israeliani di vivere in continua lotta contro il mondo.Poi mi sono dato delle risposte, magari sbagliate.In qualunque posto vadano, prima o poi ci sarà uno stronzo che ricorda agli ebrei che sono diversi. Ma solo quando sono in minoranza, altrimenti che gusto c'è?PSIn un topic sul New England, ho scoperto che lì l'espressione "to jew someone down" (o qualcosa del genere), non viene usata, perlomeno nelle città cosmopolite(a?) tipo boston, in quanto potresti usarlo mentre parli con qualcuno che poi è ebreo.Ma tu sai che cosa significa? Non son riuscito mica a capirlo. E' tipo un corrispondente del "non fare l'ebreo" dove "ebreo" sta per "usuraio"?

  8. נחום ha detto:

    Ho guardato su internet. To Jew someone down, espressione che non ho mai sentito (ma la mia esperienza degli USA e' confinata a Boston, Philadelphia e New York) significa ottenere un buon bargain da questo someone. Un extremely good bargain, per la precisione. Non so se posso dire qualche cosa di generale sulle persone benintenzionate che vogliono intervenire nei conflitti. Il buon Yossarian, quello di London Alcatraz, mi ha suggerito un libro sulle NGO, Wargames, di Linda Polman. Non parla per nulla delle NGO che intervengono in Medio Oriente, ma fa rabbrividire lo stesso (finiscono per vendere armi a chi pratica eccidi di massa). In MO c'e' la piu' alta concentrazione di NGO del Pianeta Terra; se operano come operano altrove, per incompetenza, malafede e grande quantita' di denaro tra le mani, ecco spiegati i casini in MO.Non credo che dovunque vadano gli ebrei, scatti per forza la persecuzione' pero' vedo che dove siamo disarmati e' piu' facile colpirci.E infine, su Hebron. Perche' forse non mi sono spiegato bene. Non so bene se e come la situazione possa essere risolta. In fondo, se uno e' un pazzo e vuole vivere in mezzo a gente che lo odia, dovrebbero esssere un po' cavoli suoi. Ho la sensazione che il radicalizzarsi sia in qualche modo reversibile, e se ci pensi (incrociando le dita) sono mesi che non si sente nulla di grave da quella citta', e a novembre c'e' stato pure un torneo di calcio arabi contro ebrei, e non sono finiti a botte. Magari i giovani sono piu' intelligenti dei genitori.Al di la' di quel che si puo' fare, su cui forse e' meglio lasciare la parola a chi ci vive, Hebron e' importante, perche' e' un buon esempio di cosa potrebbe succedere a Gerusalemme, se prendesse piede l'idea di dividerla. Nulla di buono.

  9. barbara ha detto:

    C'è un libro, "Desideriamo informarla che domani verremo uccisi con le nostre famiglie", di Philip Gurevich, sul genocidio in Ruanda: vi si trovano cose molto ma molto interessanti sulle attività delle associazioni cosiddette umanitarie. E anche sul signor Kofi Annan, nostro vecchio amico. Quanto alle ONG che operano nei territori cosiddetti occupati, credo basti già da solo il loro rifiuto a impegnarsi a non avere a che fare con le organizzazioni terroristiche.

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