[copincollo qui frammenti di una discussione]

dimostrami che

io non devo dimostrarti nulla. Tu non sei la voce della razionalita’ e della logica che si contrappone alla barbarie superstiziosa e identitaria. Tu sei N., aka G.L. e quel che scrivi/dici/”pensi” (guarda come sono generoso) e’ storicamente determinato: influenzato dalla tua condizione economica, dalle rappresentazioni della realta’ che hanno corso nella tua classe sociale, dal luogo in cui vivi, dalle parentele che ti ritrovi, dalle tue appartenenze, dal tuo percorso biografico e anche dalla tua condizione umorale. Proprio come quel che scrivo e dico io. Che non vengo pero’ a pretendere “dimostrazioni” da nessuno.
Che buffo, son qua a darti lezioni di marxismo.
Che buffo, sei qua a pretendere dimostrazioni, come il Tondelli pretende che gli si mostrino le prove che Arrigoni fosse un antisemita, e ovviamente nessuna prova gli basta, anche se e’ una affermazione ormai di senso comune, grazie al lavoro di un giornalista e a testimonianze di suoi compagni (ma quel che scrivono i compagni, che si firmano con nome e cognome, potrebbe LOL averlo scritto qualcun altro, magari il Mossad)

> ogni critica verso IL a) significhi un  “attacco agli ebrei” (ed ogni critica alla cCambogia

chi critica Israele (compreso tu) ha il brutto vizio di non offrire alternative che non siano la auto-distruzione, di Israele e degli ebrei tutti. Infatti Israele e’ l’unico Stato dove gli ebrei sono maggioranza e dove rifugiati e profughi ebrei possono trovare casa e sopravvivere, nella eventualita’ (e succede) che qualche dittatore decida di sbatterli fuori. Senza uno Stato, gli ebrei sono piu’ deboli. Chi non vuole uno Stato ebraico, vuole che gli ebrei siano piu’ deboli.

> un “attacco contro
i khmer” :), etc.); b) equivalga per la la maggioranza degli ebrei
(cambogiani, etc.) ad un “attacco agli ebrei” (cambogiani, etc.).

risposta a)
ah, maledizione, ci hai scoperti! La gran massa degli ebrei di tutto il mondo e’ in realta’ indifferente ad Israele, quando non apertamente critica dell’occupazione. Purtroppo non vengono mai allo scoperto perche’ una lobby sionista e neocon li terrorizza e impedisce loro di organizzare la propria opposizione allo Stato ebraico. E inoltre a Roma c’e’ una fontana in vendita. C’era, ma la hanno presa i rettilariani. Ora e’ nell’Area 51 e ci fa il bagno Jim Morrison (quando il carceriere sionista gli permette di uscire).

risposta b)
le istituzioni ebraiche sono democratiche, e nei vari consigli, board, giunte, esecutivi ecc. i sionisti sono la stragrande maggioranza. Lo sono non per via di un complotto, ma perche’ vincono le elezioni. Gli antisionisti, quando e se si candidano per le dette elezioni, ricevono batoste solenni e vanno poi a cercare consensi al di fuori del mondo ebraico (il caso di Moni Ovadia e’ il primo che viene alla mente). Per un sionista, una critica ad Israele e’ un attacco agli ebrei. E di solito quel sionista ha ragione. Eccoti dimostrato il punto b).

>  è solo il wishful thinking di

di me medesimo, e di tutti quelli che hanno preso parte alla manifestazione di settimana scorsa. Che erano tantini. La cosa, vedo, ti fa incazzare.
Mi dispiace molto. Se vuoi ti faccio recapitare un bagel.

> criticare Israele NON significa “attaccare gli ebrei”, e che chi crede a questa sciocchezza (duplex: 1. chi crede,
> criticando IL, di “attaccare gli ebrei”; 2. chi crede che chiunque critichi IL “attacchi gli ebrei”) è un idiota da       >  rieducare alla  cambogiana.

L’accenno alla rieducazione, ancorche’ stizzito, e’ divertente. Divertente per me, adesso, dal momento che mi fa ricordare che per decenni i sionisti sono stati rinchiusi nei manicomi dell’URSS stalinista. Poi il comunismo e’ crollato, e invece Israele e’ ancora li’.

quanto al tuo punto 1). E’ evidente che boicottatori, antisionisti, oppositori dell’esistenza dello Stato ebraico, critici dell’occupazione, sbroccotronici vari e persino qualche antisemita non ammetteranno mai che intendono “attaccare gli ebrei”. L’antisemitismo dichiarato e’ (ancora) piuttosto impopolare, in Europa. Piuttosto, questa allegra compagnia, che peraltro non ha problemi a ricorrere agli stilemi dell’antisemitismo classico (“la lobby ebraica” p. es.) preferisce dire che sta attacando lo Stato ebraico. Sanno benissimo che un indebolimento dello Stato ebraico e’ un indebolimento degli ebrei. E a quello puntano.
Tu, che questioni la buonafede di Netanyahu (che ha dichiarato di volere due Stati per due popoli) sei invece pronto a accettare la ragnatela di distinzioni capziose di chi sostiene di non essere antisemita, no, poverello: vuole solo “smarcare” ebraismo da sionismo. Ricetta foriera di successi, nevvero, peccato non poterli indicare.
Ti fidi delle autocertificazioni provviste (e non dimostrate) da antisionisti (e antisemiti). Diffidi delle dichiarazioni del governo di Israele, che peraltro sottosta’ a regolari elezioni, e se gli elettori li beccano a mentire li mandano a casa.
Non credi di avere un approccio, come dire, un poco sbilanciato?

quanto al punto 2)
poco da dire. Chi critica Israele attacca gli ebrei. Di questa cosa sono convinti la maggioranza degli ebrei.
A meno che a te non importi ridefinire il concetto di ebreo per escludervi i sionisti (rappresentati a maggioranza nelle istituzioni ebraiche) ed includervi qualche lunatico di quelli che piacciono a te.
Ti diro’ di piu’: la manifestazione e’ venuta dopo mesi in cui altri (quelli si’, sovrarappresentati) hanno provato a dialogare, a raccontare alla cittadinanza che capiscono i palestinesi perche’ poverini anche i palestinesi hanno molto sofferto, che la sovranita’ ebraica non ci importa, quello che importa e’ la convivenza, ecc. C’e’ stato anche chi si e’ fatto vedere con le due bandiere, israeliana e palestinesi.
Non e’ servito a nulla. Perche’ boicottatori, antisionisti, critici delle politiche di Israele, nemici dell’occupazione e sbroc che risbroc hanno questa cosa curiosa: non frega nulla, a loro, di discutere, dialogare o trovare compromessi. Vogliono solo affermare la propria identita’. E riescono a trovarla solo opponendosi al cattivo di turno, o a quello che per loro e’ il cattivo di turno, e quel cattivo siamo noi: ebrei, sionisti ed israeliani.
Una identita’ parassitaria. Che triste condizione, quella del comunista di oggi.

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