allonsanfan

Il governo francioso sta pestando i piedi, parbleu.  L’e’ ora di finirla in Medio Oriente, e bisogna fare pace tra Israele e Palestina. Se voi juifs non ve ne andate da Gerusalemme, merde e non riconoscete la democratica Palestina, il cui democratico e moderato presidente Abu Mazen sta democraticamente in carica da piu’ di dieci anni, essendone stato democraticamente eletto per quattro… se non riconoscete la Palestina, dicevamo, alors la riconosceremo noi e poi vi mandiamo i legionari in Cisgiordania a difendere la legalite’.

Tutto questo, sia chiaro, non c’entra nulla con il compiacere l’elettorato. L’antisemitismo in Francia non esiste, siamo tutti francesi, tutti citoyens, gli ebrei non hanno nulla da temere, la Francia ne difende i diritti e le vite.

O quasi.

Ci si rivela oggi che piu’ di meta’ dei francesi ritiene che gli ebrei abbiano troppo potere. Il 13% ritiene che ci siano troppi ebrei in Francia. Il 90% che gli ebrei sono una comunita’ troppo chiusa al mondo esterno. E il 30% dei francesi ritiene che l’antisemitismo possa avere delle ragioni. In altre parole, a un francese su tre fregauncazzo se qualche ebreo viene ammazzato. Ci saranno delle ragioni. Dopotutto (dicono 9 francesi su dieci) questi ebrei se ne stan sempre tra di loro. E un francese su due aggiunge: e sono troppo potenti, mica c’e’ da stupirsi se la gente si ribella. E piu’ di un francese su dieci dice: ma mandiamoli via, sono troppi!

Messaggio ricevuto. Solo quest’anno, piu’ di ottomila ebrei hanno lasciato la Francia. Nel 2013 erano piu’ di tremila. Due anni prima meno di duemila. Il trend e’ in crescita, e non accenna a fermarsi. I numeri si riferiscono a quelli che si sono spostati in Israele e hanno dichiarato di farlo. Potrebbe quindi essere molto piu’ elevato.

 

 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Paturnie. Contrassegna il permalink.

24 risposte a allonsanfan

  1. Mike - L'uomo da un braccio solo ha detto:

    L’ho sempre detto. Il prossimo passo sarà l’esportazione della democrazia in Israele. Tempo cinque anni e vedremo qualche farlocco all’ONU mostrare qualche boccetta piena di zucchero a velo giurare che questa è un arma di distruzione di massa prodotta da Israele per minacciare il pacifico occidente.
    Pazzesco poi come ormai gli unici rimasti a difendere Israele siano Gasparri e Ferrara

    • Elisabetta ha detto:

      Non lo trovo così pazzesco, fatta salva la buona fede, il pensiero può anche evolvere!

      • Mike - L'uomo da un braccio solo ha detto:

        Mah. Da quello che so Ferrara è sempre stato filo-israeliano, anche quando era di sinistra. Gasparri non lo so, ma penso pure, visto a dx il MSI aveva anche una componente filo-israeliana. Quando Craxi dichiarò dinanzi al parlamento che la lotta armata dei palestinesi era legittima i primi a sollevare caciara furono proprio i missini, mentre il resto del parlamento applaudiva a scena aperta.

      • nahum נחום ha detto:

        Il MSI aveva una componente piu’ atlantista che filo-israeliana, direi. E l’opposizione ai nazionalismi arabi era soprattutto opposizione a Gheddafi, ovvero ricerca -del tutto legittima, in democrazia- del voto degli italiani espulsi dalla Libia.

  2. Elisabetta ha detto:

    La storia non è acqua si può ben dire… Questo è il paese di Dreyfus e di quel capolavoro di tolleranza che è La France juive di Drumont

    • dolceminno ha detto:

      Mah secondo me non c’entra. La Francia è anche il paese del decreto crémieux. Il problema è l’antisemitismo di origine islamica oggi non più quello di estrema destra. Poi non credo vi siano scelte precise, Fabius è un opportunista semplicemente.

      • Elisabetta ha detto:

        Sì certo che il problema antisemitismo è in buona parte arabo, ma l’antisemitismo arabo è modellato sugli stereotipi occidentali. E se trova una sponda in Occidente è perché è vivo e vegeto nei paesi occidentali; poi il fatto che la Francia sia stata all’avanguardia nel teorizzare l’odio contro gli ebrei (forse prima che in Germania) ha le sue conseguenze.

      • dolceminno ha detto:

        Scusa Elisabetta, ma continuo a non vedere il rapporto con il riconoscimento della Palestina che non è stato certo inventato dalla Francia, ma in Europa dalla Svezia e altri stati dell’est. Personalmente spero che la Francia non risconosca la palestina, ma non credo che utilizzare questo genere di argomenti sia pertinente e soprattutto efficace. Se fosse tutto logico come dici tu in Francia non ci sarebbe la prima comunità ebraica d’Europa. In Italia se 8.000 ebrei partissero in un anno vorrebbe dire la fine dell’ebraismo italiano nel giro di tre anni. Bisogna tenere conto della crisi economica, del fatto che Israele comunque ha messo in atto da parecchi anni una politica particolarmente forte per incoraggiare l’alya in particolare dalla Francia (anche se poi non sempre coerente perché ci sono problemi di riconoscimenti di diplomi) per cui mescolare tutto ciò con la politica estera ripeto mi sembra fuori luogo.

      • nahum נחום ha detto:

        Scusa, ma stai negando che nella cultura politica francese ci sia una robusta componente antisemita, che inizia con la rivoluzione francese, che vuole riconoscere agli ebrei “tutto come individui, ma niente come nazione” e di conseguenza nega che si possa essere ebrei e leali cittadini francesi? L’affare Dreyfuss ti dice nulla?

      • dolceminno ha detto:

        Sicuramente nego che la frase che tu citi sia una frase antisemita e che voglia dire quello che scrivi tu. Vedi qui per la frase di Stanislas CdT che hai citato http://www.crif.org/en/node/28552?language=fr
        Per il resto non ho ancora capito quale sia il legame tra l’antisemitismo nella cultura politica francese e il riconoscimento eventuale della Palestina da parte di un ministro che tra l’altro ha dato ha già detto che non farà parte del prossimo governo imminente. Poi che tu nutra una principale antipatia nei confronti dei francesi boh la capisco forse è frutto della cultura italiana :))) trasuda da ogni riga di questo articolo. Non credo però che gonfiare in questa maniera le cose serva a qualcosa. Io mi inquieterei di più di quello che succede in questo momento negli USA dove un candidato decisamente peggio di Obama rispetto alle critiche vs Israele rischia di vincere le primarie democratiche.

      • nahum נחום ha detto:

        cioe’ non riesci a vedere un legame tra riconoscere la Palestina e negare agli ebrei il diritto a uno Stato? Ma stai scherzando?

      • Elisabetta ha detto:

        Cercherò di spiegarmi come meglio posso. Allora il nesso tra antisemitismo o antisionismo (io non ci vedi oggigiorno una differenza, ma so che molti dissentono) e il riconoscimento della Palestina araba come stato è dovuto non al fatto in sè ma allo stato che la Palestina, ossia i territori di Giudea e Samaria, è destinato a diventare: uno stato razzista dove Abu Mazen ha detto chiaramente che nessun ebreo metterà piede; imbevuto di ideologia violentemente antisemita fino al midollo (leggere qualche stralcio dei libri di testo scolastici); uno stato le cui giovani generazioni sono allevate fin dalla più tenera età all’odio per gli ebrei; uno stato che sostiene il terrorismo, lo alimenta e lo propone come modello da imitare, le cui vie sono intitolate ad assassini della,peggior specie; uno stato che non riconosce il vicino e che si propone di distruggerlo. Riconoscere un abominio del genere, per giunta senza se e senza ma (perché le uniche condizioni la cara Francia le vuole imporre solo a Israele) significa per me sostenerne le fondamenta, che sono la distruzione di Israele. Che è poi l’unica ragione per cui, a mio avviso, gli arabi vogliono lo stato palestinese. Dunque significa essere antisemiti, anzi se permetti pure un tantinello nostalgici per il fatto che il baffetto (non mi riferisco a D’Alema!) non è riuscito a terminare il suo lavoro.

      • Anonimo ha detto:

        @ nahum
        “cioe’ non riesci a vedere un legame tra riconoscere la Palestina e negare agli ebrei il diritto a uno Stato? Ma stai scherzando?”

        Dunque Sharon che era per la creazione di uno stato palestinese negava agli ebrei il diritto a uno stato ? Ti segnalo che Israele esiste ed è riconosciuto della Francia tra l’altro, se la Francia riconoscesse la Palestina sarebbe un SUO problema ma non minaccerebbe certo l’esistenza d’Israele un tale riconoscimento, non è che è il centro del mondo la Francia. Ti segnalo che moltissimi stati l’hanno riconosciuta, molto più importanti della Francia e che Israele non ha rotto per nulla le relazioni diplomatiche con questi stati.

        @ Elisabetta
        Scusa anche io cercherò di spiegarmi come meglio posso. A parte il fatto che Israele ha rapporti stretti con stati che risconoscono la Palestina come stato a cominciare dall’Egitto, la Giordania ma anche Cipro, India, Russia ecc.
        Le ragioni che spingono la Francia ha imitare questi stati che non è che abbiano dietro tutti una storia di antisemitismo simile a lei (cf l’India) è squisitamente opportunistica e dovuta alle lobby filoarabe manipolate dagli stati del golfo che esistono in tutti i paesi europei. La questione antisionismo e antisemitismo non c’entra nulla qui, la Francia riconosce Israele non è un paese antisionista. Ma visto che leggendoti la creazione di uno stato palestinese non è possibile, che si fa con i palestinesi ? Si annette completamente la Giudea Samaria e si da la nazionalità israeliana ai palestinesi ? Oppure si annette senza dare la nazionalità ? A me sembra chiaro e mi basta leggere il JPost per capirlo che se Israele per ora non lo fa è per questioni demografiche, come è per questioni demografiche che ha abbandonato la banda di Gaza. Allora forse dico io se Israele decidesse innanzitutto quali sono i suoi confini (oltre i quali è chiaro che non ci saranno più “settlements” visto che stiamo parlando di “territori contestati” sarebbe meglio per tutti no ? Le polemiche demografiche su quanti palestinesi ci sono in Giudea Samaria sono sulla stampa israeliana di destra non è che escono fuori da siti complottisti. Cosa ne pensate tra l’altro del libro di Caroline Glick ?

      • nahum נחום ha detto:

        Mi sembra che stiamo parlando di due piani differenti.
        Una cosa e’ il livello generale, filosofico. L’idea che l’antisemitismo possa essere sconfitto se gli ebrei diventano cittadini di una Repubblica la cui religione nazionale e’ la laicite’, cioe’ assimilandosi. Idea che affiora periodicamente nei discorsi dei leader francesi, e piu’ genericamente nella proibizione di esibire simboli religiosi nello spazio pubblico. E Netanyahu, come prima di lui Sharon, che risponde con la posizione sionista standard, dicendo che esiste uno Stato ebraico, che e’ Israele. La Marsigliese da una parte. la HaTikwa dall’altra. Due approcci diversi, due idee diverse di relazione tra ebraismo e politica. Forse un contrasto: e a me sembra che questo contrasto si stia risolvendo adesso, con la fuga degli ebrei dalla Francia. Ebrei che, loro stessi, sono francesi di seconda o terza generazione, visto che vengono in massa dall’Algeria, quindi mai completamente assimilati Le elites ashkenazite hanno una altra idea di appartenenza, ma anche loro, piaccia o meno, sono dei sopravvissuti alle persecuzioni naziste, anche loro sono vittime del fallimento della assimilazione.
        A me capita di incontrare italiani (non ebrei) che sono innamorati di questo modello francese. E questi lettori italiani erano il mio bersaglio polemico. In effetti sono antisionisti e a loro non importa moltissimo degli ebrei; considerano appunto la assimilazione il modo piu’ efficace per contrastare il razzismo antisemita. In altre parole vogliono vedere gli ebrei scomparire dallo spazio pubblico. Ovviamente e’ tutto parte della manfrina antisionista, la cosa che importa di piu’ e’ mostrare che uno Stato ebraico e’ pericoloso, e’ inutile, e’ oppressivo ecc.
        Questo era il piano sul quale stava il mio post.
        Una altra cosa e’ il livello della politica e/o della diplomazia. Credo che chiunque oggi voglia riconoscere la Palestina abbia in mente di mettere Israele nell’angolo. La si vuole riconoscere ora, perche’ si teme che con un prossimo presidente USA le cose siano molto diverse. Se e quanto i singoli politici francesi giochino a questo gioco e’ una altra faccenda, come dici tu ci sono lobbies arabe da compiacere ecc.
        Alla altra tua domanda non so bene come rispondere. In un lontano futuro credo sara’ possibile avere uno Stato ebraico su due sponde del Giordano e non ho nulla da temere per la presenza di una forte minoranza araba. Come si arrivera’ a quel punto non lo so. Ma so per certo che creare uno Stato palestinese adesso significa solo legittimare il terrorismo.
        (ho visto che hai mandato il tuo post tre volte, approvo questa ultima versione. Sono costretto a moderare i commenti, visto che non voglio trovare nel mio blog pubblicita’ di orologi nigeriani o di prodotti per ingrandire il pene)

      • Elisabetta ha detto:

        Sono d’accordo con tutto quanto scrive Nahum sulla questione assimilazionismo-sionismo ovvero Marsigliese- HaTikwà. Tranne che nell’ultima parte ma solo perché mi pare eccessivamente ottimista: un unico stato ebraico secondo me diventerebbe presto un unico stato arabo con gli ebrei come minoranza. Un film già visto. Però spero di sbagliarmi, ne sarei davvero felice.

      • Elisabetta ha detto:

        É vero, Israele ha rapporti con vari paesi che non solo riconoscono lo stato di Palestina ma a volte nemmeno riconoscono Israele. Il che se facciamo riferimento all’area mediorientale è abbastanza ovvio e inevitabile. Israele deve per forza stringere accordi con alcuni paesi per poterne affrontare altri. I rapporti con Cina, Russia e India a quanto so stanno diventando sempre più significativi (forse anche perché quelli con l’Europa sono sempre più difficili ?).
        Sono perfettamente d’accordo sul ruolo delle lobbies filoarabe in Francia che peraltro è stata storicamente la capofila nella politica filoaraba (questo ruolo lo mette ben in evidenza nei suoi libri Bat Ye’or) ma anche in Gran Bretagna e negli USA. Resta il fatto che continuo ad aspettarmi qualcosa di più dall’Europa rispetto ai paesi arabi o alla Cina, in special modo da una nazione che ha dato assai scarsa prova di sè durante la II guerra mondiale. Ci dimentichiamo che per metà la Francia era occupata e per metà collaborazionista? E che sul suo passato antisemita e persecutorio verso gli ebrei non ha fatto un grande lavoro in tema di acquisizione di responsabilità? In ogni caso mi pare che i sondaggi mettano in evidenza in Francia come in parecchi paesi europei una diffusa ostilità verso Israele in quanto stato ebraico e verso la sua esistenza, non tanto verso questo o quel governo.
        Chiedi cosa si debba fare con i palestinesi… Domanda a cui forse altri sanno rispondere! Sicuramente l’anenssione a Israele sarebbe devastante per Israele stesso, da un punto di vista demografico. D’altra parte vediamo come molti stati del Medio Oriente sono andati in pezzi appena è sparito l'”uomo forte” di turno che governava in modo autoritario (se va bene) o col terrore: sembra chiaro che l’assetto della nazione occidentale sia estraneo alla cultura araba ancora legata al clan e per giunta lacerata da conflitti religiosi. La soluzione più “naturale” anche da un punto di vista geografico sarebbe stata negoziare l’annessione di Gaza all’Egitto e dei Territori palestinesi della cosiddetta Cisgiordania alla Giordania. Ma questo ormai oggi mi pare impraticabile, sia perché non credo proprio che Egitto e Giordania siano d’accordo nel farsi destabilizzare da una popolazione ormai avvezza al terrorismo, sia perché i paesi arabi dovrebbero rinunciare all’eterno ricatto dei profughi, alla pretesa su Gerusalemme e all’idea di distruggere Israele. Il che mi pare un’utopia. D’altra parte ho anche molti dubbi sul fatto che i palestinesi abbiano voglia di occuparsi seriamente di uno stato, smettere di farsi foraggiare dai fondi internazionali e di delegare a Israele un sacco di compiti di cui uno stato deve farsi carico. Il libro di Caroline Glick non lo conosco.

      • dolceminno ha detto:

        @ nahum
        Innanzitutto gli ebrei francesi è vero che sono per il 70% sefarditi, ma non vengono solo dall’Algeria, anche dal Marocco, dalla Tunisia e Egitto, Libia persino. Senza contare che c’è una senatrice che ha la nazionalità israeliana e francese ma cresciuta in israele. Quello che dici è in parte condivisibile nel senso che il modello assimilazionista è esistito in Francia ma non è più all’ordine del giorno e il divieto di simboli religiosi è unicamente negli edifici pubblici non certo per la strada. Tieni anche presente che in Francia da sempre c’è una fitta rete di scuole e istituzioni ebraiche che non esiste in Italia. La “fuga” degli ebrei francesi ha poco a che vedere con il modello assimilazionista ma con l’esplosione dell’antisemitismo islamico. La stessa cosa succede in Svezia che ha un modello più multiculturalista. Poi ripeto gli sforzi di Israele per far emigrare gli ebrei francesi sono enormi e non c’è nulla di sbagliato. Io gli antisionisti italiani che conosco non sono per nulla d’accordo con il modello francese, per il semplice motivo che sono anche islamofili quindi figurati vietare il velo nelle scuole !!! E conosco anche tantissimi sionisti che sono invece favorevoli al modello francese. Certo poi non bisogna generalizzare ma il legame che fai tu (antisionista = assimilazionista francese) mi sembra statisticamente marginale.

        @Elisabetta

        “Ci dimentichiamo che per metà la Francia era occupata e per metà collaborazionista? E che sul suo passato antisemita e persecutorio verso gli ebrei non ha fatto un grande lavoro in tema di acquisizione di responsabilità? ”

        Sì ma mettere ciò in relazione con il riconoscimento della Palestina non mi sembra onesto. Io, che sono contro, utilizzo altri argomenti. Poi sono molto d’accordo sul fatto che la Francia in questo momento sia particolarmente critica con Israele, anzi è stata accusata del contrario durante la guerra con Hamas. Ci sono altri paesi molto più critici tipo la Svezia.

  3. Shylock ha detto:

    Il bello (si fa per dire) è che così facendo la Francia diventerà un posto di merda per gli stessi francesi, anzi, lo sta già diventando: il kalashnikov non è un’arma di precisione, difficile mirare solo alle kippe.

    • Elisabetta ha detto:

      Sarò perfida ma che la Francia vada verso questo destino, mi lascia indifferente per i francesi. Non è qualcosa di ineluttabile come il terremoto o l’impatto con un asteroide, ma il frutto di scelte ben precise. Mi dispiace solo per il fatto che la Francia è anche una fetta importante di Europa e quindi coinvolgerà anche altri paesi. Rinnegare le proprie radici (e quelle occidentali, con buona pace della UE, sono ebraico-cristiane da un lato e greco-romane dall’altro), gettare nel cesso la,propria storia cultura e identità non può essere indolore

      • dolceminno ha detto:

        Ma non credo che gli altri paesi abbiano bisogno della Francia per essere coinvolti, vedi l’Inghilterra che è all’avanguardia del movimento BDS che in Francia invece è vietata incitare al boicottaggio di qualsiasi paese. O la Germania vedi quello che è successo a Colonia. Per il resto su info corretta c’è un articolo che mostra che questo sondaggio ha risultati simili in praticamente tutta europa.

  4. dolceminno ha detto:

    “I numeri si riferiscono a quelli che si sono spostati in Israele e hanno dichiarato di farlo. Potrebbe quindi essere molto piu’ elevato”

    Sì ma potrebbero essere anche più bassi nel senso che la yerida è molto forte e comunque anche dall’Italia gli ebrei se ne vanno per una comunità molto più piccola. Fossi italiano mi preoccuperi di più per il futuro della comunità ebraica in Italia.

  5. dolceminno ha detto:

    Si potrebbero dire molte cose sull’opportunismo della Francia e del suo ministro degli esteri Laurent Fabius, però c’è una cosa che non capisco in questo post perché esagerare (tipo ebrei al posto di israeliani allora a questo punto beh anche Fabius ha origini ebraiche se vogliamo mettere in avanti l’identità ebraica), perché “andare via da Gerusalemme ?” si sta parlando di Gerusalemme est. Io sono per Gerusalemme unica e capitale di Israele quindi perché appunto non rispondere a queste critiche onestamente senza inventarsi scuse sul fatto che la palestina non sia democratica ? Obiettivamente basta leggere Caroline Glick per rendersi conto che le motivazioni sono ben altre e cioè l’annessione pura e semplice della Gisgiordania o Giudea Samaria se preferisci. Sarebbe tutto molto più chiaro se chi è al governo oggi di Israele dicesse chiaramente qual’è il progetto non pensi ? A me il progetto di Caroline Glick sembra assurdo però se è quello perché non dirlo chiaramente ?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...