C’era una volta la diversita’ comunista

Nel periodo di Tangentopoli, accadeva a volte che a radiopopolare, dove le telefonate degli ascoltatori non erano filtrate, chiamasse qualche ascoltatore di destra.

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A volte c’era in studio Paolo Hutter, che era consigliere comunale a Milano PCI e poi PDS. E che con ammirevole sangue freddo diceva: “Non rispondo. Risponderanno gli ascoltatori”.
Il che puntualmente avveniva e il leghista – destrista – lettore de Il Giornale – abbonato a Libero – fan di Gigi Moncalvo veniva implacabilmente demolito dall’audience, lui e i suoi sbroc, e da ettolitri di telefonate che rimettevano le cose a posto, di solito con un confronto tra la qualita’ della vita a Reggio Emilia e quella a Messina.
Ammirevole, lo stile di Paolo Hutter. Ma lui aveva dalla sua la sicurezza che altre telefonate, di segno opposto allo sbroc, sarebbero arrivate. Molte.
C’e’ stato un tempo in cui una porzione considerevole di italiani erano convinti che a sinistra ci fosse una moralita’, un senso dello Stato, una integrita’, in qualche modo superiore e diversa da quella di chi faceva politica -poniamo- nella DC o nei repubblicani. Nasce anche da qui il refrain sui socialisti che, quando sono usciti dall’ombra del PCI, si sono presi subito la nomea di ladri.
C’e’ stato un tempo, dicevo. Probabilmente era una favola. Ci credevamo pero’ in tanti, e ci sembrava di avere delle buone ragioni.

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4 risposte a C’era una volta la diversita’ comunista

  1. magiupa ha detto:

    Eppure ai tempi che il Pci fosse così pulito a me non sembrava,coperti meglio però,le indagini su di loro si fermavano sempre…

  2. Vuk ha detto:

    le indagini su di loro si fermavano sempre…

    Non è che oggi si faccia sto gran can-can mediatico. Giudiziario non saprei dire con certezza, però anche lì…

    Il Monte Pascolante e Unipol, a giudicare dai processi si direbbero robette di ordinaria amministrazione…
    Forse è pèroprio per via del pubblico, dell’utenza.
    Chi si crede migliore in virtù del partito che vota non vuole sentirsi rinfacciare la realtà.

    Che poi, scusami se allargo il discorso, eh, peò anche se ero bambino ero cittadino italiano.
    E in quanto tale, Eni, Telecom, Enel, le Autostrade erano per un sessantamilionesimo anche roba mia.

    Un sessantamilionesimo di un’azienda da cento miliardi di dollari equivalgono (senza contare la massa critica raggiunta e lo sviulppo costruito) a circa 1600 euro.
    Li rivolgio indietro. E considerato che era il ’95, ci sono 13 anni di interessi compositi da calcolare.

    Lascio il tempo a scalfaro/i, comici (cortellesi inclusa), intellettuali, banchieri, politici e soci vari di fare una colletta.
    Poi mando il mio amico Sandrone a riscuotere.

    Quando me li avranno ridati gli stendero il red carpet e riconoscerò la loro grandezza umana, politica, intellettuale ed economica.

    • magiupa ha detto:

      Fagli riscuotere anche la mia parte,ma non gli riconoscerò nulla,al limite un importante “te l’avevo detto” in ghisa sparato dal supercannone di Saddam.

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