Storia lisergica dell’economia italiana. Cap. 3

Arriviamo quindi con un agile balzo al periodo in cui ti tocca lavorare e sudarti la pagnotta. Il 1989. Vai con la descrizione:

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Avete capito? Da qualche parte esiste un Consiglio segreto di anziani. Si trovano diciamo una volta all’anno. C’e’ un rappresentante degli industriali, uno dei notai, uno dei serviSSi uno dei sindacati, uno der budello di tu ma’, uno delle associazioni di categoria ecc. ecc. Il piu’ vecchio apre il dibattito:
Amici, colleghi, compagni, camerati, fratelli (e tutti in coro: “sia lodato Gesu’ Cristo”) Abbiamo da affrontare una questione grave. Sul mercato del lavoro sta arrivando Uriel, che e’ un figo, e con lui tanta altra gente figa, intelligente e motivata, particolarmente lettori del suo blog (che non esiste ancora, ma vabbe’). Siccome ce lo ha piu’ lungo di tutti noi, e lo posso ben dire io perche’ si e’ scopato mia moglie nel culo, abbiamo davanti a noi un grave problema, che va affrontato immediatamente. Cosa possiamo fare per ostacolare la sua ascesa trionfale?
E poi, sapete come vanno ‘ste cose, c’e’ uno che ha un amico in politica c’e’ un avvocato, c’e’ un commercialista, c’e’ uno che e’ un concittadino di Padre Pio ed ecco che, miracolo, tutti insieme, tutti coalizzati, mettono a punto un sistema giuridico infallibile, che riesce a uccidere il genio imprenditoriale di Uriel e dei suoi ammiratori. Fine della seduta, ci vediamo il prossimo anno.
E’ andata avanti cosi’ per un po’, eh. Loro sono dei tromboni incompetenti, ma chissa’ come mai riescono a realizzare il loro progetto anti-irrequieti con cosi’ micidiale precisione.  Ogni anno, una riunione di questo Consiglio segreto, e via che cadono altre teste geniali di giovani. Poi pero’, rullo di tamburi, fiato alle trombe, ecco che arriva…

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Io non mi intendo moltissimo della storia dello sviluppo dell’informatica in Italia e non ho alcun problema a credere che, facciamo tra anni Ottanta e Novanta, un sacco di smanettoni abbiano aperto dei negozi. Sara’ pure possibile che qualcuno abbia abbandonato il lavoro per darsi all’informatica. Non e’ che sia ‘sta gran cosa, quando un settore promette bene, c’e’ gente che ci si mette in affari dentro. Non ho alcun problema ad accettare che l’informatica, in Italia, negli anni Ottanta e Novanta, fosse quel che si dice un settore promettente. In una classe accanto alla mia c’era uno che invece di andare all’Universita’ ha aperto un negozio di computer ed era il 1984. In una altra classe ce ne era un’altro. E nessuno dei due, dopo la maturita’ classica si e’ mai laureato (anche se uno si era iscritto a ingegneria).
Faccio pero’ fatica a credere che non ci fosse alcuna associazione professionale di ISP in Italia (Wikipedia ne elenca quattro), che i commercianti di computer non fossero iscritti ne’ alla Confcommercio ne’ alla Confesercenti.
So che Uriel per un po’ ha avuto un negozio di computer e poi lo ha chiuso e adesso scrive sproloqui su un complotto degli altri esercenti e ovviamente delle banche (che sono tutte in mano ad ebrei, e signoraggio, e usura e sveglia non puo’ essere un caso 11111 e sbroc sbroc). So che lo scopo statutario delle varie associazioni e’ di fornire referenze e magari pure  garanzie nelle trattative con le banche. E ho l’impressione che il nostro Guru dell’olio di colza, Lupo solitario in lotta contro i fantasmi che abitano il suo cervello, abbia fatto -come si dice- il passo piu’ lungo della gamba. E ad un tratto si sia trovato con il culo scoperto.
E questo perche’ e’ uno che ha aderito a una religione per andarsene dicendo che tutti quelli che la professavano erano dei coglioni, e’ uno che non e’ mai stato in un partito o gruppo politico e non ne ha mai votato uno, e’ uno che cambia amici ogni due anni, insomma e’ incapace, totalmente incapace, di far parte di qualsiasi forma di vita associativa, che sia la Massoneria (e’ stato anche li’, a sentire lui) o la Pro Loco di Salcasso sul Petaro. Tendo quindi a credere che associazioni professionali ne esistano, e che lui se ne sia tenuto al di fuori, pensando che ce la poteva fare da solo, perche’ e’ figo e vi distrugge e lotta con il coltello e sbroc sbroc.
E aggiungo che tutti quelli che conosco che hanno aperto un negozio di computer lo hanno fatto grazie a capitali prestati dalla famiglia, e contando su un giro di clienti acquisito tramite conoscenze familiari e garantito da una legislazione che obbligava i commercianti a dotarsi di registratore di cassa, il tutto in un periodo in cui a Milano il Salone Macchine Utensili, il famoso SMAU era un evento che neanche la settimana della moda, e per avere un pezzo di fiera campionaria a Milano negli anni Ottanta e Novanta suppongo che serva una associazione di categoria e qualche aggancio politico, perche’ non e’ che paralizzi una citta’ cosi’, senza che la Amministrazione ne sappia niente, e stiamo parlando di un periodo in cui scolaresche intere prenotavano vagoni ferroviari per andare allo SMAU. Insomma mi sembra che questo quadro dipinto da Uriel sia una minchiata pazzesca.

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Salvo ovviamente il passaggio in cui Uriel dice che c’e’ stato un periodo (guarda caso il periodo in cui lui ha aperto il suo negozietto) in cui anche i non laureati, anche gli autodidatti, aprivano appunto negozietti (a proposito, voi avete capito in cosa si e’ laureato Uriel?). Il resto e’ fuffa ovvero ritratto paranoide di relazioni commerciali, in cui l’obiettivo e’ il profitto e non il massaggio dell’ego di Uriel – che mondo crudele, ti guardano in cagnesco e pensano addirittura di fare affari con te, e poi se trovano qualcun altro, con cui possono fare piu’ soldi, ti mollano.
Ho insomma l’impressione che questo quadro: Bottegai giovani e smanettoni contro resto del mondo cattivo italiano manager farlocco mafioso ammanicato burocratica emanazione del Dio Tutti, sia uno dei tanti voli pindarici della sua fantasia di disadattato cronico. O la proiezione su scala mondiale della sua ristretta esperienza individuale, proiezione effettuata allo scopo di apparire l’unico che ha ragione, l’unico che capisce di economia, l’unico che possiede tutti i saperi del mondo. E se non siete d’accordo, vi banna.

Capitolo successivo: 4

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9 risposte a Storia lisergica dell’economia italiana. Cap. 3

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  3. cj ha detto:

    Mi occupo di informatica sin dal 1984, praticamente neanche il tempo di diplomarmi come perito informatico che già venivo proiettato nel mondo del lavoro. Ho visto tutto, dal mainframe al tablet, da arpanet ad internet, dal modem a 9600 alla fibra, come impiegato ho cambiato decine di aziende, ho aperto negozi di informatica sulla strada e creato aziende (Srl) di informatica con i miei soldi, ho fatto quattro o cinque smau e tanto altro ma MAI dico MAI ho vissuto uno scenario apocalittico del settore così come lo descrive Uriel (lo ammetto lo leggo anche io), qualche difficoltà solo perché il fisco italiano è stato lento a recepire e formalizzare correttamente il fenomeno.
    P.S.
    scrivo su questo blog in quanto mi fregio del titolo di “bannato da uriel”, quando gli ho fatto notare che OwnCluod è un software per fare cloud mentre lui insisteva del contrario (software open source ironia della sorte fatto da un tedesco, tra l’altro)

    • Nel caso volessi sviscerare ulteriori sciocchezze del nostro mutante preferito i paladini della dea Tutta hanno scavato i sedimenti della rete riesumando ciò che l’irrequieto desiderava si perdesse nell’oblio della rete evanescente: http://nientestronzate.wordpress.com/ e ci bulliamo di criticarlo su http://scemuf.wordpress.com/
      Cordialmente

      • cj ha detto:

        Già seguo i link che mi hai segnalato, seguo anche https://crotaloalbino.wordpress.com/

        Avevo conservato alcune disquisizioni vocali dell’irrequieto nel periodo in cui provava i post vocali, più che altro per la curiosità di sentire la sua voce (visto che adora l’anonimato totale), purtroppo le ho cestinate molto tempo fa, non avrei mai immagino che potessero diventare materiale prezioso per i posteri, ho buttato via anche la famosa foto del “negro” con l’arnese enorme e la schiava bianca, che puntualmente ci faceva trovare se andavi sul suo blog e gli stavi antipatico, poi quando glielo facevi notare ti permetteva l’accesso e partiva con la storia che se eri un bigotto-coglione non saresti più tornato sul blog (stessa storia delle tette)

      • Grassie per il suggerimento. Ci credi che leggevo già crotaloalbino? Comunque ogni apporto è ben accetto basta che sia civile e col cervello attaccato… ☺

  4. Achille ha detto:

    Questa parte mi ha fatto ribaltare dal ridere 😀

  5. Pingback: Storie lisergiche | Le Solenni Corbellerie dell'Eminentissimo Mutante

  6. DG ha detto:

    all’inizio degli anni novanta, in italia, nell’informatica si sono buttati cani e porci: la maggior parte dei clienti, piccola e media industria compresa, aveva competenze nulle, sicché era facile per chiunque avesse giocato un minimo con i calcolatori domestici, fare la figura dell’esperto. dopo il collasso della bolla dei “dot com” e dopo che molte aziende si sono rese conto delle proporzioni gigantesche della truffa delle certificazioni “y2k”, lo spazio per gli esperti “fai-da-te” si è ridotto bruscamente. i principianti, che si erano “buttati dentro” con una manciata raffazzonata di competenze empiriche (che non avevano voluto – o potuto – espandere), non erano all’altezza delle necessità del grosso mercato e, contemporaneamente, erano troppo costosi per quello che rimaneva. ricordo l’elaborato discorso di un “esperto” dell’unione industriale, in un simposio agli imprenditori del settore, circa nel 2002, il cui succo era “i clienti incominciano a capire di computer pure loro, è il momento di smettere di raccontargli cazzate, perché c’è il rischio che le riconoscano come tali”. alla faccia dei complotti.

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