Quando io ero in quarta ginnasio sezione, nella quinta della stessa sezione  c’era il D.D. Il D.D aveva un anno piu’ di me, che in quell’eta’ son tanti. Ed era uno dei  pochi iscritti al Fronte della Gioventu’, cioe’ era un fascista convinto. Non la prendeva benissimo il padre architetto  e socialista (erano gli anni Ottanta, tutti gli architetti erano socialisti e quasi tutti i socialisti erano architetti). Io e il D.D. facevamo fronte comune contro i ciellini e insieme tenevamo testa al loro guru carismatico (che era nientemeno che uno dei fiduciari di Giussani) in discussioni che duravano intervalli interi, cioe’ un quarto d’ora. Non e’ che siamo riusciti a combinare molto, visto che CL e’ diventata una potenza nella sanita’ locale, e in molta altra roba, nonostante il nostro talento dialettico.
images.jpegInsomma, quello era il periodo che c’erano ancora gli LP. Io avevo i dischi dei Jethro Tull, il D.D aveva la biografia di Jim Morrison, “Nessuno uscira’ vivo di qui”, libro che a quanto pare godeva di una certa diffusione tra gli estremisti di destra. A me -e ad altri di sinistra come me- piacevano i Jethro Tull nonostante i titoli fossero in caratteri gotici, il D. D. passava ore a spiegarmi che Jim Morrison non era antimilitarista, odiava gli hippies, anzi con linguaggio odierno si direbbe che li trollava, e che insomma, era un camerata anche se non lo sapeva nessuno.
Non credo che nell’ambiente del D.D. fosse una opinione molto diffusa. A modo suo il D.D. e’ sempre stato anticonformista (leggeva La Voce della Fogna, figurarsi)
Comunque ci ho pensato oggi.

 

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10 risposte a

  1. ysingrinus ha detto:

    A me piacciono entrambi i gruppi, dubito però fosse militarista Morrison… e Gasparri sembra confutare il tuo collega di liceo…

  2. Finrod ha detto:

    vuoi dire che Gasparri ascoltava i Jethro Tull?

  3. Finrod ha detto:

    mah, tra i fascisti e i comunisti (e entrambi i casi andrebbero qualificati con un s.l.) non so con la cultura chi si dia più arie.
    Con tutti i difetti del mondo, i fasci, in Italia sono stati i primi a leggere, apprezzare e anche a provare una critica al Signore degli Anelli, mentre ai tempi per usare le parole di Katia Bellillo, “noi allora eravamo impegnati a creare un mondo migliore, non a leggere stupide favolette” (è una parafrasi, le parole precise non le ricordo, è dei tempi dei primo film di Peter Jackson, ma il senso era assolutamente quello). Poi grazie ai film il SdA è diventato cultura di massa, e non più prodotto di nicchia per pochi nerd più o meno destrorsi, ed ecco che oggi hai Wu Ming 4 che spiega a tutti chi cosa e perché dell’opera tolkieniana, nel contempo tirando fango su chi ai tempi leggeva le stupide favolette, il tutto ovviamente senza la minina autocritica

    • nahum נחום ha detto:

      Ti do’ ragione (in parte). Volevo essere solo un po’ crudele ai danni del circoletto della Nuova Destra italiana, quelli de La Voce della Fogna, che ce la mettevano tutta per apparire colti e si appropriavano di varia roba, scoprendo fascisti e camerati nei luoghi piu’ impensati; anche per Tolkien credo sia andata cosi’, fuori dall’Italia e’ roba per frikkettoni non certo per cultori di legge ed ordine.

      • Finrod ha detto:

        eheheh, ci sarebbe da scrivere un libro su “com’è andata” in Italia per Tolkien (beh, non solo in Italia, anche all’estero è un po’ più complessa). Però i “poveri” fasci non avevano tutti i torti, di cose da apprezzare dal loro punto di vista, e non solo per i frikkettoni, nel SdA ce ne sono, per dirne una il libro si conclude con il ritorno di un Re che riporta la legge e l’ordine. Poi è chiaramente molto più complessa di così, e isolare un simile elemento non ha molto senso, ma imho ne ha già (poco) di più che portarlo ad ispirazione delle lotte no Tav o del subcomandante Marcos nella selva lacandona

    • Mike - L'uomo da un braccio solo ha detto:

      Io sapevo che nel resto d’Europa Tolkien è letto perlopiù da anarchici, poi certo i destri hanno sempre tentato di darsi l’aria di aristocratici con la puzza sotto il naso (soprattutto quelli del giro di AR), sarà un caso però che ad essere andati avanti sono quelli come Gasparri o La Russa? Quei due non ce li vedo proprio a dissertare su Nietzche.

      • Finrod ha detto:

        vabbeh, anche D’Alema o Renzi non me li vedo a dissertare di massimi sistemi, probabilmente chi va avanti in politica non ha troppi interessi strettamente “intellettuali”, e se li ha fa la fine di Civati 🙂
        Comunque, no, Tolkien non è lettura da anarchici, o meglio non più da anarchici che da…. come si dice “casalinga di Voghera” in UK? Essex girl? 🙂

  4. Michele M. ha detto:

    E’ vero, è curiosa questa storia che Tolkien qui in Italia è sempre stato considerato “roba di destra”. E uno dei più attivi e colti saggisti/divulgatori dell’opera di Tolkien ma non solo, anche di Lovecraft e della letteratura fantastica in generale, è stato Gianfranco De Turris, storica firma del giornalismo di destra. Capisco che questa cosa faccia schiumare i Wu Ming, ma dovranno pur farsene una ragione, prima o poi 🙂

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