Simulazioni. Sei esercizi semplici

Caro Lettore che così spesso esprimi simpatia per i poveri palestinesi, perché un giorno dei forestieri venuti da fuori hanno rubato loro la casa, la terra, la mucca, il cascinale, una scatola di cachi, la radio a transistor ecc. vorrei provare a proporti un piccolo esercizio, una serie di simulazioni storiche. Vorrei che tu per una volta provassi a sentirti nei panni di noi ebrei. Magari riesci a capire le ragioni per cui teniamo in maniera che a te sembra incomprensibile o irrazionale, a quel piccolo pezzo di terra che si chiama Stato di Israele. Pronto?

Esercizio num. 1

Fai finta di essere un ebreo in Russia a fine 800. Nel villaggio accanto al tuo una folla di contadini ha devastato il quartiere ebraico, stuprato le donne, incendiato la sinagoga, costretto i padri ad uccidere i figli. Qualcosa del genere si prepara per il villaggio in cui vivi. Settimana scorsa e’ successo lo stesso nel quartiere ebraico della città più grande.
Tu che fai?
a) Stai ad aspettare.
b) Ti armi per difenderti.
c) Scappi e vai in USA.
d) Scappi e vai a Vienna o a Berlino.
e) Ti imbarchi per la Palestina.

Risposte:
a) Auguri.
b) Attenzione: agli ebrei è proibito acquistare armi.
c) Attenzione: in USA vige un sistema di quote, l’immigrazione ebraica non è gradita (sai, si dice che gli ebrei invadono e poi vogliono dominare).
d) Attenzione: tempo un paio di generazioni si ripresenta il problema. E non è detto che non esistano movimenti antisemiti organizzati anche lì.
e) Bravo. Non a caso i tuoi nipoti avranno più possibilità di rimanere vivi, rispetto ai nipoti di chi ha fatto altre scelte.

Esercizio num. 2

Fai finta di essere un ebreo in Germania negli anni Trenta. Adolf Hitler ha vinto le elezioni. Che fai?
a) Stai ad aspettare che passi. Il programma è tanto demente che non potrà mai essere messo in pratica.
b) Cerchi di emigrare in USA.
c) Cerchi di emigrare in Francia o in Italia.
d) Accetti un biglietto per la Palestina.

Risposte:
a) Non è passata.
b) Non si può, ci sono problemi, appartieni a una nazionalità nemica
c) Il problema si ripresenta dopo poco.
d) Bravo. Tra i quattro sei l’unico che sopravvive.

Esercizio num. 3

Fai finta di essere un ebreo polacco che nel 1945 è uscito da Auschwitz vivo. Sei in un campo per DP, Displaced Persons. Che fai?
a) Cerchi di tornare a casa.
b) Cerchi di imbarcarti per gli USA.
c) Ti arruoli nella Haganah e vai verso la Palestina.

Risposte:
a) I vicini ti hanno preparato questo benvenuto.  
b) Hai parenti negli USA? Se non ne hai, non se ne fa nulla.
c) Bravo. Hai infatti la possibilità di sopravvivere.

Esercizio num. 4

Sei un ebreo rumeno negli anni Cinquanta. O polacco. O russo. Insomma vivi in Est Europa. Anche se la propaganda di Partito dice che l’antisemitismo è stato sconfitto e che nel nuovo regime comunista gli ebrei non vengono più discriminati, tu sai benissimo che si tratta di una altra palla, come quella dei negozi sempre pieni e della botanica di Lysenko. Difatti i tuoi vicini non ebrei non devono condividere l’appartamento con degli estranei, come invece succede a te, ricevono cure mediche prima di te e i loro figli sono ammessi alla Università. I tuoi no. Che fai?
a) Resti nel Paese in cui sei nato e credi alle palle della propaganda, prima o poi le cose si metteranno a posto, e poi questo è un regime di sinistra e finché governa la sinistra non succede nulla di male agli ebrei.
b) Cerchi di emigrare in Europa Occidentale o in USA.
c) Vai in Israele.

Risposte:
a) Lo senti il coro? “Sceeemo, sceeemo, sceeemo…”
b) Mettiti in fila, ce la puoi fare ma costa un po’. Carina tua figlia, ti secca se passa un burocrate del Partito a trovarla e poi la porta a cena? Uhm, anche tua moglie non è male…
c) Ottima idea. Il Paese ha bisogno di gente motivata come te.

Esercizio num. 5

Sei un ebreo algerino negli anni Sessanta. La decolonizzazione e la Guerra Fredda stanno per portare al potere un Partito i cui leader hanno messo bene in chiaro cosa intendono fare a te e ai tuoi risparmi. I vicini musulmani, già si sfregano le mani pensando a cosa fare della tua casa sulla quale metteranno le mani non appena i francesi se ne vanno. Tu che fai?
a) Resti in Algeria.
b) Cerchi di andare in Francia.
c) Vai in Israele.

Risposte:
a) La tua testa si trova sul tetto della casa che era tua. le tue budella sparse per la via. Ti hanno tagliato la lingua (quando eri vivo). Insomma, sei morto e non si riesce nemmeno a mettere insieme il cadavere. Ma tanto non se ne accorge nessuno, perché pure il cimitero ebraico è stato devastato e le lapidi trasformate in pisciatoio.
b) Che cazzo vuoi, Juif? Mica possiamo fare entrare tutti, abbiamo gia’ problemi con i nostri coloni.
c) Ottima idea. O comunque, l’unica scelta possibile. Faremo il possibile per darti da mangiare. Non abbiamo molto da offrirti, perché siamo l’unico Paese del Medio Oriente senza petrolio, ed in perenne guerra con i vicini (che sono arabi. Ah ti stanno sul cazzo? Chissà come mai).

Esercizio num. 6

Dunque, sei un ebreo francese, o belga, facciamo un paio di mesi fa. La popolazione musulmana attorno a te cresce. Se non di numero, di devozione e si radicalizza ogni giorno di più. I tuoi figli vengono aggrediti quando vanno a scuola. La polizia dice che “ci dispiace, ma non possiamo proteggervi sempre, per favore non esibite segni di appartenenza ebraica, che possono essere visti come provocazione”. Che fai?
a) Aspetti che passi. Cerchi il dialogo con i musulmani.
b) Emigri in USA o Canada.
c) Vai in Israele.

Risposte:
a) Siete sempre di meno. Auguri, comunque.
b) Ah lei sarebbe un profugo? Non ci risulta. La Francia non è una dittatura, le religioni non sono perseguitate. Niente visto.
c) Ottima scelta. Tuo cugino, di cui ho parlato sopra all’esercizio 5, ha un lavoro pronto per te. Ha fondato una start-up di successo.

Vedi, caro lettore di buon cuore che ti commuovi tanto per la sorte dei palestinesi, se tu fossi ebreo, saresti il discendente di gente che ha fatto la scelta di andare in Israele, in uno qualunque dei momenti della storia. Saresti cioè vivo perché esiste il sionismo  Oppure perché sei stato molto, molto fortunato. E vorrei che tu capissi questo, caro lettore: dopo duemila anni in cui la nostra sopravvivenza dipendeva solo ed esclusivamente dalla fortuna, noi ebrei ci siamo stufati.  Ci siamo presi un pezzo di terra, ci siamo dotati di un esercito e da allora in poi riusciamo a vivere anche quando non siamo fortunati. Capisco benissimo che tu provi un enorme pena per chiunque ti venga a raccontare la storia del povero contadino cacciato dal suo campicello. Provo pena anche io, sai? Se e quando la storia di quel contadino è vera (perché spesso non lo è) trovo che quel contadino avrebbe meritato di non venire ingannato con fantasie di impossibili ritorni.

Ma per nessuna ragione al mondo permetterò che la mia vita, o quella dei miei figli, torni aYom ha Shoah dipendere dalla fortuna. Sono certo che capirai, se solo provi a metterti per una volta nei panni di noi ebrei. Provaci. Prova a fare gli esercizi di cui sopra. Prova a cercare la risposta che ti permette di sopravvivere.

E se non lo vuoi fare, se noi ebrei ti sembriamo non umani,  mostri crudeli con cui non si deve mai empatizzare, beh, amico caro, gentile lettore, cazzi tuoi. Si vede che proprio non ci arrivi e non vale la pena sprecare altro tempo e spazio per spiegarti che Israele esiste e continuerà ad esistere, per una semplice ragione: non abbiamo alternative.

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4 risposte a Simulazioni. Sei esercizi semplici

  1. ysingrinus ha detto:

    Gli ebrei, se non sono inermi non stanno simpatici a nessuno.

  2. frine ha detto:

    Per essere precisi,gli ebrei che piacciono sono solo quelli morti.

  3. dolcemimmo ha detto:

    Sull’esercizio n° 5 la quasi totalità degli ebrei algerini sono andati in Francia scegliendo la risposta B e sinceramente potrati dire tutto quello che vuoi sulla Francia ma gli ebrie algerini avevano tutti la nazionalità francese con il decreto Crémieux dunque erano francesi come gli altri e hanno avuto le stesse difficoltà dei loro coloni. Non è stato lo stesso per gli harkis musulmani che la Francia ha invece abbandonato in parte.

  4. dolcemimmo ha detto:

    Stessa cosa vale tra l’altro per gli ebrei tunisini nel ’67. Francamente tra i sefarditi che sono la maggioranza in Francia non c’è mai stato rancore verso la Francia dopo la decolonizzaione. Sono arrivati si sono integrati eccome e accolti come compatrioti. Invece per il Marocco non so perché c’è stata più emigrazione verso Israele non conosco bene la motivazione. Fermo restando che di ebrei di origine marocchina ce ne sono pure tanti in Francia.

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