Materialismo ed empiriocriticismo (e il presepe nelle scuole)

Vivo nel Sussex, soleggiata regione del Sud dell’Inghilterra. Il capoluogo e’ Brighton, citta’ allegramente trasgressiva, anarchica ed incasinata. Fuori da Brighton e’ la vecchia campagna inglese come quella  dell’ispettore Barnaby.
I miei figli a scuola festeggiano Natale, Diwali, Eid, Guy Fawkes e pure Rosh haShanah. Funziona cosi’. Nell’imminenza della festa i genitori cristiani, indu’, musulmani ecc. ecc. portano a scuola le cibarie della festa, spiegano cosa si festeggia e poi si mangia allegramente insieme e se nel giorno tot il bimbo a scuola non c’e’ perche’ e’ in sinagoga, chiesa, moschea etc. nessuno si scandalizza e nessuno fa domande. L’atmosfera e’ tanto rilassata che nemmeno mi sono accorto di che simbolo ci sia alle pareti. E se passo accanto a un presepe, un albero di Natale, una Chanukiah, un simbolo neopagano (a seconda delle stagioni) non me ne sento per nulla prevaricato.
Peraltro da queste parti il rispetto per tutte le culture e’ talmente alto che qui se ne fidano persino gli zingari, da sempre sospettosi verso le scuole. E a ragione, visto che i figli venivano loro sottratti ed avviati al lavoro minorile o spediti in riformatorio. Infatti nel Sussex c’e’ il piu’ alto tasso di alfabetizzazione della popolazione nomade.
Non lo dico mai, perche’ temo di passare per snob: ma stavolta fatemelo dire. Quante cose potrebbe insegnare l’Inghilterra all’Italia. Davvero.

Immagino tre obiezioni, se si volesse importare questo tipo di scenario in Italia. La prima e’ di tipo integralista, e la ho incontrata da giovane nei panni di CL, come posso incontrarla adesso da parte di qualche musulmano. E suona cosi’: ma questa e’ la mia religione, per me sono cose sacre, e’ il Verbo di Dio incarnato, il Profeta ispirato da Dio ecc. ecc. mica posso permettere che mio figlio venga educato in un ambiente in cui queste cose santissime e questi giorni sacerrimi vengono trattati alla stregua di altri giorni e fenomeni che per me sono solo folklore e superstizione. A questo genere di obiezioni mi viene da rispondere: cazzi tuoi. Se pensi che la scuola sia piu’ forte della famiglia, forse dovresti praticare un po’ meglio la tua religione in casa tua. Viviamo in una societa’ multiculturale e un minimo di relativismo la’ fuori e’ il biglietto da pagare. Magari potresti cogliere l’occasione per trovare dentro la tua religione, o tradizione culturale, elementi in comune con quella degli altri. Si’, esattamente -per quel che ne so- come fanno nelle logge massoniche (paura, eh?).

La seconda obiezione viene da un altro tipo di integralismo, chiamiamolo ateo versione universale. Se dobbiamo introdurre elementi religiosi nelle scuole -ragiona il nostro ateo universalista- allora non possiamo discriminare e dobbiamo trattare tutte le religioni allo stesso modo. E allora non se ne finisce piu’, perche’ le religioni sono infinite e tocchera’ insegnare aka osservare le feste del calendario zoroastriano, di quello armeno o di quello shintoista. Al che la mia risposta e’ che l’esempio britannico  vale solo se in classe ci sono bambini zoroastriani, armeni o shintoisti. E no, non e’ una discriminazione, perche’ zoroastriani eccetera non sono discriminati, sono solo assenti.  Ovviamente io mi auguro che i miei figli escano dalle scuole con una ragionevole apertura mentale verso zoroastriani, armeni ecc. Ma nulla sostituisce il contatto diretto, scoprire che il tuo compagno di banco non ha la coda e che mangia anche lui con le posate. Lo ho scoperto la prima volta che dei Sinti mi hanno invitato a pranzo: e in seguito a quella giornata mi girano molto le palle ogni volta che i diritti dei Sinti (semi-nomadi italiani) vengono messi in discussione. Molto piu’ che avere tutti i dischi di Django Reinhardt o appassionarsi per Moira Orfei, giusto per citare due Sinti famosi, la cui cultura pero’ si conosce in maniera sempre mediata.

C’e’ poi una terza obiezione, di carattere sbroc sbroc e che ho visto balenare sulle pagine di cinema del manifesto all’epoca del film sul Grosso grasso matrimonio greco (spazio per il rimpianto: quante tempo ho perso a leggere cazzate ho letto in vita mia). L’obiezione suona cosi’: Non si possono trattare tutte le culture allo stesso modo, ce ne sono alcune che sono perseguitate ed altre che sono la cultura di banchieri con il nasone, cioe’ volevo dire, rapaci usurai neocon, cioe’ volevo dire sionisti, insomma di privilegiati. Questo e’ il genere di bersaglio preferito degli sbroc, che non vedono l’ora di mettere sullo stesso piano Iran ed Israele; come lui, per esempio. Per solito lo sbroc prosegue con qualche farneticazione tardomarxista su struttura e sovrastruttura e conflitto di classe, sfruttatori e sfruttati, cioe’ cazzo compagni cazzo, ma non riesce a dire  quel che pensa, ovvero che il Corano e’ il nuovo Capitale, altrimenti sarebbe sommerso da risate fragorose.  A questo tardomarxista che ha paura della religione e cioe’ compagni bisogna  contenere i privilegi degli ebrei,  mi viene solo da dire: qui funziona cosi’, se non ti piace sei piu’ che benvenuto in Corea del Nord, dove di culture ce ne e’ una sola, ed universalissima, praticata con entusiasmo (stando alle fonti ufficiali) dal 100% della popolazione.  Vattene pure, ciao ciao, che ci fai ancora qui?

[non so se vi ricordate quando l’Italia stabili’ le date per una consultazione elettorale senza tenere conto dell’Intesa con le Comunita’ ebraiche. Si trovo’ un aggiustamento all’ultimo minuto. Potrei sbagliarmi, ma non ricordo molte lamentele da destra. Da sinistra era tutto un protestare per gli eccessivi privilegi di cui godono gli ebrei. Il tema preferito di certa sinistra italiana. E non era nemmeno la prima volta]

A questo punto, pero’, una riflessione personale. Visto che pure io sono stato marxista ed ho amato molto le argomentazioni dell’ateo universale. Fuori la religione dalle scuole, dicevo e volevo. Era l’argomentare che mi faceva sentire protetto, in quanto membro di una minoranza religiosa. Pero’ basta confrontare come se la passano adesso gli ebrei in Francia (dove appunto la religione e’ fuori dalle scuole) con come ce la passiamo qui in UK o negli USA, luoghi in cui lo Stato cerca di assicurare la convivenza fra le religioni; per tentativi ed errori, certo, ma gli errori dell’approccio britannico devo ancora vederli. Gli errori dell’approccio francese si chiamano banlieue dove l’unica religione ammessa e’ l’Islam salafita.

All’Universita’ ero noto per feroce anticlericalismo. Mi infastidiva vedere crocifissi, sbarravo la porta ai prelati che volevano benedire le aule dicendo “La mi scusi, io professo un altro culto” con un linguaggio da anticlericale ottocentesco. Lo farei ancora, perche’ i prelati dovrebbero chiedere permesso e non dare per scontato che tutti quelli in quell’aula appartengono alla loro parrocchia. Ma il crocefisso… boh.
Da quando sono cittadino di un Paese in cui negli uffici pubblici ci sono mezuzot, in cui si osserva il calendario della mia religione, in cui la lingua per me santa e’ strumento di comunicazione quotidiana, in cui il cibo preparato secondo le regole della mia religione costa meno di quello preparato secondo altre regole (qui invece cosa un poco di piu’, ma ci si organizza per aiutare quelli che non ce la fanno)… ecco, il crocifisso mi pesa meno.
So che da almeno una parte del mondo non sono uno straniero. La cosa mi da’ quel senso di sicurezza che dava ai miei coetanei atei che a Natale si scambiavano regali, il resto dell’anno invocavano Maria Vergine e alla visita militare dichiaravano il loro nome di battesimo.

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19 risposte a Materialismo ed empiriocriticismo (e il presepe nelle scuole)

  1. Gan'dol ha detto:

    Sui coetanei atei che invocavano Maria Vergine nel resto dell’anno ci ho messo un secondo di troppo a capirla, ma poi ho riso come un pirla.
    Ottimo post. Non sono obiettivo nel dirlo perché concordo in tutto e per tutto. Soprattutto mi è piaciuta la parte in cui dici che la libertà non consiste nel proibire a tutti ma invece nel “permettere ad ognuno”. Peccato solo non sia un pensiero molto popolare qui in Italia.

  2. remsey ha detto:

    Potrebbe insegnarci come diventare una ributtante talassocrazia piratesca e come sterminare decine di milioni di esseri umani in mezzo mondo in poco più di un secolo in effetti.

    • nahum נחום ha detto:

      ah, sei ancora qui? Esattamente, il colonialismo del passato cosa c’entra con la societa’ multiculturale del presente? Vediamo se riesci ad accusare Israele anche qui. Facce ride.

    • G ha detto:

      TALASSOCRAZIA PIRATESCA?

      WE DO NOT SOW, MADAFAKKAAAA!!!1

      • nahum נחום ha detto:

        lascia stare. e’ quel povero fesso di Tondelli, sta prendendo ceffoni su Usenet, dove un tizio che era inizialmente d’accordo con lui si e’ accorto che ha dei pregiudizi verso gli ebrei, e pure su twitter c’e’ chi lo sfotte con la storia dello smarcare sionismo da ebraismo. Viene qua con uno pseudonimo.

      • G ha detto:

        Lo so, lo so, conosco la storia della tua disfida con LT. Ti seguo da un bel po’ e non mi ricordo se mi sono già presentato/se ho già commentato in passato, ma non importa perchè probabilmente tornerò a essere silenzioso. Tra parentesi non riesco a rispondere al tuo commento di secondo livello, probabilmente non so usare wordpress.

        L’espressione “talassocrazia piratesca” era troppo per non essere raccolta.

        Per essere più seri e più IT, essendomi trasferito in UK da qualche mese mi trovo concorde con le tue osservazioni sull’approccio inglese alla questione “religione a scuola”. Non appena messo piede fuori dalla monocultura cattolica, ci si rende conto che altre società possono avere posizioni meno binarie e più variegate.

        Sciascia scrive, nel suo Candido, che l’anticlericale più arrabbiato è lo spretato. Non so se sia vero ma spiega un po’ la mia rabbia e il mio fastidio. E quindi mi trovo d’accordo con “te all’università” perchè provo tuttora ribrezzo per questo frenetico “piantare bandierine” ovunque, che peraltro nasconde le chiese vuote e il crollo delle vocazioni. Almeno possono consolarsi coi soldi e il potere.

        Le scuole qui in UK sono generalmente edifici moderni o modernizzati, ci sono proiettori o lavagne interattive in ogni aula, e “religione” è una materia come le altre, con comparazione tra fedi diverse e che include spesso persino il punto di vista di chi non ha una fede. In Italia ci sono scuole in edifici che altrove sarebbero ruderi o musei, si usa ancora il gesso e con un solo proiettore per tutta la scuola, e l’insegnante di religione è scelto dal vescovo e insegna “religione cattolica” checchè ne dicano lorsignori (tra l’altro paga uguale agli altri insegnanti, ma carico di lavoro più che dimezzato)

        La sorpresa? La spesa per l’istruzione pubblica nei due paesi è più o meno la stessa. In UK probabilmente gli studenti sono di più, e le famiglie non spendono soldi per libri e quaderni, dato che questi vengono forniti dalle scuole.

        Ci sono tanti sprechi, ingiustizie e schifezze nella scuola italiana, il crocifisso non è ne’ il problema più grosso ne’ il più urgente, ma la sua soluzione sarebbe semplice e immediata: renderlo facoltativo, a scelta degli studenti. Purtroppo scelta è una parola che non fa parte del vocabolario della piovra esentasse, e bisogna ricorrere a tattiche più radicali e giacobine per provocare una reazione.

      • nahum נחום ha detto:

        credo che “talassocrazia” rimandi a letture di terza mano di Carl Schmidt. Che rientra nel novero delle citazioni (non delle letture eh) degli sbroc alla Tondelli, per mostrare che loro non si fanno condizionare dal potere ebraico che ha creato l’idea di Auschwitz come male assoluto per lasciare mano libera ai sionisti assassini sbroc sbroc.
        Grazie del commento, spero che tu NON rimanga silente.

  3. Marta ha detto:

    “Viviamo in una societa’ multiculturale.”

    Si vede che non leggi i giornali italiani di centro (parlo del Corriere, non di Libero) da un po’. La frase “non siamo e non potremo mai essere una società multiculturale, al più multietnica” è il nuovo “non ci sono più le mezze stagioni” (e “io ai gay i figli non glieli darei”, ma qui divaghiamo). Qualunque obiezione si scontra con “ma gli inglesi avevano l’Impero e sono abituati a vedere per strada la gente di colore (sic) e poi guarda che anche loro hanno le bombe degli estremisti musulmani” (l’IRA mandava notoriamente fiorellini). Oppure “noi siamo un Paese cattolico, abbiamo il Papa” (la chiesa anglicana, invece, è totalmente separata dallo Stato).

    D’altra parte, quando Sergio Romano scrive un editoriale in cui implica che si dovrebbero sterilizzare le donne africane (se vuoi te lo ritrovo)…

    Detto questo, concordo su tutta la linea. Pratica batte teoria, soprattutto se ci vanno di mezzo i ragazzini.

  4. remsey ha detto:

    Inquietante a dir poco poi il raffronto Iran e Israele. Gli iraniani abitano nella loro terra e non l’hanno sottratta ai legittimi proprietari con l’aiuto della talassocrazia piratesca di cui sopra. Inoltre l’Iran non attacca nessuno da secoli.

    • nahum נחום ha detto:

      oh, ciao. Hai imparato una nuova parola “talassocrazia”, congratulazioni.
      Pero’ ancora non hai imparato la citazione di Shakespeare, se ci ferite sanguiniamo anche noi. Ed ecco, direi che l’Iran ha ferito gli ebrei e non solo [https://en.wikipedia.org/wiki/AMIA_bombing] Alla faccia di non fare attentati all’estero.
      Vedo inoltre che continui a ripetere la favola diffusa tra i fascisti secondo cui Israele sarebbe stato strumento coloniale nelle mani dell’Inghilterra. E’ una storia vecchia, a cui non per primo non credi nemmeno tu, visto che ti piace citare la bomba al King David come esempio di depravazione ebraica. Ce la hanno messa dei sionisti, sono morti degli inglesi, insomma forse il sionismo e’ un movimento che non c’entra nulla con il colonialismo britannico.
      In breve, sei riuscito a fare una figura di cioccolato per difendere il tuo scritto sull’Iran, per diffamare Israele, per ripetere la tua canzoncina preferita (legittimi proprietari sono gli ebrei, lo ha deciso lo stesso ONU che ti piace citare quando si parla di Gaza). E tutto in meno di quattro righe. Capisco non ti voglia firmare con nome e cognome, Leonardo.

  5. Shylock ha detto:

    Io non vedo tutte queste differenze. I quartieri multi- (o piuttosto mono-) etnici ci sono anche in UK. Le rivolte urbane con devastazioni e saccheggi ci sono anche lì. I salafiti che vanno in piazza a gridare ‘morte agli infedeli’ ci sono anche lì. Gli attentati con decine di morti ci sono stati anche lì.
    Le sharia courts, invece, in Francia non ci sono, per ora.

    • nahum נחום ha detto:

      Le rivolte sono rientrate, pero’, dai. Piu’ che di islamici che volevano imporre la sharia, si trattava di coatti che volevano saccheggiare gli Apple store.

      • Marta ha detto:

        Confermo. Metà dei “rivoltosi” erano bianchi. Se di classe “bassa”, erano “chav” (sottoproletariato urbano). Se no, figli di papà che giocavano a “sono un ribelle mamma”.

        In Inghilterra, la classe conta molto più dell’appartenenza etnica. La seconda conta perché può restringere le chance di un salto nella seconda, ma un bianco che va a Oxford si sentirà più vicino a un nigeriano che è andato a Oxford piuttosto che a un operaio anglosassone.

        (Ho scoperto che le barzellette politicamente scorrette su un gruppo nazionale erano sugli irlandesi. Sugli indiani non sarebbe stato concepibile o quasi: burocrati o piccoli commercianti middle-class che cercano di mandare i figli nelle scuole migliori – praticamente più inglesi degli inglesi.)

        Poi, ovvio, ci sono casi di “voglio imporre la sharia”. Ma prova a trovare una pillola del giorno dopo a Roma…

      • Shylock ha detto:

        Era un coatto anche questo?
        http://www.corriere.it/esteri/15_dicembre_05/londra-tenta-tagliare-gola-uomo-metropolitana-la-siria-24592dc8-9ba0-11e5-9019-111b508c2c40.shtml
        Tu dovresti sapere meglio di altri che la religione è un’ideologia sotto steroidi, voglio dire: uno magari è già stronzo di suo, ma uno stronzo in missione per conto di dio è molto più pericoloso, perché ha uno strumento per identificarsi con altri stronzi e organizzarsi.

      • nahum נחום ha detto:

        Probabilmente non era un coatto, e figurati se mi metto a negare che in UK ci sia un problema con gli integralisti, basta pensare a figure come Jihadi John. Ma il punto del mio post non era: “come sconfiggere gli integralisti islamici”, che e’ una questione su cui non e’ che la Francia possa dare molte lezioni. Piuttosto, era: come parlare di religioni in una societa’ multietnica e multiculturale. Il modello inglese secondo me funziona meglio della negazione assoluta in stile francese.

  6. Vuk ha detto:

    La parte finale del post l’avevo intuita in passato da come parlavi. Per quello che vale, mi dispiace.

    In parte credo che questo sentirsi “straniero in patria” sia toccato a molti altri ebrei in molti altri stati.
    Di sicuro però la chiesa cattolica fa girare i coglioni mica poco col suo paternalismo teocratico (pure a me che la reputo, nel bene e nel male, parte della mia identità). Almeno qua in Italia, non so all’estero. Ferretti sostiene che perfino a Gerusalemme i frati facciano i “padroni” della situazione. Il Ferretti tornato cattolico, eh?, mica quello degli anni 80. 😀

    Lo sai, pochi mesi fa me ne hanno detta una che non sapevo. La regione storicamente più anticlericale d’Italia è l’Umbria. E’ la regione in cui il PLI aveva un sacco di iscritti, piena zeppa di loggie massoniche (non ricordo più quale città ne ha addirittura cinque). E ovviamente era bacino di voti del PCI.
    Il motivo a quanto pare è che dopo che sono passati sotto il dominio Vaticano l’arte. la cultura. lo sviluppo si sono bloccati (rinascimento e barocco, mi dicono, sono praticamente inesistenti).
    Quando ho fatto notare che anche le Marche erano parte dello stato pontificio mi è stato risposto che è vero, infatti gli esattori delle tasse, per conto della Chiesa, in Umbria erano marchigiani e per questo c’era un astio feroce.

    Tu ne sapevi nulla di sta storia?

    • nahum נחום ha detto:

      no, ammetto di non conoscere molto a proposito degli esattori delle Marche. La citta’ piu’ massonica d’Italia comunque e’ Perugia. Pero’, per quel che ne so, la massoneria in Italia non e’ stata mai cosi’ ferocemente anticlericale come quella francese.

  7. Vuk ha detto:

    No, ma sta cosa del nome di battesimo a militare?
    Che dire? Avevano proprio la forma mentale dei laici…

  8. G ha detto:

    Ah, questi sionisti che controllano tutto e tutti. Anche la decisione se restare in silenzio o meno… 🙂

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