Contaminazione e politica mediorientale

“I nostri martiri hanno versato il loro purissimo sangue per difendere i luoghi santi, non permetteremo agli ebrei di contaminarli con la loro presenza, i piedi sporchi ed impuri dei luridi ebrei non devono toccare il sacro suolo di Gerusalemme”. Chi sbrocca in questo modo?

E’ il moderato Abu Mazen, il partner per la pace preferito da Obama e dalla Unione Europea, in una delle sue sempre piu’ frequenti tirate islamiste.

Io non sono un esperto di legge islamica, ma mi sembra abbastanza chiaro che per questo moderato leader palestinese noi ebrei siamo una presenza sporca e contaminante, e la citta’ di Gerusalemme deve essere mantenuta pura tenendo noi lontani. Se necessario, con il sangue.

Giusto per capire meglio la sbroccata in questione. I concetti di purezza e impurita’ sono presenti in tutte le culture. Nell’ebraismo -come credo nell’Islam- il contatto con i cadaveri rende impuri. Per il cattolicesimo la verginita’ e’ sinonimo di purezza; per quel che ne so i Tribunali della Sacra Rota ce la mettono proprio tutta per far sentire impure le donne che decidono di sciogliere il matrimonio. Probabilmente e’ una costante di tutte le culture umane: mettere regole che diano sicurezza quando si e’ a contatto con la morte e il sesso.

Piu’ o meno ovunque, fonte di impurita’ e pericolo e’ il sangue mestruale. La avrete sentita anche voi la storia secondo cui le donne mestruate hanno il potere di far diseccare le piante, o imapzzire la maionese o rompere la ceramica

Ma, giusto per tornare alla politica internazionale, il laico Abu Mazen sta laicamente dicendo che io contamino, rendo impura, per il puro fatto di esistere, la capitale del mio Stato. Inclusa ovviamente Gerusalemme Ovest, che sarebbe al di qua della famosa Linea Verde. E questo dovrebbe spiegare qualche cosa a chi continua a credere che i palestinesi abbiano accettato Israele entro i confini internazionalmente riconosciuti, ovvero la famosa Linea Verde. L’unica forma di accettazione che vedo e’ l’uso della accetta, ovvero dell’ascia, per liberare la Citta’ Santa dalla presenza contaminante degli ebrei. Ultimamente vanno di moda i coltelli.

Naturalmente io non posso comprendere per quale ragione il laico Abu Mazen abbia deciso che la presenza della mia famiglia, bambini inclusi, a Gerusalemme, e’ una offesa da lavare con il sangue puro dei martiri. Sospetto pero’ che questa ansia di purificare il suolo della Citta’ Santa dipenda, come piu’ o meno in tutte le culture, dall’ansia di controllare, dalla aspirazione ad avere potere. La morte e la nascita, e a ben pensarci anche il sesso, le aree della psiche umana in cui agisce questa divisione tra puro ed impuro, sono al di fuori del controllo umano.

In altre parole, Abu Mazen vuole che gli ebrei vengano accoltellati, perche’ non riesce a controllarli. E’ raccapricciante, lo so. Ma se ci pensate, tutti quelli che hanno condotto guerra in nome della purificazione, le hanno perse. Ed anzi, di solito si comincia a gridare alla purificazione quando si sa di essere sconfitti.

 

 

 

 

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3 risposte a Contaminazione e politica mediorientale

  1. Finrod ha detto:

    ma se Abu Mazen è l’angelo della pace!

  2. Pingback: Le fobie di Leonardo Tondelli | allegrofurioso

  3. ysingrinus ha detto:

    E nonostante tutto orde di pacifisti e “sinistri” diranno che Abu Mazen è bravo e giusto…

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