update 2

Sapete, non e’ mica vero che il Tondelli non abbia mai conosciuto ebrei. In realta’ aveva anche degli allievi di orgine ebraica. Cioe’, lui non lo ha mai chiesto, se fossero tali. Pero’ lo sapeva. Confusi? Beh, provate a leggere qui

un allievo è ebreo quando lo decide lui, non i suoi genitori. L’unico modo di saperlo è chiederglielo e io tendo a evitare domande sull’identità religiosa a dei preadolescenti: non sono tenuti a mostrarmene una.

Tendenzialmente i genitori ebrei comunicano alla presidenza di essere, appunto, ebrei e che in quanto tali ai loro figli e’ permesso non avere verifiche scritte di Sabato e assentarsi senza giustificazione in occasione delle feste ebraiche, le cui date vengono segnalate sulla Gazzetta Ufficiale, e diramate alle scuole piu’ o meno a meta’ maggio. Ci sono poi i diritti legati alla alimentazione kasher; di cui devono tenere conto le scuole, se c’e’ la mensa e se si va in gita senza pranzo al sacco.
Ma magari gli allievi ebrei [pardon: di orgine ebraica] del prof. Tondelli durante le festivita’ ebraiche vanno a scuola, sicche’ lui non ha mai dovuto scrivere alcuna annotazione sui registri. Magari di sabato scrivono e la domenica vanno pure a messa. E mangiano maiale, anzi non maiale, cibo di origine maializia, perche’ non sono ebrei, ma di origine ebraica.
Non so se tali allievi esistano. A me sembrano piuttosto evanescenti.
Comunque, se ci sono e leggono quel che scrivo, offro loro la mia massima solidarieta’. Non deve essere facile, per uno studente ebreo, avere un insegnante che ha parecchio da dire sulla immigrazione russa in Israele. Ma non vuol dire cosa. Forse sa che non sono ebrei. O che non hanno origine ebraica. Capite, lui e’ esperto. Non lo chiede mica agli allievi. Pero’ ne conosce l’origine. Magari, chissa’ annusa.
Vi presento Leonardo Tondelli, professore di fiuto.

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13 risposte a update 2

  1. Vuk ha detto:

    La storia degli ebrei che non sono ebrei, ma russi, mentre i veri ebrei, o discendenti degli ebrei, sono i palestinesi, la lessi (e mi sembrava già traballante così, senza uno straccio di dato, di prova storica) su uno dei tanti siterelli di “movimenti” fascisti/nazisti che impestano la rete (non ricordo il nome, ma tanto sarà sparito da un pezzo).
    Quella di Leopoldo è basata sulle stesse… uhm… documentatissime… opinioni?

    Che poi, tra l’altro, non mi risulta che siano stati i “veri ebrei” aka i palestinesi a venire perseguitati a intermittenza per 800 anni.

    Ammesso e non concesso (NON CONCESSO) che sia vero, il problema grosso, vitale direi, è chi, _secondo i non ebrei_, sono gli ebrei.
    Peccato che, quando fa loro comodo, i non ebrei alla Vittorio Arrighini si ricordino immediatamente che quelli che vanno in sinagoga non sono come le persone normali. E, sempre quando fa loro comodo, si ricordano che però quelli che vanno in sinagoga non sono ebrei-ebrei, ma più dei gobbi che avvelenano i pozzi. Dei complottatori, ecco.
    Quindi se ne stanno qui buoni buoni a pigliarsi sputi e insulti, se va bene. Che in israele ci stanno i veri ebrei. Quelli bravi.

    Quanti sfacciati bugiardi a questo mondo.

    • nahum נחום ha detto:

      Ah, l’ipotesi kazara. La teoria secondo cui gli ebrei russi discenderebbero da una tribu’ non semita. Uno dei tanti tentativi degli antisemiti di non apparire tali (“non ce la ho con i semiti, ce la ho con i kazari, che levano ai semiti arabi la loro terra”). Una cazzata messa in circolo da propagandisti arabi al soldo del Foreign Office, quando il governo inglese cercava di scaricare i sionisti e di assicurarsi buone relazioni con gli arabi e particolarmente con quelle famiglie che controllavano la comunicazione tra Europa e India. Poi la cazzata kazara ha iniziato a vivere di vita propria….
      Prove ce ne sono poche, nel senso che esiste un racconto filosofico medievale su un re kazaro che si converte all’ebraismo, ma e’ un racconto filosofico, scritto da un filosofo ebreo a cui il termine “kazaro” suonava esotico. e’ la storia di questo re esamina tutte le religioni, e alla fine si converte a quella che lo convince di piu’. Un pretesto per riassumere le tre differenti religioni.
      Curiosamente, uno che credeva alla ipotesi kazara era Arthur Koestler, uno dei grandi del Novecento. Tutti dovrebbero leggere il suo “Buio a Mezzogiorno” una denuncia del totalitarismo comunista e di ogni Inquisizione. O anche “Ladri nella Notte”, un capolavoro che racconta la nascita di Israele…
      Koestler alla ipotesi kazara ci credeva. Era un sionista ed era convinto che gli ebrei fossero prima di tutto un popolo, e non una fede religiosa. Che fossero di origine kazara o semita a lui comunque non importava, avevano diritto a uno Stato e solo con la immigrazione massiccia in Terra di Israele si sarebbero salvati dalle persecuzioni. Gli inglesi ostacolavano l’immigrazione? Bon, diceva Koestler, gli inglesi erano colpevoli tanto quanto i tedeschi. E giu’ bombe. La cosa affascinante di Koestler e’ che gli inglesi stessi si ridussero a cercare i suoi favori, dopo la seconda guerra mondiale.

      • blogdibarbara ha detto:

        C’è anche un noto attore-cantante-regista-eccetera ebreo che preferisco non nominare perché se no poi mi tocca disinfettarmi la bocca con l’alcol, che ha sposato in pieno la tesi kazzara: sarà un caso? (Bellissimo però “Il vento dei Chazary” di Marek Halter).

      • nahum נחום ha detto:

        Boh. Tanto per cambiare a mettere in giro l’ipotesi kazara e’ stato un ebreo, anche si’ geniale come Koestler. A volte i nostri peggiori nemici sono ebrei stessi, che non calcolano le conseguenze delle loro azioni.

      • nahum נחום ha detto:

        Ooops, partito il commento senza che me ne accorgessi.
        Probabilmente tra le varie cazzate antisemite che abitano la mente disturbata del Tondelli, ci sta anche la ipotesi kazara. Una volta ha detto che gli attuali palestinesi sono discendenti degli ebrei….
        Ma la questione e’ un po’ piu’ sottile. Sostenendo di conoscere degli ebrei, che non sono iscritti ad alcuna comunita’, non osservano le feste ebraiche, e nemmeno si accorgono che lui sia antisemita, il Tondelli sta cercando
        a) di raccontare che lui non e’ antisemita, infatti c’ha pure l’amico ebreo
        b) e questo lo scrive anche in Usenet, che le sinagoghe e le istituzioni ebraiche non rappresentano gli ebrei. Una volta ha pure scritto che “ci sono ebrei che non pagano la gente come te” (i rabbini, il cui salario e’ pagato dalle comunita’ per cui lavorano) e nello stesso post, con il solito limguaggio lagnoso, ha detto che gli faceva paura che fossero i rabbini a decidere chi e’ ebreo e chi no. Capirai, lui che trova molto da dire sulla ebraicita’ degli ebrei russi. Non vuole dire cosa ci sarebbe da dire, e cosi’ ci lascia ad ammirare lomspettacolo divertente di lui che si crede Dio e crede di avere i titoli per decidere chi e’ ebreo e chi no. Insomma, a lui interessa delegittimare le istituzioni ebraiche ed ovviamente vuol far intendere cChe lo Stato di Israele non rappresenta gli ebrei e nemmeno ne fa gli interessi perche’ i criteri che usa per stabilire chi e’ ebreo e chi no sono criteri falsi e sbagliati (infatti lasciano fuori il suo amico).
        c) che l’ebraismo deve essere un fatto privato, solo interiore. “Non chiedo la fede religiosa ai miei allievi” significa: l’ebraismo esiste solo come religione privata ed interiore. Deve essere quindi, per lui, bandito dalla vita pubblica. Niente piu’ possibilita’ per gli ebrei di osservare le loro feste, obbligo di lavorare di sabato (vedi URSS), proibizione della circoncisione, che credo lui abbia gia’ definito una mutilazione barbara, insomma scioglimento di qualsiasi attivita’ associativa ebraica non controllata dallo Stato. E ovviamente smantellamento di Israele e gli ebrei in giro per il mondo, minoranza ovunque, deboli ed esposti agli abusi del potente di turno. Questo per il loro bene, si intende. Magari ha pure la faccia di palta di dirti che il suo anonimo amico ebreo e’ d’accordo con questa ricetta tondelliana per risolvere i mali del mondo.

      • Vuk ha detto:

        Uhm, è davvero elaborata come strategia, quella dell’amico ebreo.
        E coincide pure con tutti peggiori difetti e manie di coerenza degli ideologizzati. Diciamo che cerca di chiudere il cerchio. Tutto si collega, l’ebreo buono rimane fuori, il nemico attaccato nella credibilità (com’è che in una certa sinistra usano da decenni la tecnica dell’attacco viscido alla reputazione? Berija ha fatto scuola?) e nell’adeguatezza del suo ruolo (quello che ferretti dice essere, se non sbaglio “usare sia il sofisma che il porno” insomma qualunque mezzo qualunque scusa ma “abbattete quel bastardo”).

        E’ una tecnica di merda e vigliacca.

      • nahum נחום ha detto:

        Si’, l’attacco alla reputazione e’ un classico di certa sinistra. Nel caso del Tondelli e’ pero’ comico. Invece di discutere nel merito, precisare le sue opinioni, che gli prenderebbe facciamo un venti minuti, lui passa due ore a cercare informazioni su di me, sui libri che ho pubblicato, sulle persone con cui posso aver litigato, sul mestiere che faccio e cosi’ via.
        Si sforza di parlare esclusivamente di me, tirando addosso tutto il possibile fango (“Google non ti e’ amica” “ma lo sa la tua comunita’ che tu sei un sionista?”) e di evitare di precisare le sue (impresentabili) opinioni. Ma messo sotto pressione, le predette opinioni gli escono, con un linguaggio tanto livoroso e con cosi’ tanti svarioni, da essere comico, appunto (“certo che Israele e’ uno Stato razzista, ha dato la cittadinanza a un professorino italiano e perseguita i contadini della Galilea”).
        Io glielo ho spiegato decine di volte. La differenza tra me e lui e’ che io conosco il suo ambiente, la sinistra italiana. Ne ho sentito molto da vicino la puzza di antisemitismo. Lui il mondo ebraico non lo conosce (sai te che scandalo, un rabbino sionista…) e per questo tutti i suoi tentativi di sporcare la mia reputazione finiscono come un buco nell’acqua, anche perche’ io ho proprio niente da nascondere.
        Siccome non siam piu’ ai tempi di Beria, quando il PCI poteva rispondere ai critici che si’, magari (magari….) c’era la dittatura in URSS, pero’ in URSS la gente aveva da mangiare (non era vero, ma la propaganda riusciva a farlo credere), questa tattica dell’attacco alla reputazione e’ perdente in partenza, riesce a convincere solo i gia’ convinti. E quelli convinti dal Tondelli, la sinistra post PCI, sono sempre di meno, perdono ad ogni elezione, e riescono solo a consolarsi con il ricordo delle passate glorie, quando la loro propaganda veniva bevuta dalle masse.
        Ma persino dell’armamentario retorico di quella propaganda, loro hanno un ricordo molto vago. E cosi’, vedi ad esempio la storia dei suoi allievi che sono ebrei, il Tondelli riesce solo ad accennarli, senza portarli fino in fondo, vuoi perche’, di nuovo, sa benissimo che le sue opinioni sono impresentabili, vuoi perche’, appunto, e’ rimbambito, come un attore che ha dimenticato la parte ma si ostina a comportarsi da prima donna sul palco, mentre tutti gli altri attori, imbarazzatissimi, non vedono l’ora che finisca e pensano gia’ al cazziatone che li aspetta nei camerini.

      • restodelmondo ha detto:

        Chiedo in tutta onestà, spero di non offendere nessuno. L’ipotesi kazara non mi pare necessariamente antisemita, se non degenera nel “ah, ma non siete veri ebrei” (soprattutto se detto da qualcuno che ebreo non è, e soprattutto se per dire cose tipo “ma i veri ebrei sono questi e quelli”). O sbaglio?

      • nahum נחום ha detto:

        Di per se’ non c’e’ nulla di antisemita nel sostenere che ci sono persone che si convertono all’ebraismo, dei Maestri del Talmud si diceva anche che uno fosse un nipote di Nerone.
        L’ipotesi in se’ e’ neutra. Koestler non era certo antisemita.
        Certo, i fan odierni della predetta ipotesi sono poco simili a lui. Piuutosto son gente che crede che tra terra e popolo ci sia un legame ancestrale e che di un popolo non si possa entrare a far parte, perche’ e’ tutto nella genetica e nei legami di sangue

      • blogdibarbara ha detto:

        Credo che il potenziale antisemita risieda nei ragionamenti che da questa storia si fanno derivare: gran parte degli ebrei attuali sono i discendenti dei kazari che sono un popolo convertito all’ebraismo ma NON di origine ebraica, quindi, primo, gli ebrei attuali NON sono i discendenti di quelli della bibbia quindi vedi che è vero che il “popolo” ebraico non esiste; secondo, se gli ebrei attuali non sono i discendenti di quelli cacciati al tempo di Tito, hanno ragione gli arabi a dire che fra loro e la Terra d’Israele non c’è alcun legame e quindi non hanno alcun diritto di stare lì.

  2. Vuk ha detto:

    Il mio commento era per dire: “non si sente un po’ a disagio a condividere… uhm… piuttosto spesso le opinioni dei peggiori razzisti del novecento, professore?”

    Tra l’altro saltando di blog in blog dai profili blogger sono capitato su quello di un italiano in germania, che tra i tre-quattro blog nel blogroll indovina chi c’aveva?
    Proprio Tondellator!

    In un post che definire un ammasso di merda illogica è già riduttivo (prendi tutti i peggiori difetti della politica in stile bianco-nero e frullali assieme ad una bella dose di fette di salame sugli occhi) scriveva, sto tizio, che i tifosi della lazio erano sì fascisti, ma ignoranti, perchè si schieravano coi palestinesi (uuuh, degli ultras che si occupano dei problemi del mondo, tra un po’ i neonati guideranno i jet, suppongo) e contro i tifosi del Tottenham, quando in realtà secondo la sua logica deficiente dovevano schierarsi col governo di Israele e quindi coi tifosi del Tottenham, perchè, come aveva scritto qualche post prima, era a tutti gli effetti un governo fascista guidato da un fascista (non ricordo nemmeno il nome del governante ad essere onesto, ma lui lo accusò apertamente di essere fascista).

    Il bello è che ha fatto quattro o cinque avvitamenti con capriola multipla in maniera evidentissima per evitare tutti quei muri di cemento armato che la realtà, quella baldracca, gli metteva davanti così, all’improvviso. In un post di poche righe.
    Insomma si lamentava del fatto che i laziali, _come quasi tutti i movimenti di estrema destra del mondo_ (ma questo pensiero non sembrava sfiorargli il cervello), si schierano coi palestinesi, che però sono buoni, quindi non di estrema destra.
    E insomma tutto il mondo aveva capito male tranne lui, che invece aveva capito tutto.

    Una roba più avvilente che esilarante ad essere onesto.

    Lo leggo e poi vedo il blogroll.
    Piccolo il mondo.

    • nahum נחום ha detto:

      Una storia divertente. Il manifesto, quotidiano romano comunista scritto e prodotto da menti eccelse, raffinate, intelligenti e molto colte, una volta ha pubblicato una inserzione pubblicitaria di un disco intitolato “Palestina”. Autore e cantante del disco era Massimo Morsello, cantautore dell’estrema destra romana, leader di Forza Nuova. Che i casi sono due:
      uno. I compagni del manifesto, su certe cause, amano trovarsi a fianco i fascisti della Garbatella, quelli che je menano ai compagni ogni fine settimana, assieme agli ultras daa Lazio.
      due. I raffinati, eruditi e coltissimi intellettuali del manifesto si sono fatti fregare da un coatto di periferia, che e’ riuscito ad avere la sua inserzione pubblicata (ahi ahi, compagni, la vigilanza e’ scarsa, non sapevate che era un fascista?) e loro manco si accorgono di quel che si muove sotto casa loro (non sapevate che quella della Palestina e’ una causa fascista? E tutte le inchieste che avete pubblicato sull’estrema destra!)
      Preferisco fermarmi qui. All’epoca ci fu pure il sospetto che il manifesto volesse mandare un segnale alla sinistra ebraica (vi appoggiamo contro i negazionisti, ma dovete stare attenti a appoggiare noi sulla Palestina, altrimenti vi mandiamo questi nostri amici a cercarvi)
      Comunque pochi giorni dopo il manifesto pubblico’ un articolo imbarazzatissimo, in cui dicevano di essere stati ingannati dallo stile del messaggio, e che i fascisti sono gente subdola, vigilanza compagni ora e sempre Resistenza. Dicevano (dicevano) che avrebbero destinato i soldi dell’inserzione a qualche causa antifascista (senza specificare quale, se ricordo bene).
      Un particolare significativo. Il manifesto ha una serie di collaboratori ebrei credo non pagati (uno di loro e’ quello che io sfotto nelle Bidussaggini) di cui ogni tanto pubblica articoli, ovviamente nella sezione cultura (appunto, non pagati), e non nelle pagine di politica internazionale. Questi ebrei ornamentali si prestano a collaborare con il manifesto per proteggere il quotidiano comunista da accuse di antisemitismo e a recitare la parte dell’ebreo dal volto umano. Ma quell’articolo, in cui si cercava di rimediare alla brutta figura pro-fascista, non era firmato da alcuno di quegli ebrei ornamentali. I quali forse hanno manifestato qualche barlume di dignita’. Oppure, piu’ probabile, i compagni del manifesto cercavano di mantenere la solita equidistanza tra ebrei e antisemiti.
      I quali antisemiti di destra, si sa, quando c’e’ in ballo la Palestina, vengono sempre utili; e poi e’ cosi’ difficile riconoscerli…

      • restodelmondo ha detto:

        Opporcapaletta, i mitici “non sono razzista, ho un sacco di amici neri” (ed equivalenti). In America è diventato un modo di dire… tipo “is the Pope Catholic?”

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