Quando ho scelto questo lavoro, mi aspettavo che sarebbe successo. Ma viverlo e’ una altra cosa. Ho visitato un signore anziano che stava morendo. Non ha famiglia, perche’ non si e’ mai sposato. Ha solo un fratello gemello, che vive a Tel Aviv. Non si e’ sposato neanche lui. Erano due vittime del dottor Mengele.

Questo lo ho scritto su Facebook, alla sera di una giornata pesante. Ed e’ arrivata una fila di “mi piace”, di “like”, di virtuali pacche sulla spalla. 
Poi pero’ e’ bastato osservare sommessamente che si’, grazie tante, ma come e’ che tra le vostre conoscenze di Facebook ci sta quello che ha scritto che Vittorio Arrigoni era una brava persona? 
Ed ecco che il flusso di virtuali pacche sulla spalla si interrompe. Fatta eccezione per i lettori e commentatori ebrei e quelli (pochi) che hanno liste di contatti piu’ presentabili. 
E cosi’ questa e’ la giornata di oggi. Ho visto la belva dell’odio nazista, e le cicatrici che ha lasciato. Sapevo che lo stesso odio non e’ morto. Sapevo che si e’ travestito da compassione per il piu’ debole, di compassione per il povero-bambino-palestinese. Una compassione selettiva, visto che nessuno si mobilita adesso per i bambini siriani, che muoiono dieci, cento, mille volte piu’ numerosi a soli pochi kilometri piu’ in la’.

E poi, davvero, non sapevate che anche i nazisti provavano compassione per i poveri bambini ariani dissanguati dalla piovra giudaica? Davvero non sapete che a motivare l’odio feroce per noi ebrei e’ sempre questa storia dei bambini affamati, dissanguati, sacrificati? In questa storia dei bambini palestinesi vittime dell’esercito con la stella di David non c’e’ davvero nulla di nuovo. E di solito sono balle. 

Il fatto e’ che l’odio, quello, lo vedi. La enorme zona grigia, all’interno della quale stanno seduti comodi gli estimatori di Arrigoni, e i loro amici, quelli che “ma tutte le opinioni sono lecite” “ma se ne puo’ discutere” “ma e’ un compagno, e dopotutto una brava persona”, “sono solo espressioni inopportune” quella zona la vedi meno. Pero’ la senti. E io oggi la ho sentita, al termine di una giornata molto pesante. 

Potrebbe finire qua, e invece ho ancora qualcosa da dire. Qualcosa che sta in questa bellissima canzone – se pacioccate bene con i tasti dovreste trovare anche la traduzione in inglese. 

E che Kippur si avvicina, ed e’ il momento di fare i conti con questo Amico Immaginario che e’ li’ un po’ per tutti.  Le parole della canzone le trovate dentro un libro molto antico, che poi e’ il Libro Sacro di noi ebrei, a cui un po’ tutti si rifanno, quando devono parlare con il loro, di Amico Immaginario. Sono parole che riflettono quello che, in questo periodo, attraversa il nostro (di noi ebrei, voglio dire) orizzonte, che, come il mare che vedete luccicare in qualche scena del video, sembra lontano, ma riflette una luce che arriva molto, molto vicina

Magari sono parole che vi dicono poco. Alla fin fine questa e’ poesia, e la poesia e’ questione di gusti A me dice molto il fatto che che, per quanto si sia provato a cercarne, quelle ancora restano le migliori parole mai scritte da essere umano, per esprimere la stessa sensazione di orizzonte lontano e allo stesso tempo vicino. Oggi mi ha messo i brividi stringere la mano di una vittima della piu’ grande crudelta’ compiuta da esseri umani. Sentire quanto e’ grigia la stessa zona grigia, mi ha pure dato i brividi: sapere che la bestia e’ dietro l’angolo e in caso si svegli sono poche le persone su cui contare.  Ma sapere che al di la’ del Mare Mediterraneo si compongono delle belle canzoni tratte dal nostro antico Libro, e in lingua originale per di piu’. mi ha dato dei brividi ancora piu’ forti. 

Spero li dia anche a voi. Hatimah Tovah, e buon anno. 

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7 risposte a

  1. Marta ha detto:

    Una domanda: il “coro” del video mostra dei ragazzi e delle ragazze con una divisa, o qualcosa del genere. Di che si tratta?

    In ogni caso: poesia, sì, e la bellezza della varietà dei volti la rende ancora più forte.

    • nahum נחום ha detto:

      Credo sia un gruppo scoutistico, tipo.

      • Mirella ha detto:

        Bello.
        Dalle magliette che indossano, e anche dalle didascalie alla fine del filmato, si tratta del movimento giovanile del movimento dell’ebraismo conservativo – movimento “Noam” (abbreviazione si “gioventu’ conservativa” ma che ha anche un significato circa di “amabilita’ “.

      • nahum נחום ha detto:

        “Conservativo” non e’ proprio una traduzione corretta. Ll’originale inglese (“conservative”) purtroppo ha delle implicazioni politiche decisamente fuori posto, quindi forse meglio l’originale: Massorti

      • nahum נחום ha detto:

        Ah, la cerimonia in cui i ragazzi sono impegnati e’ questa http://en.wikipedia.org/wiki/Tashlikh

  2. magiupa ha detto:

    Ho letto il tuo post,e non ho messo mi piace,neppure l’ho commentato,se non hai niente da dire,non dire niente.
    Quando ero in 4a elementare ho letto “se questo è un uomo” e dopo è diventata quasi una fissa,ho letto libri sulla Shoà,e sulle persecuzioni degli Ebrei fino a farmi l’idea che non ci fosse nulla da dire,che qualunque parola fosse ridicola e inadeguata,se ci conoscessimo personalmente ti avrei offerto la mia presenza,che è forse l’unica cosa che conta,ma su facebook?
    Mi dispiace non poter affermare che nei miei contatti non ci sono elementi sgradevoli,so che ci sono,ma non li seleziono per carattere etico,se qualcuno dei miei contatti pensa che gli Ebrei sono mostri evidenzia la sua ignoranza ed inettitudine,non la mia….
    aggiungo una considerazione su Arrigoni,che ci stà,Arrigoni era un uomo dall’elasticità mentale così scarsa da non aver capito che il suo ruolo era passato da risorsa a problema,nemici così bisogna augurarseli.

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