Ogni volta che parlo di sionismo in pubblico, c’e’ sempre qualche vecchiettina che alla fine si fa avanti e dice: “io ho fatto parte del Beitar” “io insegnavo ebraico ai bambini sotto il naso del KGB a Mosca” “i miei genitori erano vicini di casa degli Olmert a Shangai”
Pero’ solo a Limmud trovo la signora che mi dice, con accento sudafricano: “Quando ero bambia la mia famiglia ha ospitato Jabotinsky, i giornalisti non lo lasciavano in pace e lui trovo’ rifugio da noi. Mi ha regalato un libro di sue poesie in francese con dedica, e mi ricordo ancora questo ometto basso, con gli occhi penetranti, che puntava il dito verso di me come un professore e diceva: “Tu sei ebrea, bimba, devi parlare in ebraico”. Mi sembra di sentirlo ancora adesso”.
Solo per sentire quel brivido, vale la pena venire a Limmud.

 

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