Also spracht Bidustra – 06

La scorsa settimana l’editore Einaudi ha pubblicato [e poi mi ha spedito (1) ] un libro di Steven Nadler, [Come: “e chi e’ ?”? Mo’ ve lo spiego] uno dei più grandi studiosi [e uno!] del pensiero e della vita di Spinoza [non quello del blog], dedicato alla storia culturale editoriale  del “Trattato teologico-politico”, uno [e due!] dei pilastri culturali del pensare moderno [insomma, un mio immediato imitatore]. Di quel libro, dal titolo “Un libro forgiato all’inferno”, il capitolo finale è quello che mi ha dato da riflettere. [che io in una settimana sono arrivato alla fine del libro e mo scrivo la recensione La storia della censura [che quando parlo di recensioni e’ una associazione automatica], della persecuzione e poi della messa al bando del “Trattato teologico-politico” di Spinoza è istruttiva [che poi spiega come mai dei libri di Jabotinsky io non ho manco una copia] e forse può dire qualcosa anche a noi oggi [a voi cioe’, se sapete riconoscere che io come Spinoza sonpinoro stato censurato perseguitato e messo al bando.]. Soprattutto per comprendere come e cosa significa intraprendere una strada che mira a rimuovere le convinzioni radicate [del genere che esisterebbero ancora le mezze stagioni, io per esempio ho sfidato tale radicata convinzione e riesco dunque a sfidare, per davvero, il “senso comune”. La scelta di quella strada, ovvero il “paradigma Spinoza”, implica un percorso di pazienza, di fermezza e, prevalentemente, di solitudine. [In altre parole, a me non mi caga nessuno, scrivo solo su Moked, e quindi io sono come Spinoza, non a caso in meno di una settimana ho finito il libro di Nadler] Una condizione in cui, anche a fronte delle incomprensioni degli amici di prima [e cioe’ se a sinistra non smettono di essere antisemiti e di dirsi antisionisti, ma sempre amici rimangono] non si presentano come “nuovi amici” gli avversari di ieri.[quindi ho fatto bene a non includere nella mia antologia sul sionismo gli scritti di Jabotinsky e di Rav Kook, che e’ roba che porta ai nuovi amici che non sono tali e soprattutto io non ci capisco niente. Manco Spinoza ci capiva un granche’ di Rav Kook, o di Jabotinsky, perche’ non li ha mai incontrati. Proprio come me. Vedete come sono simile a Spinoza, io?]

(1) Con preghiera di recensione. All’Einaudi ci hanno l’amico ebreo, e ci tengono.

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3 risposte a Also spracht Bidustra – 06

  1. magiupa ha detto:

    non arrabbiarti,dimmi solo che lui (chiunque sia)sa di che parli,e io so che non ho capito nulla perche non sono lui e non so di che parli 😉

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