Uomini in sottana e Parlamenti vari

Ciccio Primero se ne va a Cuba, isola che non e’ che sia proprio un paradiso per i gay. E cola’ incontra il patriarca di Mosca, uno che i gay li prenderebbe a legnate. I due uomini in sottana, ambedue celibi, si fanno fotografare ecumenicamente, si baciano, si abbracciano e rilasciano dichiarazioni a favore della famiglia tradizionale.

Intanto il rappresentante di Ciccio Primero in Italia, Monsignor Badasco, Bagnasco, Ballasco, insomma lui, rimasto qua da solo, esprime la viva preoccupazione per le modalita’ di voto nel Parlamento italiano, che non vi venga in mente, o scapestrati di approvare quella legge che puo’, apriti cielo, assicurare ai gay italiani qualche diritto di quelli che non hanno a Cuba o in Russia. E questo puo’ far del male alle famiglie tradizionali.

Non si capisce come, ma se lo dice lui, che manco e’ sposato ed e’ a capo di una organizzazione di uomini celibi che vestono la gonna, c’e’ proprio da crederci, lui ha l’aria di uno che sulla famiglia tradizionale la sa lunga.

Io sono eterosessuale, sono sposato, ho tre figli. La mia insomma e’ una famiglia tradizionale. Gradirei che questi signori in gonna si facessero gli affari loro e lasciassero il Parlamento italiano libero di legiferare come gli pare.

Se proprio gli vien voglia di andare a Cuba, provino a ricordarsi che da quelle parti i parlamentari non sono liberi di votare come gli pare. E manco i cubani sono liberi di votare. Magari spendere una parola su sta roba sarebbe una buona idea.

 

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6 risposte a Uomini in sottana e Parlamenti vari

  1. magiupa ha detto:

    si vede che da quelle parti nemmeno lo hanno libertà di parola

  2. Animabella ha detto:

    Ricordo con molto disagio la cerimonia della Prima Comunione del figlio di mio fratello: l’atmosfera era quella di un circo. Ragazze che percorrevano la navata centrale della chiesa sculettando, nonni che vezzeggiavano i nipotini per la durata dell’intera funzione, saluti con la mano alzata e sfarfallante, tardone sovrappeso con l’etichetta del reggiseno ben visibile attraverso la camicetta a raggi X, chiacchiere e risate durante l’omelia, il celebrante ridotto ad implorare un minimo di silenzio, perlomeno nel momento della consacrazione dell’Eucarestia… da atea ed ex-cattolica, avrei voluto ritrovare in quell’occasione il raccoglimento e la serenità delle messe di qualche anno prima. Ma non è stato possibile.
    Se questo è lo stato della fede tra i cattolici italiani, non c’è da stupirsi che la Chiesa riesca ad imporsi solo attraverso battaglie identitarie, dal sapore palesemente temporale.

    • magiupa ha detto:

      io sono cresciuto in un collegio cattolico,con mamma devota…tutto sto raccoglimento e serenità delle messe d’una volta nn me li ricordo….quando sentivo il bisogno andavo quando le chiese erano vuote.

      • Animabella ha detto:

        Io invece, pur vivendo benissimo da atea, ho un bel ricordo delle funzioni dei miei anni da credente; e parliamo di un paio di decenni fa, mica di secoli… Dipenderà dal luogo e dalla parrocchia, immagino. Nella mia adolescenza, le catechiste esigevano silenzio e corretta postura, durante le funzioni; e, se qualcuna si presentava con una gonna troppo corta o una maglietta troppo scollata, veniva immediatamente mandata a casa a cambiarsi. C’era molta bigotteria e ipocrisia, si capisce; però, c’era anche un senso di rispetto di luoghi e di regole condivise, che non mi ha mai abbandonata. Nemmeno quando, coerentemente, me ne sono andata, per coronare la mia vocazione di piratessa libertaria.

  3. ringadore ha detto:

    Una precisazione: dei 30 punti che compongono la dichiarazione comune, solamente 2 parlano di famiglia tradizionale, e neanche tra i primi (il 19 e 20). Il testo si concentra molto di più sulle violenze in medio oriente e sull’unione tra cattolici ed ortodossi; essendo il primo incontro tra un Papa ed un Patriarca di Mosca a 1000 dallo scisma, non mi pare cosa da poco.
    Il fatto che l’incontro si sia tenuto a Cuba è per noi cristiani marginale, dovuto alla richiesta di organizzare l’incontro in territorio “neutrale”.

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