Osservazioni ferroviarie

Sono in Italia per un paio di giorni. Ambedue i giorni prendo un treno alle sei di mattina, da Viareggio a Firenze.
Viaggiatori di domenica: prostitute brasiliane che staccano dal lavoro, bengalesi che vanno a trovare la famiglia, domestici filippini che hanno il giorno libero, una signora russa cristiana ortodossa che va alla messa a Firenze. Il treno si guasta, mi dicono che succede tutte le settimane. Ritardo di mezz’ora. Non c’è riscaldamento, i vagoni non sono illuminati. Il controllore non passa, i cessi sono chiusi.
Stesso treno lunedì mattina: folla di pendolari italiani, carrozze riscaldate, cessi puliti, nessun guasto. C’è persino a chi si fida ad appisolarsi o a lasciare la borsa sul sedile di andare in bagno.
C’e’ uno che seduto sul sedile davanti a me, ha Repubblica sotto il braccio. E’ all’inizio di una settimana di lavoro e dopo una tranquilla domenica in famiglia in un casa riscaldata, sta parlando con il vicino di sedile, su quanto son cattivi gli israeliani.
E insomma, questi ebrei stanno creando un apartheid.

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2 risposte a Osservazioni ferroviarie

  1. Marta ha detto:

    Domanda direttissima: avevi su il cappello o parlava a suocera perché vicino di treno intendesse?

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