Cork e’ un porto irlandese in cui, a fine Ottocento, sbarcarono ebrei in fuga dai pogrom, provenienti da uno shtetl chiamato Akmian, in Bielorussia. Un network di truffatori aveva loro credere che si trattava di New York. Questi immigrati parlavano solo yddish e New York sembrava un nome simile a Cork. (Leonardo Sciascia scrive una storia simile, che riguarda emigranti siciliani in “Il mare colore del vino”). La situazione in Bielorussia si era fatta intollerabile, il governo russo aveva introdotto le Leggi di Maggio, per punire espressamente gli ebrei, tenerli fuori dalla scuole con un sistema di quote, impedire loro di esercitare commercio ecc. Piu’ o meno le norme che vigono in Iran attualmente.
Non si trattava della Goldene Medine, era anzi se possible l’Irlanda era un Paese piu’ cattolico ed antisemita della Bielorussia. Cork era forse un poco piu’ tollerante del resto dell’Irlanda, come attesta la presenza di una comunita’ ugonotta fin dal Settecento. Comunque i nuovi immigrati non avevano alternative e non potevano tornare indietro.
Restarono in Irlanda. I primi immigrati erano vicklemen, venditori porta a porta che facevano settimanalmente il giro dei villaggi intorno a Cork (vickle e’ una parola yddish che significa settimana). Nonostante l’accesso alla locale Universita’ fosse informalmente ristretto e gli ebrei generalmente non proprio benvenuti, i loro figli e nipoti riuscirono a studiarvi e divennero avvocati e medici. Il figlio di uno di questi immigrati, Gerald Goldberg, venne anche  eletto sindaco di Cork, nel 1977.

La comunita’ crebbe di numero fino a raggiungere 500 persone negli anni Trenta. Di rito ortodosso, non aveva fondi per affiliarsi alla United Synagogue e doveva fare piu’ o meno tutto in proprio, dalla kasherut all’istruzione. C’erano due squadre di calcio e un gruppo di Bene’ Akiva. La popolazione ebraica e’ andata scendendo dagli anni Cinquanta, le ultime generazioni si spostano dove ci sono migliori opportunita’ ed ultimamente in Israele. A Cork oggi restano solo due famiglie ebraiche. Nel cimitero ebraico sono sepolte alcune delle vittime del naufragio del 1912, quanto il transatlantico Lusitania naufrago’ nelle acque davanti a Cork.
Oggi chiude la sinagoga di Cork, ed e’ la fine di una pagina di storia. Era in una zona del centro citta’ che e’ nota con il termine di Jewtown.

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