Caro Uriel,

Caro Uriel,
voglio raccontarti la storia del piccolo David. E’ una storia a lieto fine, almeno per ora. Pero’ inizia in maniera triste, un paio di generazioni prima, all’epoca del suo nonno, e c’e’ pure qualche prolungamento indietro, ambientato da qualche parte nella pancia della Russia all’epoca dello zar, o ancora piu’ indietro, dalle parti di Gerusalemme all’epoca di Re Salomone.
Stai a sentire. Il nonno del piccolo David, un altro David, era un commerciante ebreo. Di abbigliamento, si’. Alta moda. Le cose andavano bene, e di negozi ne aveva aperti, con il tempo, piu’ di uno. Talento per gli affari, capacita’ di fiutare dove va la moda, abilita’ nel trattare con i clienti, e anche gusto, gusto per la bella vita, unito alla passione per il lavoro. Tutto questo aveva fatto del signor David un uomo di successo. Un gran bell’uomo, anche. AIto e robusto – quando Israele e’ stata attaccata con la guerra del Kippur lui ha preso l’aereo ed e’ corso ad arruolarsi. E’ tornato in Inghilterra con una aura eroica. Ha ripreso la vita di prima e le signorine, clienti e fornitrici, se lo mangiavano con gli occhi, fino a quando si e’ sposato. Ed e’ stato ovviamente un gran matrimonio, con un sontuoso ricevimento. Tra gli ebrei della citta’, ed anche tra i non ebrei, se ne parla ancora.
E’ nata una bambina, si chiama Judith. Judith ha avuto una infanzia felice, come si dice: figlia unica, figurati, una vera principessa. Gran bei vestiti (ovviamente), vacanze a sciare d’inverno, e al mare in estate, lezioni di equitazione… insomma, tutto quel che voleva. Perche’ le cose, ripeto, andavano bene. Poi pero’ le cose hanno cominciato ad andare male. Per qualche ragione strana che ha a che fare con l’economia, con le scelte sbagliate, con soci un po’ stronzi, con banche che si trasformano in nemici. E cosi’ il signor David ha dovuto chiudere un negozio dopo l’altro, imboccando una strada in discesa, dura, difficile e crudele. E nel mentre ha iniziato a bere.
Tu non lo sai, ma nel mondo ebraico l’alcolismo e’ qualcosa di cui ci si vergogna profondamente. Non lo si dice mai ad alta voce. Chi inizia a bere, e poi prosegue, non lo ammettera’ quasi mai ad amici o parenti. Gli ebrei non li trovi nei pub, per esempio. E nemmeno nelle birrerie della tua nuova patria, la Germania (dove un certo Hitler, invece, arringava la folla, indovina contro chi). La ragione e’ semplice e sta da quelle parti della Santa Madre Russia, quando i contadini calmavano la fame con l’alcool e poi si davano a quello sport che si chiama pogrom.
Hai sfrantecato l’anima su quanto ebrei e omosessuali sarebero ugualmente perseguitati. A me sembra una cagata pazzesca, questa equivalenza che -sbagliando- ti ho tollerato dire per troppo tempo senza interromperti; comunque, ecco, se apri il vocabolario, ora che ti diletti con la lingua russa, puoi scoprire che alla voce pogrom si parla di ebrei e non di omosessuali.
Un giorno spiegherai ai lettori come fai a stimare il regime di Valdimir Putin e nello stesso tempo a difendere i diritti della comunita’ LGBT. Lo spiegherai, voglio dire, ai pochi che ancora conservano qualche stima di te, tra i molti che hanno iniziato a leggerti. Chissa’ come mai c’e’ questo continuo ricambio tra i tuoi lettori, chissa’ come mai chi ti legge e ti e’ amico, dopo di solito tre o quattro anni ti manda a fare in culo, eh? Ma non divaghiamo.
Torniamo al David nonno, che vede scomparire, o magari caccia via di persona, amici, parenti e creditori. Questi ultimi spariscono dopo che gli hanno portato via quel che ha in tasca, e magari pure dei mobili di pregio. E’ sparita anche la moglie, che a un certo punto ha scoperto che non ne poteva piu’ di quell’uomo bello, affascinante, ma con un debole per l’alcol e forse -si dice, si mormora- anche per le donne piu’ giovani. E con la moglie, involatasi in Spagna, e’ sparita anche la famiglia della moglie e la rete di supporti affettive e finanziarie che poteva offrire. Ed e’ continuata la discesa. Anzi, il precipizio.
Judith ormai e’ maggiorenne e non e’ una bella condizione, la sua. Vive di assistenza sociale. Riesce a trovare solo qualche lavoretto. Fa la cassiera. Fa le pulizie. Sono umiliazioni, per una abituata a essere servita e accontentata, dover risparmiare sul riscaldamento per mettere insieme qualche lira per nutrire lei e il piccolo David. Gia’, perche’ nel frattempo Judith e’ pure rimasta incinta. E il padre si e’ involato.
Sola, con un figlio, con un padre alcolizzato, Judith ha la ventura di scoprire che non e’ vero che la working class, o quel che ne rimane in Inghilterra dopo la Thatcher, ignora il razzismo antisemita. La solidarieta’ di classe e’ una leggenda metropolitana, quando si tratta di noi ebrei. Nel proletariato, e gia’ Lenin lo diceva, c’e’ piu’ razzismo verso gli ebrei che nella alta borghesia. Senz’altro espresso in maniera meno sottile, ma non e’ un gran vantaggio.
Il piccolo David soffre quindi una infanzia assai diversa da quella della sua mamma. Subisce il bullismo dei suoi compagni. Tra i pochi momenti felici sono quelli in cui il nonno viene a trovarlo, e il nonno per quel nipote riesce a mantenersi sobrio, una, due mattine alla settimana.
E poi arriva la cirrosi. David senior mica smette di bere. Judith fa il possibile, ma il suo tempo e’ mangiato dai lavori massacranti e da quella odiosa tortura che si chiama burocrazia, con cui i poveri devono confrontarsi, in ogni Paese che non vuole una strage per fame. Judith non puo’ trasferirsi a casa del padre, e il padre -quando nessuno lo vede- scende a comprare bottiglie di vodka. Al mattino, come un ladro. Perche’ lo stigma sociale dell’alcolizzato ce lo ha ancora addosso. Non ci si sbarazza cosi’ in fretta di una educazione ebraica. Sono anni infernali, in una scala che scende sempre piu’ velocemente, segnata da ricoveri e tentativi di smettere, sempre piu’ fiacchi, sempre meno motivati. E di ritorni all’alcool.
E poi il signor David muore. Con accanto solo la figlia, in un ospedale. Muore di cirrosi epatica. A meno di 65 anni. Il suo funerale e’, per la figlia Judith e per il piccolo David, l’occasione per riallacciare i ponti con la propria comunita’; con la propria cultura; con il proprio popolo, se preferisci.
Un funerale ebraico non e’ solo l’interramento. Il rabbino visita la famiglia. Si organizzano sere di preghiera, due giorni, una settimana, a casa del defunto o dei suoi parenti. La comunita’ di mobilita, perche’ a chi soffre un lutto deve essere permesso di immergersi nel proprio dolore, per poi, lentamente, riemergere. Cosi’ per la prima settimana chi porta il lutto non esce di casa, e riceve visite, e nemmeno deve cucinare, sono gli altri che portano cibo a casa sua. C’e’ chi si organizza per fargli il bucato. Si dicono preghiere tutte le sere, e per ogni sera serve che ci sia un minimo di adulti. Per un mese, si esce di casa solo per lo stretto indispensabile, e le persone vengono a visitare te. C’e’ un momento per te nel culto settimanale, in cui il nome della persona cara viene pronunciato. Tanta gente riprende a frequentare la sinagoga in quei periodi. Un modo per dire addio, circondati da altre persone che conservano lo stesso ricordo.
E cosi’ Judith per una settimana, anzi di piu’,riceve continue visite di amici del padre, di gente che da anni si chiedeva cosa mai era successo al signor David, quel bell’uomo che era anche andato a combattere in Israele. C’e’ una etichetta strettissima, nell’ebraismo, quando si visita il parente di una persona morta. Si saluta sempre per primi. Non si parla di altri parenti. Addirittura, per la prima settimana dopo il funerale, non si chiede nemmeno “Come stai?” a una persona che ha perso qualcuno. Perche’ e’ evidente che la risposta e’ “E come devo stare, imbecille!”. Sono regole severe, per proteggere da crolli peggiori. Non c’e’ niente di peggio che perdere una persona cara e non piangerla, non avere uno spazio, o un periodo di tempo, per i ricordi e le memorie. C’e’ gente che, senza quello spazio e senza quel tempo, impazzisce, vede fantasmi e sente voci
Per questo, noi ebrei abbiamo delle regole per il lutto. Regole nate nel deserto, quando -a leggere i tuoi post piu’ cretini ed offensivi, e di roba cretina ed offensiva ne hai scritta tanta- Abramo sentiva le voci che gli ordinavano di uccidere suo figlio. Erano i sacrifici umani, per tua informazione. E la storia di Abramo ci insegna che non si fanno, che non si dovrebbero fare, nemmeno quando si chiamano guerre. La guerra che la Germania ha combattuto contro il resto del mondo, cosa e’ stato, se non un immenso sacrificio umano, perpetrato nel nome della razza, uno degli idoli piu’ cretino della storia umana. Da quella bassezza morale ci proteggono le nostre regole. Regole nate e sviluppate da un popolo (oh, quanto ti fa arrabbiare la parola) che di morti ne ha dovuti piangere molti, nella propria storia. Sei in Germania, sai di cosa parlo.
Regole che, durante l’epidemia di AIDS che ha piegato la comunita’ gay di San Francisco, venivano osservate anche da chi ebreo non era, ma aveva perso un partner, un amico, un parente membro della comunita’ LGBT. Regole che permettono di superare il triste periodo chiamato lutto. Figurati che c’erano gruppi di auto-aiuto, messi in piedi da militanti gay, che chiedevano ai rabbini di insegnare alle persone non ebree i rituali per affrontare questo passaggio. Perche’ la nostra Legge, o le tradizioni del nostro popolo, hanno molto da insegnare a chi sta attraversando un lutto. Lascia perdere, non devi spiegare a me che “i gay hanno l’AIDS” e’ una isteria collettiva, con (ormai) nessun contatto con la realta’. Non mi devi spiegare una fava. Sono io che ti sto raccontando una storia, hai presente?
Dunque succede che, per via della morte del signor David senior, la figlia Judith e il piccolo David junior vengono in contatto con altre persone della loro comunita’. Del loro popolo. Che condividono forse non la stessa fede religiosa; perche’, infatti, chi ha piu’ una fede religiosa, nel XXI secolo? Abbiamo, tutti, piu’ dubbi che fede, noi che viviamo nella societa’ capitalista. E’ una banalita’. Solo i sociopatici si scandalizzano quando scoprono che altri esseri umani hanno gli stessi dubbi che hanno loro. Ma certo, dicevo, tutti quelli che visitano Judith, e il piccolo David, che siedono con loro per un caffe’ dopo una ventina di minuti di preghiere in una lingua che non capiscono, condividono lo stesso attaccamento emotivo verso gli stessi simboli. Sai, quella roba per te illogica, che noi mettiano nelle relazioni umane, noi esseri umani imperfetti e perfettibili, noi che non abbiamo la pretesa di sapere tutto e di non essere mai sorpresi da niente. Roba per te illogica, o forse sconosciuta. E se non la conosci, si chiama empatia e se davvero non sei capace di provarla, come pare purtroppo sia, mi dispiace davvero per te.
E dunque.
Succede che questa gente, questa comunita’, questo popolo, la gente di questa fede, ha dei soldi da parte. Per ragioni che non ti sto piu’ a spiegare, tanto non le capisci, capita che spesso alcuni di noi si trovino dei soldi in tasca e li mettano in beneficenza. Piu’ o meno il 10 per cento. Sai, sono quelle barbare e ridicole superstizioni nate nel deserto, tra gente rincoglionita dai matrimoni tra consaguinei. O almeno, cosi’ appare a chi i testi li legge in traduzione, traduzione filtrata da una spessa coltre di ignoranza e pregiudizi; come se non fosse ugualmente ridicolo e pretenzioso immaginare che dentro un lago alpino si nascondano dei folletti che poi pero’ vengono in superficie se accendi un lumino e te li manda la Grande Madre Terra , che era una volta adorata da streghe le cui anime ora sono quei folletti danzanti nelle sere di luna piena.
Mai una sola volta sei stato capace di rispettare le credenze altrui. Che nemmeno conosci. Ma il rispetto (addirittura, la fede) per le tue, di credenze religiose, lo pretendi senza nemmeno renderti conto di essere ridicolo. E’ in effetti un po’ ridicola e priva di fondamenti documentali l’idea che la cultura europea sia piena di tracce di una religione pagana e matriarcale, trasmessa per via orale e matrilineare e arrivata quasi intatta dai tempi di Stonehenge ai giorni nostri. Per dirla tutta, e’ una pagliacciata nata tra aristocratici annoiati. Ma se da’ un qualche senso alla vita di qualcuno, perche’ disprezzarla. Se spinge uomini, e soprattutto donne, a dare voce al bisogno di rapporti non gerarchici, autentici, a una sessualita’ libera da complessi e repressioni, se e’ una porta per la felicita’ perche’ distruggerla con elucubrazioni accademiche, controllo delle fonti, e superbia da eruditi spocchiosi? Il problema e’ che nel tuo caso non ti porta alcuna felicita’, la tua religione neopagana, wiccana, streghesca o che altro.
Ma torniamo agli amici e parenti del signor David, che oltre a (stai attento, neh) PAGARE le TASSE secondo la legge del Paese in cui vivono, perche’ si puo’ essere parte di un popolo X e cittadini di un altro Paese Y, e non c’e’ nulla da vergognarsi in questo, VERSANO in BENEFICENZA (sei ancora vivo?) un decimo (azz, sei gia’ caduto dalla sedia?) del loro reddito lordo (hey, tutto bene?). E siccome i soldi sono i loro, e sono puliti,loro decidono di versarli dove cavolo pare e nasce cosi’ la beneficenza ebraica, ovvero i soldi che mantengono rabbini (salve!), sinagoghe, boschi in Israele (per far fiorire il deserto servono soldi), dottori che fanno le circoncisioni (che mica graviamo sulle tue finanze, per spuntare i cazzi nostri, sai?), macellai che preparano la carne secondo le nostre regole, ed in generale supportare la produzione di cibo kasher; che se non ci fossero quei sussidi sarebbe in perdita, ma tranquillo non pesiamo sulle tue finanze ecc. ecc. E IN PIU’ per assistere i nostri poveri, Per esempio madri singole con figli a carico. Che e’ poi la ragione per cui non vedi ebrei mendicare nelle strade della tua citta’. Per solito questi soldi sono prestiti a tasso zero. No, per te non ci sono. Sono messi da ebrei per beneficio di altri ebrei. Fare quel che vuoi della tua proprieta’ e’ un diritto fondamentale degli individui. Vero che lo sai?
Cosi’ quei tizi ebrei, che non sono un popolo, che non sono una religione, che non sono una comunita’, mettono dei soldi, per beneficienza di altri ebrei, che anche loro non sono un popolo, non sono una religione, non sono una comunita’. Non esistono, secondo le tue categorie. Non li vedi. Quindi che ti frega? Mettiti l’anima in pace e lascia che dei nostri soldi facciamo quello che pare a noi.
La beneficenza mica la fanno solo gli ebrei. Ci saranno sicuramente istituzioni analoghe per gli italiani espatriati in Germania. Ma tu hai scritto che a te la tua comunita’ fa schifo. Buon per te. Ti auguro di non trovarti mai nella condizione di chiedere supporto economico.  Si vede che ti fidi moltissimo del Welfare State tedesco. Del quale si fidano sempre meno tedeschi. O magari sei un genio e sai per certo che cadi sempre in piedi, anzi non cadi mai e che di aiuto economico non avrai quindi mai bisogno. Di una comunita’ non avrai mai bisogno. Come, in genere, di altri esseri umani.
Invece Judith, oltre a ricevere quel che riceve dallo Stato, riceve anche qualcosa da una forma di beneficenza privata. Superando ostacoli psicologici grossi come macigni, ha trovato il coraggio di chiedere aiuto. E quel poco in piu’ le serve per sollevarsi dal fondo in cui e’ caduta. E’ una persona intelligente (ci sara’ qualcosa di vero nella leggenda secondo cui gli ebrei sono molto intelligenti?) e trova anche un lavoro (nella azienda di un signore ebreo) . E pochi mesi dopo la morte del padre, in occasione di una scadenza per noi importante (a un anno dalla morte) lei e il piccolo David vivono altrove, in un appartamento modesto, ma in una zona piu’ sicura della citta’. Perche’ c’e’ sempre questa faccenda, che quando un ebreo riceve qualche soldo, quelli intorno (vedi alla voce antisemitismo della working class) si fanno una specie di punto di onore di rovinargli la vita. Specie se e’ una donna.
David adesso ha degli amici. Amici ebrei. Passano le festivita’ ebraiche insieme. Sono festivita’ centrate sulla famiglia e gli amici, per cui David frequenta case di altri ragazzi ebrei e loro frequentano la sua. Si vedono tutte le settimane, perche’ frequenta la scuola domenicale della sinagoga, sta imparando l’ebraico e impara a riflettere su quelle storie da beduini del deserto che fanno ridere gli antisemiti e gli imbecilli. La mamma ha riallacciato amicizie con persone che conosceva quando era piccola. David era gia’ un allievo brillante, ora e’ il migliore della classe. Ha passato con la mamma l’estate in Israele.
Hanno visitato assieme i posti in cui ha combattuto David senior. Uno dei molti ebrei che tu accusi di doppia lealta’. O che, tu sentenzi, e’ parte di qualcosa che non esiste. Perche’ chi si sente parte di un popolo e’ un ostacolo alla pace e alla fratellanza tra gli esseri umani. E quelli che tiravano via quegli ostacoli, dopotutto, tu dici ripetendo come un pappagallo le litanie dei tedeschi che adesso hanno piu’ di ottanta anni, stavano solo eseguendo degli ordini. Quanto sei ridicolo quando fai il tedesco piu’ tedesco dei tedeschi.

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I tedeschi di ora sono persone normali. Hanno giustamente coperto di sputi la generazione dei loro nonni. Quella dei sacrifici umani, quando non c’e’ stato nessun angelo a dirgli di smettere, no, loro  stavano eseguendo degli ordini e insomma non bisogna prendersela troppo, che hanno sofferto anche loro. E gli ebrei, dopotutto, se la tirano addosso, tu alludi. Fregnacce. Pensi di scandalizzare qualcuno? Ti guadagni invece la simpatia di Maurizio Blondet. E per il resto ti si lascia a bagno nelle tue fregnacce, Uriel.
Ti avevo anticipato che questa e’ una storia, per ora, a lieto fine. Il piccolo David, al ritorno dalla vacanza in Israele, ha ricevuto una bella notizia. E’ stato infatti ammesso a una delle migliori scuole di Inghilterra. Per un misto di fortuna, talento (tanto), passione per lo studio (tantissima) e supporto di una comunita’ che, nel corso dei secoli, ha imparato a attrezzarsi. Ad aiutare i migliori, ma sfortunati, che ricevono secondo il loro bisogno, perche’ la nostra etica ci insegna -da secoli- a dare secondo le nostre possibilita’. La nostra stupida, illogica, morale da beduini rincoglioniti per l’endogamia.
Lo so, e’ una roba che ti e’ difficile da capire. Ma –tieniti forte- nel mondo succedono anche cose che tu non riesci a capire e nemmeno a prevedere. E tu, con quelle cose, ti ci incazzi. Rovesci tanto di quel livore, da essere ormai ridicolo. Lascia che ti ricordi una delle cose sulle quali ridevamo quando ci siamo conosciuti, piu’ di dieci anni fa.

In rete incontri persone che odiano tutto quello che non capiscono. E odiano un sacco di cose.

Tu, Uriel, con il tuo odio per qualsiasi cosa che ti ricordi che esistono delle persone reali, al di la’ degli stereotipi e delle aspettative, sei diventato uno di costoro.
Ti ho infatti appena raccontato una storia che non riuscirai a capire. E posso solo immaginare quanto odio ti suscitera’. Pero’ immagina qui, fuori dalla darknet, nel mondo reale, quante risate ci faremo, nel leggere la tua reazione.

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21 risposte a Caro Uriel,

  1. feynman ha detto:

    A proposito, ti sei accorto della piacevole/spiacevole sorpresa che in queste settimane Blondet ha copia incollato sul suo sito un post di Uriel?

    Però anche tu Agnosco, con tutta la tua prosopopea, perché non commenti il fatto che attualmente, in Israele, questi ebrei che si portano dietro tutta questa popo’ di umanità appresa nel deserto, come ti hanno fatto notare di recente nell’ennegì sono stati sorpresi a sterilizzare per vie traverse le donne ebree provenienti dall’Africa? Come se ci fossero ebrei bianchi ed ebrei negri? Insomma: tendi sempre a dare del tuo “popolo”, come inviti a definirlo, una versione un po’ tanto da mulino bianco.

    Cmq gran bel post.

    • nahum נחום ha detto:

      A proposito, ti sei accorto della piacevole/spiacevole sorpresa che in queste settimane Blondet ha copia incollato sul suo sito un post di Uriel?
      Si’. Cavoli loro.

      perché non commenti il fatto che attualmente, in Israele, questi ebrei che si portano dietro tutta questa popo’ di umanità appresa nel deserto, come ti hanno fatto notare di recente nell’ennegì sono stati sorpresi a sterilizzare per vie traverse le donne ebree provenienti dall’Africa?
      Per tante ragioni, per esempio perche’ Infornare per sussistere, il sito da cui e’ presa la notizia, ha per me la stessa validita’ del sito di Blondet. E poi perche’ uno dei classici refrain dell’antisemitismo e’ “ma voi ebrei, che vi portate dietro tutta questa popo’ di umanità …”

      Insomma: tendi sempre a dare del tuo “popolo”, come inviti a definirlo, una versione un po’ tanto da mulino bianco.
      Ma per fortuna che ci sono quelli come te, che lo chiamano in maniera diversa e cercano informazioni da mulino nero.

      Cmq gran bel post.
      Grazie. Puoi anche evitare l’anonimato, noi ebrei mica pratichiamo l’omicidio rituale (checche’ tu ne legga su infornare per sussistere)

    • Feynman, il fatto che tu sia un insegnante della scuola pubblica (come me) che si beve le stronzate sul cosìddetto “sionazismo” di IPR per dare una giustificazione al proprio antisemitismo mi fa venire voglia di cambiare lavoro.

      Ah, cambia nick. Fai rotolare Richard nella tomba.

      • nahum נחום ha detto:

        Asp, non e’ Tondelli ma e’ un insegnante? Anche lui magari a Modena? Orpo, ci avevo quasi preso.

    • giovanni ha detto:

      “ti sei accorto della piacevole/spiacevole sorpresa che in queste settimane Blondet ha copia incollato sul suo sito un post di Uriel?”
      certo che se n’è accorto, gliel’ho fatto sapere io. Perchè pensi che abbia scritto questo pippone, altrimenti?
      Quanto ai negri, prova a farti due conti da solo partendo dal fatto che Agnosco ha tenuto in una versione precedente del suo blog a specificare che è un sefardita bianco.
      “alla voce pogrom si parla di ebrei e non di omosessuali.”. E’ difficile trovare uno shtetl di omosessuali, ma nella Santa Madre Russia gli sbirri non si fanno certo pregare a sciogliere a manganellate qualsiasi gruppo di gay che abbia il coraggio di riunirsi in piazza. Per avere dei pogrom sistematici, manca l’occasione, non certo la volontà.
      “c’e’ questo continuo ricambio tra i tuoi lettori, ”
      la mia esperienza in quasi tutti i forum che frequento è che almeno uno spammatore di Uriel c’è sempre, ed è quasi sempre, se il forum è abbastanza ben fatto da permetterlo, tra gli utenti ignorati: non in quanto spammatore, ma in quanto di estrema destra, spesso e volentieri anche blondettiano convinto.
      Quanto all’empatia e a tutto il pippone sui rituali post lutto, dov’erano gli empatici quando il defunto si stava suicidando con la vodka? Non è una polemica contro gli ebrei, è contro gli ipocriti, che sono di qualsiasi religione. Preferirei di gran lunga che la comunità aiutasse un mio parente alcolizzato da vivo, se poi hanno fatto tutto il possibile e quello non ne è uscito, non ho nessun problema a rispondere se mi chiedono 5 minuti dopo come mi sento. Viceversa, se hanno fatto finta di non conoscerlo quando era nei casini, se non mi parlano più mi fanno solo un favore, visto che sanno benissimo che non li ascolterò volentieri.. Non ve ne è fottuto un cazzo quand’era vivo, perchè mi venite achiedere qualcosa quand’è morto?
      “non vedi ebrei mendicare nelle strade della tua citta’.”
      eppure nello stato degli ebrei di poveri ce ne sono tantissimi. Anzi, Israele è sempre più ricco, e i poveri sono sempre di più, persino di più di paesi con redditi simili (http://en.wikipedia.org/wiki/Standard_of_living_in_Israel#Poverty_in_Israel). Hanno abolito il tzatz…ehm la tzedakah in Israele?

      • nahum נחום ha detto:

        Vi presento Bombacci, un clown noto in tutta Usenet. Si chiama in realta’ Alessio e racconta in diversi forum di masrurbarsi tutti i giorni. Che non c’e’ niente di male, senonche’ il sabato sera e la domenica pomeriggio lo vedete sistematicamente attaccato al computer, e allora si’, mi sa che c’e’ qualcosa che non va (vive sulla Riviera Romagnola, che ai miei tempi noi chiamavamo figodromo, ma lui preferisce stare attaccato al computer. son scelte)
        certo che se n’è accorto, gliel’ho fatto sapere io.
        ROTFL
        Perchè pensi che abbia scritto
        Perche’ esiste un gruppo facebook, “Quelli bannati da Uriel (e a cui non frega una cippa)” ecc. ecc.
        Agnosco ha tenuto in una versione precedente del suo blog a specificare che è un sefardita bianco.
        E, come ti ho gia’ spiegato, lo sono. “Sefarditi neri” sono i mizrahi.
        nella Santa Madre Russia gli sbirri non si fanno certo pregare a sciogliere a manganellate qualsiasi gruppo di gay
        bravo Bombacci, ogni tanto azzecchi qualcosa anche tu
        la mia esperienza
        di carattere, diciamo, manuale.
        dov’erano gli empatici quando il defunto si stava suicidando con la vodka?
        Li cacciava via lui.
        Non è una polemica contro gliebrei,
        Ma quando mai, infatti.
        non ho nessun problema
        Hai provato a chiedere a uno specialista?

  2. feyenoord ha detto:

    Allarmi. Il compagno uriel ha tradito. Si è discostato considerevolmente dall’ortodossia sionista. A quando il processo? Ha già confessato?

    • nahum נחום ha detto:

      Non so bene cosa sia l’ortodossia sionista, sembra qualcosa di cui hai molta paura. So però che sionisti e compagni non hanno rapporti molto cordiali, e che Uriel ha rapporti ancora peggiori con tutto il mondo. Quindi, perché non gli fai compagnia e non ti sposti da qui? Grazie, neh.

      • feyenoord ha detto:

        Guarda sono sicuro che se mi trovassi a doscutere con uriel finirebbe a mazzate. Io lo leggo perchè in fin dei conti è interessante. Noto però che quando scriveva articoli concludendo con “volete altre bombe palestinesi di merda?” lei non aveva nulla da ridire. Deve aver fatto qualche sgarro all’ortodossia sionista (quell’insieme di pensieri dell’estrema destra filo israrliana per cui “i palestine,si non esistono”, “una terra senza popolo”, “tutti i premi nobel sono ebrei quindi gli ebrei sono più intelligenti (tecnicamente parlando, razzismo), “israele dovrebbe annettere giudea e samaria e deportare gli arabi e stronzate simili).

      • nahum נחום ha detto:

        Guarda sono sicuro che se mi trovassi a doscutere con uriel finirebbe a mazzate. Io lo leggo perchè

        perche’ hai paura di prendere mazzate se ci discuti a voce. Comprensibile. Ma cosa c’entra la tua vigliaccheria di anonimo con le paturnie sulla ortodossia sionista, che e’ un fantasma tutto nella tua fantasia?

      • giovanni ha detto:

        “perche’ hai paura di prendere mazzate se ci discuti a voce. ”
        è fattualmente impossibile. Io una volta ho provato a prendere un post, verificare uno a uno i numeri che dava, con la massima acribia possibile. Siccome so di essere un cagacazzi, di due ore che ci ho perso 10 minuti li ho messi per trovare i numeri corretti, il resto del tempo ce l’ho messo per togliere qualsiasi critica che andasse al di là del confronto tra realtà e numeri a vanvera che Uriel (che di mestiere coi numeri ci lavora e quindi sa benissimo che basta darne uno sbagliato su migliaia che usi e tutto va a puttane) usava. Commento mai passato.

    • Sono già arrivati i fanboys, hey!

  3. feyenoord ha detto:

    Scusi ma glielo devo chiedere: ha un senso quel che ha scritto? Lo rilegga con calma. Io non conosco personalmente uriel, quindi come potrei parlarci? Secondo “finirebbe a mazzate” è un’iperbole, non so se ha presente. Cmq sono curioso: cosa ha attirato la sua ira fumesta? In quanto alla presunta paura dei sionisti, le faccio presente ce aldi là di alcuni ambienti di destra, l’ideologia sionista più che pernacchie non riceve.

    • nahum נחום ha detto:

      Uriel ha scazzi con mezzo mondo, a quanto pare anche con te, anonimo, ma -cerca di capire- non e’ questo il posto in cui puoi risolverteli. E soprattutto prendertela con l’ideologia sionista, di cui non capisci un granche’ (“deportare gli arabi, Premi Nobel sbroc sbroc”) non e’ il modo per risolverli. Scrivi a lui, suvvia.

      • feyenoord ha detto:

        Sbroc sbroc? Scusi ma a questo punto mi viene spontaneo: quanti anni ha? Cmq a me non interessano nè uriel nè lei. Sono solo curioso di conoscere il motivo del volare di stracci. Ma è appunto solo una curiosità. Se non lo dice, il mio cuore continuerà a pompare e il diaframma a contrarsi.

      • nahum נחום ha detto:

        a me non interessano nè uriel nè lei.
        Bene, arrivederci.

  4. blogdibarbara ha detto:

    Oddio, ancora la bufala delle sterilizzazioni mascherate alle etiopi?! No, non ci posso credere, ditemi che era una battuta, pliz!
    PS: che “i palestinesi non esistono” non è un’affermazione frutto della nota perfidia giudaica, bensì una reiterata presa di posizione, documentata in numerosi documenti ufficiali – indovina un po’ – di storici e dirigenti “palestinesi”.
    PPS: “tutti i premi nobel sono ebrei quindi gli ebrei sono più intelligenti” in tutta la mia ormai lunga vita non l’ho MAI sentito dire da un ebreo. MAI. E sì, tecnicamente parlando è proprio razzismo bello e buono.
    PPPS: @Andrea: quando ti incazzi sei veramente grande.

    • nahum נחום ha detto:

      Mah, che ti devo dire, si vede che c’è gente che non riesce a fare a meno di pensare a noi ebrei. Adesso l’anonimo troll mi manda messaggi con citazioni da Ha ha Haaretz (tradotto in inglese e riportato in italiano, poi ripreso da in sito e passato su un altro ecc.) in cui si parla di accuse, che lui ovviamente, tra una traduzione e l’altra finisce per prender per vere, anche in assenza di prove. E’ uno di quelli che c’ha il riflesso automatico
      Nel post si parlava di altro, nella fattispecie di quanto sia sbroccato Uriel e di come un gruppo (=comunità) di suoi ormai ex amici non riesca a riconoscerlo più, e lui di questo pare addirittura contento. Punto. Questo era il tema del post, incidentalmente l’autore del post (io) e’ ebreo e ha parlato di un altro tipo di comunità, ma ecco che puntualmente ti arriva il troll che come vede parlare di ebrei deve attaccarci il suo sferruzzamento, sionisti razzisti, ebrei che vanno all’inferno, perché peccatori, poveri palestinesi, loro sempre innocenti e sbroc sbroc. Una noia.
      Grazie per il complimento, comunque.

      • blogdibarbara ha detto:

        Figurati che io ne ho uno che riesce a tirarmi fuori i poveri bambini palestinesi ammazzati col fosforo bianco perfino nel post dedicato all’anniversario della morte di Andrea Parodi – e no digo altro, come dice il mio amico Francesco. Comunque è un fatto: quando arriva questa gente che si mette a sproloquiare tu sei costretto a rispondere e riescono sempre a spostare l’obiettivo. E’ proprio una legge di natura: dove arriva una zoccola nasce un bordello.
        PS: quanto a Ha ha Ha’aretz, il grande Ugo Volli lo chiama “l’organo di Hamas in lingua ebraica”. Giustamente, dal momento che un dirigente di hamas ha dichiarato che vi trova rappresentate le sue posizioni.

  5. Kiss akie ha detto:

    Bel post. Bella storia, scritta con lo stesso piglio delle storie di motivazione che di solito aiutano e ispirano ad uscire da un baratro a caso: odio, alienazione, alcoolismo, lutto. Uno a caso.
    Sembra quasi che incosciamente (forse) tu abbia notato un baratro simile, o i suoi sintomi iniziali.
    L’unico appunto che mi sento di fare è il giudizio sulla quantità di felicità che la sua religione(?) sembra portargli. Non saprei quanto sia diffusa dove si è spostato, ma se non gli portasse sollievo, magari se ne sarebbe già distaccato. Quel punto strideva e parecchio. Ma il post è un (bello) sfogo. Spero che non rimanga inascoltato, perchè sembra davvero scritto col cuore.

    • nahum נחום ha detto:

      e’ anche possibile che dalla sua religione si sia distaccato gia’ prima di spostarsi, per continuare a osservarla a modo suo, senza contatto con altri esseri umani. E questo lo ho visto succedere, si’.

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