Pifferi di montagna

Per votare per la presidenza della Unione degli studenti ebrei inglesi (UJS) è sufficiente dichiarare di essere ebrei ed essere studenti iscritti alla Unione Nazionale degli Studenti.
Quest’anno c’erano le elezioni per la presidenza della UJS. Gli antisionisti avevano per la prima volta un loro candidato, un israeliano nato in kibbutz (bella gente, la gente dei kibbutz, vero?) che sostiene il boicottaggio di Israele. Annunciava roboante che c’erano là fuori centinaia, ma che dico migliaia di studenti ebrei pieni di desiderio di impegnarsi nelle istituzioni ebraiche, ma che se ne tenevano lontani perché Israele li imbarazza. Prevedeva di avere il 25%, o addirittura il 30% dei voti (1). C’è stata una enorme campagna a suo favore sui social media. Ripeto che bastava dichiarare di essere ebrei, senza alcun controllo, ed era quindi possibile “cammellare” cani gatti porci e giraffe a suo favore.
Risultato: meno di 90 voti. 6 per cento scarso. Da ribaltarsi per il ridere.
Per chiarire la portata della batosta basti pensare che, se ce la avesse fatta, avrebbe avuto di diritto un posto nel Board of Deputees, l’istituzione che rappresenta gli ebrei inglesi. Potete immaginarvi l’attenzione che la BBC, l’Independent e il Guardian gli avrebbero dedicato, aiutati anche dall’apparato di social media che lui e i suoi hanno utilizzato nelle ultime settimane. E non è che mi invento questo scenario, era proprio lui che lo prometteva (1).
Inoltre, in questo momento la presente della Unione Nazionale degli Studenti è una tizia di oltre trentanni, musulmana, che va dicendo che i sionisti hanno troppo potere e che è doveroso rendere loro la vita difficile nelle Università. Una rivoluzionaria di professione, si sarebbe detto in passato, una che simpatizza per i terroristi, e ha finora rifiutato di incontrare presidente e segretari della Unione degli Studenti Ebrei. In altre parole, era lì pronta ad aspettare un ebreo accettabile da incontrare pubblicamente ed assieme al quale lanciare, nell’Inghilterra di Corbyn e del post Brexit, campagne antisemite a nome degli studenti universitari (la maggioranza dei quali invece pensa a sbronzarsi e a sperimentare sessualmente, come attesta il fatto che se siete iscritti alla Unione Nazionale degli Studenti avete lo sconto per un sacco di roba, tra cui preservativi e sex toys).
Quando i Moni Ovadia, i Gad Lerner, gli Alessandro Treves, gli Stefano Jesurum, quelli di Sinistra per Israele vi raccontano dell’angoscia che provano perché in Israele governa il Likud, fate un favore a voi stessi. Non credetegli Sono solo proiezioni del loro ombelico. I poveretti stan male perché l’ebraismo che si sono immaginati (ortodosso e di sinistra), nato in qualche momento tra la Resistenza e la Guerra dei Sei Giorni, è diventato ormai roba da museo e non appassiona più nessuno. La vita ebraica nella Diaspora ha bisogno di più Israele, di più sionismo. Questo chiedono i giovani. Altro che prendere le distanze.

(1) Tutte queste belle cose il tizio nato in kibbutz e migrato in Inghilterra per fare l’ebreo da vetrina, le ha raccontate per esempio in una roboante e battagliera intervista rilasciata a Mondoweiss, sito di ebrei antisionisti (tutti quanti guarda che strano sposati a persone non ebree), di antisemiti non ebrei e di critici di Israele. Però adesso l’intervista non c’è più e non ve la posso linkare. La han tirata via dopo la batosta. A proposito di fake news ed echo chamber.

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2 risposte a Pifferi di montagna

  1. dmitri ha detto:

    Non al riparo d’ali estranee: ero allora con il mio popolo, là dove il mio popolo, per sventura, era.
    È di una poetessa russa, credo si possa applicare a ogni popolo e non solo nella sventura.

  2. ysingrinus ha detto:

    Cammellare giraffe, dato il loro nome, credo sia molto piú semplice di quanto non si pensi.
    Se degli sporchi antisemiti non riescono, nelle loro turpi intenzioni, bisogna sempre rallegrarsene.

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