“Senza conservatori e senza rivoluzionari, l’Italia è diventata la patria naturale del costume demagogico.”
[Piero Gobetti, 1922]

Renzi un demagogo? Ma non scherziamo. I demagoghi sono come Korach (Numeri 16-17). Non hanno un programma, cercano di compiacere tutti, mirano ad avere potere personale e per mantenerlo aizzano la folla contro un capro espiatorio.
Renzi un programma lo aveva, e non è andato in giro mendicando consensi. Ha probabilmente fatto lo stesso errore di Occhetto e dei suoi colonnelli all’epoca del cambio di nome del PCI. Ha scommesso sull’egemonia culturale, se non elettorale, di una classe sociale che si è rivelata più debole di quel che lui credeva. Istruita, laica, di respiro europeo o atlantico negli interessi economici e culturali, secolarizzata (post-cattolica), di sinistra sul piano sociale ma attenta ai propri diritti civili e alle libertà individuali. Il famoso “partito radicale di massa” che tanto terrorizzava le sacristie di tutta Italia, incluse quelle rosse. Che, spaventate da globalizzazione e immigrazione, gli si sono ribellate contro.

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8 risposte a

  1. magiupa ha detto:

    1)nn ho capito,ma sono d’accordo.
    2)sospetto che il significato sia un complimento per Renzi che probabilmente nn merita.
    3)Lui credeva nel minimo comune multiplo ed invece va per la maggiore il massimo comun divisore
    4)qui prodest?!1!!!!11!1!!!11!11!!!La Kasta!!

    scegli tu!

  2. Shylock ha detto:

    Far passare per ‘radicale’ lo scout impenitente Renzi mi pare leggerissimamente tirata per i capelli. A meno di considerare la timidissima, contraddittoria legge per i diritti civili, approvata dopo mille rinvii, sgambetti e compromessi al ribasso, in indecente ritardo su tutti i Paesi civili, una coraggiosa mossa anticlericale.
    In Italia basta anche meno, in effetti, ma pensavo che in UK avessi acquisito un metro diverso. E Renzi non è certo stato il primo democristiano, storicamente, a fiutare l’aria e smarcarsi dalla linea ufficiale del Vaticano.

    • nahum נחום ha detto:

      Non credo che Renzi sia radicale. Credo che abbia cercato di intercettare il consenso (anche) di chi votava radicale, o avrebbe votato se non ci fosse stata la lealtà alla sacrestia. Non ci è riuscito.

      • Shylock ha detto:

        Parlo ovviamente per me, ma anche per chi conosco e più in generale a naso: il voto radicale, già orgogliosamente sparuto ai bei tempi, si è dissolto in dosi omeopatiche nel corpo elettorale da decenni, ormai; non credo rappresenti un bacino di voti che interessi a Renzi o a chicchessia.

  3. Paolo ha detto:

    Non sono molto d’accordo: semplicemente questa riforma faceva veramente schifo. Punto.

    • magiupa ha detto:

      Io a trovavo molto buona,quindi?
      tu definisci l’assoluta verità come ciò che aderisce alla tua opinione.
      Comodo,facile,e sicuramente fonte di corroboranti sensazioni di giubilo in occasioni come queste,buon per te.

      • Paolo ha detto:

        @magiupa
        ho solo suggerito a nahum נחום una spiegazione alternativa alla sua analisi.

      • magiupa ha detto:

        @Paolo Allora avresti dovuto dire che la maggior parte dei votanti hanno ritenenuto,dopo averla letta che la riforma non fosse adeguata e/o all’altezza dell’enorme,squisita,limpida etica e conoscenza dei ns “padri costituendi” (sorvolando sulle espressioni usate dai medesimi elettori,che se no casca tutto)

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