Oh ciao, Uriel!

Mi fa piacere che tu sia tornato a trovarmi  Ho avuto così modo di fare conoscenza con la tua ultima incarnazione, che stavolta ha un nome riciclato dall’opera di uno scrittore nazionalista tedesco, popolare nella Germania comunista, con il quale sembri volere avere molto in comune. Anche lui scriveva fantascienza per hobby. Però si è laureato.

Del tuo ultimo exploit mi piace questo:

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Il linguaggio è il tuo solito maccheronico, davvero curioso per uno che sarebbe diventato il ghostwriter di Milo Yiannopoulos e/o di Pepe Escobar (ovviamente, pagato molto bene): loro scrivono un inglese migliore.

Ma mamma mia, quanta tristezza.

Voglio dire, tu sei quello che a sedici anni partecipava ad orge sadomaso con MILFoni e preti cattolici nella Bassa Ferrarese. Sei stato un assiduo frequentatore e postatore su gruppi Usenet dedicati alla sessualità. Il pubblico si appassionava a leggere le tue esperienze. Per esempio la tragica morte di AIDS del tuo partner, tra le tue braccia (a proposito, come si chiamava?). O quando ti hanno sottoposto ad elettroshock per sospette tendenze omosessuali, nel 1979 (la pratica era fuori legge già nel 1974). Hai avuto una vita sessuale travolgente, nel periodo in cui alla mattina lavoravi in un negozio di computer, nel pomeriggio servivi in Marina e di sera facevi il buttafuori in locali gay (anche questi, mai si è saputo quali fossero).

E insomma, è triste immaginare che, dopo tante e cotali esperienze, adesso la notte implori una sveltina a tua moglie, la quale dice di no, che la prole la ha fatta ammattire tutto il giorno. E si gira e si mette a dormire.

E tu allora che fai? Apri il computer e ti sfoghi. Perché il mondo deve sapere che sei potente, potentissimo. Che scatenerai contro chi osa prenderti per il culo uno stormo di avvocati, i quali per difendere il tuo onore lavorano pure nei week end. Che grazie ai tuoi articoli -per i quali ovviamente vieni pagato!- si scatenerà una ondata di antisemitismo in Inghilterra. A proposito, che è successo al movimento degli irrequieti? Quelli che dovevano rovesciare il mondo scrivendo la notte sui loro blog?

In realtà, la tua nuova produzione informatica fa come sempre pensare a quello che, dopo aver tamponato uno in coda, gli urla LEI NON SA CHI SONO IO, sperando di evitare di pagare i danni, perché lui ha amici che contano. Un comportamento assolutamente da tamarro, anche senza capelli impomatati e calzini bianchi. Non male per uno che dice di essere “half Italian”. Che è l’altra metà? Repubblica Socialista della Bassa Ferrarese? Il mitologico posto dove le madri dei tuoi amici ti offrivano sesso anale?

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4 risposte a Oh ciao, Uriel!

  1. laura buccino ha detto:

    Io grazie per gli auguri. visto che lo riposti, metti la traduzioncina per me che sono incapace di imparare le lingue germaniche? Grazie

  2. gioverganza ha detto:

    Guarda che non sono lui, se intendevi questo 🙂 a questo proposito, credo proprio che stavolta non volesse proprio essere trovato, e che credesse davvero di essere riuscito a “scomparire”, e il fatto che sia successo proprio l’opposto l’abbia fatto sbroccare completamente in un delirio da megalomane.

    Adesso dovremmo credere che lui ha sempre fatto finta di usare un certo stile per “sviarci”, che si è fatto trovare APPOSTA (perché?), che scrive testi per i siti di infowar, ovviamente testi strapagatissimi, importantissimi e di alto valore strategico e blablabla, Che la vittoria di Trump, del no, di tutto il resto è anche grazie a lui, e i fessi siamo noi che ci siamo fatti prendere in giro.

    Cioè, siccome il suo ego ha un seggio all’ONU ma nella realtà è uno come tutti gli altri, cosa che lui non riesce ad accettare, si sta costruendo una specie di realtà parallela allucinatoria dove lui è una specie di Rasputin che tira i fili da dietro le quinte e che sia i suoi fallimenti che le ca**ate che spara sono in realtà parte del suo diabolico piano.

    Nun ce se crede….

  3. ysingrinus ha detto:

    Mi ha intimorito. Davvero. 🙂

  4. Jules ha detto:

    Una serie di post con qualche riga mal rimasticata dal blog Scott Adams (che è matto, ma ha tutt’altra levatura) e poi lo sbrocco.

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