il pianto della Galilea

Cosa spinge una persona di media cultura, di posizioni politiche ragionevoli, a scrivere stronzate da estremisti ignoranti da centro sociale? Come mai una persona che altrove dichiara di appoggiare una soluzione del conflitto in medio oriente ispirata al principio “due popoli due Stati” si mette a sproloquiare sulla Galilea occupata e sui poveri contadini arabi di Galilea che sarebbero privi di cittadinanza e non possono votare?
Per informazione: la Galilea fa parte di Israele fin dal 1948. Chi risiede in Galilea, arabo o ebreo che sia, ha il diritto di votare per la Knesset. La situazione nei territori occupati / territori contesi / West Bank / Giudea e Samaria / Cisgiordania / chiamateli-come-volete e’ molto diversa. Li’ i cittadini arabi possono votare solo per le elezioni comunali e per il parlamento palestinese (quando le elezioni vengono convocate, il che non succede molto spesso).
In Giudea e Samaria, o come le volete chiamare, dovrebbe nascere lo Stato di Palestina, dal momento che, a quanto pare, la dirigenza palestinese ha cessato di volere la conquista di tutta Israele, Galilea inclusa. Sembra. Perche’ poi, quando parlano in arabo dicono altro, e poi c’e’ sempre il piano in dieci punti, mai abrogato, secondo cui lo Stato di Palestina in Giudea e Samaria sara’ solo il primo passo per la distruzione di tutta Israele.
Ma questa e’ una altra faccenda. Il problema e’: come cavolo e’ possibile che qualcuno, che dice di accettare gli accordi di Oslo e sostiene che i palestinesi hanno cessato di voler distruggere lo Stato ebraico, scriva poi fesserie del tipo che i contadini della Galilea non avrebbero diritto di voto, che cioe’ la Galilea, al pari di Giudea e Samaria, sarebbe territorio occupato?Ma come e’ possibile? Eppure succede: ecco qua
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[ http://tinyurl.com/Namib02 ]

E non una volta sola:

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Qui, se avete problemi a leggere:

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[ http://tinyurl.com/Namib03 ]

E no, guardate. Questa non e’ una persona confusa. Questo e’ uno che segue la situazione in Medio Oriente e si e’ fatto una idea ben precisa, che e’ quella riassunta sopra. Potete condividere o meno questa idea, secondo cui se nascesse uno Stato di Palestina in Giudea e Samaria si avvicinerebbe la fine di quel conflitto, e magari di altri. Ma e’ senz’altro qualcosa di diverso, rispetto a chi dice: Intifada fino alla vittoria, bisogna distruggere lo Stato ebraico e sostituirlo con uno Stato arabo, e agli ebrei non va lasciata alcuna regione. Quelli che sostengono questa cazzata sono gli stessi che sostengono che la Galilea sarebbe occupata e sono anche gli unici a credere alla fandonia secondo cui i contadini della Galilea non potrebbero votare.
E dunque perche’? Perche’ questa malafede? Perche’ questa menzogna? Perche’ questo insulto alla verita’? Possibile che il vittimismo renda ciechi fino a questo punto?
Un cinico direbbe che e’ una faccena di religione. Gesu’ veniva dalla Galilea, e chi cresce in un contesto cattolico puo’ trovarsi a credere a leggende del tipo “sono gli ebrei oggi che crocefiggono il Galileo Gesu’ nella Palestina martoriata” ecc. ecc. e scambiarle per la realta’. Ma sarebbe troppo facile. E poi, suvvia, quel genere di pregiudizio e’ davvero poco diffuso, ormai, in ambito cattolico.
Oppure.
Oppure anche quelli che raccontano di essere a favore del principio due popoli due Stati, quelli che credono agli accordi di Oslo e dicono di volerli mettere in pratica, quelli che ripetono che i palestinesi hanno ormai accettato l’esistenza di Israele e quella partizione che gli arabi rifiutarono nel 1948, e che l’accordo sui confini e’ ormai raggiunto…. ecco, anche questi moderati e ragionevoli, sostenitori dei palestinesi e della pace, non ci credono nemmeno piu’ tanto. Magari anche per loro, e quasi certamente per la persona che ha scritto i due interventi piu’ sopra (una persona colta e ben documentata, eh) lo Stato di Palestina in Giudea e Samaria e’ solo il primo passo per la distruzione di Israele, e la liberazione della Galilea, dove i contadini arabi (secondo la sua allucinata visione del mondo) sarebbero privi di voto.
Forse. Forse e’ proprio cosi’. Non esistono persone moderate tra i sostenitori dei palestinesi. Li far parlare per un po’, e riemerge la vecchia mitologia, i vecchi sogni di rivalsa, il mai sopito desiderio di vedere scorrere sangue ebraico per le strade della Galilea. Era peraltro il sogno di Vittorio Arrigoni.

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5 risposte a il pianto della Galilea

  1. giovanni ha detto:

    Io non ci credo. Io non credo che qualcuno possa, in buona fede, credere che sia Israele la nazione a cui fare le pulci per ciò che riguarda diritto, libertà e democrazia. Chi sostiene certe idiozie lo fa perché antisemita e l’unica cosa che gli va comunicata è che sarà combattuto fisicamente, perché non c’è null’altro da fare con chi è in malafede e mosso dall’odio.

  2. Marta ha detto:

    C’è anche la possibilità dell’ignoranza pura e semplice della persona in questione (aiutata dalla propaganda di altra gente molto meno pura e semplice). Sai come diceva Napoleone: “mai attribuire alla malizia quel che si può spiegare con la stupidità”.

    • nahum נחום ha detto:

      tenderei a escluderlo. Il tizio si vanta di essersi ben documentato (su testi di parte, ma comunque scritti da gente che sa il fatto suo).

  3. Paolo ha detto:

    Ogni tanto ti leggo ma è la prima volta che commento; comunque questa cosa dei “contadini della Galilea” (ma perché, in Galilea non ci sono impiegati di banca, professori di matematica, istruttori di yoga? tutti contadini?) che non potrebbero votare per la Knesset mi fa veramente ridere. Perché non fanno come, e ci vanno veramente, in Galilea, a vedere come stanno le cose?

    ciao,
    Paolo

  4. barbara ha detto:

    E’ una disgrazia… come possiamo informalo che i contadini (e non solo via anche le contadine) votano? Stampiamo una cartina geografica? Comunque a me è accaduto – in paludassimo ambito accademico – di discutere della caduta dell’Impero ottomano. E mi è stato chiesto: ma che c’entra non è caduto nel 1600? E’ un mix di arroganza, cattiva fede, antisemitismo e ignoranza.

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