“Vai avanti tu, che sembri ebreo”

Negli ultimi anni Novanta e primi Duemila ho guardato con una certa simpatia ai movimenti no-global. Mi sembrava indicassero dei problemi reali. Mi sembrava cioe’ vero (e ancora lo penso) che la ricchezza del pianeta si stesse concentrando in poche mani e che questo processo andasse fermato, inventando dei meccanismi di ridistribuzione che oltrepassassero i  confini nazionali. Un problema vero, verissimo ed urgente: ben venga chi lo sollevava. Anche se sulle soluzioni, sul modo di affrontare questo problema e gli altri che ne derivavano, i no global  non e’ che avessero le idee proprio chiare. Non ho mai capito se esisteva un progetto, al di la’ degli slogan.

Ma Israele? e’ il problema che salta fuori ogni volta che si ha a che fare con la sinistra. E ovviamente il problema e’ saltato fuori anche nelle mie interazioni con il movimento no-global. Nel senso che anche li’, come ovunque a sinistra, ho trovato la solita percentuale (piu’ alta che a destra) di persone per cui Israele ha torto a prescindere. E se solo si portassero indietro le lancette della storia al 1948, sai che bello, quanti problemi verrebbero risolti.  Ma non ci ho dato molto peso: non mi sembrava cosi’ diverso da quello che sentivo dire dai leghisti. Concentrarsi su semplificazioni e letture a senso unico sarebbe stato ingeneroso verso un intero movimento. Dopotutto per quelli che sono andati a Genova, a farsi prendere a botte dalla polizia in un giorno del 2001, la Palestina non era un priorita’. Non per tutti, almeno.

Poi pero’ ho scoperto che, tra i militanti no-global (perlomeno in un gruppo, che comprendeva una attivista delle tute bianche) si praticava questo gioco “Vai avanti tu che sembri ebreo”  e mi e’ venuta una certa curiosita’. Cosa significava “sembrare ebrei”, nel 2001, per chi ha fatto parte del movimento no-global? Per gente che dichiara di non essere razzista? Anche se non hanno un dottorato in antropologia, dovrebbero sapere che non esiste una razza ebraica, non esistono caratteri fisici ebraici. Infatti buona parte dei manuali di antropologia che ho letto presentano una serie di foto, tra cui un ebreo indiano, uno americano, un haredi, uno yemenita e la didascalia che spiega che gli ebrei non sono una razza. Questi militanti devono perlomeno aver annusato le implicazioni poco simpatiche di disquisizioni sui tratti somatici comuni agli ebrei. E non me ne viene in mente nessuna simpatica, di queste implicazioni.

Inoltre, se avete avuto la pazienza di leggere il testo al link, questo bel gruppetto di giocatori a questo strano gioco si trovavano in Israele. E sarebbe bastato guardarsi intorno per scoprire la stessa varieta’ fisica che si trova nelle tavole dei manuali di antropologia. Invece no. Non si guardano nemmeno intorno. Si tengono strette le opinioni con le quali sono arrivati. E secondo queste opinioni ci sono persone che sembrano ebrei. Chissa’  per cosa. Caratteri fisici? E quali?

Son domande.

E gia’ che ci sono, qualche altra domanda: una persona che in Israele gioca a Vai avanti tu che sembri ebreo e’ uno per il quale la popolazione ultraortodossa di Gerusalemme -che e’ li’ giusto da qualche secolo- e’ composta di giovani che -all’insaputa delle loro mamme (europee? americane?) si fanno crescere buffi ricciolini ed aggrediscono turisti. Una persona cosi’, che genere di soluzione ha in mente per il conflitto medio-orientale? Una soluzione che tenga conto delle aspirazioni degli ebrei? Della loro, della nostra, sicurezza? del nostro diritto a vivere? Non so, non si capisce.

L’autore  ha scritto quel pezzo, ricordando il gioco di cui sopra, all’indomani di un attentato in cui erano morti undici civili, tra cui una bambina, nessuno dei quali sostenitore dello Stato di Israele. Ma ebrei. E lui si e’ sentito in dovere di far sapere che muoiono anche dei palestinesi, mettendo nel conto delle vittime anche degli assassini: non esattamente dei civili, certamente non innocenti. Ma palestinesi. Chissa’ se ai funerali di qualche civile palestinese avrebbe il coraggio di ricordare che muoiono anche degli ebrei. Di meno, certo. Gli ebrei sono sempre meno degli arabi. Ma esiste qualche ragione per cui meritano di morire? Sta nei loro, nei nostri, caratteri fisici?

Son domande.

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8 risposte a “Vai avanti tu, che sembri ebreo”

  1. magiupa ha detto:

    e ti ripropongo la domanda che già ti feci, come capisco se uno è Ebreo?
    se indossano certi abiti, se porta la kippah,va bene,se no come?(a parte che ho conosciuto Gheula Canarutto Nemni,e giuro che se nn lo avessi saputo nn avrei mai detto che fosse Ebrea ortodossa…quindi di che si parla?)
    Adesso fa freddino e sono in giro con la Kefiah azzurra che avevo comprato,hai presente?
    quella con la stella….anche se nessuno ci fa caso,mi hanno dato del terrorista!
    probabilmente l’ignoranza aiuta.
    ecco,a proposito,un movimento ignorante(x scelta) come i No Global, come pensavi potessero cambiare il mondo?

    • nahum נחום ha detto:

      come lo pensavo? Non lo so. Un po’ non mi ponevo la domanda. Narcisisticamente mi bastava essere tra quelli che segnalavano dei problemi. Che indubbiamente c’erano e ci sono e si aggravano.

      • magiupa ha detto:

        io penso che i problemi si vedano,indicarli e basta nn serva,bisogna porsi le giuste domande per darsi le giuste risposte,le domande che si ponevano/pongono,no global ed accozzaglia varia sono refrattarie alla realta,evidentemente lo saranno pure le risposte.

  2. Gan'dol ha detto:

    Be’, sarò di certo rozzo io, eh, e non riesco a cogliere le sottigliezze e il fine umorismo del grande autore, ma nel testo di Leonardo, soprattutto nella chiosa finale, pare che “sembri ebreo” se chiedi i soldi.
    Insomma, “ha fatto la battuta!”. E nei commenti si lamenta pure che nessuno comprenda la sua fine ironia di riconoscere l’ebreo da qualcosa legato al contare il denaro e, anzi, a qualcuno possano pure girare le palle.

    • nahum נחום ha detto:

      Credo che a questo punto il suo repertorio comprenda solo due tipi di obiezione.
      Uno e’ il dalemiano “ma mi avete frainteso”. E ci prova, se vedi, nei commenti. “Intendevo dire che si capiva che non era arabo perche’ non si e’ messo a contrattare”
      L’altro e’ sulla linea delle vignette di Assalonne Mordivo’. E che palle voi ebrei,,sempre a parlare di antisemitismo per difendere i vostri privilegi, i palestinesi stanno tanto peggio ecc. Ecc.

  3. Shylock ha detto:

    Cioè tu credevi nella buona fede dei no global anche dopo la conferenza di Durban del 2001?

  4. Pingback: L’incarnato ebraico di Leonardo Tondelli | allegrofurioso

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