Libri ed amori proibiti

L’anno inizia con questa notizia. Gli studenti delle scuole superiori israeliane sono stati privati della possibilita’ di sognare una storia d’amore tra una ragazza israeliana ed un coetaneo, o quasi, palestinese maschio. Ah, no. Il libro e’ ancora legale, solo non fa (piu’) parte delle letture consigliate agli adolescenti di Israele nelle scuole. Di cui comunque fanno parte storie (fittizie) di villaggi arabi spopolati per colpa dell’invasione sionista. Per dire quanto e’ di destra e razzista la scuola nello Stato ebraico.

Io trovo che sia uno scandalo, una inaccettabile censura ed un ulteriore atto di marginalizzazione delle voci critiche all’interno di un sistema scolastico sempre piu’ volto al lavaggio del cervello degli adolescenti [spero di aver citato in maniera corretta dal prossimo editoriale di Haaretz].

Mi auguro quindi che, il prima possibile, venga introdotto nei programmi di scuola superiore un romanzo che racconti la bella storia d’amore tra una donna palestinese ed un uomo israeliano.  Perche’, non so se avete notato, queste storie di amore che supera le barriere di fede e di, dicono loro, “razza”, la cui lettura e’ consigliata o quasi obbligatoria per lettori di tutte le eta’, sono tutte a senso unico. Le donne palestinesi o musulmane non si innamorano mai di israeliani o di ebrei.

Sara’ naturalmente dovuto al fatto che i maschi israeliti sono poco affascinanti, e tutti circoncisi, quindi meno capaci di focose passioni. Insomma ce lo hanno corto. Mentre invece i palestinesi… ah, no? Sono circoncisi anche loro? Toh, guarda, allora non capisco come mai alle donne arabe non e’ consentito avere alcun ruolo in questi amori che travolgono ogni confine.

Magari le donne palestinesi nascono geneticamente predisposte ad amare solo palestinesi. Nel 44% dei casi, in effetti, sposano il proprio cugino  senza dubbio perche’ profondamente innamorate e senza alcuna pressione da parte della famiglia. D’altronde i palestinesi sono sempre buoni, gli israeliani sempre cattivi, e quindi non c’e’ da stupirsi se le ragazze preferiscono sognare l’amore di personaggi positivi.

Anche se poi il passaggio dai sogni alla realta’ rischia di essere problematico. Vi ricordate quando nel 2013 ci fu un gran baccano perche’ qualche estremista in Israele si era messo a manifestare a una certa distanza dalla sala dove si celebrava il matrimonio tra una giovane ebrea ed un giovane musulmano? Ne parlo’ la stampa di tutto il mondo. In realta’ era un matrimonio tra musulmani, visto che per coronare il suo sogno d’amore la giovane aveva dovuto convertirsi all’Islam. La stampa di tutto il mondo ricamo’ sopra una storia dell’amore dei due giovani che sconfiggeva il razzismo rappresentato da quegli Shylock [1] ossessionati dalla purezza razziale. Poi pero’ il coniuge e’ risultato essere piu’ violento di quanto precedentemente immaginato.  Lo so, la seconda parte della storia non ve la avevano raccontata. Perche’ i palestinesi, si sa, sono sempre buoni e nessuno di loro puo’ essere un criminale. E poi che importa, l’amore vince tutto, ed e’ cosi’ bello sognare.

[1] Shylock come il personaggio del Mercante di Venezia, testo che fa parte del programma di letteratura nelle scuole italiane, e che si conclude con ila conversione della donna ebrea al cattolicesimo e conseguente matrimonio d’amore. Tu guarda che strano, nelle scuole italiane non si leggono testi che parlano di donne cristiane che diventano ebree per amore.

Io ci vedo una specie di doppio standard. Tipo che, tanto per cambiare, si pretende dagli ebrei quello che non si pretende dai cristiani o dai musulmani. Ma io sono prevenuto, ovviamente.

Visto che si parla di Italia. Dal punto di vista dei lettori italiani e’ forse difficile capire come mai l’ebraismo (proprio come tutte le altre religioni del mondo, tu guarda che strano) non consigli ai propri membri di sposare pers0ne di altra religione. E per quel che so io i docenti italiani fanno una certa confusione tra assimilazione e contaminazione Come risultato si deve essere formata da qualche parte l’idea che gli ebrei non vogliono sposare dei non ebrei perche’ sono razzisti e vogliono mantenere, oltre ai soliti privilegi,  la propria razza incontaminata. Laddove l’ideale sarebbe che l’amore vince sempre e comunque, ed la sua forza travolgente permette sempre di superare ogni tipo di barriera tribale. Pero’ non conosco molte coppie italiane in cui un berlusconiano sposa una non berlusconiana. O una grillina sposa un non grillino. In effetti e’ comprensibile, credo che il primo tipo di coppia abbia dei problemi quando si tratta di decidere che canale televisivo guardare, e la seconda potrebbe rompersi quando bisogna decidere se vaccinare o meno i bambini. Che non e’ un problema tanto diverso dal decidere se circonciderli o meno.

Tutti quanti apparteniamo a una tribu’, ci piaccia o meno. O magari a piu’ di una. E tutte le tribu’ hanno i propri rituali, un proprio stile di vita, dei simboli e soprattutto dei confini invisibili, che decidono chi e’ dentro e chi e’ fuori. Per questo e’ disonesto prendersela con una sola.

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3 risposte a Libri ed amori proibiti

  1. Finrod ha detto:

    “Le donne palestinesi o musulmane non si innamorano mai di israeliani o di ebrei” beh, a dire il vero in “Una tromba nello Uadi” di Sami Michael che ho letto da poco sì, e la tipa in questione pensa persino di convertirsi. A me il libro è piaciuto parecchio (gli ho dato 5 stelle su goodreads) però se lo conosci mi interessa una tua “rece”

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