Dal Vocabolario Treccani

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Secondo il Lessico Urielliese, invece, Bigotto e’:

Colui il quale si impegna in una sempiterna GUERRA CONTRO LA FELICITA’ di Uriel Fanelli ovvero del mondo intero, laddove “felicita’” significa, piu’ o meno, pontificare su ogni possibile materia scientifica ed anche umanistica, millantare esperienze di buttafuori, ingegnere, bodybuilder, campione di arti marziali, attore porno, architetto di sistemi, sottufficiale di Marina, studente di Fisica, laureato in corso in Matematica, leader di gruppo parareligioso, scopatore di madri altrui, e qualsiasi altra figura di rilievo nell’immaginario di un quattordicenne cresciuto in provincia di Ferrara. Bigotto e’ chiunque provi ad inserire elementi di realta’ in questo delirio autoreferenziale.

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13 risposte a

  1. ilmentitore ha detto:

    c’è un errore madornale: scopatore di madri altrui nell’ano!
    🙂

  2. Uriel Fornelli ha detto:

    Questo post nasce dal fatto che mi sono ritrovato preso per il culo su internet da alcuni stalker italiani.
    Cosi’ adesso vi dico che c’e’ da considerare un altro aspetto del bigottismo e dello stalking digitale e vi parlo della cultura dell’umiliazione.
    In nome di questa cultura diventa accettabile il fatto che Uriel Fanelli venga preso per il culo sui blog e su youtube e si umili pubblicamente la sua avgvsta persona con una R moscia, una S sibilante e un affanno tipico di chi mangia troppa carne di maiale.

    E non e’ solo una questione di bigottismo.

    Di per se’ il bigotto vuole lottare contro la felicità di tutti, cioe’ la mia.
    Adesso invece dobbiamo chiederci, anzi dovete chiedervi dato che io so tutto, qual e’ la forma piu’ estrema di infelicita’. La domanda e’ semplice nella sua logica, ma siccome avete fatto scuole del cazzo, vi do’ io la risposta.
    Perche’ tutti mi scrivono delle email, mentre a voi non vi caga nessuno. Aha.
    Quindi possiamo prevedere che i bigotti si muoveranno in quella direzione, cioe’ nella direzione di guastare la giornata a Uriel Fanelli, che poi sono io.
    Ma io parlo di me in terza persona come Cesare, perche’ il mio ego permette a Giove di ruotare attorno al Sole.

    Se anche fosse una “nuova” forma di infelicita’, dobbiamo aspettarci che i bigotti piu’ tradizionalisti rimangano fissi sulle vecchie forme di infelicita’, mentre i “nuovi” bigotti, i cosiddetti bigotti moderni e innovativi, si dedichino a nuove forme di infelicita’, tipo l’imitazione di un consulente strategico su youtube.

    Quali sono allora i casi di infelicita’ piu’ eclatanti tra i giovani?
    Grazie per la domanda. Nel frattempo ti banno, poi ti rispondero’ con piu’ calma.
    Se osserviamo i casi di infelicita’ che portano al suicidio scopriamo che le nuove generazioni come la mia sono soggette ad un nuovo tipo di infelicita’, basata sulla vergogna online, ovvero:

    LA PARODIA SU YOUTUBE.

    Alcune persone, come Monica Lewinsky nel suo discorso al TED, sostengono che si tratti del fenomeno del “click a pagamento”. Quindi gli stalker che mi imitano su youtube lo fanno per i soldi. Aha. Vi ho smascherati.
    Come sarebbe a dire che non ci sono pubblicita’ sui video?
    Ti banno.

    Comunque questa visione marxista e’ un modello plausibile nel caso della Lewinski o di Berlusconi (di cui io sono un grande estimatore essendo uno dei miei esempi da seguire, come Putin, Napoleone, Mussolini e Gengis Khan, che pero’ non possedevano il concetto moderno di propaganda, al contrario del sottoscritto).
    Infatti questa umiliazione ha portato introiti a Repubblica, che io leggo da mane a sera per poi riversare tutta la mia frustrazione sul blog.

    Ma se andiamo a questi ragazzi umiliati, e nel caso specifico a Uriel Fanelli, cioè io, la cui umiliazione e’ posta online, scopriamo che spesso chi mette online queste persone NON ha costruito il sito in modo da guadagnare con la pubblicita’.
    E cosi’ rispondo allo scassacoglioni che mi ha fatto la domanda prima e che mi sono preso la briga di bannare. Dopo essermi scopato sua madre nel culo, naturalmente.

    Comunque questa gente spesso mette questi filmati su Facebook, i cui profitti al massimo cadono nelle tasche di Zuckerberg. E non nelle vostre. Aha. Tonni.
    Quindi, la forza che spinge queste persone non e’ economica. Non e’ economica la forza che spinge tre ragazze a pestare un disabile e metterlo sulla sua pagina di Facebook. E ci infilo questo episodio di cronaca preso da chissa’ dove per evitare di parlare esplicitamente di me.

    Ma allora qual’e’ (e ve lo scrivo con l’apostrofo perche’ non possedete il concetto moderno di grammatica) la forza che sta spingendo queste persone a perseguire deliberatamente lo stalking digitale, o il bullismo via internet?

    Gli adulti rimangono a guardare – solo pochi si scandalizzano davvero – perche’ essendo bigotti a loro volta, trovano soddisfazione nel vedere la tremenda infelicita’ inflitta a me medesimo quando millanto di possedere quattro lauree.

    I giovani sono semplicemente bigotti in erba, ovvero persone che sono intolleranti alla felicita’ altrui, e che sono quindi votati alla altrui infelicita’. La differenza tra loro ed i vecchi sta nella padronanza dei nuovi media. Essi dunque posseggono il concetto moderno di propaganda perche’ hanno letto la critica del pensiero di Goebbels sul mio blog.

    Il fatto che una nuova classe di giovani bigotti stia imparando a condurre la sua guerra alla felicita’ online dovrebbe allarmarci e qui ci infilo un’altra delle mie terribili profezie: significa che entro 5-10 anni ci troveremo con una classe di adulti che fa la stessa cosa, ma con i mezzi ed i metodi tipici degli adulti.

    In realta’ lo stalking online esiste gia’, per cui la cosa che occorre chiedere e’: ma se i giovani bigotti agiscono con nuovi mezzi, esiste anche qualche nuova forza a spingerli?
    E la risposta e’ si’: IO.

    Infatti se ci chiediamo che cosa possa fare oggi un giovane , nel senso di “quali scelte importanti possa fare”, la risposta e’ che di scelte davvero influenti ne possa fare poche. Questo per dirvi che siete dei miserabili falliti che avete un reddito più corto del mio. Aha.

    E qui ci metto un tarabaralla sociologico sulla scalata sociale che non c’e piu’ e sul fatto che oggi giorno la posizione dei figli e’ condizionata da quella dei padri, mica come nei fichissimi anni 80 della bassa ferrarese ove potevi essere chi volevi a patto di avere una BBS e sparare cazzate a nastro.

    Questa generazione di criceti (aha, tonni! criceti!) che corrono dentro la propria ruota, ruota piena di gadget, senza davvero poter determinare nulla del proprio destino, ovvero immersi nell’irrilevanza (aha, siete irrilevanti!), vive perennemente nella situazione per la quale guarda impotente l’ 1% degli altri giovani far strada nella propria vita: sono i figli dell’ 1% che influisce.
    Cioe’ i miei figli, che hanno come padre uno cazzuto e importante come me che fa le consulenze strategiche per Putin. Nel tempo libero.

    Un’azienda tra i nostri clienti ha deciso quest’anno di licenziare un tot di persone.
    E di aumentare lo stipendio del sottoscritto. Perche’ io sono lo squalo e loro i tonni.

    Tra queste persone c’erano dei giovani, che si sono sentiti dire “sei tagliato, perche’ sei soltanto un miserabile cialtrone con le tue quattro slides di power point”. Quando il tuo destino consiste nell’umiliazione di essere una “risorsa umana” e non una persona, e di venire “tagliato” per una scusa contabile priva di qualsiasi consistenza logica, ti rendi conto che l’unica decisione che puoi davvero prendere e’ di distruggere la vita altrui. Cioe’ la mia.

    E qui ci infilo un altro tarabaralla sociologico in cui vi dico che i giovani di oggi non hanno piu’ opportunita’ come quando ero giovane io e mi scopavo le madri dei miei amici nel culo mentre facevo il buttafuori a Casalecchio di Reno e prendevo quattro lauree a Bologna. Aha.

    Il passaggio dal semplice bigottismo, cioe’ la “semplice” ricerca dell’infelicita’ altrui, al bullismo aggressivo, ovvero alla cultura dell’umiliazione, avviene quando si sommano le seguenti condizioni:

    La persona e’ bigotta. Prova piacere nel negare la mia felicita’ nello scrivere cazzate su un blog.
    La persona e’ impotente. Nessuna delle decisioni materialmente a sua disposizione puo’ migliorare il suo tenore di vita e portarlo al tenore del mio.
    La persona e’ irrilevante. Consulenti strategici possono prendere decisioni che devastano la sua esistenza, senza che lui possa farci nulla. Aha.

    Lo stalker, cioe’, e’ semplicemente un bigotto che si trova nella condizione ove puo’ solo subire decisioni altrui, cioe’ le mie, e contemporaneamente non ha modo di migliorare la qualita’ della sua vita, cioe’ il suo reddito.

    E qui vi faccio l’esempio degli ex fidanzati che vengono lasciati e delle ragazzine che diventano bulle e pestano le amiche. Tutto questo per depistarvi dal fatto che in realta’ sto parlando di me, ma vorrei che non si notasse.

    La cultura dell’umiliazione non e’ altro che una ulteriore stratificazione di condizioni umane miserabili: sul bigotto aggiungiamo uno strato di irrilevanza, ed uno di impotenza. E abbiamo il bullo e lo stalker, che non cercano solo l’altrui infelicita’, ma cercano l’umiliazione pubblica delle loro vittime.
    Tutto questo per dirvi che voi che mi prendete per il culo siete bigotti, impotenti e irrilevanti. Del resto a voi non scrivono delle email dalla Presidenza del Consiglio.

    Laddove una popolazione gia’ culturalmente arretrata (cioe’ bigotta come quella italiana) venga lasciata in una situazione nella quale molti si sentano impotenti e irrilevanti, il bigotto diventa uno stalker e si produce la cultura dell’umiliazione.
    Cioe’ di caricare video su youtube in cui mi si piglia deliberatamente per il culo.

    Questo ovviamente si riflette su internet. Mano a mano che la scala di internet aumenta, il risultato e’ la scomparsa dell’individuo. Cioe’, io non riesco a eliminare quei video e chiudere quei blog dove mi si piglia per il culo, nonostante io faccia le consulenze per il Cremlino. Isn’t it?

    Sapete come si chiama un essere umano che nuota nel big data?
    Esatto: Uriel Fanelli.

    Con l’aumento della scala, cioe’ delle dimensioni di internet, nel momento in cui un singolo social network ha miliardi di utenti, l’individuo non riesce piu’ ad essere rilevante. Come voi.

    In aggiunta alle persone che nella loro vita “reale” sono bigotte, irrilevanti ed impotenti, (ove irrilevanza ed impotenza sono causati da situazioni materiali contingenti come il fatto che a voi non scrivono delle email e che non guadagnate 66.000 euro al mese come il sottoscritto) , si e’ aggiunta una massa enorme che NEL MONDO VIRTUALE e’ irrilevante ed impotente.
    E ve lo riscrivo: siete bigotti, impotenti e irrilevanti. Non si è capito? Ok: bigotti, impotenti e irrilevanti. Comunque siete bigotti, impotenti e irrilevanti.

    E qui vi sparo giu’ un’altra delle mie profezie apocalittiche: temo che presto ci troveremo con un SERIO allarme legato alla cultura dell’umiliazione. Vedremo tantissime persone uccidersi per essere state umiliate online.
    Milioni di persone moriranno e la causa di morte sara’:

    SUICIDIO LEGATO ALL’IMITAZIONE DI UN ACCENTO, DI UNA R MOSCIA, DI UNA S SIBILANTE E DI UN AFFANNO DA LOTTATORE DI SUMO.

    E’ per come la vedo io, l’unica soluzione e’:

    ISTITUIRE IL REATO DI LESA URIELITA’.

    Ovvero, lo stronzo pezzo di merda che mi ha imitato deve finire in tribunale a pagare i danni di immagine alle fichissime multinazionali che soppianteranno gli enti di ricerca.

    Io ve l’ho detto. Ma voi, come al solito, non volete ascoltarmi. E dunque morirete di fame.

  3. Vuk ha detto:

    Ahahahahah!

    Attore porno?!? Questa me l’ero persa! 😀

  4. Gan'dol ha detto:

    ahahah 😀
    Ma sta cosa di trombare la madre altrui nel culo da dove è uscita? Devo essermi perso l’originale 😀

  5. Pingback: Uriel (forse) ed Enrico Maria Fusi | allegrofurioso

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