Uriel, l’OVRA, la societa’ e ir budello di su ma’ (che non c’entra niente ma fa rima)

Uriel ci ha regalato una altra fila di cazzate. Al centro di tutto c’e’ naturalmente lui, che e’ figo e che vi racconta la storia della polizia fascista, per giungere a dimostrare che tale polizia e’ ancora ben presente, che il nemico lo ascolta anche se voi pensate che no. Nel raccontare tutto questo, lui dice come al solito una marea di fesserie, che qui di seguito vado a raccontarvi
Attenzione che e’ lungo.

Uriel: Sull’OVRA [polizia politica fascista] si sa pochissimo
Se ne sa talmente poco che, da una ricerca nel catalogo delle Biblioteche italiane, risultano piu’ o meno una cinquantina di monografie. Che comprendono la memorialistica (aka: testimonianze di vittime, e di informatori che nel Dopoguerra cercavano un riscatto), ricerche di storia locale (p. es. la attivita’ dell’OVRA in Sicilia), biografie e soprattutto un bel tomo di 800 pagine, pubblicato da una rispettata casa editrice, scritto da un tale che ha passato anni negli archivi.
Mimmo Franzinelli, I tentacoli dell’OVRA. Agenti, collaboratori e vittime della polizia politica fascista, Torino, Bollati Boringheri 1999, ed e’ gia’ alla seconda edizione. E’ a tutt’oggi lo studio piu’ completo sull’argomento; dopo la sua pubblicazione sono infatti usciti solo lavori a spettro piu’ ridotto (p. es. biografie di informatori)
E’ un libro che dovrebbe essere perlomeno aperto da chiunque volesse scrivere della polizia segreta fascista. E’ pero’ possibile che in quanto opera di un umanista il libro in questione sia reputato di poco interesse dal nostro, che preferisce, porsi al riparo da critiche tramite l’arma medievale del bando. Quindi siete avvisati, se vi documentate sulla storia della polizia segreta fascista e per qualche stranissima ragione arrivate a coltivare opinioni differenti da quelle di Uriel, e osate farglielo sapere, verrete bannati dal Svo Avgvsto Forvm, ove gli irrequieti organizzano la resistenza contro il Dio Tutti, che peraltro portera’ l’Italia alla rovina economica entro poco tempo, e le vostre sorelle saranno ridotte alla prostituzione, mentre potenti consulenti informatici abuseranno dell’ano di vostra madre, come gia’ successo nel Triassico Superiore (quando i Neanderthal tedeschi sconfissero i Cro Magnon umanisti). Io vi ho avvisati, da qui in poi leggete a vostro rischio e pericolo.

Se leggete il post di Uriel e lo mettete a confronto con il libro di Franzinelli vi accorgerete che Uriel, tanto per cambiare, parla molto di cose di cui non sa un cazzo. In questo caso afferma persino di essersi documentato, mentre basta aver letto un libro solo per far cadere il suo castello di idiozie. Succede piu’ o meno ogni volta che Uriel parla di qualche cosa, ed e’ questa la ragione per cui lui non sopporta di essere criticato e vi banna se solo provate a fa balenare a lui e agli altri lettori del forum, la remota e fantascientifica ipotesi secondo cui ci potrebbe essere persino qualcuno che si intende di qualcosa, di qualsiasi cosa, meglio di Uriel stesso.

Vediamo in dettaglio le affermazioni di Uriel e come mai non stanno in piedi

Uriel: Himmler modello’ la polizia segreta nazista, la Gestapo, sull’OVRA.
aka I tedeschi sono sempre buoni, se non fi fossero gli italiani a insegnare loro cose brutte come il nazismo.
E’ una puttanata galattica. Himmler visito’ l’Italia nel 1936, e in quell’occasione si incontro’ con Arturo Bocchini, che era il potentissimo direttore dell’OVRA. Ma nel 1936 Himmler aveva ottenuto il controllo della Gestapo gia’ da due anni, rimpiazzando nel 1934 con una polizia centralizzata le varie polizie locali tedesche (fonte: Wikipedia, voce Gestapo). Le due polizie (italiana e tedesca) iniziano a lavorare assieme nel 1936, scambiandosi informazioni. Ma non e’ che nel corso di quegli incontri Himmler si sia presentato con un quaderno di appunti, ansioso di imparare il da farsi dal piu’ efficiente crudele e spietato omologo italiano. La Gestapo era gia’ modellata, e la repressione funzionava in Germania da prima, ed era stata gia’ testata con la Notte dei lunghi coltelli (purga interna al partito nazista), preparata dallo stesso Himmler. Inoltre Bocchini era contrario all’intervento in guerra al fianco della Germania.. Lo sono, ci sono delle date di mezzo, e questo perche’ ci sono di mezzo degli sviluppi storici. Che nel mondo di Uriel non esistono, la realta’ e’ sempre quella e non cambia, esiste solo per dare ragione a lui e i processi storici ruotano tutti attorno alla sua persona.

Uriel [Gli agenti dell’OVRA] avevano infiltrato gente PERSINO tra gli espatriati antifascisti. Quel persino e’ un caso di strabismo urieliano, in cui una cosa del tutto logica diventa prima di tutto eccezionale, e poi in quanto caso eccezionale un punto di appoggio di un teorema di minchiate.
Voi capirete che questa e’ una impresa difficilissima e che richiede tecnologie sofisticate. Voglio dire, mettetevi nei panni di un funzionario di una ambasciata italiana all’estero negli anni Trenta. Ha di fronte a se’ un tale che e’ scappato da un Regime dittatoriale, che ha lasciato in Italia spesso moglie e figli, che si trova in condizioni economiche precarie (Sandro Pertini, avvocato, espatriato in Francia faceva il muratore per vivere), che rischia di essere espulso di nuovo alla scadenza del permesso di residenza, soprattutto se sono note le sue simpatie per i comunisti e socialisti, o persino per i repubblicani (lo spettro dell’URSS bolscevica incombe sull’Europa, ed ogni Paese europeo cerca pretesti per sbattere fuori i “sovversivi”). Capite che, per il funzionario della ambasciata, ansioso di fare carriera, e’ davvero difficile farsi dare informazioni da un espatriato italiano antifascista in quelle condizioni, se e quando (ed era ovviamente il caso di molti) frequenta altri espatriati per le medesime ragioni Ci vogliono tecnologie sofisticate e il PERSINO Urielliano e’ del tutto motivato. Anche in considerazione del fatto che gli agenti dell’OVRA erano presenti soprattutto ai confini e potevano contare sulla collaborazione dei carabinieri quanto al controllo dei passaporti e delle identita’ di chi (ri)entrava in Italia. Lo so che suona terribilmente burocratico, ma in effetti la attivita’ dei corpi di polizia e’ esattamente quello, e il modo di raccontare di Uriel che rende eccezionali cose del tutto elementari.

Uriel: OVRA fu una organizzazione POSSENTE.
Uriel e’ ossessionato dalla potenza e dal potere in tutte le sue declinazioni. Ma l’OVRA non era, una “organizzazione possente”. Era parte di uno Stato totalitario, in cui esisteva un unico partito, un unico sindacato, una unica associazione studentesca ecc. ecc., tutto quanto ben frammisto con lo Stato, ed il risultato era che un modo per fare carriera era informare la polizia (in maniera anonima) che il tale era antifascista. L’organizzazione possente si chiama Stato. Uno Stato che da un certo punto in poi mal tollerava le minoranze religiose, per inciso per gli stessi motivi per cui le mal tollera Uriel: perche’ non capisce che ci stanno a fare, Uno Stato che ha preparato la schedatura e persecuzione (e poi sterminio) degli ebrei; che ha portato a termine nel 1939 la schedatura del testimoni di Geova (pericolosi perche’ antimilitaristi). E che ha infiltrato le chiese pentecostali. Nel corso della cui operazione solerti informatori riportavano all’OVRA saggi di lettura biblica urielliana del tipo: “in quella certa chiesa il pastore predica sull’Apocalisse e sono certo che e’ una espressione in codice per dire che la fine del Fascismo si avvicina”.
C’e’ poi un altro fatto che dispiacera’ moltissimo a Uriel e a chiunque sia abituato a dividere il mondo in buoni e cattivi con le stesse categorie che usano i bambini di quattro anni. E cioe’: l”italia dell’epoca (e gli italiani fuoriusciti) non si divideva tra buoni e cattivi, antifascisti e fascisti. Il fronte antifascista era variegato e composito, e anche dentro ogni singolo partito e raggruppamento c’erano scontri ideologici e personali. Facilissimo per la polizia segreta fascista mettere uno contro l’altro, suggerire azioni eclatanti che poi portavano all’arresto di tutti i complici -salvo l’informatore, che in galera subiva un trattamento di favore.

La storia questa sconosciuta
Uriel ci tiene a farci sapere che le indagini dell’OVRA riguardavano solo per un terzo gli antifascisti ma, che novita’, prende lucciole per lanterne. Negli anni Trenta, debellata la minaccia antifascista, gli uomini dell’OVRA si sono infatti messi a spiare altri gerarchi (e riportare a Mussolini in persona) centrando la propria attenzione sulla borsa nera e il contrabbando. Perche’ -tenetevi forte- anche il Fascismo non fu un blocco monolitico e scazzi e vendette interne erano presenti persino li’ dentro. Per inciso Franzinelli dedica un capitolo intero a spiegare la nascita della polizia segreta fascista, come strumento di Mussolini in persona per debellare avversari interni.

Il piano finanziario
Non era una organizzazione onnipotente, l’OVRA. Era pero’ parte di un regime totalitario che e’ durato per vent’anni. Banale, lo so. In pratica significa che poteva contare su una serie di confidenti in praticamente ogni settore della societa’ (la massoneria si dimostro’ perfettamente inflitrabile, alla faccia della societa’ segreta; le gerarchie ecclesiastiche un po’ meno), confidenti che divenivano tali per abiura del trascorsi politici, per paura, per vicende della loro vita privata, o spesso per denaro. Banale, lo so. Da’ molta piu’ soddisfazione sentirsi degli irrequieti impegnati nella lotta contro il Dio Tutti. Allora potrete passare sopra a dettagli come i 21 milioni di lire (perche’ l’OVRA, sapete, non aveva le capacita’ economiche) che Carmine Senise, trovo’ nella cassaforte dell’OVRA. Chi era Carmine Senise? Il direttore dell’OVRA, che rimpiazzo’ -per ordine di Mussolini- Bocchini al momento della entrata in guerra. Perche’ Bocchini, sapete, e’ stato quello che ha insegnato il mestiere ad Himmler. Se non ci fossero stati i cattivi italiani, anche i tedeschi non sarebbero stati nazisti. E se non sposate questa verita’ siete agenti segreti del Dio Tutti.
Per inciso: quando Senise giunge alla direzione dell’OVRA, fa quello che fa ogni funzionario promosso a un gradi superiore: si libera di tutti quelli legati alla gestione precedente, garantendo loro una generosa buonoscita (i mezzi non mancavano) Il che ovviamente viene a complicare lo sforzo di chi voglia ricostruire la rete degli informatori e dei confidenti, prima del 1940.
Uriel pero’ mica ha tempo da perdere con queste sottigliezze d’archivio. Per lui, semplicemente la OVRA sparisce, anzi no, e’ la intera societa’ italiana (tranne lui, che e’ furbo e li sgama).

L’archivio, questo sconosciuto
La realta’ dice una altra cosa. Quando nasce la RSI i funzionari si spostano al Nord e si portano i documenti con se’. Naturalmente nessuno si fa illusioni sulla durata della RSI e chiunque riesca a mettere le mani sui fascicoli, li fa sparire o se li prende per se’ preparandosi alla resa dei conti o cercando di farci qualche lira (nella guerra c’e’ anche la fame). Uriel parla di archivio meno strutturato di quello della Gestapo, ma la realta’ e che lui manco sa cosa sia un inventario, e gli sfugge che un archivio senza inventario e’ solo un ammasso di carte Il suo archivio di poca importanza, alla fine della guerra, consisteva di 400 casse dal peso medio di un quintale l’una. Tutte poste sotto chiave dai militari inglesi.
Da quel momento, inizia il tentativo di americani e (soprattutto) inglesi di reclutare personale dell’OVRA nelle schiere del proprio apparato. Seguono indagini di militari americani per ricostruire la rete. Ma personaggi come Senise hanno buon gioco a prendere le distanze da quanto accaduto prima del 1940, a mostrarsi come servitori dello Stato e non del Fascismo, e a trovare pure l’amico ebreo o antifascista che loro avrebbero protetto. Ecc. ecc. Si arriva quindi alla lista dei collaboratori, pubblicata nel luglio 1946 e ovviamente mancante di molti nomi. Sono originariamente 622, e poi una buona parte riuscira’ a far credere di avere avuto ruoli marginali (ma non riescono a negare di essere stati confidenti). Uriel ha tutto il suo interesse a giocare con i numero per cui prende per buono il risultato finale e stupisce la sua audience tirando fuori il coniglio dal cappello: la ORVA era un gruppo ridotto, solo 390, se il Fascismo ha mantenuto la sua presa sulla societa’ italiana e’ perche’ voi italiani che mi leggete siete tanto tanto cattivi.

Te lo do io l’expertise
Uriel nelle FAQ intima ai lettori di “mettere i calcoli (…) se tirate fuori un’expertise su qualcosa” (e abbiamo visto che genere di calcoli lui faccia). Peraltro lui pretende da chi abbia una “expertise qualitativa”, che ci metta la logica. E dopo averci deliziato con i suoi calcoli a proposito di una omnipossente polizia fascista, ecco che si congeda dalla realta’ con un volo pindarico. Ed iniizia a inanellare le sue ossessioni.

L’OVRA avrebbe usato la societa’ come strumento repressivo. De che? viene da chiedergli. Degli antifascisti, sembrerebbe; in realta’ abbiamo gia’ visto che oggetto della attenzione della OVRA erano anche fascisti stessi, borsaneristi e contrabbandieri. E peraltro Uriel stesso ci ha detto che solo un terzo delle vittime dell’OVRA erano antifascisti. Sicche’ non si capisce cosa cazzo reprimesse questa specie di Spectre che lui si immagina. Ma fa nulla, l’importante era arrivare a dire ai propri lettori che la societa’ italiana e’ malata. E lui ci e’ riuscito, tenendosi lontano dai fatti, giocando con i numeri e ricorrendo ad un genere di logica che conosce solo lui.

Che la polizia fascista usasse solo la diffamazione contro gli avversari e’ ovviamente una puttanata. Andasse a raccontarlo a Ernesto Rossi, Altiero Spinelli, e Leo Valiani, per fare i nomi di due antifascisti che hanno preso botte, o peggio, nelle galere fasciste, in nome di quegli ideali di liberta’ che il suo amato Putin mette sotto i piedi (e ultimamente, i cingoli dei carri armati). E non sono tre nomi presi a caso in un elenco corposo di torturati, ma di pionieri della idea di Europa unita, come riconosciuto persino dalla Markel. Perlomeno per rispetto di questa gente, Uriel dovrebbe lavarsi la bocca con il sapone, prima di scrivere altre stronzate sulla polizia che usa solo la diffamazione.
Ma il punto di vista delle vittime delle violenze e’ ovviamente selettivo. Nel senso che se prendete delle botte vi sembra sempre che siano troppe. Le vittime dell’OVRA danno conto delle violenze subite, e sono roba che fa gelare il sangue. Probabilmente l’OVRA non e’ stata molto piu’ violenta di altre polizie di altri Stati totalitari. I funzionari dell’OVRA erano interessati a reclutare informatori, non a sopprimere una razza o una classe nemica. Ma in ogni caso affermare che la sua arma fosse la diffamazione, significa non capire un piffero di come funziona la polizia, ne’ di cosa sia uno Stato totalitario.

Uriel: Non sappiamo che fine abbia fatto l’OVRA.
In realta’ sappiamo benissimo che, passata la bufera della epurazione, molti funzionari tornarono al loro posto raccontando (e magari credendoci anche) di aver servito lo Stato e non il fascismo, in maniera non molto diversa da quello che accadde in Germania. E anzi negli anni Cinquanta alcuni settori della DC fecero uso di quegli stessi fascicoli contro esponenti di sinistra o spesso contro avversari interni.

Qui Uriel ricicla leggende cara all’estremismo italiano di sinistra, e ci permette di capire a quali lidi sia approdato, dopo l’innamoramento folle per Putin e la Merkel. Butta li’ il nome di Umberto Federico D’Amato, dirigente del Ministero dell’Interno che negli anni Settanta avra’ un documentato ruolo nella strategia della tensione, ovvero disseminare l’Italia di bombe, per spaventare i ceti moderati e creare il bisogno dell’uomo forte. Tutto vero e anche documentato. E’ invece una fesseria che D’Amato in persona, per conto dei servizi segreti americani, abbia reclutato nei detti servizi nientemeno che Guido Leto, capo della polizia politica mussoliniana che nel 1945 stava cercando di mettere la propria reputazione al sicuro e stava facendo da solo un suo doppio gioco con gli americani. E’ una leggenda diffusa tra gli sbroc sbroc di estrema sinistra, questo matrimonio tra polizia italiana e servizi segreti americani (sempre uniti, no?) nella persona di D’Amato, e fascisti trucidi nella persona di Leto. Una scena madre, i cattivi nuovi che prendono il posto dei cattivi vecchi e che continuano la loro guerra contro i buoni. Ma e’ una balla. Vi pare che il capo della polizia segreta fascista ha bisogno di un funzionario appena assunto? Uriel pero’ ci crede. Condividere questo genere di leggende lo fa sentire dalla parte dei buoni. E tanti saluti alla logica.
Se avete seguito Uriel nella sua ricostruzione para-storica (para come paranoide) e non avete sottomano alcuna altra fonte, magari avrete aggrottato le sopracciglia laddove parla della diffamazione come arma. Se, come me, avete a disposizione qualche fonte in piu’, probabilmente state gia’ rotolando per terra dalle risate. Eppure Uriel prosegue imperterrito, a riciclare una altra leggenda diffusa tra gli estremisti di sinistra. Ovvero che l’Italia era pronta alla sollevazione di massa e alla rivoluzione proletaria gia’ negli anni Cinquanta, eppero’ ci si sono messi di mezzo gli apparati dei partiti di sinistra e dei sindacati, e hanno represso questa rivoluzione. Come? Con i metodi dell’OVRA, ovviamente. E cioe’ Uriel dixit, la diffamazione, ovvero mettendo in giro la voce che ci fossero sindacalisti omosessuali.
Attenzione, e’ lo stesso Uriel che ha commosso i lettori raccontando di come i cattivi sindacalisti costringessero gli operai degli zuccherifici a scioperare e a fare la fame. Quei cattivi sindacalisti che stroncavano con la delazione ogni tentativo degli operai di mettersi in proprio. Non so bene cosa sia successo nella testa di Uriel e per quale ragione i sindacati siano adesso diventati improvvisamente parte del campo dei buoni per cui fare il tifo. Puo’ essere che l’impatto con la realta’ tedesca gli faccia vedere le cose sotto una luce diversa. Ma piu’ probabilmente, nella sua ricerca di un Potere grande e cattivo da cui sentirsi perseguitato, Uriel ha sbarellato di nuovo e scrive questa nuova versione della sua sempiterna epica paranoide, contando sul fatto che (e lo dice) buona parte dei lettori sono italiani espatriati che lo seguono da poco tempo, e che si sono persi quindi i racconti dickensiani della sua infanzia all’ombra dello zuccherificio.

Il fantasma dell’OVRA
L’OVRA e’ morta, ci fa sapere Uriel (fesseria, come abbiamo visto) pero’ esiste il suo fantasma. E dove sta? Ma in Internet ovviamente. Dunque, lo stesso Uriel che era passato alla Darknet, che non usa piu’ facebook ma preferisce il suo analogo russo dove si sente meno controllato, frequenta ancora dei forum, in italiano e in tedesco. E li’, lui che e’ tanto perspicace, ha avvertito la esistenza di una OVRA italiana. Che e’ una entita’ specializzata nell’usare la intera societa’ contro potenziali sovversivi (in gergo urielliano: “coloro che, nelle paure di qualcuno, potrebbero, anche potenzialmente, coalizzare consenso , un consenso che viene giudicato sovversivo.”) E il sofisticato meccanismo messo in atto da questa OVRA 2.0 sono, tenetevi forte, i troll. Cioe’ ci sono funzionari di una polizia segreta, che si guadagnano lo stipendio facendo i troll in vari forum in italiano. E come mai? Beh, perche’ hanno individuato dei personaggi che “potrebbero, anche potenzialmente, creare consenso”. Vi sembra una cazzata? Anche a me. Non mi sono chiare molte cose, per esempio in che modo questi troll potrebbero mobilitare la societa’ intera.
Nel corso del pippone Uriel ci ha informati che lui ha uno stile di scrittura molto riconoscibile, che scrive di getto, che pubblica senza rileggere eccetera. Viene quindi da pensare che lui sia stato, come si dice, sgamato mentre si nascondeva dietro qualche pseudonimo. E che un certo numero di frequentatori del forum (quale? e a proposito, ma non se ne era andato nella Darknet?) si sia unito allo sbertucciamento di un troll pomposo e pasticcione. Il quale, e sai che novita’ se ne esce dall’imbarazzo andando sul proprio blog per raccontare che cola’ sono tutti informatori dell’OVRA. Anzi, fino a quando Uriel non m indica di quali forum lui stia parlando, io sono convinto che le cose siano andate proprio in questo modo.

E per concludere
In conclusione del post trovate i soliti toni bellicosi, esortando i lettori a studiare come operasse l’OVRA per non farsi piu’ fregare, battere o incastrare. Non provvede pero’ istruzioni su che fare se per caso si scoprisse che lui della OVRA non sa una beata cippa. In altre parole, qualora ci si renda conto che a venire fregati sono soprattutto i suoi lettori, quando si accorgono della sua sconfinata ignoranza e presunzione. Come e’ noto, e’ un problema che si risolve in un modo solo. Uriel vi banna.
Vi ho avvertiti. Aha. Isn’t it.

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4 risposte a Uriel, l’OVRA, la societa’ e ir budello di su ma’ (che non c’entra niente ma fa rima)

  1. blogdibarbara ha detto:

    Scusa. Lo so che non è bello andare per blog a fare le pulci a chi scrive, ma io lo faccio lo stesso: io credo che si dica “ir” budello di su ma’. Magari se passa di qua qualche livornese lo può confermare.
    Piesse: sai cosa credo io invece? Che l’OVRA in internet esiste davvero, ed è Uriel. Che ha piantato su tutto sto bordello per distrarre l’attenzione da sé.

  2. Vuk ha detto:

    “Para-storico” e “personaggi dickensiani all’ombra dello zuccherificio” sono i tocchi di classe. 🙂

    PS
    La penso diversamente da te, mi sa. Credo banalmente che quello che sta succedendo in ucraina sia una riedizione del casino in serbia.
    Tra putin (russia) e obama (america) preferisco putin. Penso che in effetti gli americani siano dei gran figli di buona donna che si stanno giocando il tutto per tutto (i russi sono dei figli di buona donna più utili a noi, solo questo: non ce lo vedo molto putin che si fa il selfie con San Pietro) finanziando rivolte e veri e propri pazzi nazisti (come anche l’unione europea, che pare abbia pure pagato gente per andare in Internet a fare propaganda), e facendo in generale i cazzoni.
    Nulla che mi riguardasse, se non fosse stato per queste demenziali sanzioni…

    PPS
    Se ti venisse l’idea malsana di passare per la tua terra natia durante le ferie… lascia perdere.
    E’ uno schifo totale, completo, fatto e finito.
    Il record è di 5 giorni filati senza pioggia, settimana scorsa. Da giugno, eh? Uomo avvisato…

  3. Pingback: Il referendum scozzese e le fesserie di Uriel | allegrofurioso

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