Leonardo T. e l’amico immaginario (altrui)

Come ho gia’ raccontato, ho una certa esperienza di pregiudizi e cazzate che si dicono a proposito di ebrei ed ebraismo. Ma questa e’ davvero grossa:

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Chi la ha detta? Un certo Leonardo T. che per qualche ragione e’ molto incazzato con me da quando pubblico su InformazioneCorretta pezzi satirici sulla scuola italiana nella forma di “Temi del Maestro Leonardo”. Mi sta attaccato su Twitter e mi viene pure a cercare in forum in cui si discute di politica internazionale.

“Fingere di credere in un amico immaginario che sistemera’ i propri nemici” e’, per questo tale Leonardo T., l’ebraismo.

Io non so dove abbia imparato questa cazzata. Ci si potrebbe riconoscere una forte impronta cattolica, di quelle giusto un pelo didascaliche. Avete presente? quando alle lezioni di catechismo veniva insegnato che il libro sacro degli ebrei e’ l’Antico Testamento, il quale annuncia il Messia, poi il Messia e’ venuto ed e’ Gesu’ ma gli ebrei non lo hanno riconosciuto perche’ si aspettavano un condottiero militare come Moshe’ Dayan, invece in una mangiatoia e’ nato un bel bambino, che un falegname credeva fosse figlio delle corna,  poi quel bambino e’ cresciuto ed e’ diventato un pacifista con i capelli lunghi, il quale girava vestito della sola tunica e a piedi nudi per le strade della Palestina.

E’ certo possibile che Leonardo T. abbia appreso in ambiente cattolico questa scempiaggine secondo cui gli ebrei aspettano un amico immaginario che faccia giustizia dei propri nemici. Ma oggigiorno su Internet esiste una panoplia di fonti che possono autorevolmente spiegarti che la stragrande maggioranza degli ebrei non crede in un Messia personale, men che meno guerriero.

[Sospetto che per l’italiano autonominatisi palestinese, di cui ho parlato qui, questo sia tutto un trucco per ingannare i non ebrei e nascondere che la religione ebraica, proprio come sostengono quei bengalesi musulmani moderati, prescrive davvero lo sterminio dei nemici.]

Sicche’ uno deve chiedersi come mai Leonardo T. si rifiuta di prendere in considerazione altro che non le proprie fantasie e manifesti tale attaccamento a una palese cazzata. Ecco, io  non sottovaluterei che  questo Leonardo T., altrove, sostenga che avere il 5% sarebbe una grande vittoria e permetta di avere ragione su tante cose. Leonardo T ha insomma una certa ammirazione per chi si contenta di poco. E chissa’ che mostri gli sembrano quelli che vogliono avere di piu’ (la rivincita sui propri nemici, per esempio).
Secondo un meccanismo noto a chi ha a che fare con bambini e adolescenti, e’ possibile che Leonardo T abbia bisogno di credere che gli ebrei aspettano con ansia il giorno in potranno massacrare tutti i non ebrei. Gente come lui, appunto. Al punto che non si riesce proprio a convincerlo del contrario. Inutile smontare in maniera razionale con chi ha un bisogno cosi’ forte ed istintivo di credere a quel che crede.
Questa convinzione e’ un giudizio che viene prima dell’esperienza. Tecnicamente e’ un pre-giudizio. E spiega quel tono goffo dell’unico suo post in cui ha descritto una visita a Gerusalemme. Certo, se a me capitasse di passeggiare per le vie di una citta’ popolata da gente che non vede l’ora di massacrare me e la mia famiglia, sarei forse un poco guardingo pure io. Tale citta’ esistono, fa parte del privilegio di essere ebrei essere considerati nemici da una buona parte degli altri esseri umani; attualmente, questi esseri umani sono in gran parte musulmani. Immagino che la capitale dell’ISIS sia un posto del genere. Forse per Leonardo T. Israele e’ una specie di ISIS, che ha un continuo bisogno di fare la guerra perche’ la gente che la abita crede, o finge di credere, che esista questo amico immaginario che massacrera’ i loro nemici.

In altre parole: piu’ Leonardo T si sente buono (perche’ si accontenta di poco, solo del 5%) piu’ ha bisogno di dire che gli ebrei sono cattivi. E viceversa: piu’ ripete a se’ stesso che gli ebrei aspettano questo amico immaginario che fara’ giustizia dei loro nemici, piu’ si sente buono e disposto a perdonare e in pace con se’ stesso. Cosa non si fa per tornare bambini.

In fin dei conti e’ la stessa storia. Per quelli di destra gli ebrei sono il simbolo del cosmopolitismo e del comunismo. Per i comunisti gli ebrei sono artefici di ogni male e motivano ogni conflitto imperialista. Molti europei hanno bisogno di uno schermo bianco su cui proiettare i propri fantasmi, ammirarlo e dire “ecco, io non sono cosi’! Quelli, sono il pericolo”. E gli ebrei, dall’Emancipazione in poi, forniscono questo schermo.

Voi di sinistra, intanto, accontentatevi del 5% e non fate i rabbini.

 

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Una risposta a Leonardo T. e l’amico immaginario (altrui)

  1. ysingrinus ha detto:

    Alla fine sono contento di non avere niente a che fare con Leonardo T.

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