Una giornata su Twitter

Ieri mattina mi sono alzato, e come tutte le mattine ho portato i bimbi a scuola, ho detto la tefillah (preghiera/meditazione, chiamatela come volete) ho studiato la mia parte di Talmud, ho letto i giornali e ho navigato su Internet.
E Leonardo Tondelli mi ha twittato. Ho quindi discorso/discusso un po’ con Leonardo Tondelli.
Poi, siccome era il mio giorno libero ho fatto diverse commissioni, e sono tornato a casa, ho dato una occhiata alle news, finito di scrivere un articolo.
E c’erano dei tweet di Leonardo Tondelli rimasti in sospeso. Cosi’ gli ho risposto. Ed e’ venuto fuori un’altro battibecco.
Poi ho chiuso il computer, sono andato in palestra (era il mio giorno libero, ricordate), sono tornato a casa.
E Leonardo Tondelli era li’ che mi aspettava su Twitter.
Lo ho pure ritrovato dopo pranzo, e pure dopo altre tre ore di lavoro; che io lavoro anche nel giorno libero. Lui non lo so. Lui stava su Twitter, tutto ieri, sempre intento a scrivere a me. Roba non particolarmente intelligente, come avrete visto ieri, nel post qua sotto.
Sono andato a dormire abbastanza presto, non prima di averlo cortesemente informato, per credo la quinta volta in una intera giornata, che avevo altro da fare.

Che cosa voleva Leonardo Tondelli, sinceramente, non sono riuscito a capirlo. Ad un certo punto ho pure pensato che fosse ubriaco, tanto mi sembravano sconclusionati i suoi tweet, i tweet di uno che si vanta di usare raramente il mezzo; e si vede, anche se ci passa una giornata intera. Per esempio diceva di non aspettarsi risposte E che io avevo paura di rispondergli.

Credo sia profondamente irritato per quello che scrivo firmandomi Il Contadino della Galilea, personaggio peraltro inventato da lui, che prende per serie le lacrimose storie di palestinesi espulsi dalla loro terra, per fare posto a invasori ossessionati dalla Bibbia. Che i palestinesi possano essere ossessionati dal Corano, evidentemente, gli sfugge. Nelle ultime settimane, pero’, non sfugge piu’ a nessuno.

Gli articoli del Contadino della Galilea finiscono anche su InformazioneCorretta, che e’ un sito che ha qualche lettore in piu’ del blog di Leonardo. Si sara’ forse arrabbiato per quello. Ma sono speculazioni. Tempo fa rantolava che le mie posizioni erano quelle di un pazzo isolato, senza seguito nel mondo ebraico. Ora non lo dice piu’, si sara’ reso conto che tanto isolate non sono. Eppero’ continua a distinguere tra ebrei e sionismo, e dice che non ha nulla contro gli ebrei, ma solo contro il sionismo, che sono gli ebrei che si difendono, e per lui un po’ troppo ebrei. E’ come quelli che quando una donna viene stuprata ti dicono che non hanno nulla contro le donne, ma insomma anche lei se la e’ andata a cercare, era cosi’ evidentemente donna, e passava per un posto pericoloso.

Tondelli e’ anche molto incazzato con Fabrizio Rondolino, un giornalista dell’Unita’ la cui newsletter alla fine mi ha convinto a leggere. Rondolino sembra essere stato in passato un militante comunista poi, credo, secondo Tondelli avrebbe tradito. Perche’ se uno e’ un comunista e poi cambia idea, ci sono sempre dietro delle motivazioni un po’ losche, secondo Tondelli. Una volta e’ riuscito a collegare il fatto che io non sia piu’ comunista con il supporto economico che ho ricevuto quando ho fatto alya. Che sono quattro lire date dal governo israeliano agli immigrati ebrei, una miseria elargitami in un anno (anche perche’ dopo un anno non ricevi piu’ nulla). Insomma niente rispetto a quello che ogni anno si mettono in tasca i sedicenti profughi palestinesi, e che sono fondi pagati da varie nazioni, anche europee, per tenerli buoni. E non funziona, e lo sanno tutti.

Ho provato a chiedere a Leonardo Tondelli se siano malati di mente o traditori del comunismo anche tutti i redattori, i collaboratori ed i lettori di InformazioneCorretta, che ospitano gli scritti di questo squilibrato che sarei io, ma non mi ha risposto.

Io penso che Leonardo Tondelli sia molto incazzato con l’autore de Il Contadino della Galilea, che sono io. Ma continuo a non capire perche’. Non che stando una giornata su Twitter me lo abbia spiegato. Ma forse non voleva spiegare, forse voleva solo sfogarsi.
Spero che adesso Leonardo Tondelli stia meglio.

Comunque colgo l’occasione per segnalare che i post della serie “Maestro Leonardo” sono prevalentemente una critica della scuola italiana. E esattamente come il celebre post sui Parrazzi era la critica di una ossessione, e non intendeva affatto sminuire la tragedia della Shoah o negare le buone ragioni del sionismo ed il diritto degli ebrei ad immigrare ad Israele. Come e’ evidente dal pezzo qua sotto; sta nei commenti al post di cui sopra, ed e’ sempre Leonardo che scrive rantola.

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Un giorno comunque scrivero’ di quanto io sia contento che i miei figli non si troveranno ad avere un insegnante come Leonardo Tondelli. Perche’ non e’ bello per un bambino ebreo israeliano avere a che fare con un docente che manifesta tanta empatia per i tagliagole palestinesi quelli che vedono gli ebrei israeliani come stronzi, ladri, abusivi, profittatori, prepotenti, sadici, paranoici e guerrafondai.

Per il momento noto che gli accenni a malattie mentali (p.es. le parole paranoico o sadico) ricorrono nel paragrafo sopra e nelle stizzite reazioni di Leonardo Tondelli, ai miei scritti satirici.

Come se non sapesse cosa rispondere.

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