Cerco una poesia di Gunter Grass

So che qualche anno fa Gunter Grass ha scritto una poesia in cui denunciava la vendita di un sommergibile  nucleare ad Israele. Deve essere constato molto, a un uomo con la coscienza limpida come la sua, voce critica per generazioni di tedeschi, criticare Gunter_Grass_young_Nazilo Stato ebraico.
Sappiamo benissimo che Gunter Grass, da buon pacifista, era interessato alla pace e al disarmo e non stava assolutamente cercando ragioni per attaccare Israele o gli ebrei e meno che mai per negare il diritto del popolo ebraico alla autodeterminazione. Gunter Grass ha sempre difeso questo diritto, fin da quando era sedicenne, all’epoca della foto qui accanto. (oh beh, magari un po’ dopo, diciamo dopo la fine della guerra, ecc0). Non lo si puo’ certo accusare di attenzione selettiva!
Quindi, esattamente come ha condannato, con parole durissime e con versi taglienti, la corsa israeliana al nucleare, sono certo che il grande scrittore tedesco abbia condannato la identica frenesia iraniana verso le armi atomiche. Ci sara’ certamente una poesia scritta per condannare il regime teocratico iraniano, la assenza di diritti per le donne, la censura, e soprattutto questa folle competizione nucleare di cui, dopo Israele, e’ preda anche l’Iran.
Un Paese le cui autorita’ minacciano di cancellare Israele dalla carta geografica un giorno si’ e l’altro anche. Verrebbero, tra l’altro, cancellati pure i palestinesi.
Ecco, sono certo che esiste una poesia di Gunther Grass sul nucleare iraniano. Solo che non riesco a trovarla.
Qualcuno che conosce l’opera dello scrittore tedesco, tanto elogiato in queste ore, puo’ mica aiutarmi?

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11 risposte a Cerco una poesia di Gunter Grass

  1. Cristian ha detto:

    Beh, può essere che se non fosse morto qualcosa avrebbe detto no?
    Personalmente ritengo gli armamenti nucleari una follia a prescindere, ovviamente si può obiettare che una pistola in mano ad un maniaco omicida sia più pericolosa che in mano ad un cittadino equilibrato, ma rimane giusto il principio che nessuno dovrebbe possedere una pistola.

    • dmitri ha detto:

      Non è un principio giusto e a prescindere, ma un’opinione.

      • Cristian ha detto:

        L’esempio forse era sbagliato, riformulo: gli armamenti nucleari sono sbagliati a prescindere, considerare questo assunto un’opinione è idiozia o malafede.
        Nessuno dovrebbe possederne e anzi mi auguro che le pressioni internazionali per smantellarli totalmente crescano sempre più.

    • Vuk ha detto:

      Se un maniaco omicida in un momento x si impossessa di una pistola il principio va a farsi benedire. Rimane solo la realtà, per brutta che sia, di non poter rimanere alla sua mercè.
      Senza alcun riferimento alla questione iraniana, israeliana o non so che altro.

  2. Vuk ha detto:

    Un ex-nazista diventato un pacifista anti-occidentale.
    Mi ricorda certi intellettuali italiani che, Franza o Spagna, sempre vicini a… dove se magna.
    Stronzi egomaniaci che sentono il richiamo a salvare il mondo da un bel piedistallo.

  3. Gunther Grass ha detto:

    Quando ero all’Universita’
    i tuoi occhi iraniani
    mi colsero.

    La farloccheide giustifico’
    le bombe che caddero sugli altri.

    Esplosioni di farlocchi.
    Guerra, igiene del mondo.

    Ma gli ebrei non mangiano il maiale,
    e le bombe iraniane
    incarnano te, o mia giustizia divina.
    Tedesca.

    E il naufragar mi e’ dolce
    nella fuga dalle cavallette.

  4. Fulvio Del Deo ha detto:

    Was gesagt werden muss

    Warum schweige ich, verschweige zu lange,
    was offensichtlich ist und in Planspielen
    geübt wurde, an deren Ende als Überlebende
    wir allenfalls Fußnoten sind.

    Es ist das behauptete Recht auf den Erstschlag,
    der das von einem Maulhelden unterjochte
    und zum organisierten Jubel gelenkte
    iranische Volk auslöschen könnte,
    weil in dessen Machtbereich der Bau
    einer Atombombe vermutet wird.

    Doch warum untersage ich mir,
    jenes andere Land beim Namen zu nennen,
    in dem seit Jahren – wenn auch geheimgehalten –
    ein wachsend nukleares Potential verfügbar
    aber außer Kontrolle, weil keiner Prüfung
    zugänglich ist?

    Das allgemeine Verschweigen dieses Tatbestandes,
    dem sich mein Schweigen untergeordnet hat,
    empfinde ich als belastende Lüge
    und Zwang, der Strafe in Aussicht stellt,
    sobald er mißachtet wird;
    das Verdikt “Antisemitismus” ist geläufig.

    Jetzt aber, weil aus meinem Land,
    das von ureigenen Verbrechen,
    die ohne Vergleich sind,
    Mal um Mal eingeholt und zur Rede gestellt wird,
    wiederum und rein geschäftsmäßig, wenn auch
    mit flinker Lippe als Wiedergutmachung deklariert,
    ein weiteres U-Boot nach Israel
    geliefert werden soll, dessen Spezialität
    darin besteht, allesvernichtende Sprengköpfe
    dorthin lenken zu können, wo die Existenz
    einer einzigen Atombombe unbewiesen ist,
    doch als Befürchtung von Beweiskraft sein will,
    sage ich, was gesagt werden muß.

    Warum aber schwieg ich bislang?
    Weil ich meinte, meine Herkunft,
    die von nie zu tilgendem Makel behaftet ist,
    verbiete, diese Tatsache als ausgesprochene Wahrheit
    dem Land Israel, dem ich verbunden bin
    und bleiben will, zuzumuten.

    Warum sage ich jetzt erst,
    gealtert und mit letzter Tinte:
    Die Atommacht Israel gefährdet
    den ohnehin brüchigen Weltfrieden?
    Weil gesagt werden muß,
    was schon morgen zu spät sein könnte;
    auch weil wir – als Deutsche belastet genug –
    Zulieferer eines Verbrechens werden könnten,
    das voraussehbar ist, weshalb unsere Mitschuld
    durch keine der üblichen Ausreden
    zu tilgen wäre.

    Und zugegeben: ich schweige nicht mehr,
    weil ich der Heuchelei des Westens
    überdrüssig bin; zudem ist zu hoffen,
    es mögen sich viele vom Schweigen befreien,
    den Verursacher der erkennbaren Gefahr
    zum Verzicht auf Gewalt auffordern und
    gleichfalls darauf bestehen,
    daß eine unbehinderte und permanente Kontrolle
    des israelischen atomaren Potentials
    und der iranischen Atomanlagen
    durch eine internationale Instanz
    von den Regierungen beider Länder zugelassen wird.

    Nur so ist allen, den Israelis und Palästinensern,
    mehr noch, allen Menschen, die in dieser
    vom Wahn okkupierten Region
    dicht bei dicht verfeindet leben
    und letztlich auch uns zu helfen.

    Fonte: Süddeutsche Zeitung

    Quello che va detto

    Perché taccio e passo sotto silenzio troppo a lungo
    una cosa che è evidente e si è messa in pratica in giochi di guerra
    alla fine dei quali, da sopravvissuti,
    noi siamo al massimo delle note a piè di pagina.

    Il diritto affermato ad un decisivo attacco preventivo
    che potrebbe cancellare il popolo iraniano,
    soggiogato da un fanfarone
    e spinto alla gioia organizzata,
    perché nella sfera di quanto gli è possibile realizzare
    si sospetta la costruzione di una bomba atomica.

    E allora perché proibisco a me stesso
    di chiamare per nome l’altro paese,
    in cui da anni — anche se si tratta di un segreto —
    si dispone di crescenti capacità nucleari,
    che rimangono fuori dal controllo perché mantenute
    inaccessibili?

    Un fatto tenuto genericamente nascosto:
    a questo nascondere sottostà il mio silenzio.
    Mi sento oppresso dal peso della menzogna
    e costretto a sottostarvi, avendo ben presente la pena in cui si incorre
    quando la si ignora:
    il verdetto di “antisemitismo” è di uso normale.

    Ora però, poiché da parte del mio paese,
    un paese che di volta in volta ha l’esclusiva di certi crimini
    che non hanno paragone, e di volta in volta è costretto a giustificarsi,
    dovrebbe essere consegnato a Israele
    un altro sommergibile
    -di nuovo per puri scopi commerciali, anche se
    con lingua svelta si parla di «riparazione»-
    in grado di dirigere testate devastanti laddove
    non è provata l’esistenza di una sola bomba atomica,
    una forza probatoria che funziona da spauracchio,
    dico quello che deve essere detto.

    Ma perché ho taciuto fino ad ora?
    Perché pensavo che le mie origini,
    stigmatizzate da una macchia indelebile,
    impedissero di aspettarsi questo dato di fatto
    come una verità dichiarata dallo Stato d’Israele;
    Stato d’Israele al quale sono e voglio restare legato.

    Perché dico solo adesso,
    da vecchio e col mio ultimo inchiostro,
    che le armi nucleari di Israele minacciano
    una pace mondiale già fragile?
    Perché deve essere detto
    quello che domani potrebbe essere troppo tardi per dire;
    anche perché noi — come tedeschi già con sufficienti colpe a carico —
    potremmo diventare quelli che hanno fornito i mezzi necessari ad un crimine
    prevedibile, e nessuna delle solite scuse
    varrebbe a cancellare questo.

    E lo ammetto: non taccio più
    perché sono stanco
    dell’ipocrisia dell’Occidente; perché è auspicabile
    che molti vogliano uscire dal silenzio,
    che esortino alla rinuncia il promotore
    del pericolo che si va prospettando
    ed insistano anche perché
    un controllo libero e senza limiti di tempo
    del potenziale atomico israeliano
    e delle installazioni nucleari iraniane
    esercitato da un’organizzazione internazionale
    sia consentito dai governi di entrambi i paesi.

    Solo in questo modo per tutti, israeliani e palestinesi,
    e più ancora per tutti gli uomini che vivono
    da nemici confinanti in quella regione
    occupata dalla follia
    ci sarà una via d’uscita,
    e alla fine anche per noi.

  5. Fulvio Del Deo ha detto:

    A quanto pare in questi -chiamiamoli- versi il Grass non ha sfiorato neanche di striscio la dittatura teocratica iraniana.

  6. Skilift ha detto:

    Brucia proprio che l’Iran possa diventare un Paese normale, far crescere la sua economia e immunizzarsi verso un possibile repubblicano alla Casa Bianca eh? O forse pesa ancora di più che possa offrire sostegno ai palestinesi? Bene così in ogni caso!!!

    • nahum נחום ha detto:

      Mah, mi chiedo in che modo i palestinesi potrebbero essere avvantaggiati dall’esistenza di armi nucleari puntate su un territorio in cui vivono loro. Ma la questione e’ una altra. Gunther Grass si opponeva al nucleare o al nucleare di Israele? Alla autodeterminazione degli ebrei o alla corsa agli armamenti? Tu che ne dici?

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