Avanti così, compagno Vauro

1458994136-grubonVauro si è prodotto nella versione light della sinfonia “Colpe dell’Occidente”, di gran moda presso le note aVgVste intellighentzie. Ha detto che prova “umana pietà” per i kamikaze islamisti e un sacco di gente si è scandalizzata.
Io no.
Intendiamoci: mi sembra ovvio che Vauro abbia detto una cazzata. Una delle tante, così caratteristicamente Vauro. Vauro peraltro commentava gli attentati suicidi in Israele dicendo che era difficile distinguere ragioni da torti.
Io spero che Vauro continui a dirne molte, di quelle cazzate. Spero davvero che continui a mostrare empatia, comprensione, “umana pietà” per gli islamisti, siano essi i sadici di Boko Haram, i criminali di Al Qaeda, i kamikaze che si fanno esplodere negli aeroporti, i giornalisti che strumentalizzano l’immigrazione, ed ovviamente i terroristi di Hamas e dell’OLP.
Davvero, compagno Vauro, continua a raccontare al mondo che loro sono vittime e il resto del mondo, incluso chi ti guarda alla TV e ti paga lo stipendio, carnefici islamofobi razzisti. Continua, ti prego.
Perché sai, compagno Vauro, io ci sono cresciuto con le tue vignette. Per anni ho comprato il manifesto e per anni ho riso dei tuoi scarabocchi scatologici, p.es. del tuo commento alla comparsa in TV  del fascista Roberto Fiore (“Ci sono anche fiori che puzzano di merda” ah ah, che divertimento). Erano la prima cosa che andavo a cercare, quando compravo il manifesto.  
Per molto tempo, forse troppo, ho condiviso quella che i sociologi chiamano la tua cultura, ho creduto alla divisione del mondo in buoni e cattivi secondo le linee che tracciava il tuo quotidiano e che tu ripetevi in forma ridanciana: i comunisti, i nostri, sono sempre buoni. Gli altri sono sempre cattivi. Perché i comunisti sono i poveri, e adesso che i comunisti non ci sono più, i poveri sono gli islamici. E gli ebrei? beh, gli ebrei sono ricchi, no? Lo sanno tutti, non c’è nemmeno bisogno di scriverlo, basta fare una vignetta di uno con il nasone.
Insomma, a questa soap opera ho creduto anche io, e naturalmente mi sentivo molto in colpa per avere qualcosa in comune con quella brutta gente con il nasone. Dovevo purificarmi da questa appartenenza all’Occidente.
Poi ad un certo punto mi è presa la curiosità di andare a vedere da vicino questi mostri, questi assassini, questi criminali per i quali tu non provi mai “umana pietà” quando muoiono. I coloni.
Ed ho scoperto che non erano dei mostri. Ho passato tre settimane in quelli che tu chiami “Territori Occupati”. Ho scoperto che erano persone normali, compagno Vauro, come me e te, qualcuno persino di estrema sinistra, che vanta di essere un nipote di Trotzky. Giovani a cui piace la stessa musica che piace agli arabi che vivono nel villaggio più in là. E che si facevano le canne come tutti i giovani di tutto il mondo. Fanatici religiosi? Ma non farmi ridere. Erano gli anni Novanta, gli anni degli accordi di Oslo, si parlava di Stato di Palestina, c’erano diverse opinioni, e nessuno mi aveva preparato a una tale varietà, che includeva anche: “se pure questa terra diventa Palestina, io ci resto e con gli arabi so che riusciremo ad andare d’accordo”.
Per cui, ecco, io sono molto contento che Vauro abbia raccontato al mondo che lui prova umana pietà per degli assassini che sono criminali sotto tanti aspetti e pure antisemiti. E sono ugualmente contento che tutti gli spettatori vedano che Vauro non ha  “umana pietà” per le vittime del terrorismo se sono ebrei: che in quel caso sapete è così difficile distinguere ragioni da torti.
Perché se nel pubblico di Vauro, in quelli che lo applaudono e che spendono soldi per vedere le proprie opinioni confermate da qualche scarabocchio, ci può essere uno, anche uno solo, che ad un certo punto avrà la curiosità di andare a vedere da vicino come sono fatti i coloni, o più generalmente gli israeliani (ma diciamola tutta: gli ebrei) che lui continua a disegnare come mostri. Tanto mostruosi, che quelli che li vogliono sterminare risultano appunto degni di °umana pietà”.
E capirà, in maniera non diversa da come lo ho capito io, che i mostri non esistono, che ognuno ha un suo percorso ed una sua storia, e che vale sempre la pena di ascoltarle, le storie degli altri.
E c’è più di una possibilità che questo uno, che fino ad adesso si è fatto lavare il cervello dalle cazzate di Vauro e del manifesto, si trasformi in un sostenitore di Israele, affrontando calunnie, minacce, ostracismi ed insulti, ed insomma tutto quello che aspetta chi abbandona la tribù.
Ripeto: se queste performance di Vauro avranno l’effetto di convincere qualcuno dei suoi fans a venire a conoscere da vicino come è fatto il nemico, per poi scoprire che è fatto esattamente come lui, ben vengano le performance del compagno Vauro. Che continuino. Che ce ne regali molte. Sarà un gran risultato se lo abbandona anche solo uno dei suoi fan. Ma secondo me ad abbandonare quel campo son qualcuno di più.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Paturnie. Contrassegna il permalink.

2 risposte a Avanti così, compagno Vauro

  1. ysingrinus ha detto:

    Che Vauro dia la rotta per allontanarsi da lui!

  2. magiupa ha detto:

    nn è con le grandi frasi che si convincono le persone,ma con l’esempio.
    Vauro…un”grande” esempio!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...