Il boss ci prova con la segretaria. Diciamo sei volte nel giro di pochi mesi. La segretaria vorrebbe andare dalla polizia, ma sono in tanti a sconsigliarla. Perche’ il boss non e’ un boss qualsiasi, e’ un pezzo grosso (anonimo per le ragioni che saranno chiare tra poco) del Socialist Workers Party, il piu’ grande partito della sinistra britannica, socialista, anti-imperialista e anti-razzista. E la segretaria e’, in effetti, una funzionaria dello stesso partito. Una compagna, insomma.
Tra compagni, sapete, non bisogna fidarsi della giustizia borghese. Che la feroce giustizia borghese e’ li’ pronta a sferrare l’attacco contro le avanguardie socialiste del lavoratori (e anti-imperialiste, e anti-fasciste e anti-ecceteriste). Quindi i compagni mettono in piedi una apposita commissione. Noi non-iniziati alla dottrina marxista, troviamo che questa commissione interna assomigli un po’ tanto ai tribunali della Sharia. Sapete, quelli in cui non viene nemmeno richiesta l’opinione dei testimoni, ed in cui lo stupratore viene assolto. E le cose infatti vanno proprio cosi’. Ed e’ salvo l’onore del Boss, noto come “compagno Delta” (eccola, la ragione per l’anonimato) nei documenti elaborati dalla commissione.
Ora, siccome tra i comunisti e’ molto importante il valore della unita’ di classe, ecco che un altro compagno, a cui questo procedimento proprio non va giu’, decide di passare alla stampa borghese i predetti verbali e documenti. Un bello squarcio sulla vita interna del piu’ grande partito a sinistra dei laburisti inglesi. 
Si viene cosi’ a scoprire che la storia della compagna segretaria del Boss e’ mica isolata. E intanto si inizia a vociferare che il compagno Delta sia, nientemepopodimeno che il segretario del Partito. E che ha gia’ avuto altre avventure, sempre con altre funzionarie; diciamo, le Olgettine dell’anti-imperialismo. Alcune delle quali se ne sono andate disgustate,  badando bene pero’ a non informare la stampa borghese.
E tutte queste questioni sono sempre stata dibattute e risolta dalla apposita commissione.  Stando lontani dalla polizia.
A qualcuno puo’ venire in mente Berlusconi con i suoi festini. Pure a me, eh. Ma, come fa notare Nick Cohen, oggi sul Guardian, questa storia fatta di prevaricazioni sistematiche, di paranoia (“fuori da qui ce la hanno tutti con noi, risolviamola all’interno”) di tribunali interni, di obbedienze e di gerarchie, assomiglia molto alle vicende di pedofilia interne alla Chiesa cattolica. 
Questa storia in effetti si puo’ commentare in molti modi. Il piu’ cretino dei quali (finora) viene dalla penna di un comunista che lo paragona alle vicende di sesso di cui e’ stato protagonista il presidente israeliano Moshe Katsav. Quello che e’ stato sbattuto in galera per stupri da una magistratura che, conformemente al diritto ebraico, e’ indipendente.
Ma tant’e’, quando uno e’ alla ricerca dei difetti di Israele, e non li trova, finisce sempre per inventarli. Senza timore di rendersi ridicolo, paragona dei tribunali interni, dalla nota efficienza, a un sistema legale capace di condannare persino un Primo Ministro.  E lascia al lettore l’impressione che, oggigiorno, i comunisti si dedichino soprattutto al gioco dello specchietto, mentre continuano a far sfoggio di malafede, quando si tratta dello Stato ebraico.
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