Il sesso nel villaggio

Messaggio per registi di film porno. Una donna (MILF) viene arrestata (bondage) per incesto con il nipote e racconta durante il processo (humiliation) le sue numerose storie di sesso (amateur) con uomini di tutte le eta’ (young/old) e racconta la pratica del coitus interruptus (facial).
Se lo script vi interessa, procuratevi questo libro: Raoul Merzario, Anastasia, ovvero la malizia degli uomini, Laterza 1992. Ah, segnatevi il sottotitolo: “Relazioni sociali e controllo delle nascite in un villaggio ticinese 1650-1750”.
Per tutti quelli che pensano che la storia sia una cosa noiosa. Perche’ si tratta di un libro di storia, che, partendo dal processo a questa donna accusata di incesto, fa emergere come i paesani del luogo conoscessero il coitus interruptus, probabilmente appreso dalle prostitute veneziane. E come arriva la conoscenza di una pratica cosi’ proibita, sulle montagne del Comasco, nel XVII secolo? Attenzione, perche’ qui vi sto per rivelare un segreto. Pronti?

La gente si e’ sempre spostata.

Roba forte, vero? In effetti sembra difficile immaginare che a chi passa la vita in un villaggio sperduto sulle montagne, venga ad un certo punto l’idea di andare a cavarsi da vivere altrove lavorando per qualche anno in una grande citta’. Scommetto che non avete mai incontrato nessuno, ma proprio nessuno, che abbia compiuto simili scelte di vita. Anche se sulle migrazioni alpine esiste una intera scuola storiografica.
Se avete la pazienza di leggervi la relativa voce su Wikipedia scoprirete che, come spesso succede tra gli storici, questa scuola storiografica ha smantellato due o tre pregiudizi, prima mai approfonditi, uno dei quali e’ appunto che i fenomeni migratori siano coincidenti con l’industrializzazione. La storia scoperta da Raoul Merzario, perlappunto, mostra il carattere non definitivo delle migrazioni, e la relativa circolazione dei saperi. Chi partiva, partiva spesso con un mestiere in tasca e con una certa consapevolezza di quale fosse la domanda e l’offerta, e in base a questa conoscenza sceglieva la destinazione.

Diciamolo in maniera meno accademica. Se siete convinti che gli europei abbiano vissuto per generazioni nei loro villaggi, e che da li’ si siano mossi solo perche’ e’ arrivata la Rivoluzione Industriale, che ha distrutto la armonia originaria del paesello natio, probabilmente siete convinti di una cazzata. Una cazzata che e’ nata in epoca romantica, assieme ai nazionalismi.
Ma anche, perlomeno in Italia, una cazzata clericale. Buona parte delle elite cattoliche, in Italia, hanno sempre tenuto in alta considerazione la vita nelle campagne e guardato con timore all’emigrazione nelle citta’, cercando sempre di tenere sotto controllo movimenti di persone e di idee. C’e’ tutto un progetto sociale dietro la creazione del pregiudizio secondo cui la vita nel villaggio dove si conoscono tutti, sotto l’occhio benevolo del parroco, sarebbe naturale, e quella nelle citta’ alienante e non autentica. Un pregiudizio, come mostra per esempio il libro di Merzario, di cui fanno le spese le donne.

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