Disgustosi e narcisisti

Fa davvero un po’ senso leggere persone, che urla(va)no al crimine contro l’umanita’ ogni volta che a un palestinese veniva torto un capello da parte di un soldato israeliano, e che adesso se ne stanno zitti e silenti quando Assad massacra i palestinesi (ed altri) a centinaia. Sembra proprio che delle vite dei palestinesi non glie ne fregasse niente e che fossero solo in cerca di pretesti per attaccare gli ebrei. Lo so che non e’ una gran novita’. I personaggi in questione sono cattolici, o ex tali; o comunisti, o ex tali; o una combinazione di ambedue le ideologie; e, in genere, e’ gente che ha sempre cercato di ridurre i diritti di noi ebrei. Il diritto ad uno Stato, per esempio. Ma e’ disgustoso comunque.

Ugualmente impressione fanno tutti quei sostenitori del processo di pace, che hanno messo Netanyahu (e gli elettori israeliani) alla berlina, berciando di fascismo, di occasioni storiche che venivano perse, di dolorose rinunce che bisogna fare per avere pace adesso, peace now, anzi oggi, anzi ieri, anzi e’ tardi, e che volevano il ritiro dal Golan e la pace tra Israele e Siria, che la Siria era fattore di stabilita’ della regione. La Siria e’ (stata) un generoso sponsor di attivita’ antisemite e di terrorismo in giro per il mondo, offrendo cordiale ospitalita’ a criminali nazisti in fuga e a parlamentari arabi israeliani beccati con le mani sporche di marmellata e spionaggio. Ma e’ stata soprattutto un buon partner commerciale delle Coop, perlomeno dai tempi del governo Prodi. E quando si fanno affari in Medio Oriente, e’ bene metterci la parola pace. Sai mai che trovi qualcuno che ci crede. Qualcuno pronto ad accusare Israele chiudendo gli occhi su crimini altrui lo si trova sempre. E vedi alla voce sponsorizzazioni.

Netanyahu, che sapeva cosa bolliva in pentola in Siria, giustamente ha resistito a queste pressioni, perdendo anche un Nobel per la Pace. Se avesse ceduto, adesso Israele sarebbe sul banco degli imputati, imputato di complicita’ con un regime che, mentre crolla, compie massacri al confronto dei quali quello (perpetrato da miliziani cristiani) a Sabra e Chatila e’ una passeggiata.
Ecco, i detrattori di Netanyahu, i fan del processo di pace, gli apologeti delle dolorose rinunce, potrebbero dare una bella lezione di stile e riconoscere che avevano torto. Ma non lo fanno. Perche’ il narcisista [1], per principio, non puo’ riconoscere pubblicamente di avere avuto torto, sarebbe una ferita mortale per lui e il suo ego.

[1] Narcisista e’ quello che si costruisce un mondo su misura, dove tutti gli danno ragione. Tutti. Anche i terroristi palestinesi votati alla sua distruzione.

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