se ne fregavano della galera

Insomma io ieri son venuto ad apprendere che il Movimento Cinque Stelle si sta per giovare del prezioso contributo del signor Fabrizio Daniele Zani, che nel 1974 girava dalle parti mie, e siccome mi sono un po’ documentato sulla sua storia, diciamo esplosiva, vi ammanisco qui la mia personale riflessione.

I fascisti di quella generazione -a sentire loro- sono passati  alle bombe, perche’ il MSI si era troppo imborghesito e loro si erano stufati di cantare ce ne freghiamo della galera camicia nera la trionfera’, e la democrazia la avevano a noia anche quando si trattava di vita interna di partito, per cui, sempre a credere a ‘sta favola, loro si ribellano alle gerarchia di Partito ah si’, e vogliono provarla davvero la galera.

Sta di fatto che a loro non ci volevan piu’ bene le donne, si sa (perche’ portavano la camicia nera zumpa pah), che andavano tutte con quelli di Potere Operaio, lasciandoli da soli con il manganello in mano. E quindi per ragioni machce’ politiche, macche’ lotta di classe, solamente ormonali, ecco che si mettono a fare come i compagni. Scontro diretto. Costruiamo l’azione di sta cippa manganelluta.

Ma prima se fumamo una canna in provincia di Benevento, ar Campo Hobbite, e cioe’ costruiamo se non un carciofo almeno uno svuotino tra tanti alala’ che si sa noi siamo diversi da quei burocrati delle sezioni MSI. Poi tiriamo su una riga con i camerati a piazza San Babila. Ma che ci fa da quelle parti La Russa? Non era uno grigio passacarte di partito e loro invece quelli che si ribellavano? Ah no, lui passava di li’ per caso, sai come e’, era un meridionale trapiantato a Milano sa gh’e’ de faa’, tirem innanz, e quindi lui tirava innanz, non c’era anzi dormiva quando i giovani virgulti -ansiosi di provarla davvero, la galera, come si sa- si davano alle rapine in banca, lo fanno i compagni facciamolo anche noi.

Come pure i pestaggi ai cortei, ma son sempre gli altri a incominciare, loro poverini si difendono, se poi capita di prendere a colpi di catena in faccia un sindacalista cattolico, succede, dico voi quando andate ai cortei e lasciate la moto sotto le colonne che fate, per essere sicuri non ve la rubino? Ma portate via la catena, che diamine. E se pestano un sindacalista, non vi venga in mente che c’entri qualcosa lo scontro di classe. Che loro sono ribelli al paro vostro.

E poi, generazione di ribelli contrari al Sistema, ecco che qualcuno passa loro il plastico preso nelle basi NATO, e dopo la bomba via in giro per l’Italia, documenti falsi come se piovesse, ma poi non ce ne e’ bisogno, perche’ -ma tu guarda che culo- gli sbirri non li bloccano mai, sara’ che han tutti la faccia da bravi ragazzi, e poi mica portano l’eskimo, cioe’ loro mica copiano i compagni, tranne che leggono Gramsci, ma anche Evola e Junger, messi insieme sti tre nomi son quasi venti lettere [G-R-A-M-S-C-I, E-V-O ecc], i camerati ci si mettono di impegno va li’ quando leggono, tra una rapina a volto scoperto e un paio di puttan tour che il guerriero si deve riposare,  e ancora un po’ di bombette qua, e n’altra rapina;  loro sono i ribelli contro il Sistema, mica come quegli incartapecoriti delle sezioni MSI, che a sentire loro li avevano tutti gia’ espulsi a calci, basta manganello adesso solo doppiopetto. Eppero’ tu guarda che strano continuavano a fare i sindacalisti della CISNAL, anche nel pieno della loro ribellione contro Almirante che li aveva traditi. Con tanto di stipendio, voi sapete che la CISNAL era un sindacato di massa e servivano tanti di quei funzionari…

Come e’ come non e’, a un certo punto la pacchia altrimenti detta clandestinita’ finisce, il camerata si trova in carcere, parla con il cappellano, amvedi che strano son sempre gli stessi i cappellani che parlano con loro, sara’ che anche gli altri cappellani non ci vogliono piu’ bene, perche’ portiamo la camicia nera zumpappa’ zumpappa’ e tarabaralla cazzabubole ti regala un pentimento, che adesso che sta provando la galera si rende conto, oh poverino che il Sistema lo stava usando. Te tu guarda che strano il sospetto non gli era venuto quando lo zio Otto gli passava le armi, quando un tizio dall’aria militare gli dava l’esplosivo, quando si trovavano per fare esercitazioni e mai nessuno sbirro che li trovasse, quando giravano l’Italia tra rapine a viso scoperto e puttan tour sempre a viso scoperto per farselo rizzare, che al Circeo non si erano divertiti abbastanza. No, loro non se ne erano accorti di essere usati dal Sistema, loro erano dei romanticoni che cantavano ce ne freghiamo della galera, e poi quando in galera ci finiscono eccalla’ pronta la crisi di coscienza, la confessione, il pentimento ed eccoli fuori di nuovo con diritti civili attivi (loro) e passivi (nostri, di doverceli subire).

Questo siccome la cosa delle bombe non e’ giuridicamente dimostrata, laddove il terrorista rosso e’ stato solitamente condannato per banda armata, e poi pentito o dissociato si trova per solito impossibilitato a votare giacche’ deve chiedere perdono a tutti i parenti delle vittime del suo gruppo, anche se ha solo messo la casa a disposizione per una riunione (del cazzo), e tra questi giustamente se ne trova sempre uno che dice, comprensibilmente, attaccati a sta cippa di minchia.

Te tu guarda, invece, i camerati. Una volta capito che il Sistema li stava usando, tornano alla politica attiva e passiva con benefici ed attenuanti. Te tu guarda, li’ la similitudine con i compagni finisce. Quando si dice i casi della vita.

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7 risposte a se ne fregavano della galera

  1. Vuk ha detto:

    Non sono affatto d’accordo col fatto che i “compagni” “abbiano pagato” a differenza dei fasci che erano paraculati. Ma non perchè sono “di destra”.

    Sarà che erano numericamente di più (parecchi di più), ma che io sappia di robe strane tra sindacati, sinistra extraparlamentare e pci ce n’erano. Quasi una continuità un po’ tira e molla… tipo quella dei missini.
    Che “a destra” fossero più coperti dalle istituzioni quali magistratura e polizia è possibilissimo, leggo ora che Marcello de Angelis “venuto a conoscenza” che gli amiconi di londra stavano per essere arrestati partì per avvertirli, ad esempio.

    Il tuo post, però, mi sembra un poco roba da centri sociali anni 80.
    Si sa che di schifezze le istituzioni e i politici ne hanno fatte. Sembra quasi che vuoi rimarcare che “i fasci erano peggio”. Può essere (la fine che dovrebbero fare è la stessa, per quel che mi riguarda).
    MI dispiace commentare così, solo che non saprei come altro dirlo.
    E’ un po’ come quando hai detto degli ultras del varese fascisti dei tuoi tempi che erano bucati (manco ti ricorderai di quel commento, vabè). E’ stato deludente.
    Ma non perchè voglio difendere dei delinquenti di merda (ricordi quelli del mio paesello cosa hanno cercato di fare se non li avessero fermati?). E’ stato delundente perchè la tossicodipendenza è una tragedia terribile, e non è una sorta di spugna che pulisce il mondo, hai vissuto gli anni 80, lo saprai cosa si lascia dietro. E sentirti fare battutine sul fatto che si prostituissero per potersi bucare m’ha lasciato un po’ scioccato.

    COsì come mi lascia scioccato vederti partecipare (ne avevi acccennato ancche in un’alttra occasione) ad una così bassa lotta nel fango.
    Sospetto che per parlare così avrai avuto la tua bella dose di paura ai tempi con dei delinquenti del genere in circolazioni, criminali paraculati per cui tu probabilmente eri il secondo sulla linea di tiro dopo le br.
    Erano dei bastardi? Sì. Erano pericolosi per te? Sì (suppongo). Ti discriminavano? Sì (idem).
    Tutto vero, fai bene ad odiarli quei maledetti. Ma ora sono morti in uno dei modi peggiori, ovvero da tossicodipendenti. A che ti serve diventare una persona peggiore TU, per gente che ora, se esiste una Giustizia, verrà giudicata dopo aver fatto una fine disgustosa (che in parte si sono meritati? forse).

    Mi stupisce vedere tanta sensibilità e al tempo stesso tanto odio.
    Prima voli alto e poi bassissimo. Vale la pena?
    Vale la pena inzaccherarsi di fango quando potresti guardare tutto questo dall’alto e tirare un sospiro di sollievo sapendo che almeno CERTE cose sono finite?
    Boh, magari sono io che qui, dall’altra parte del continente, ti ho immaginato diverso, ma molte volte la tua sensibilità mi ha davvero sorpreso.
    E tante volte le tue lotte, anche con commentatori importuni, m’hanno lasciato di sasso. Nel senso che prprio non me le sarei aspettate da uno che era in grado di ESSERE molto migliore, imho.

    Tieni present questo:
    Quando sento biografie tipo quella del sopracitato Marcello De Angelis (270bis, era in un sito patetico defunto da tempo) in cui scrivono robe tipo…
    “come molti altri ragazzi di quegli anni si unì alla bande armate” mi prende un:
    “COsaacosacosa?!?
    Molti?!? No! C’erano MOLTE brave persone, e poi c’erano POCHI asiniraglianti-pezzidimerda che credevano di essere in diritto di usare la violenza per influenzare il destino delle suddette brave persone, la stragrande maggioranza dei cittadini (non saranno stati perfetti, ma di sicuro erano cittadini migliori dei terroristi).”
    Mi si gonfiano le vene del collo dal nervoso a leggere certa roba.

    Idem, ma peggio, per motivi personali, quando sento parlare un certo ex-aspirante politico, falsificatore di CV.
    Eppure quando ho letto un attacco bassissimo a base di intercettazioni al sopracitato pagliaccio, in cui si insinuava, anzi si dava per scontato che fosse in combutta col presidente della regione, nonostante tagli nelle intercettazioni e discorsi vaghi… non riuscivo a dire “AH! Ben gli sta”.
    Perchè era un poveraccio che manco si rendeva conto di cosa si era tirato addosso. Se doveva essere punito doveva esserlo per le stronzate che predicava, per il suo essere un merdoso burattino, per essere un ideologizzato bugiardo che ci avrebbe affamato purchè il suo padrone gli dicesse bravo e gli facesse una carezza dietro alle orecchie.
    Non vedo niente di bene a gioire della pezzente meschinità altrui. E’ qualcosa di indecente, come una macchia di lordura sul pavimento, va spazzolato via, ma senza piacere, è una cosa disgustosa che semplicemente DEVE sparire. E poi bisogna godersi il pavimento pulito, non pensare al lerciume quando ormai è stato spazzato via.

    E proprio non riesco a considerare una cosa “onorevole” gioire o divertirsi della sofferenza, meschinità, piretosissimo arrampicamento sui vetri di qualcuno.
    Anche se è satana in persona. Se tu lo odi (l’ipotetico satana), ti stai facendo contagiare.
    Forse è mio, il limite. D’altronde non andavo d’accordo con mia nonna per lo stesso motivo, nonostante, a parte questo, fosse la persona più buona di sta terra.

    E tuttavia… MI dispiace sempre quando fai così.

    PS
    LA storia del piccolo David e di Judith è triste ma bella, come quella di Israele.
    Mi sono sempre piaciute le storie a lieto fine. Le altre no. Anche se sono un malinconico.

  2. Vuk ha detto:

    Ho sbagliato
    “facevi” bene ad odiarli.

  3. Vuk ha detto:

    Ah, sì. Che il m5s fosse un covo di idioti s’era capito.
    Ora i suoi adepti l’hanno confermato.
    Spero che chi è davvero positivo e costruttivo la dentro, appassionato senza odio per l’universo/sistema/quelchelè, riesca a incanalare le proprie energie in qualcosa di migliore.

    • nahum נחום ha detto:

      Dunque: nei primi anni 80 andavo a fare le vasche in Corso come piu’ o meno tutti. Ci andavo in treno, Ferrovie Nord Milano, visto che ero minorenne. Faceva il viaggio con me un certo Barone. Non so se lo ricordi. Era un fascista. Una testa calda, uno dei picchiatori. Espulso dal MSI (quindi: usato quando c’era da legnare i sindacati, poi gettato via). Talmente testa calda che al militare lo mandarono a Gaeta. Pensa che tortura, un fascista in mezzo a testimoni di Geova. Barone prendeva il treno per andare in Corso perche’ non aveva la patente. Perche’ gliela avevano levata. Era un nazista, un antisemita, uno pericoloso. Gli avevano tolto la patente perche’ era un tossico. Abbiamo chiaccherato un sacco. Sapeva che ero uno della altra parte, non glie ne fregava piu’ nulla della politica, pensava solo a come levarsi l’eroina di dosso. E non c’e’ riuscito. E’ morto in un incidente di auto. Conoscevo il padre, un maestro socialista di quelli che non poteva sopportare Craxi, uno che al socialismo ci credeva. Ti diro’ la verita’, Barone mi faceva pena. Mi faceva pena lui, mi facevano pena i leader dei Boys distrutti dall’eroina, mi facevano pena quelli che erano andati a arruolarsi nella Legione Straniera e chissa’ quante botte avran preso.
      Ma questo e’ il piano personale. Quello storico e’ una altra faccenda. Che i terroristi rossi, e ce ne erano dalle nostre parti, e qualcuno lo ho anche conosciuto, abbiano avuto condanne piu’ pesanti di quelli neri, e’ un fatto. Magari perche’ e’ vero, per i giudici e’ piu’ facile picchiare sui componenti di una banda armata, che su un gruppo di gente che paciocca con l’esplosivo (questo hanno fatto i neri dalle nostre parti, non e’ che devo ripetertelo io, ci sono indagini e condanne passate in giudicato). Io al pentimento di Zani non credo affatto, penso che abbia mestato nel torbido, come quais tutti quelli di quella parte. Non credo nemmeno alla loro ribellione contro il MSI, visto che Federiconi dice di non averlo mai incontrato, eppero’ ad essere processato assieme a lui c’era anche -tu guarda che strano Bottazzi, sindacalista della CISNAL. Che poi ritrovi a Brescia, in una altra facenda di bombe.
      Quindi, per concludere: la generazione di militanti di sinistra che e’ finita nella lotta armata ha fatto un sacco di cazzate. Ha travestito quelle cazzate di analisi politiche e sociali e storiche molto fumose e deliranti. In linea generale, le ha pagate. La generazione di militanti di destra ha fatto ugualmente delle cazzate. Le ha rivestite di roba poco credibile, copiata malamente dalla roba di sinistra. Ha pagato, ma forse non tanto.
      Tutto questo non significa negare che anche a sinistra ci fossero delle complicita’ con la lotta armata: c’erano, ma e’ un altro discorso, e non e’ quello che faccio io.

      • Vuk ha detto:

        Vero. Sul piano dell’analisi storica se guardi sono stato molto vago.
        Perchè in fondo non mi riguarda.
        Certo se tu non ti occupi della politica lei si occuperà di te.”
        Sarà vero, ma al giorno d’oggi occuparsi di politica vuol dire farsi okkupare (come le scuole) la testa dalla politica vecchia di 40 anni E dimenticare il presente e ciò che si dovrebbe fare ora.

        MA è proprio questa “realtà” e questo “ora” il punto del mio commento.
        Però insieme c’è un “tu” e NON un “società”, NE’ un “politica”.

        Perchè ho fatto una cosa indelicata, e non lo ho nemmeno chiarito adeguatamente (non lo avevo chiaro neanche io).
        Ho infatti parlato di te e non di ciò che hai scritto. Ho espresso, per motivi che mi mette a disagio a spiegare, un’idea che ho di te.
        Ma non ti conosco di persona e queste sono cose che si dovrebbero tirare fuori solo quando ci si conosce nel mondo reale.
        Ho sbagliato a farlo.

        In ogni caso grazie delle informazioni cche non conoscevo minimamente sugli anni di piombo della nostra zona. Cerco di evitare come la peste i programmi e i libri che cercano di fare riviviere un’epoca fortunatamente finita, allo scopo implicito di irregimentare altra gente per le utilissime contestazioni studentesche e per le polemiche della festa della repubblica.

        Se vuoi te ne dico una io, che avrò già ripetuto fino alla nausea.
        In una azienda metalmeccanica abbastanza nota della zona (esiste e lavora ancora), c’era un simpatico ragazzone che faceva il tuttofare (livello salariale più basso) e che quando non c’era lavoro per lui veniva mandato a fare il giardiniere a casa di uno dei padroni.
        Andava d’accordissimo col padrone, prima e dopo il lavoro si faceva un paio d’ore (x2) di lavoro agricolo a casa sua (viveva in una fattoria e avevano campi da lavorare e mucche) col padre e ogni tanto doveva rincorrere la madre che, fortemente ansiosa/depressa e ipocondiraca minacciava di andare a buttarsi nel lago.
        Nel paesello rurale nessuno era in grado di aiutare ne lui, ne la sorella, ne il padre. Doveva aiutarsi da solo, anche se era quasi un bambino, visto che la madre non era stata esattamente affettiva prima di ammattire del tutto.

        Successe un giorno che un altro simpatico ragazzo della ditta decise che voleva diventare sindacalista. Non so se successe prima o dopo che mio padre iniziasse a lavorare lì.

        Fatto sta che, tra un favore ai compagni tesserati e una passeggiata nella ditta cominciò a elaborare un complesso pensiero socio-politico.
        “All’Alfa sparano!”, esclamava tutto contento, mentre la gente che andava a lavorare all’alfa probabilmente si cagava in mano dalla paura di fare uno sgarro al mafiosett… pardon, sindacalista sbagliato.
        E il pensiero proseguì con “Bisognerebbe sparare anche qui!” (qualcuno penso bene di lanciargli dietro un martello).

        Successe poi che rapirono aldo moro.
        Indisse, dato il contrordine, un pomeriggio di sciopero (suppongo che la rgione fosse dimostrare alle br che erano sole).

        Non so se fu a quello sciopero o ad uno successivo (ce n’era uno ogni volta che una mosca cagava bianco, in dieci anni si riuscivano a recuperare con l’aumento i soldi persi durante le ore di sciopero), fatto sta che mio padre era tornato dalla pausa pranzo e vide il Santissimo picchetto. Li convinse assieme al collega che con il carroponte con un pezzo sospeso nel vuoto era meglio se li lasciavano entrare.
        Lavorarono tutto il pomeriggio.

        lI giorno successivo. Il ragazzetto che aveva deciso di diventare sindacalista gli chiese se avesse lavorato il giorno precedente, appena lo vide arrivare a timbrare.
        Alla risposta affermativa lo informò che era meglio che badasse alla verniciatura della macchina.
        Ritrovatosi improvvisamente appeso al muro, il simpatico sindacalista attirò l’attenzione di un po’ di gente. Fino a che arrivò il padrone.
        QUando gli venne spiegata la situazione disse semplicemente: “Se succede qualsiasi cosa alla sua macchina tu esci da quella porta e non entri più.”
        Il sindacalista se ne ando mogio e bastonato con la coda fra le gambe.

        Ora è responsabile a livello provinciale nel sindacato.
        E nel 78, oltre ad avere già smesso di lavorare da un pezzo, era uno di quei simpaticoni che erano pronti a incitare i plotoni di esecuzione a sparare. E ovviamente aveva il red carpet di leccaculo, ruffiani, sgherri e informatori.

        Ah, già, il simpatico ragazzone tutto simpatia, lavoro agreste e crumiraggio, quello con la mamma pazza, era mio padre.
        Non ha mai ricevuto niente dal sindacato, nè prima nè dopo quell’episodio, nè in quella nè in altre ditte, non ha mai visto una persona diligente e volenterosa venire difesa dal sindacato. Da quando ha iniziato, nel 1975, fino a quando non ha finito 31/12/2011.

        Dai fassisti, come li chiamava suo padre, non è mai stato importunato, anzi, ne ha conosciuti ben pochi in tutta la sua vita.

  4. Vuk ha detto:

    Io al pentimento di Zani non credo affatto, penso che abbia mestato nel torbido, come quais tutti quelli di quella parte. Non credo nemmeno alla loro ribellione contro il MSI, visto che Federiconi dice di non averlo mai incontrato, eppero’ ad essere processato assieme a lui c’era anche -tu guarda che strano Bottazzi, sindacalista della CISNAL.

    Non so chi sia zani.

    Si sa chi è Storace, però.
    O Marcello De Angelis.

    E, una volta che i camerati si sono ripuliti hanno trovato un posticino ai loro amiciCI.
    Come hanno fatto i compagnoni a ben vedere. Una parola: Sofri.

    Sono stati coerenti. Si sono ricordati di chi ha avuto meno fotuna di loro.
    Era l’idea di base che eera MARCIA. SOno stati coerenti al loro marciume.
    Mi scappa l’applauso.

    E ora De Angelis prende una pensione da parlamentare. Sono sicuro che è stato bravissimo e ha pensato tutto il tempo al ben dell’Italia mentre era in parlamento. O meglio: sono convintissimo che lui ne fosse convintissimo.

    Perchè ciò che tu dici del pentimento non vale per certe categorie di persone.
    MA non perchè sono cattive, bensì perchè vivono in un mondo fatto di strategie improbabili, teorie, cazzate.
    Quindi riescono a convincersi di essersi comportati rettamente.

    Prendi questi
    http://www.storialibera.it/epoca_contemporanea/fascismo/articolo.php?id=555
    http://www.ibs.it/code/9788879729789/serri-mirella/profeti-disarmati-1945.html

    Tu sei uno storico saprai quanto è affidabile e seria Mirella Serri, io no.
    Di sicuro è un pochino… strano questo travaso di intellettuali, no?

    Probabilmente date le condizioni hanno anche cercato di comportarsi bene (la cosa basilare sarebbe, imho, essere solaamente propositivi ed evitare di gridare al fascista, per una questione di onestà MINIMA, non so poi chi lo abbia fatto e chi no).

    Il ppunto è… si può credere a uno, a due, a tre… Dopo un po’ però vale la pena farsi qualche domanda.

    Forse la loro scelta non è stata così libera e arbitraria. O forse non onesta, o forse entrambe le cose.

    Eppure non sembravano particolarmente contriti, non tanto da non poter partecipare alla vita pubblica, quantomeno.

    Io se mi immedesimo intuisco, mi convinco diciamo, che il “tengo famiglia” sia particolarmentee bastardo perchè è subdolo, non ti accorgi di scendere a compromessi con la coscienza. Forse non vuoi e non vedi ciò che non ti conviene.
    Se poi ci si aggiunge un ego da preservare la menzogna a se stessi è bella e servita.
    Una volta che hai mentito a te stesso in maniera efficace è molto più facile convincere gli altri della tua buona fede.
    Tu sei cinvinto di essere sincero, ti senti sincero.

  5. Vuk ha detto:

    Scusa, poi non rompo più.

    Sarà una cazzata ma esprime bene alcune cose.
    Ne “I Soprano” ad un certo punto la moglie del Boss Tony (una donna convenzionale, di mentalità ristretta e bigotta) va da uno pischiatra (peraltro ebreo).
    Gli espone la sua situazione, di come il suo matrimonio sia basato sul non poter chiedere o parlare di certe cose, del fatto che lei vorrebbe divorziare ma è cattolica, i figli… lui è ebreo e magari sa consigliarla diversamente essendo (?) anche lui contrario al divorzio.

    Risposta (più o meno):
    “L’unico modo per uscirne è che suo marito si costituisca, restituisca tutto quanto può restituire, affronti il processo, dica la verità. E’ inutile che mi viene a chiedere consiglio.” Detto con grande freddezza e distacco (nonostante lei piangesse, quasi).

    “Va bene, lo terrò in considerazione. Allora le firmo un assegno e…”

    “No, non ha capito. Io non voglio il suo denaro PERCHE’ SONO SOLDI SPORCHI.”

    E’ proprio questo il problema, con certa gente (forse anche il soggetto del tuo post).
    Che ormai tirano avanti meglio che possono perchè non hanno il coraggio/forza/voglia di affrontare le conseguenze delle proprie azioni, ciò che sono, la vita materialmente terribile che affligge chi ha il coraggio di fermarsi e ricominciare da capo.

    Se a un ex terrorista viene offerto di entrare in parlamento e lui lo fa STA TRAENDO BENEFICIO DAL MALE CHE HA FATTO. Se sei pentito lo rifiuti: questo mi hanno insegnato e questo ho avuto l’occasione di imparare. E sono soddisfatto così.
    Perchè penso che sia giusto e penso anche che NON sia relativo.

    E sebbene sia un caso più delicato penso anche che se dei “compagni di lotta” di mio padre, mi offrissero un posto in tv o in un giornale, magari come mutuo soccorso per la famiglia del compagno, rifiuterei.
    Rifiuterei perchè
    1 Sarebbe disonesto essere raccomandati senza alcun merito, anche se lo fanno tutti.
    2 Non sarebbe qualcosa di solido su cui costruire una vita pulita.

    Così la vedo io.
    E il nervoso che mi mette sentire criminali (non gente che non ha fatto uno scontrino: CRIMINALI che nascondono il male che hanno fatto dietro ai grandi principi e alle buone intenzioni) ha almeno il vantaggio di farmi da punto di riferimento.
    COSI’ non ho la minima intenzione di diventare. Proprio come lo psichiatra non vuole avere niente a che fare con la moglie del boss.

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