Una domanda sull’imperdonabile Netanyahu

Continuo a ricevere mail [cit.] in cui mi viene fatto notare che Netanyahu la avrebbe sparata proprio grossa, quando ha affabulato di Hitler che riceve ordini e consigli dal Mufti’ di Gerusalemme. A me sembra una balla, una delle tante che si dicono da quelle parti, cfr. per esempio il presidente della ANP Erekat che si inventa una massiccia partecipazione dei palestinesi alla lotta contro il nazifascismo, in un periodo in cui i palestinesi chiamavano se’ stessi siriani. Per qualche strana ragione son tutti a parlare della sparata di Netanyahu e quasi nessuno ha notato quella di Erekat.
Comunque io non perdonero’ facilmente a Netanyahu di aver causato ‘sto fiume di prediche e di noiose tirate, che ci spiegano che l’antisemitismo palestinese, sempre che esista, e’ una cosa ben diversa dal nazismo e dobbiamo stare attenti a non sovrapporli, perche’ senno’ poi legittimiamo la violenza, l’Islamofobia dilagante e il successo elettorale di Matteo Salvini.

Tirate dal sapore paternalistico, il cui sottotesto, ma a volte il testo esplicito e’: “Poveri ebrei non fatevi fregare dalla propaganda sionista, sappiate che qui nella Diaspora vi abbiamo voluto sempre bene, ed anche i palestinesi vi amano molto, solo che gli avete tolto la terra, poverini e sono diventati antisemiti, ora vedete di restituirla e poi andrete tutti d’amore e d’accordo”.
Quando i predicatori in questione vengono dall’estrema sinistra, o hanno civettato non poco con la lotta armata, mi viene da ridere perche’ sento un altro sottotesto, e cioe’: Propaganda? La parola agli esperti!

I signori che spiegano che i palestinesi non sono antisemiti, stanno solo reagendo al furto di terra, appartengono a una parte ideologica, il marxismo, che spiega l’antisemitismo in termini di conflitto di classe pipponcello che significa che gli ebrei sono odiati perche’ fanno gli usurai, e quando ci sara’ il comunismo e spariranno le classi sociali, allora sparira’ anche l’antisemitismo. La storia del Novecento si e’ incaricata di spiegare che questa spiegazione, chiamiamola marxista ortodossa, era una stronzata micidiale.
Come pure l’idea -crociana ma non solo- che siano gli ebrei a causare antisemitismo con il loro ostinato attaccamento a una identita’ tribale. Se Netanyahu ha detto una cazzata, Gramsci ne ha scritta una peggiore, sostenendo p.es. che di antisemitismo in Italia non ce ne era, perche’ gli ebrei erano indistinguibili dagli italiani: poi il fascismo gli ha dato torto.
Questa idea che l’antisemitismo dei palestinesi, o degli arabi in generale, sarebbe da comprendere perche’ dipende da un torto che hanno subito, mi e’ sempre sembrata una cazzata galattica.

Anche il contadino tedesco negli anni Venti si vedeva portare via la casa dall’usuraio ebreo, il quale aveva le sue grane con le banche -ma il contadino non lo sapeva, e votava per i nazisti, dobbiamo esercitare la nostra comprensione anche per lui? (sono l’unico a sentire un tanfo di sacrestia, in questa serie di argomentazioni auto-assolutorie, in cui sembra che l’antisemitismo, il massacro di sei milioni di persone, sia piu’ o meno qualcosa che dobbiamo tutti perdonare, perche’ tutti lo avrebbero potuto commettere?)

Piu’ di tutto, tra le reazioni alla sparata di Bibi, mi fa ridere chi ci individua una specie di risultato obbligato di una ideologia mefitica che inizierebbe con Jabotinsky (“Uscite dall’Europa prima che sia troppo tardi” diceva agli ebrei polacchi negli anni trenta. Perche’, aveva torto?). Che poi continuerebbe con Begin, il quale invocava Hitler anche quando bombardava i reattori nucleari di Baghdad (in un periodo in cui in Israele si invocava Hitler anche nelle partite di basket). E che ovviamente porterebbe alla Islamofobia di Netanyahu, che non vuole risolvere il conflitto con i palestinesi, i quali pacificamente chiedono solo di sgombrare Gerusalemme da ogni traccia di presenza ebraica (incluso il Muro del Pianto), ma poverini si trovano di fronte questo fanatico cattivo, che avrebbe ereditato il fanatismo e la cattiveria dal padre.

Comunque, e’ tutto un fioccare di distinzioni, di esortazioni a non confondere, a comprendere ed a perdonare in anticipo i simpatici ragazzini palestinesi che si esercitano ad accoltellare passanti ebrei, per non parlare degli idealisti nonviolenti che disegnano svastiche sui muri delle sinagoghe e delle istituzioni ebraiche. Probabilmente questo fiume di cazzate non avrebbe riempito la mia pagina Facebook e il mio account di Twitter se Netanyahu avesse fatto i compiti di storia e invece del Mufti’ di Gerusalemme avesse parlato degli straordinari successi accademici del moderato Abu Mazen, che si addottoro’ con una tesi in cui sosteneva che sionisti e nazisti avevano collaborato negli anni Trenta e che citava tra le fonti una panoplia di negazionisti, razzisti, antisemiti e estremisti di destra.
Non perdonero’ Bibi per aver causato questo fiume di melassa e di pelose distinzioni.

Eppero’.

A tutti quelli che invitano a perdonare, contestualizzare, mettere in prospettiva etc. etc. ho una semplice domanda: Come lo spiego ai bambini?

Dico sul serio. Vedete, io mi trovo a lavorare in una istituzione ebraica, una sinagoga. Abbiamo una scuola religiosa, dove i ragazzi e le ragazze si preparano al bar/bat mitzvah iniziando a studiare ebraico, per due o tre ore alla settimana, la domenica mattina, quando hanno cinque anni. Ovviamente seguiamo il calendario ebraico, che include anche Yom haAtzmaut, la festa dell’indipendenza di Israele. Inoltre: il curriculum formativo della scuole ebraiche comprende viaggi in Israele ed idealmente tutto il gap year speso in Israele con qualche organizzazione sionista, apolitica o dichiaratamente di sinistra. Infine, al rabbino capita spesso, in questa societa’ multiculturale, di ricevere domande, magari perche’ il compagno di banco sta parlando di giudei nazisti e il nonno parla di arabi nazisti.

Dunque, e’ questa la domanda che vorrei porre ai sapienti, edotti ed eruditi che mi invitano a distinguere tra antisemitismo nazista e antisionismo-palestinese-con-venature-antisemite-che-pero’-spariranno-quando-nascera’-lo-Stato-di-Palestina. Come faccio a spiegare questa importantissima differenza ai ragazzi? Lo sto chiedendo da ieri e non ho ricevuto una sola risposta. E non riesco a capire come mai.

Se volete vaccinare le menti dei giovani contro la terribile corruzione causata dalla ideologia sionista, dovreste preparare qualche antidoto. Altrimenti qui si continuera’ ad educare le giovani generazioni ad essere identitari, tribali, sionisti e persino ebrei. Poi succedera’ che si sposano tra di loro e mettono al mondo i figli ebrei. Che avranno diritto ad immigrare in Israele, anziche’ restare qui ad assaporare la meraviglia della societa’ multiculturale e la totale assenza di antisemitismo nelle nuove generazioni di musulmani europei.

Proprio quello che il Mufti’, voi mi insegnate, non avrebbe MAI voluto.

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3 risposte a Una domanda sull’imperdonabile Netanyahu

  1. Mike - L'uomo da un braccio solo ha detto:

    Non so se ne hai già discusso altrove in passato, comunque che ne pensi degli studi di Giacobazzi? Quel giovane studioso che ha scritto alcuni libri sui rapporti tra sionismo e nazi-fascismo?

    • nahum נחום ha detto:

      Non li ho letti e mi sembra cerchino di proporre una tesi ridicola. Persino la destra sionista vedeva se’ stessa in chiave pro-Inghilterra, non certo pro-Fascista, al di la’ di estemporanee dichiarazioni di personaggi che poi si condannavano da soli. Le cose cambiano dopo la WWII, ma in quel caso non ci sono piu’ molti fascisti in giro con cui allearsi.
      A complicare la cosa ci stavano i sionisti di sinistra che accusavano quelli di destra di essere fascisti. Ma basta leggerne gli scritti per trovarci dei cultori della democrazia parlamentare (di nuovo, di tipo inglese) mentre erano i sionisti di sinistra ad avere come modello il nazionalismo romantico est-europeo.

  2. Luigi Menta ha detto:

    Sai bene che gli anglosassoni vogliono il multiculturalismo in Palestina esattamente come c’è da loro…

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