Caro antisemita

Caro antisemita,
Noi non conosciamo. A volte ci incontriamo. A volte leggo tuoi articoli, pubblicati qua e la’. Altre volte ci incrociamo quando stai volantinando. Altre volte ti vedo allo stadio. Spesso, troppo spesso, io e te discutiamo on line.
Tu non mi conosci. Tu solo sai che io sono ebreo; ma sei convinto di conoscermi bene. Pensi di sapere tutto su quello strano senso di connessione che mi sento con altri ebrei. Quella piccola sensazione di vertigine ho ogni volta che mi dicono che quello scrittore, quel calciatore, quell’attore sai, è ebreo…
Io non capisco quella mia sensazione. Mi sorprende ogni volta. Non so nemmeno come descriverla. Forse, una specie di sorriso interiore? Non lo so. Ma tu lo sai meglio di me. Tu sai che io e quello scrittore, quel calciatore, quell’attore, siamo uniti da una specie di patto segreto, dallo scopo che ci poniamo di conquistare l’universo e di governare il mondo. E soprattutto di sottomettere quelli come te, i non ebrei, i goim.
Credevi di essere solo sfortunato. Credevi che questi fossero solo tempi duri, con l’economia che rasenta la recessione. Pensavi di aver sbagliato qualche conto… Ma ora invece conosci la verità. A te le cose vanno male, agli ebrei invece va tutto bene. Non può essere solo un caso. Deve esserci un complotto. Gli ebrei si aiutano sempre tra di loro. Quindi non è colpa tua. E’ sempre colpa degli altri. E’ il complotto ebraico, il fatto che si aiutano sempre tra di loro, devoti di quella religione barbara e tribale.
Che poi: sara’ mica una religione.. Voglio dire, quel mucchio di pratiche strane e superstiziose, quella mutilazione genitale, e quella fobia verso certi cibi, e questa fissazione a non lavorare di sabato…. Cosa ci sara’ di religioso, di spirituale? E sarebbero tutte queste sciocchezze che tengono gli ebrei insieme? Andiamo … anche loro, loro stessi, non osservano tutte le loro ridicole norme e le ossessive minuzie della loro cosiddetta religione. No, ci deve essere qualcos’altro che li tiene insieme.
Il potere, ecco cos’e’. Perché loro, gli ebrei, sono potenti. E’ comodo, essere ebrei. Loro sono davvero troppo potenti. E tu, caro antisemita, non hai alcun potere. Non hai responsabilità. Loro sono gente che manipola i politici, hanno contatti nelle banche e nella finanza, loro governano il mondo. E per questo il mondo va male. Mentre tu sei solo un poveretto, un sempliciotto, un perdente. E in effetti il partito che voti ha sempre perso le elezioni. E non hanno mai avuto la possibilità di governare qualcosa di importante. Nonostante siano i più intelligenti e i piu’ colti. Proprio come te.
Ti sentivi perso, fino a quando qualcuno ti ha spiegato come vanno le cose. E allora hai capito. Guarda per esempio cosa succede in Medio Oriente. C’era una volta c’era un Paese prospero, unito e pacifico, che si chiamava Palestina, dove cristiani e musulmani vivevano in pace e armonia. Era una vita così semplice e felice. Una società ben ordinata, dove le donne restavano in casa, e gli uomini lavoravano nei campi.
Ma poi sono arrivati gli ebrei. Hanno tolto la terra ai contadini, hanno cacciato la popolazione nativa, hanno instaurato un regime razzista, hanno inventato una lingua artificiale, e hanno fatto credere al mondo di avere qualche legame con quei posti. E’ facile per loro, contano molto nei media. E sono così potenti.
Come si fa a non provare alcuna simpatia per i palestinesi, quei poveracci. Loro sono dei perseguitati, proprio come te. E sono, di solito, anche dei bravi compagni; come te. Ma vengono demonizzati; come te. Quella minoranza che governa i mezzi di comunicazione (si sa di chi si sta parlando, eh) appiccica l’etichetta di “anti-semita” a tutti coloro che vogliono solo un laico e democratico Stato islamico dove la minoranza, finalmente! obbedisca alla legge della maggioranza.
Loro hanno il potere di etichettare le persone. Ti chiamano antisemita. Proprio tu, un cosi’ bravo compagno. Nemmeno sanno che hai amici ebrei (i quali, stranamente, non sono tanto interessati a dare una educazione ebraica ai loro figli. Infatti sono dei buoni ebrei. Gli ebrei che ti piacciono).
Una volta che hai scoperto la verita’, ecco che le cose diventano semplici. E la verità è che gli ebrei sono troppo potenti. Non c’è da meravigliarsi se sono “perseguitati”, come loro dicono di essere. Ma quale persecuzione. E’ la giusta reazione dei diseredati e degli oppressi.
Qui in Europa, o in Ucraina, o in Medio Oriente, dovunque nel mondo ci sono ebrei, ecco che cercano di imporre il loro dominio, di demonizzare i palestinesi, e di sfruttare la maggioranza, i nativi, e quelli buoni come te.
Perché tu sei buono. Gli altri sono cattivi. Tu sei un bravo ragazzo, un bravo compagno, uno che vuole solo giustizia per gli oppressi. E i palestinesi sono oppressi. E gli oppressori sono ebrei. Il loro nemico è lo Stato ebraico. E uno Stato ebraico è male. E uno Stato laico è bene. E’ così semplice.
Beh, ho una notizia per te, non-troppo-caro antisemita. Le cose non sono così semplici.
Tanto per cominciare, non esistono persone cattive e persone buone. C’è invece una tendenza umana a fare il bene, noi lo chiamiamo yetzer tov, e un’altra tendenza a seguire il male, noi lo chiamiamo yetzer haraa. E’ lo stesso impulso che porta la gente a seguire ideologie semplicistiche (come la tua), in modo che sia sempre possibile dare la colpa al resto del mondo e evitare ogni responsabilità.
Ogni essere umano si trova a seguire il yetzer tov o lo yetzer haraa, e molto spesso un misto di entrambi, senza nemmeno rendersi conto di cosa sta succedendo, e quali saranno le conseguenze delle sue azioni. Nessuno è perfetto, e anche le persone piu’ colte e intelligenti e pie possono fare cose stupide. Per esempio io conosco troppi ebrei, me compreso, che perdono tempo a discutere con gli antisemiti come te. Perché anche la persona piu’ intelligente e colta e pia può fare del male, può far male a qualcuno, e come tale lui, o lei, può avere bisogno di venire perdonato. Per questo motivo la nostra Legge ha una grande quantità di regole e leggi relative ai sacrifici, alcune delle quali abbiamo letto oggi.
Sono le istruzioni che ci mettono in grado di elevare noi stessi. Leggi sono lì in modo che possiamo superare le nostre debolezze e imparare dai nostri errori. Ma anche se seguissimo la nostra legge attentamente, e la studiassimo in dettagli, e cerchiamo di evitare tutti i possibili comportamenti cattivi, -cosa che cerchiamo di fare- bada bene: le cose brutte possono accadere.
Può capitare che persone come te, non-così-caro antisemita, si trovino in un posto di responsabilità e quindi cerchino di rendere difficile la vita a noi, alla nostra gente, di solito per distogliere l’attenzione da conflitti piu’ seri. E’ così facile da usare gli ebrei come capro espiatorio. Quindi noi dobbiamo imparare a trattare in questo tipo di situazioni. Come affrontare l’antisemitismo, e come trattare con persone come te, non-troppo-caro antisemita. Dobbiamo ricordare a noi stessi che la’ fuori c’e’ gente come te.
Per questo motivo abbiamo nel nostro calendario un giorno come oggi, Shabbat Zachor, lo Shabbat prima di Purim. Purim, sai, caro anti-semita, è …. vabbe’, lascia perdere, è una specie di party. Non per voi comunque. Sai, roba ebraica.
E’ un giorno dell’anno in cui noi ebrei ci divertiamo a fare un sacco di rumore, di casino e di confusione. Amiamo questo casino. Amiamo la confusione, ci piace quando le cose non sono in bianco e nero, perché amiamo la vita, e la vita non e’ mai in bianco e nero. E Purim è divertente perché è come la vita: un gran casino.
Ma prima di iniziare questa festa, noi ricordiamo a noi stessi che le persone come te, non-così-caro antisemita, sono ancora là fuori, con la vostra visione del mondo semplicistica, e la tendenza, purtroppo troppo comune, ad incolpare gli altri, con il vostro bisogno pericoloso di ordine e di autorita’, e il gusto di trovarvi capri espiatori, estranei da accusare per i vostri fallimenti.
E nonostante tu sia lì, nonostante le sciocchezze che diffondi, noi siamo ancora qui. E facciamo festa.

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