Parigi in novembre, parte seconda

La Francia bombarda Raqqa. Ci vanno di mezzo anche i civili. Ci saranno pure degli ospedali, a Raqqa. Ma nessuno protesta. E’ anche vero che i francesi non hanno neanche provato a risparmiare i civili, non hanno fatto cadere volantini prima delle bombe, non hanno mandato degli SMS, non hanno telefonato a quelli che abitano nei pressi di depositi di armi. E ci saranno certo stati dei bambini a Raqqa. Pero’ Raqqa non e’ Gaza, la Francia non e’ Israele, i francesi non sono ebrei.

Tutto ad un tratto, gli universalisti della domenica (quelli che: ma perche’ voi ebrei ci tenete tanto al Sabato?), quelli che: ma come siete tribali, ma perche’ vi importa piu’ di un morto in Israele che di uno in Palestina, e come mai vi affannate a contare quanti israeliani sono morti in un attentato in India, questi del Ma sei piu’ ebreo o piu’ italiano? questi predicatori dei diritti universali che l’Europa condanna Israele e sei veramente europeo dovresti condannare anche tu, non attaccarti alla tua religione della tua tribu’, che tanto come tutte le religioni scomparira’ in una generazione e saremo tutti uniti dalla medesima appartenenza e soffriremo tutti allo stesso modo perche’ ogni uomo e’ mio fratello senza distinzione di razza fede o religione, eccoli dicevo tutto ad un tratto questi portatori dei valori universali, incazzarsi in difesa della Francia, in difesa dell’Europa, in difesa della nostra civilta’ sotto attacco.
Basta un semplice “E in Kenya?” per farvi incazzare e farvi sentire, una volta tanto, proprio come degli ebrei.

Comunque fatemi sapere quando parte la prossima flottilla di pacifisti anti-ISIS. Ci voglio proprio essere.

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Una risposta a Parigi in novembre, parte seconda

  1. Mike-l'umo da un braccio solo ha detto:

    Ieri ho scoperto che il riferimento coranico “Chi uccide un uomo uccide l’umanità intera” era rivolto agli ebrei e non ai musulmani.
    Questo credo basti a spiegare un certo doppiopesismo.

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