C’e’ qualcosa nell’aria ?

Quello che davvero mi incuriosisce, da quando facebook mi ha riportato in contatto con miei coetanei e compagni di scuola, e’ come mai tutti, ma proprio tutti, destra o sinistra che siano diventati, sembrano condividere la stessa fede nella stessa favola. Quella degli israeliani aggressori contro cui ogni atto e’ lecito e morale, perche’ i palestinesi, poverini, si devono difendere.

Proprio come era lecito, trenta anni fa o giu’ di li’, giocare con svastiche e croci celtiche. Erano tutti paninari e fascistoidi, con la celtica al collo o cucita sul bomber. Poi passano a sinistra e mantengono la stessa incazzatura irrazionale, la stessa lagna del “se qualcuno li odia e’ colpa loro che vogliono comandare su di noi” solo che stavolta ce la hanno con Israele.

E non una persona che gli dica: “ma vedi di crescere”. Va la’ che e’ curiosa sta roba.

Sara’ l’aria delle Prealpi. Sara’ una defascistizzazione mai portata a termine. Sara’ lo strapotere di CL. Eppure, come piu’ o meno in tutto il Nord Italia, ci sono stati industriali, filantropi e sindacalisti ebrei che hanno fatto grandi cose, da quelle parti.

Avra’ forse a che fare con la politica italiana, per come e’ messa. Male, cioe’. La politica in Italia e’ stato piu’ tifo identitario a favore della propria squadra, o piu’ spesso contro l’avversario, di cui ci si augurava la morte. Progetti precisi, niente. Solo scontri tra bandiere e tifoserie.

Le ragioni sono tante. La sinistra non ha mai avuto grandi spazi di manovra, tra Gladio e bombe era chiaro che, anche vincendo le elezioni, si sarebbe potuto combinare poco. La destra ha affidato il controllo sociale alla Chiesa, che si preoccupava di calmare le tensioni con un po’ di paternalismo ed una ideologia patriarcale. In questo modo si e’ sviluppata una borghesia conformista ed una classe dirigente mediocre, la cui unica ideologia era la conservazione del potere. Basta pensare ad Andreotti e alle sue battute, o al pantheon democristiano composto da politici di mezza levatura, che altrove non sarebbero stati capaci nemmeno di governare una provincia, senza l’appoggio dei vescovi e del loro sistema clientelare.

Date queste condizioni, avendo poche possibilita’ di azione politica reale, la politica diventa il regno delle fantasie di onnipotenza e dei progetti di trasformazione radicale. Delle nostalgie di una epoca pre-moderna priva di conflitti e tensioni.

E l’ebreo e’ la minaccia.

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6 risposte a C’e’ qualcosa nell’aria ?

  1. restodelmondo ha detto:

    L’ebreo, il massone, il pippoplutopaperino. E pure (ma diciamolo piano, ché di certe cose non sta bene parlare) il gay. Il solito bingo-Ventennio, insomma.

    Sarebbe interessante capire come uscirne, come (appunto) crescere. Tu hai qualche teoria al proposito?

    • nahum נחום ha detto:

      No, non ho teorie. Ho solo speranze che si possa maturare, magari in una societa’ meno influenzata dal cattolicesimo.

      • Vuk ha detto:

        Non riesco a vederle queste colpe del cattolicesimo, che come tutte le religioni numericamente grandi contiene tutto e il contrario di tutto (io ne avrò colto solo alcune parti, impossibile che le abbia colte tutte). Ti faccio notare sperando di ridarti un po’ di speranza per il futuro, che quando andavo alle elementari l’insegnante di religione cattolica ci insegnava fin dalla seconda elementare che l’ebraismo faceva parte delle nostre radici e che era sbagliato vederlo come nemico, magari era ipocrisia, o magari in certe parti del mondo cattolico ci si crede davvero in questo recupero del rispetto per l’ebraismo eper gli ebrei (che purtroppo rimarrà sempre incompleto finchè non si metteranno sul tavolo le colpe storiche e contemporanee della Chiesa in merito e non lo si vuole proprio fre, mi sembra).

        Ma il punto cruciale, per me, è un altro.
        Dare la colpa alla cultura, o alla società, o alla religione è un po’ come dare la colpa al comunismo dei danni nell’europa dell’est.
        Le ideologie sono cose che le _persone_ pensano, indotte o meno.
        Secondo me, se ci si arrende a dare la colpa ad un ente non fisico, non realmente tangibile, si finisce per far passare l’idea che non è colpa delle persone che proprio non possono evitare di comportarsi male.

        Sarà l’educazione cattolica, sarà l’influenza buddhista, sarà che ascolto troppo gli youth of today, ma mi chiedo: possibile che nessuno dica forte e chiaro che si può scegliere?
        Possibile che nessuno provi a ricordare che in ogni momento della vita si ha una responsabilità importantissima verso sè stessi (e verso gli altri, se vogliamo).

        Io credo di capire un poco -in piccola parte perchè se in un ambiente non sono bene accetto non lo frequento, non ho il marchio a fuoco sulla fronte di essere ebreo a seguirmi ovunque, ed è stato questo pensiero a farmi abbandonare l’ingiustificabile antisemitismo a cui avevo “aderito”- lo scoraggiamento la rabbia e l’angos cia che ti prendono a vedere della cattiveria immotivata contro di te.
        E non ne hai alcuna colpa, ovviamente.
        Però dai, cerca, per te stesso e per i tuoi figli, di non scoraggiarti.

        E per quello che può valere ti faccio le mie scuse, a te, alla tua famiglia, ai tuoi compatrioti israeliani e a tutto il mondo ebraico.
        Chiedo scusa per le cattiverie che ho detto in passato e che spero non abbiano attecchito nè “preparato il terreno” ad altre cattiverie.

      • nahum נחום ha detto:

        Non c’e’ alcun bisogno che tu chieda scusa a me. Se pensi di aver sbagliato nei confronti del popolo ebraico, un buon modo per porre rimedio e’ appoggiare Israele, con magari una donazione qui http://www.kklitalia.it/ o qui http://www.conisraele.it/ Questo per il piano personale.
        Perche’ poi io non stavo esibendo nessuna ferita. Non sono disperato. Sono andato via dall’Italia non per scappare, ma perche’ volevo una vita ebraica piu’ piena. In Italia non e’ possibile, anche (non per una piccola parte) perche’ sono gli ebrei stessi che hanno deciso di mantenere un profilo basso.
        Il cattolicesimo ha molti aspetti, vero. Il cattolicesimo che influenza la mentalita’ collettiva non e’ quello dei cattolici piu’ impegnati e piu’ seri (che da tempo hanno iniziato a ripensare il loro rapporto con l’ebraismo). Quindi e’; vero che persone e ideologie sono distanti tra loro. Ma non cosi’ tanto. Il comunismo ha qualche responsabilita’ dello sfascio dell’Europa dell’Est.

  2. magiupa ha detto:

    eppure qualcosa non mi quadra,non è quello che mi sembra d’aver vissuto,possibile che sia passato attraverso tutto quell’odio e non mi sia accorto di niente?

  3. Vuk ha detto:

    Ti rispondo qui perchè non posso farlo sopra (non c’è lo spazio risposta).

    RIguardo al comunismo, vero.
    Riguardo al cattolicesimo, vero.

    Però.

    1) Ti vedo molto arrabbiato coi cattolici e non da oggi. Non dico che non devi esserlo, nella tua posizione di ebreo io non sarei arrabbiato, sarei già andato fuori di testa, ridotto ad uno straccio psicopatico che vede tutte le colpe delle proprie sfighe (esistenziali, beninteso) nei cattolici e negli arabi (tratto, quello di incolpare gli altri, che cerco di tenere a bada tutti i giorni).
    Però è una cosa che mi accompagna sempre, ho fatto presente il fattore essere umano. Il cattolicesimo ha le sue colpe, come le ebbe il fascismo per le leggi razziali.
    MA nelle leggi razziali furono anche gli entusiasti denunciatari a macchiarsi la coscienza di crimini orribile (peggio che ucciderli, imho, perchè è molto più difficile che la cosa ti tormenti poi, se non ti sporchi nemmeno le mani, e non c’è quindi la possibilità di pentirsi e di diventare migliori pur con le macchie di sangue sulla coscienza).
    E così il cattolico, che HA tra i suoi dettami quello di non fare del male al prossimo, può e deve scegliere (il comunismo pretendeva di essere scienza e questo lo rendeva molto più pericoloso, imho, perchè non teneva conto, nemmeno in teoria, del fattore umano individuale).
    Do ragione al principio basilare di rispettare l’essere umano e di porgere l’altra guancia o a quello molto più comodo di aiutare a distruggere la memoria e la verità della storia (che magari mi prende pure in simpatia un qualche burocrate in vaticano e vivo “meglio”)?

    Nel mio piccolo dico che la seconda è una scelta cieca, perchè mi piace riposare la notte ed essere sereno di giorno, e francamente diventare il signor Macbeth o la signora Macbeth della situazione è una cosa che non mi piace per niente.

    2) Riguardo alla mentalità collettiva.
    Sarebbe lunghissimo risponderti comunque… punto 3

    3) Io vedo, nel mio piccolo e non è detto che valga per l’intera società, che democristianamente si ottiene di più con un cucchiaio di miele che con un barile di aceto.
    Il dialogo, che non vuol dire inciucio, dipende da come lo fai e da cosa sei disposto a giocarti, è un’arma formidabile che costruisce anzichè distruggere.
    Non è facile da usare e non deve escludere un “guardarsi dentro”, ma può fare grandi cose in situazioni incasinate, tipo la mia famiglia, per dire.
    Si riescono a bypassare un sacco di vicoli ciechi e circoli viziosi, col dialogo. E ci si può aiutare a vicenda a migliorare
    Questo tuo post, non sembra considerare la possibilità di cambiare in meglio delle persone e insomma, non mi è piaciuto per questo.
    Inoltre, se si parte dal presupposto che i problemi e le soluzioni partono da fattori astratti come la cultura, i cambiamenti si subiscono e basta, non si fanno.

    Tutto qui. Ops, ho fatto un’altra sbrodolata.
    Pardon.

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