Di Irlanda e di compromessi

C’e’ un lettore che mi scrive, e gia’ questa e’ una bella notizia, usando non uno ma due pseudonimi, e questo e’ strano. Trovate tutto nei commenti del post qua sotto.  E’ convinto che io censuri i commenti e ho l’impressione che non servirebbe a nulla spiegargli che non censuro un bel niente, cerco solo di evitare che su questo blog, come in altri che ho avuto, compaia la pubblicita’ di prodotti cinesi per far rizzare il pisello e di orologi d’oro nigeriani.

Ma e’ anche convinto di una altra roba strana, ovvero che io ce la abbia con gli irlandesi. Esatto, io, che ho lasciato in rete piu’ di un messaggio di simpatia per Robert Briscoe e che nello spettro politico israeliano sto decisamente dalla parte di chi era alleato con l’IRA contro la potenza coloniale britannica. Per dire -e credo proprio di averne gia’ scritto- una delle pagine piu’ belle della storia del sionismo sono le raccolte di fondi organizzate da irlandesi ed ebrei ad Hollywood subito dopo la WWII con relativa divisione dei fondi raccolti. Parte di questo capitolo di storia. E si parla di eroi.

E per questa mia scarsa simpatia per i laburisti (e la politica imperiale britannica) gli amici di Sinistra per Israele hanno deciso che sarei un fascista e mio figlio una minaccia per la pace in medio oriente e quindi nel mondo. Ma ne ho gia’ parlato.

Dell’Irlanda e della loro guerra contro gli inglesi so quel che sanno tutti, e all’Universita’ ho letto e riletto il Jail Journal di John Mitchel, e lo ho trovato appassionante, anche se ho fatto fatica a non incazzarmi quando prendeva le parti degli schiavisti americani. Qua e la’ per il mondo ho incontrato diversi irlandesi, p. es. nel 1993 in Israele, quando tutti speravano che gli accordi di Oslo portassero a qualcosa, loro erano gli unici a uscire dalla pista da ballo se il dj metteva un brano degli U2. Non capivo il perche’, poi mi hanno spiegato che non volevano dare a nessuno l’impressione di essere schierati “le nostre famiglie pagherebbero le conseguenze”.

Pero’ ho scritto una roba che per l’anonimo bi-nome e’ una specie di eresia, e cioe’ che l’IRA e’ una organizzazione criminale, non solo per gli inglesi, ma anche per gli irlandesi e che nella non proprio gloriosissima storia della Chiesa cattolica in Irlanda ci sta anche l’appoggio a quella organizzazione terrorista e criminale.

Sostenere quanto sopra (ripeto, e’ anche la posizione del governo irlandese) e’ del tutto compatibile con il supporto per le giuste rivendicazioni della popolazione (cattolica) irlandese, che per quel che ne so io aveva per l’IRA la stessa simpatia che i protestanti avevano per lo UVF o i Shankill Butchers. Il conflitto in Irlanda del Nord tra 1969 e 1998 e’ stato un conflitto sporco ed i metodi dell’IRA sono stati metodi criminali (tanto quanto quelli dell’UVF). E perfettamente, consapevolmente, criminalmente inutili. Vorrei per esempio sapere in che modo distruggere un albergo a Brighton con una bomba avrebbe dovuto aiutare la liberazione dell’Irlanda del Nord dalla odiosa presenza inglese e dalla blasfema  presenza protestante, oltre a trasformare l’intera isola verde in un bastione di bigottismo e omofobia: che quella era la cultura dell’IRA (e anche degli unionisti, lo so, grazie).

Uno qui potrebbe fare il confronto tra la bomba al King David Hotel, che ha convinto gli inglesi a levare le tende e quella al Grand Hotel di Brighton che ha solo portato a un inasprimento delle condizioni dei prigionieri. Ma non lo faro’. Perche’ le differenze tattiche sono materia per altre occasioni.

Qui voglio solo segnalare quanto sia sgradevole questa abitudine di schierarsi da una parte o dall’altra in maniera persino piu’ cieca ed infantile degli estremisti che il conflitto lo combattono davvero. Hai deciso che gli irlandesi (cattolici) hanno ragione? Allora devono averla sempre, anche quando fanno porcate. La devono avere nel 1922, nel 1969, nel 1986 e magari pure nel 2014, quando qualche bomba esplode ancora. E  chi se ne frega se nel frattempo quelli che combattono sono arrivati a qualche tipo di accordo e di compromesso. Perche’ proprio il compromesso a te ti sta stretto, vuoi tutto o niente, come ….

Come i leader palestinesi, esatto. Anche quando ricevono l’offerta piu’ generosa della storia rifiutano di accettarla, perche’ comporterebbe il grave rischio di smetterla con gli slogan e le sparate roboanti e mettersi a costruire uno Stato.

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2 risposte a Di Irlanda e di compromessi

  1. Finrod ha detto:

    “C’e’ un lettore che mi scrive”… qui ci sono oltre 30° ma quando l’ho letto ho sentito freddo…

  2. vuk ha detto:

    Bel post. Sintetico e coi piedi per terra.

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