Femminicidio

Tutta Italia sta dibattendo sul fatto che una che si porta a letto un bel ragazzo negro e poi viene ammazzata se lo sia meritato per il fatto di essere zoccola o, assai piu’ grave, americana. E arriva una novita’ a proposito di un fatto simile: giovane donna ammazzata. Un fatto di sangue che risale a molto tempo fa, nel periodo della mia adolescenza, nella stessa citta’ di provincia e nella stessa scuola che frequentavo io. Conoscevo la vittima solo di vista. Invece conoscevo bene il tale (per ora solo) indagato per l’assassinio.

Poniamo che sia vero. Che l’assassino sia lui. Me lo ricordo bene. Era uno di CL, lo stesso gruppo a cui apparteneva la vittima. Un gruppo molto unito. Difatti i sospetti degli inquirenti si fermarono subito sulle amicizie di Lidia Macchi e indagarono pure su qualche sacerdote. E il presunto assassino faceva parte del detto gruppo. In assemblea e non solo era quello che prendeva la parola e si sapeva che parlava a nome se non di tutti i cattolici, perlomeno del gruppo piu’ visibile ed organizzato.

Mi ricordo quando con il suo vocione possente cercava di spiegare che il monolite di 2001 Odissea nello spazio era una metafora per il cristianesimo, che prosegue immutabile nella storia. Una delle tante appropriazioni culturali che erano parte del successo di CL. Scrivemmo assieme lo statuto degli studenti del Liceo Classico, io come rappresentante della sinistra non FGCI (radicali, anarchici ecc.), lui ovviamente come rappresentante della sua parte, i cattolici.  In anni universitari lo ri-incontrai alla Statale, sempre intruppato dentro CL, o Movimento Popolare o come si chiamava, e dopo la laurea ci scambiammo qualche informazione sui concorsi di dottorato.

Come si dice: un leader. Qualcuno che non e’ abituato a sentirsi dire di no. E qui ci sta la mia riflessione sul femminicidio. Perche’ -anche accettando che Stefano Binda sia innocente, e notare che lo e’ fino a prova contraria- la storia della morte di una giovane donna per mano di uno che non e’ abituato a sentirsi dire di no, in politica o nel lavoro, o nello spettacolo, non e’ affatto una cosa rara. E a parti inverse invece e’ rarissima. Non si legge mai di una situazione in cui una donna non e’ abituata a sentirsi dire di no, ed allora uccide l’uomo che si rifiuta.

E’ un crimine tutto maschile, frutto di una situazione in cui gli uomini hanno piu’ potere delle donne. E allora credo ci voglia un termine per indicarlo. Per ora l’unico che mi viene in mente e’ la brutta parola femminicidio, che tempo fa non mi piaceva e che invece adesso trovo indispensabile. Ne conoscete di migliori?

 

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10 risposte a Femminicidio

  1. magiupa ha detto:

    purchè non lo si sbrodoli in giro per tutta una serie di eventi che con il caso da te riportato nn c’entrano,perchè no?
    me lo garantisci tu questo specifico utilizzo?

    • nahum נחום ha detto:

      cioe’ me li spedisci ma mi impegno a non pubblicarli? affare fatto

      • magiupa ha detto:

        no,ti impegni a bloccare qualuque “boldrini”usi il termine a sproposito…magari dimenticandosi di usarlo dove diversamente preganti lo commettono,
        Impegno grosso anche per te,ammettilo.

      • nahum נחום ha detto:

        sai che non ho capito cosa mi chiedi? Di non usare la parola “femminicidio”?

      • magiupa ha detto:

        nn lo nemmeno io…però l’ho sentita usare per qualunque caso di cronaca con coinvolta una donna…violenza.stupro,borseggio,rapina,offese,un utilizzo estensivo,nevvero?

  2. Paolo ha detto:

    tenendo presente che avrai scartato i termini già esistenti (per i parenti: fratricidio, sororicidio, matricidio, parricidio, uxoricidio, per gli altri: donnicidio, muliericidio, ginocidio, amanticidio), proviamo a inventarne di nuovi:
    abiurgocidio/abnegacidio/negatiocidio/recusocidio/: uccisione di colei che si era rifiutata
    duedipicchecidio: uccisione di colei che ha dato il 2 di picche

    non sono un campione ma altri potranno fare di meglio… che la gara abbia inizio! 😀

  3. dmitri ha detto:

    Il rischio è che si arrivi a discutere, una volta che li si è chiamati diversamente, di aggravanti specifiche. Intendiamoci, niente che già non esista, ma ogni volta che si stabilisce che un omicidio è più grave si sta dicendo che un altro lo è meno.

  4. Rasp U Tin ha detto:

    omicidio derivante da dissonanza cognitiva (so che non si tratta di un termine, ma non me ne è venuto in mente uno per descrivere ciò)

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