Biondeggia nel colchoz Lenin il grano multiplo di Lyssenko

“L’uomo nuovo – ed anche questo è caratteristico – in questo caso è una donna, anzi una bella ragazza giovane e sorridente, di quel sorriso franco e sicuro delle giovani generazioni sovietiche. Ci viene incontro in abito da lavoro, con le mani ancora imbrattate di terriccio, umido per la recente pioggia. […] Una contadina? No, una colchoziana, una razza nuova di uomini e di donne. Ogni anno, ci spiega, migliaia di autocarri provenienti dal Sud debbono essere impiegati a trasportare a Mosca quei ghiotti frutti di sogno del caldo mezzogiorno [meloni e angurie]. Ci dice dati e cifre con precisione statistica. «Non si può andare avanti così, è un immenso spreco di possibilità di trasporto, di ricchezza di tutto un popolo. Allora i meloni bisogna coltivarli qui. Miciurin ci ha insegnato che dalla natura non bisogna attendersi dei favori, bisogna strapparglieli. Ed io ho provato, nei nostri campi».

[E. Sereni in «L’Unità», 1° ottobre 1949, p. 3.]

I fondamenti di cotanta scienza:

Only in our time and country, in the land of victorious Socialism, where dialectical materialism, developed in the works of Comrade Stalin, is the dominant world outlook, has it become possible to give a real explanation of real biological facts such as species. Kolkhoz- sovkhoz agriculture affords every opportunity for the unlimited development of materialist biological science, of Michurin’s teaching– creative Darwinism. I. V. Michurin wrote: “We have as yet no correct exhaustive conception of how nature has created and still incessantly creates innumerable species of plants. At the present time it is of much greater benefit to us to realize that we have entered that stage of our historical development in which we are able personally to intervene in the actions of nature and, in the first place, can considerably accelerate and numerically increase the form building of new species, and, in the second place, artificially divert the building of their qualities in a direction more advantageous to man.
We must furthermore appreciate the fact that such work, jointly performed by us and nature, represents progress of the highest order, of global significance. This will become evident to all from the results which the development of this undertaking will bring in the future–an undertaking powerfully impulsed by the Revolution that aroused millions of creative minds in the Land of Soviets. For here a considerable portion of the population has been given the opportunity to improve life round about by deliberate action.” [qui]

Il brano sopra, quello in italiano, tratto dall’Unita’ e’ stato scritto da un intellettuale, mentre quella follia nota come “scienza marxista” causava la morte per fame di un milione di persone.

Russia_Famine_Saratov_1921Come cavolo si poteva credere a simili puttanate? 

 

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10 risposte a Biondeggia nel colchoz Lenin il grano multiplo di Lyssenko

  1. blogdibarbara ha detto:

    Ti dirò, il fatto che ci sia stata gente che ci ha creduto non mi sembra poi così tremendo. La cosa tremenda è che c’è gente che ci crede ancora.

    • restodelmondo ha detto:

      Concordo con Barbara – anche solo confrontando i mezzi di comunicazione dell’epoca, soprattutto in un regime totalitario, con quel che abbiamo adesso. Il problema è oggi, non ieri.

      • nahum נחום ha detto:

        Non so se sono d’accordo. Emilio Sereni, autore del papello propagandistico di cui sopra, era un grande storico dell’agricoltura, non poteva non accorgersi che una macchina propagandistica fosse all’opera, la ha vista e ha scelto di farne parte.

      • magiupa ha detto:

        mio papà, 5à elementare conseguita durante la leva,ma contadino figlio di contadino a questa scienza avrebbe sputato sopra.Trovo difficile giustificare l’intellettuale del 49,che abbandonato ogni pudore sceglie di credere alla befana,io lo processerei per complicità in genocidio,perche gli intellettuali che avvallarono in qualsiasi modo la macchina propagandistica dei genocidi del secolo scorso sono tutti complici,chi più chi meno.

  2. magiupa ha detto:

    se non fossero puttanate non servirebbe credere.

  3. Finrod ha detto:

    non mi stupisce che ci fosse gente che ci credeva, oggi ci sono molti, spesso anche competenti, che credono a panzane simili riguardo le biotecnologie e gli ogm, solo perché questi ultimi sono mediaticamente associati alle multinazionali e quindi è “scienza capitalista” 😦

  4. Vuk ha detto:

    Non lo so come facessero a crederci quelli che sapevano.
    Ma il problema vero, per me, è come facessero a fare stare zitta la propria coscienza.
    Sarebbe importante per me riuscire a scoprirlo, in modo da rendermi conto qualora lo facessi a mia volta.

    Non vorrei MAI svegliarmi da un sogno e accorgermi di vivere in un incubo che mi sono costruito da solo per ignavia, egoismo, vanità o paura di affrontare la realtà o i miei errori precedenti.
    Mai, mai, mai.

    • nahum נחום ha detto:

      Ho visto. Il sito in se’ (“Felafelcafe”) non e’ nemmeno il peggiore del suo genere. Buffo che si lasci scappare la ammissione che ci sono 3500 persone che leggono questo gruppo, e che si occupano tutti di comunicazione e di Medio Oriente, e sono tutti pronti a scagliarsi contro Israele. Chissa’ cosa dicono del massacro in corso in Siria.

      • blogdibarbara ha detto:

        Beh, io ho solo leggiucchiato qua e là perché mi veniva troppo da vomitare… Comunque è più o meno come con san Simonino di Trento: la Chiesa ha ufficialmente riconosciuto che non è stato ucciso e scannato dagli ebrei per fare le azzime (ma già il papa dell’epoca aveva ritenuto infondate le accuse e vietato il culto), lo ha de-santificato, ne ha vietato il culto, ma i suoi fedeli bollano di menzogna le smentite e continuano a venerarlo (prova a cercarlo in Google, e vedrai cosa ti viene fuori!). Impossibile rinunciare ai proprio santi martiri, soprattutto quando sono così redditizi, da tutti i punti di vista!

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