Il Tondello depresso

C’e’ stato un tempo in cui il Partito Comunista aveva non solo quel quotidiano, l’Unita’, che attualmente sta per essere acquistato dalla Santanche’, ma addirittura due, e questo altro quotidiano era Paese Sera. Paese Sera era stato fondato nel 1949 e la direzione affidata a un giornalista mite e geniale che si chiamava Fausto Coen, antifascista, combattente repubblicano in Spagna e capace di attirare a se’ e di offrire spazio a  talenti intellettuali del calibro di Natalino Sapegno, Eugenio Garin, Norberto Bobbio. Grandi nomi, e non tutti necessariamente comunisti, che grazie a un quotidiano finanziato dal Partito Comunista Italiano, riuscivano a trovare il modo di parlare alle masse. 

La storia tra Fausto Coen e il Partito Comunista Italiano, gia’ messa a dura prova nel 1956 (invasione sovietica dell’Ungheria, che lui non approvava)  si interruppe brutalmente all’indomani della guerra dei Sei Giorni. Il Partito temeva che le masse fossero informate della sconfitta araba.  Alberto Jacoviello si precipito’ in tipografia a fracassare la prima pagina in piombo quando stava per essere montata sulla rotativa. C’era li’ sopra la terribile, inaccettabile notizia: Israele ha vinto. Era ovviamente una intimidazione rivolta a tutti i redattori di Paese Sera che si permettessero di dissentire rispetto alla linea filo-araba. Proibito ammettere la sconfitta in pubblico. Coen lesse (correttamente) lo scoppio d’ira come una intimidazione e lascio’ Paese Sera al suo destino; abbandonando pure il PCI. 

E’ passato molto, molto tempo. Paese Sera ha chiuso da tempo, e l’Unita’ naviga in cattivissime acque. E pero’ un tale che ogni  tanto sulla Unita’ ci scribacchia (in versione virtuale) se ne e’ uscito oggi con una lagnosissima e tristissima articolessa sul proprio blog. Ed e’ triste. Perche’ ? P Perche’, tenetevi forte:

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A dire il vero, io e’ da un po’ che cercavo di convincere questo scribacchino di una realta’ che il resto del mondo ha presente diciamo fin dal 1967. Ma lui niente. In un crescendo epico di stronzate, ha fatto divertire i lettori raccontando che non era vero nulla, che questa vittoria appunto non c’era.

E che Israele era brutto e cattivo, non tanto differente da Hamas (ha scritto esattamente questo) quanto a trattamento delle minoranze religiose. E -e come poteva mancare- mica lo si poteva accusare di antisemitismo solo perche’ criticava Israele.

Il che mi fa venire in mente una mia amica lesbica, che stava parlando un avolta con una tizia omofoba, ma tanto omofoba ed ossessionata. Ma proprio ossessionata, e che ad un certo punto di punto in bianco disse: “Ma che, ci sta provando con me?” E la amica rispose: “Dipende, se ti senti sexy quando parli con me, si vede che c’e’ una ragione”

Ecco, il Tondelli evidentemente si sentiva molto sexy, quando contrabbandava la fola (falsa) secondo cui una persona non ebrea non potrebbe diventare cittadino di Israele Non solo, pensava pure di poter parlare a nome degli ebrei di tutto il mondo, a cui questa cosa dello Stato ebraico non andava. 

Che gli ebrei di tutto il mondo non si sentono affatto piu’ sicuri per via della esistenza di Israele. Come faceva a saperlo? Indovinato! Aveva degli amici ebrei. Rigorosamente anonimi, pero’. E aveva anche avuto degli allievi ebrei. Tanto consapevoli del proprio ebraismo che durante le feste ebraiche andavano a scuola.

In Italia, a norma di legge i genitori di ogni allievo ebreo comunicano alla segreteria che sono di religione ebraica, allegano alla domanda il certificato firmato da un rabbino, e in questo modo gli allievi hanno il diritto di assentarsi da scuola senza giustificazione. Non gli allievi ebrei del prof. Leonardo Tondelli, che erano ebrei ovviamente, erano totalmente d’accordo con i suoi sproloqui su Israele, ma durante le feste ebraiche non si assentavano da scuola, presumibilmente perche’ affascinati dalle sue divagazioni sugli ebrei che si sentono parte di una schiatta superiore, sull’Ebraismo che e’ il culto di una Legge scolpita nella pietra e sulla economia israeliana che va a rotoli da decenni. I dati dicono il contrario, ma non fidatevi, ricordate che Israele e’ stato sconfitto, o comunque lo sara’ breve.

 

Invece no. Nessuna sconfitta.  Israele ha vinto. Come ho provato a spiegare a Tondelli qualche dozzina di volte, la popolazione ebraica in Israele e’ piu’ numerosa e piu’ giovane di quella della Diaspora e continuando cosi’ in poche generazioni si sara’ realizzato il progetto sionista, ovvero il ritorno degli ebrei alla Terra di Israele. La natalita’ araba e’ in diminuzione, e uno Stato palestinese non si vede all’orizzonte, per moltissime ragioni, primo fra tutti che gli Stati arabi hanno troppe gatte da pelare, quando ancora sono in piedi. E’ diventato ragionevole immaginare uno Stato ebraico sulle due sponde del Giordano e la annessione della West Bank, dando il diritto di voto a tutti i cittadini arabi, senza pericolo per la maggioranza ebraica del Paese. 

Attenzione, non sto dicendo che si andra’ necessariamente li’. Sto solo dicendo che e’ uno sbocco possibile, reso possibile dalla situazione internazionale. L’ultima persona al mondo a volere uno Stato Palestinese e’ Abu Mazen, perche’ sa benissimo che una Primavera araba lo farebbe saltare per aria. E, per inciso, Abu Mazen, ha ottanta anni e nessun successore all’orizzonte. Molta gente in passato faceva finta di credere che Abu Mazen fosse laico e moderato, che fosse una alternativa preferibile ai tagliagole di Hamas, adesso il re e’ nudo, privo di quella legittimita’ assicurata dalla parvenza di elezioni che si e’ ben guardato dal ripetere alla scadenza dovuta (ah, la democrazia intermittente). Adesso l’interlocutore di Israele e’ Hamas, che non ha voglia di sedersi al tavolo delle trattative ma preferisce lanciare missili. Per coprire il fatto che le casse sono vuote.

Questa e’ la realta’. E questo uno dei possibili sviluppi. A proposito, se voi foste dei profughi palestinesi, preferireste vivere nella West Bank, sotto sovranita’ israeliana (dove i criminali che uccidono ragazzi arabi vengono assicurati alla giustizia in meno di tre settimane) a Gaza (dove Hamas vi offre la possibilita’ di fare lo scudo umano) o in Siria (piu’ di duemila palestinesi morti negli ultimi mesi). Mah, io una idea ce la avrei. 

E’ un mondo difficile. E non e’ nemmeno una realta’ tanto nuova, per chi ha gli occhi per vedere e non so fa illusioni sulla moderazione dei palestinesi o sulla imminente, certissima, sicura, sicurissima, sconfitta di Israele, che e dal 1967 che aspetta di realizzarsi, dopo essere stata teorizzata nelle stanze della redazione di Paese Sera, in assenza del direttore. 

Ma per il Tondelli e’ nuova. E’ una triste realta’ cui si deve adattare. Non trova nemmeno le parole, e deve ricorrere a quelle di altri. Ascoltate la lagna:

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Il reduce sotto choc che continua a fare gli stessi discorsi, in realta’, e’ proprio il Tondelli stesso, che negli ultimi mesi e’ andato inseguendo il sottoscritto piu’ o meno ovunque per raccontare ai pochi lettori che la maggioranza degli ebrei non la pensa certo come me.

Che e’ poi la vecchia teoria di scuola sovietica secondo cui le masse ebraiche preferiscono farsi guidare dal Partito e sono solo ideologicamente condizionate dal sionismo imperialista. Non riuscendo a rendere credibile il detto messaggio, il Tondelli e’ passato poi a ripeterne un altro: come sarebbe bello se al posto di Israele, la’ in mezzo a tutti i Paesi arabi, ce ne fosse uno laico a maggioranza araba, come vuole l’OLP. Anche questa e’ roba da vecchi reduci, visto che la Costituzione di Palestina elaborata dall’OLP, quando cioe’ l’OLP si e’degnato di mettere per iscritto qualcosa  mette la Sharia tra le fonti del diritto e ciao ciao ai diritti delle minoranze (la Costituzione nemmeno nomina gli ebrei).

Quindi, ecco, quando Tondelli teme di dare l’impressione di essere un reduce un po’ suonato, ha perfettamente ragione. E’ un reduce un po’ suonato. Un pugile che ha preso sventoloni e ancora si agita sul ring a partita finita. Ma continuiamo. 

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A leggere questo paragrafo viene davvero da dirgli: uheila’, buon giorno. Perche’, insomma, bisogna proprio aver dormito della grossa per non rendersi conto del collasso del Medio Oriente (dovuto anche all’invecchiamento della popolazione, a proposito) che stava maturando mentre tu perdevi tempo a cercare di convincere i lettori che Israele aveva perso la battaglia demografica  ed occorreva quindi prepararsi ad accettare l’era di prosperita’ di cui tutto il mondo avrebbe beneficiato dopo la scomparsa dello Stato ebraico.

Ma il paragrafo di cui sopra colpisce per la assoluta mancanza di contatto con la realta’. Se voi foste un capo di Stato di uno Paese occidentale, chi preferireste come interlocutore? Un nuovissimo califfato, che non si sa quanto possa durare, o una democrazia che ha piu’ di sessanta anni di permanenza nell’area? E non parlo di morale, parlo di stabilita’ dei governi. La risposta per me e’ ovvia. Ma magari per il Tondelli non tanto. E allora eccolo lamentarsi della impotenza europea. Ah che bei tempi quando gli europei erano uniti e potenti contro lo strapotere della lobby ebraica sionista mondiale. Erano anche bei tempi per i palestinesi, sotto la guida dei Mufti’ di Gerusalemme. 

A questo punto sembra chiaro che per Tondelli Israele e’ nata per errore, ed e’ un errore che il mondo intero si e’ sforzato di correggere, cercando di cancellare Israele dalla faccia della Terra, o (che e’ lo stesso) di rendervi gli ebrei minoranza, in modo che non avessero piu’ un luogo in cui rifugiarsi. Pero’ non e’ andata cosi’. 

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Il poverino se lo deve ripetere da solo “Quindi Israele ha vinto”,  perche’ ancora non ci crede.

Pero’ non riesce a scriverlo in altro modo. Ovvero che e’ stato sconfitto il progetto di distruggere Israele nella sua versione hard (quella di Hamas, lanciando missili) o soft (quella della ANP, mediante ritorno dei profughi, progetto che il Tondelli riteneva fosse una specie di dovere morale irrinuciabile). Tondello e’ incapace di vedere la propria sconfitta; perche’ e’ impegnato a ripetere a se’ stesso (e ai lettori) chi sono i buoni e chi sono i cattivi. Ovvero le sue categorie morali da terza elementare: che quelli (gli israeliani) sono i cattivi e tutti quelli che vanno contro i cattivi sono buoni. Sembra davvero un reduce, si’: particolarmente ricorda i reduci di Salo’, che invece di interrogarsi sulle ragioni della sconfitta, cercavano di convincere il mondo di essere stati degli idealisti e delle loro pure e nobili motivazioni. Guarda caso, anche quelli che a Salo’ sono andati a cercare la bella morte (e le donne non ci vogliono piu’/ bene perche’ portiamo la camicia nera zumpapah) avevano in odio il sionismo e l’imperialismo americano. Tu guarda la coincidenza. 

Sicche’, se i palestinesi non sono stati capaci di formarsi una classe dirigente, nonostante le milionate di aiuti che arrivano dall’UNRWA la colpa e’ di Israele brutta e cattiva. E ovviamente  degli ebrei di tutto il mondo che non capiscono quanto sarebbe bello avere uno Stato binazionale ed essere in minoranza e privarsi dell’unico posto in cui possono trovare rifugio quando e se un dittatore decide di espellerli. Va da se’ che per Tondelli le morti degli israeliani non sono poi cosi’ importanti (“ne uccide di piu’ il traffico”). Anche quando sono bambini,  Tondelli e’ quello che in tutta serieta’ riesce a dire, quando una folla di antisemiti assalta una scuola ebraica, che il problema andrebbe affrontato separando sionismo da ebraismo. (qui) E ancora aspettiamo una riga di condanna sugli eccidi di Tolosa e di Bruxelles. Ma no, per lui i bambini arabi di Gaza meritano una attenzione che i bambini ebrei di Tolosa non meritano. A proposito di razzismo e di credere che ci sia un popolo eletto. 

Ma torniamo all’oggi. Torniamo alla proposta di tregua preparata dall’Egitto e dalla lega araba e accettata da Israele e respinta da Hamas. Uno si sveglia al mattino con quella notizia e poi va a leggere il blog del Tondelli e ci trova questo ritratto dell’Israele guerrafondaio e razzista.

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Israele, ricordo, e’ il Paese in cui un giudice arabo ha condannato un presidente ebreo. Probabilmente, nella mente ossessionata del Tondelli, a Sparta c’erano giudici iloti. E persino la massima carica dello Stato poteva venire processata e condannata da suddetti giudici.  Chi lo sa, il Tondelli ha un rapporto con la realta’ storica simile a quella di un pugile suonato: qui lo potete leggere mentre si impegna a spiegare che Hitler non avrebbe mai espulso ebrei dalla Germania (e quindi, indovina! l’esistenza di Israele non aiuta affatto gli ebrei, glielo hanno spiegato i suoi allievi ebrei, mangiando il cotechino a Capodanno, dopo la messa). 

Naturalmente non sto dicendo che Israele sia privo di difetti. Dico solo che e’ una democrazia. Molto resta ancora da fare per integrare la minoranza araba e bisognera’ mettercisi di impegno a maggior ragione in vista della annessione della West Bank, che secondo me e’ la strada da seguire. In altre parole e’ possibile per uno Stato ebraico e democratico continuare ad esistere. Questa e’ la vittoria di Israele. Tondelli di questo si duole. E quindi, per giocare con le sue equivalenze, rifiuta di vedere  la differenza tra Hamas, che glorifica e protegge gli assassini arabi di tre ragazzi ebrei, ed Israele, che in meno di tre settimane riesce ad arrestare gli assassini ebrei di un ragazzo arabo, e a farli confessare di averci pure gia’ provato.  Il paragone con Sparta e’ quindi -diciamo- un pochino tirato per i capelli, il che e’ triste, perche’ invecchiamo tutti e qualcuno i capelli comincia anche a perderli.

Oggi. 15 luglio 2014, Israele ha accettato una tregua ed Hamas no, e Tondelli continua a vedere i torti da una parte sola, quella che per i sovietici era cattiva. E guerrafondaia. 

Schermata 2014-07-15 alle 13.24.00E, come da manualetto di propaganda, passiamo alla disumanizzazione dell’avversario. Loro non sono come noi, perche’ noi siamo quelli che stay human. Ergo loro non sono umani, sono belve assetate di sangue. Perche’? Perche’ dopo anni passati a fare da bersaglio dei missili di Hamas (stiamo parlando degli abitanti di Sderot, ricordate) escono dalle case oggetto dei predetti missili e si portano in localita’ acconcia e vedere che succede. Loro sono cittadini dello Stato ebraico, quindi sono bestie assetate di sangue. I palestinesi che ballano nelle strade felici ogni volta che un ebreo viene ucciso, e gli arabi che portano fiori sulla tomba dell’assassino di Tolosa, sono invece (a scelta) solo dei poveretti che stanno reagendo con la arma della disperazione, o il gioioso annuncio di una pacifica convivenza nei secoli avvenire. Comunque loro, si’, “sono come noi”. Vittime di Israele. 

En passant, notate la tristezza nel dover constatare che oggi gli israeliani sono piu’ sicuri di ieri. Bei tempi, quando c’erano gli attentati suicidi, vero? 

Sul fatto che i missili siano artigianali (altro argomento frusto da manualetto) basta ricordare che proprio ieri, mentre il Tondelli pestava sulla tastiera il proprio sconforto, la aviazione israeliana ha colpito un drone, lanciato da Hamas sopra Ashdod. Ma magari gli israeliani se lo sono creati da solo, giusto perche’ sono alla ricerca di un pretesto per scatenare la guerra. 

Infine, la lirica, tristissima, conclusione:

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Che Israele sia un Paese che militarizza i problemi esterni per non risolvere quelli interni, e’ una vecchia lagna del Tondelli. Una volta che gli chiedete quali sarebbero questi problemi interni, lo leggerete farneticare di crisi economiche decennali. Prevedibile, certo, da parte di uno che e cresciuto all’interno di un mondo in cui era proibito persino pensare che Israele potesse vincere. 

E per questo fa ridere l’appello finale a sgombrarsi dalle certezze. Leonardo Tondelli una certezza ce la ha, ed ovvero che gli israeliani sono cattivi e lo Stato ebraico e’ nel torto, e a tutto questo bisogna ribellarsi (con quale progetto, e chi lo sa) perche’ -mio Dio come si sente sexy- e’ tanto sbagliato ed ingiusto accusare quelli come lui, i buoni, di avere assorbito qualcuno dei molti pregiudizi antisemiti che girano in ambito cattolico. 

E tutta cattolica, anzi pure un poco paternalista, e’ questa pretesa di saper distinguere tra veri e falsi amici degli ebrei, insomma di andare ad insegnare agli ebrei ed agli israeliani quale e’ il vero ebraismo e quale e’ il bene di Israele. Di cui e a cui lui si sente autorizzato a parlare, nonostante le amare lezioni che ha preso, e gli sberloni che la realta’ rifila alle sue convinzioni.

Israele ha vinto, Leonardo. Io ho cercato di dirtelo per anni, e tu ci sei arrivato solo ora. E con questo post triste fai la figura del cagnolino bastonato, che piange perche’ il resto del mondo e’ cattivo con lui, che invece e’ tanto, tanto, tanto buono e candido. Come i suoi eroi. Quelli che adesso sparano missili, contro un Paese che ha offerto loro una tregua. 

Chissa’ che ne pensano i lettori ebrei di Tondelli, gente che lui conosce personalmente. Ma anonimi, vai a sapere come mai. 

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9 risposte a Il Tondello depresso

  1. avraham ha detto:

    “in poche generazioni si sara’ realizzato il progetto sionista, ovvero il ritorno degli ebrei alla Terra di Israele.”
    e quel giorno i goym nazi di tutto il mondo festeggeranno perchè finalmente il loro stato sarà judenrein.
    Capita, quando si ha un progetto scopiazzato dal nazionalismo tedesco.

    • nahum נחום ha detto:

      mi sembra una stupidggine colossale, visto che *la maggioranza* degli ebrei in Israele, non significa *tutti* gli ebrei in Israele.

  2. Vuk ha detto:

    Un pugile che ha preso sventoloni e ancora si agita sul ring a partita finita.
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    A me ricorda un po’ Peppone, ubriaco fradicio per la gara di Vodka alla goccia col sindaco del paesello sovietico, appena terminata, mentre si lamentava ancora delle regole della gara.
    Solo che Peppone l’aveva vinta la gara. HAi ragione, calza di più quella del pugile rimbambito. 🙂
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    Va da se’ che per Tondelli le morti degli israeliani non sono poi cosi’ importanti (“ne uccide di piu’ il traffico”).
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    Non sono d’accordo. Ne parla con noncuranza, delle morti di israeliani, ma non si accorge che tutto quello che dice(va) ne implica un bel po’. E’ una noncuranza indicativa. Ok, hai ragione di nuovo, sempre noncuranza rimane.
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    En passant, notate la tristezza nel dover constatare che oggi gli israeliani sono piu’ sicuri di ieri. Bei tempi, quando c’erano gli attentati suicidi, vero?
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    Come dicevo, dà molta importanza alle morte degli ebrei, appunto.
    Non penso che lo desideri in modo cosciente, non lo ammette mica, solo nella sua mente gli ebrei sono un sassolino su un terreno (quello del mondo futuro, in cui il lupo pascola con l’agnello) da appiattire con uno schiacciasassi. E non riesce ad ammettere che per avere un terreno ben assestato e liscio quel piccolo sassolino deve essere… neutralizzato diciamo. Poi, vabè quei macigni sono così grossi, troppa fatica spostarli lasciali lì. Comincia a sbriciolare quel sassolino, che mi è rimasto nella scarpa per tanto tempo, o se non è lui sarà sicuramente suo amico.
    Perchè lo dico? Beh, te lo ho già detto che in passato sono stato antisemita e che certi ragionamenti (disumani, ma steiùman) non mi sono affatto nuovi?
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    Non gli allievi ebrei del prof. Leonardo Tondelli, che erano ebrei ovviamente.
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    Appunto 😀 (quella del cotechino dopo la messa di capodanno era bellissima).

    Non ero mai stato su facebook durante un conflitto che coinvolgesse gli israeliani.
    Balle a manetta.
    Che poi sono particolarmente sensibile al tema “il mazzo è regolare ma è il tavolo ad essere truccato”.
    Solo che nella mia scala delle priorità viene, in qualunque caso, parecchio dopo a “compiere crimini di guerra, usare la propria gente come scudo umano e cercare di mettere in atto un genocidio”.
    E’ tutta una questione di valori… Roba relativa.
    E anche riguardo al mazzo regolare-tavolo truccato. Ne avessi trovata una di spiegazione che dica in cosa diavolo consisterebbe il “furto delle risorse/torto per cui è necessaria la guerra” fatta da Israele.
    E bada io credo che ci potrebbe benissimo essere.
    Anche il Sud degli stati uniti lo ha subito. L’imperialismo economico (per usare parole care allo stratega del modenese) è qualcosa di immateriale che le popolazioni spesso non sono in grado di comprendere (vedi Nord-Sud di tanti stati con notevoli disparità). E che può essere arginata, forse anche risolta, una volta individuato il problema.
    Peccato che tutti siano troppo concentrati a strapparsi i capelli per i “crimini” israeliani, accusando Israele stesso/a (scusa l’ignoranza) di fare la lagna per “due razzettini”.
    Hanno tutti una gran fretta di risolvere il problema medio-orientale. E insomma, dai, quella terra è dei palestinesi, gli attacchi suicidi, gli scudi umani, i missili qassam fatti dalla nonna tra una calzetta e l’altra sono tutti… non giustificati, eh ?… però comprensibili e… beh, dai, su, gli israeliani sono ricchi e guerrafondai… Su, non rompere le palle, i palestinesi c’hanno ragione. Coooosa? Come ti permetti di dare ragione a Israele?!?!?

    —–
    Riguardo alla razza eletta.

    Mi zio ha dovuto interagire per lavoro con degli ebrei trovati in una fiera industriale (vestiti col cappello, le treccine eccetera, non so se siano ortodossi o che). Si è trovato malissimo. Li ha insultati pesantemente per levarseli dalle palle (gli dicevano che accettavano le sue condizioni, poi, all’ultimo tiravano di nuovo sul prezzo, gli dicevano che il concorrente faceva lo sconto… ). Ecco, l’etica che mi sembra di capire utilizzzassero è quella che io proprio non sopporto. D’altronde mio zio è ancora più moralmente integro di me, e i prezzi che fa sono ponderati sui costi, sulla giusta paga per i dipendenti e sul giusto margine per l’azienda (che lavora coi soldi delle banche, nulla di sraordinario). A sua moglie non va giù sta cosa, ma d’altronde sua moglie mi sta antipatica per come applica il NIMBY e per come pensa solo al proprio interesse.
    Oltretutto gli ebrei che vede negli aeroporti sono proprio la sintesi di tutto quello che detesta (anche per motivi famigliari complicati). Testuali parole sue: “Vedi questi ragazzotti di 25 anni tutti vestiti DI NERO [allarme preti!], che guardano tutti dall’alto in basso e trattano le persone come stracci [allarme preti 2!]. A venticinque anni si comportano come fossero dei gran signori. E poi si radunano in cantuccio a pregare [la sirena dell’allarme preti è esplosa!]. MA VAF*******, VA’!”
    Credo gli ricordino i preti anni 50/60 con cui ha avuto a che fare.
    Pensa che reagiva talemente male agli obblighi (e ai preti) che, quando lo mandavano a fare il chirichetto faceva dondolare l’incenso talmente tanto (apposta), che la cenere cadeva sul tappeto bruciandolo. C’erano le vecchie in prima fila che correvano a spegnere il tappeto. Il tutto durante la funzione.

    Ecco, quando mi raccontano queste cose sugli ebrei, francamente penso che questi soggetti facciano più male che bene al vostro popolo.
    Non sono nessuno per giudicare, non li conosco, sono allergico agli arroganti, e non sono nemmeno ebreo, quindi non c’è rischio che io ci abbia a che fare, nè mi riguarda la questione, tuttavia, se (e non ho motivo per dubitarne) davvero il mondo degli affari è popolato di questi tizi mi spiego le campagne diffamatorie contro israele.
    Me le spiego, non le giustifico e non mi piacciono. Mi ero sempre chiesto perchè i media buttino tanta merda su Israele. E non credo che gli ebrei che svolgono professioni più comuni siano così.
    Anche “parlando” con te a volte noto delle cose che non mi piacciono, distanze nel modo di comportarsi (e io sono convinto del mio, sappilo! 😉 ), e non so se sia per via del tuo retaggio politico o familiare.
    _________

    A proposito di retaggio politico. Il Paese Sera tra i non-ex-militanti sinceramente appassionati di cinema ha una pessima fama.
    Insomma, ne hai data una versione da Famiglia Mulino Bianco.
    Era semplicemente un organo strategico per il controllo della cultura, usato per far emergere artisti “amici”, bastonare i “nemici” e in generale controllare l’opinione.
    Roba da meschinità politiche di tutti i giorni.
    A volte davvero non capisco la tua… boh, ingenuità, scusa il termine.

    • nahum נחום ha detto:

      Parto dal fondo
      Chiedo scusa per la mia ignoranza su Paese Sera. Non mi intendo molto di critica cinematografica. Volevo solo dire qualcosa su Fausto Coen, perche’ la sua storia e’ simile a quella di molti ebrei di sinistra. In certi ambienti non si puo’ dire, nemmeno adesso, che Israele ha vinto. Vedrai come commenteranno il risultato di questa ultima guerra.

      Quel paragrafo che hai intitolato razza eletta
      Da un lato ci sono, e tu lo noti, pregiudizi che derivano da menate varie – una che ha problemi con i preti e la gente vestita di nero, allora ha sulle palle tutti quelli che si vestono di nero. Ma e’ un problema suo. E tu lo dici.
      Dall’altro non credo che i comportamenti che tu descrivi, sgradevoli e arroganti, siano caratteristici solo degli ebrei. Ti assicuro che in Israele ho a che fare con un sacco di ebrei, e c’e’ la stessa percentuale di stronzi che incontro in Italia. O in Inghilterra.
      Per questo credo sia ingiusto collegare queste esperienze con l’antisemitismo dei media. E forse anche un po’ ingenuo. Nei media c’e’ molta ostilita’ verso Israele e gli ebrei per differenti ragioni. Prima di tutto perche’ i giornalisti sono gente come Tondelli, chi sa fare un mestiere migliore del pacioccare con le parole, solitamente si sceglie un mestiere migliore. A fare il giornalista ci va la gente che non ha voglia di approfondire, ma solo di far sapere al resto del mondo che loro ne sanno di piu’. Poi c’e’ il problema di come vanno a prendere le notizia. Israele ha un pessimo sistema di PR, gli arabi investono un sacco nelle PR, ogni corrispondente da Israele ha il suo bravo gruppo di informatori arabi (e non ha bisogno di imparare l’arabo) mentre Israele non investe in quella direzione, e conta sul fatto che tutti sanno l’inglese. E infine ci sono le banche, che hanno bisogno di soldi arabi, e i media senza fondi dalle banche finiscono a chiudere…

      And that’s it. A presto

      • Vuk ha detto:

        Vedrai come commenteranno il risultato di questa ultima guerra.

        Dopo vent’anni di rotture di palle sugli (e agli) avversari politici lo immagino vagamente. Leonardo bloggerz ha una memoria selettiva da far paura. Si ricorda tutte le più insignificanti cazzate dette contro Berlusconi. E crede a tutte a quanto pare. I soliti meccanismi dei militanti ideologizzati.

        Riguardo ai pregiudizi mediatici, sono d’accordo con quanto affermi. Nel senso che è stupido cercare fumose spiegazioni quando ce ne sono di migliori, più performanti e “dimostrabili” (ok una dimostrazione fatta come si deve è quasi impossibile in politica).
        Avevo collegato: mondo degli affari=>mondo dei media e ho cercato una speigazione supplementare. E’ una forzatura. Per di più basata su dei dati che valgono quel che valgono.
        In più conoscevo la questione delle relazioni d’affari con gli arabi, ma non pensavo ai capitali che finanziano i media. Pensavo fosse tutta una questione di petrolio e di ruffianismo. I capitali però non hanno la targhetta con la cultura di provenienza: arabi, cinesi, americani, sempre capitali sono, nessuno ha l’esclusiva sulle aziende europee.
        La storia delle PR, per quanto fosse la risposta più ovvia a certi interrogativi che in questi giorni mi ponevo non mi ha mai sfiorato l’anticamera del cervello neppure per sbaglio.
        Mi chiedevo come mai, essendoci nei media comunque degli ebrei, ci sia questo piagnisteo mediatico per “i baNbini di Gaza!”. Non che non siano importanti le loro vite, lo sono eccome. Peccato che vengano usate immagini terribili in maniera da far sragionare la gente e prenderla alla pancia. La loro morte è la “dimostrazione” che Israele è un covo di malvagi, ad uso e consumo degli ingenui che altrimenti non prenderebbero posizione.
        Piccolo problema, la loro morte è parte integrante ed essenziale della strategia Palestinese, purtroppo (che dubito sia decisa dalla popolazione visti i risultati, ma non ne so molto). Anche queste sono PR, evidentemente. 😦
        E niente, è quasi come gli ebrei se ne stessero zitti. Riportano le notizie e basta. E l’approfondimento delle notizie non è certo una cosa da mass media. Si cerca di dare la notizia predigerita, quindi: “Gli israeliani uccidono donne e bambini”. Forse questo aiuta a spiegare le vignette deficienti in cui si accusa israele di fare la vittima per poter fare… boh, una pulizia etnica?. Si cerca di dare la notizia predigerita, quindi: “Gli israeliani uccidono donne e bambini”. Non si possono fare delle analisi serie su certi mezzi di informazione.
        E’ rarissimo vedere sui media le eccellenze di Israele dal punto di vista… sociale, diciamo.
        Non si parla granchè degli esperimenti per migliorare l’ambiente (che non sono cosucce che si fanno dall’oggi al domani). Fa molta più notizia, anche per via del mezzo, un’immagine con dei cadaveri di innocenti.
        Non si dice che vengono “regalati” degli alberi in Israele anche a chi vive dall’altra parte del mondo rispetto ad Israele (per il Bar Mitzvah, spero di aver scritto giusto). Per saperlo ho dovuto guardare Big Bang Theory, non esattamente un telegiornale.

        Ti dico il mio punto di vista di ignorante come tanti (ed è anche agli ignoranti che dovete parlare).
        Spesso sembri “dover dimostrare” che chi odia israele ha torto. Non so se la cosa si ripeta su scala mediatica. Tuttavia per quello che mi riguarda è molto più efficace quando semplicemente “mostri” cos’è israele per te. Quando hai messo il video con la ragazza con una tetta polacca e l’altra russa ( 🙂 ), quando parli della viuzza dove si comprano i vestiti per i bimbi (quella in cui tondelleitor si era perso).
        E’ come se aprissi uno spiraglio su un mondo.
        Magari è che io, non essendo mai uscito dal mio giardinetto, sono curioso in generale, ma quando tu mostri cos’è israele (soprattutto per te) è come una “finestrella” da cui si vede un nuovo pezzo di mondo, con una sua cultura, una sua lingua, e la sua storia.

        E soprattutto, gli israeliani non devono DIMOSTRARE niente a nessuno.
        Devono solo farsi conoscere, secondo me. Io sono convinto che la verità storica sia dalla vostra, che anche il futuro sia dalla vostra (uh, che belle le alternative: immagino che bel medio oriente pacifico senza israele…), dovete solo far vedere che cosa state costruendo. Anche se immagino non sia facile, quando per un sacco di gente ogni scusa è buona per buttarvi addosso un sacco di m***a.

        I miei 2 centesimi.

        Ciao.

      • nahum נחום ha detto:

        quella della PR e’ abbastanza semplice, ma fino a quando non ho incontrato dei giornalisti, non la sapevo nemmeno io.
        Hai presente tutte le ONG che lavorano in Israele, per i palestinesi, per la cooperazione etc? Ti sei mai chiesto cosa insegnano ai palestinesi? Spesso sono nomi altisonanti, tipo “media relations”. In pratica, preparano gente che poi andra’ a regalare i propri servizi ai giornalisti. E piu’ i giornalisti la sparano grossa e lacrimosa, piu’ contributi arriveranno per formare altri informatori. E cosi’ via. Questo e’ possibile perche’ in Israele c’e’ liberta’ di stampa e di parola e nessuno censura i corrispondenti esteri. Non e possibile in Siria, dove crepa molta piu’ gente (anche profughi palestinesi) non e’ possibile a Cuba, non e’ possibile in Birmania, non e’ possibile in Nord Korea E infatti hai molte piu’ ONG in Israele/Palestina che a Cuba.
        Che Israele investa poco in PR e’ drammaticamente vero. Forse adesso qualcosa comincia a cambiare, ho visto che diverse foto preparate da quelli di Hamas sono state sputtanate e si e’ dimostrato che venivano scattate in Siria. Lo stesso Tondelli si e’ trovato ad ammettere che non sono vere (ovviamente, per lui conta molto il fatto che suscitino orrore verso Israele, e lo scrive anche, lui ha le sue priorita’)
        Riguardo all’ultimo paragrafo. Il dimostrare e il mostrare. In linea di massima hai ragione. Su me personalmente, voglio dire. Mi interessa, anzi mi diverte molto, portare allo scoperto le fesserie dette dagli antisemiti. Per esempio Tondelli che sostiene che l’economia di Israele sarebbe afflitta da una crisi economica decennale. Non e’ vero, la crisi ce la ha nella sua testa, che e’ abitata da un film nel quale i cattivi vengono puniti, e Israele e’ cattivo fin dalla sua nascita. Mi diverte mostrare che dice delle fesserie, che anche se crede di essere laico e’ in realta’ un bigottone da parrocchia, che ripete pregiudizi che ormai persino le vecchiette si sono lasciati alle spalle. Mi fa un po’ spavento che una persona cosi’, con un patologico bisogno di autorita’ che dica dove sono i cattivi, sia finito a fare l’insegnante, Ma questa e’ la mia menata personale. Per cui si’, a livello personale, mi diverto a dimostrare che quel tizio e’ un idiota
        Sul mostrare. O sugli israeliani che dovrebbero mostrare le molte cose buone che il nostro Stato produce. Non e’ facile. Prendi l’esempio degli alberi. Ci sono quelli che sostengono che tutti quegli alberi vengono piantati in terre occupate levate ai palestinesi. E cosi’ anche il mostrare diventa un dover dimostrare. Vuoi un esempio piu’ generale? Oggi si dice che Israele ha finanziato lo Hamas contro l’OLP, per levare consenso a Arafat. Ma prima Israele era accusato di razzismo e di discriminazione religiosa perche’ non finanziava le moschee e le scuole islamiche che erano legate ad Hamas. Per il critico di Israele, e per l’antisemita, Israele e’ sempre nel torto, Damned if you do and damned if you don’t. Perche’? Perche’ non avrebbe nemmeno dovuto nascere.
        Capisci che contrastare questa propaganda e’ molto difficile.
        Grazie di seguirmi con attenzione
        Domani vado in ferie e nn so se ce la faccio a connettermi e leggere commenti

      • Ashu अशु ha detto:

        [Poi c’e’ il problema di come vanno a prendere le notizia. Israele ha un pessimo sistema di PR, gli arabi investono un sacco nelle PR, ogni corrispondente da Israele ha il suo bravo gruppo di informatori arabi (e non ha bisogno di imparare l’arabo) mentre Israele non investe in quella direzione, e conta sul fatto che tutti sanno l’inglese.]

        Interessante, problema simile a quella degli induisti conservatori in India — i quali manifestano una sempre piu’ gran simpatia per l’Israele negli anni recenti e durante questa guerra. Credo che per ambedue questi popoli, ebrei ed induisti, questo problema deve aver una radice religiosa. Ambedue queste religioni sono essenzialmente “introspettive”, indifferenti agli altri gruppi, non interessate nella proselitizzazione, la conversione, la “guerra santa”; percio’ tendono a essere meno coscienti delle esigenze del PR, la necessita’ di fare lo “spin” sullo world stage. Ma lo so, pensiero troppo essenzialista…

  3. Vuk ha detto:

    Damned if you do and damned if you don’t.
    —-
    E’ la cosa che più mi sembra indegna della retorica degli antisemiti. Irregimentati o autodidatti.

    Buone ferie!

  4. ysingrinus ha detto:

    È inutile. È inaccettabile che qualche ebreo vinca. L’odio verso il popolo ebraico è cosí radicato che si fa finta che non ci siano state le guerre e peggio ancora si patteggia per persone che al di fuori del contesto antiebraico si detestano.
    Mi hai fatto venire in mente Herbert Pagani:

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