Su di un delitto di provincia nell’Italia cattolica

Ma scusate, esiste da qualche parte un registro iscritti di Comunione e Liberazione? Per quel che ne so io, no. E’ un “movimento”. dicono. Il che permette di dire, se e quando qualche porcata occorre “quello lì non è uno dei nostri” aka “la nostra ideologia o religione non c’entra”.
Certo, la cosa risulta più difficile quando “quello lì” è nientemeno che un leader carismatico, capace di trascinare centinaia di ciellini dentro o fuori dalle assemblee di istituto. La teoria secondo cui Stefano Binda sarebbe una mela marcia finita non si sa bene come dentro un corpo complessivamente sano diventa un po’ difficile da provare. E chiunque sia dotato di buon senso vede che che le nevrosi religiose del Binda, così bene espresse nei suoi scritti, hanno radici dentro la generale atmosfera del cattolicesimo italiano di quegli anni.
Sofferente per i colpi presi con il referendum sull’aborto, sente che perde la presa sulla società italiana: sa che ha di fronte non più il comunismo, ma l’edonismo reganiano, l’individuo che sceglie quando e come e con chi accoppiarsi e la donna che decide se avere o meno figli. Terribile tragedia, apocalisse. Scompare dalla coscienza degli italiani il senso del peccato! E di fronte a questo il cattolicesimo italiano non sa come reagire. Qualcuno ciarla di degenerazione dei costumi, ma si trova messo alla berlina durante le puntate di Drive In o Quelli della Notte, né più né meno che il comunista Ferrini.
E allora che fanno? Cercano di reclutare giovani, di formarli. Mettono in contatto tra di loro i rampolli delle famiglie bene, la classe dirigente di domani. Si presentano come la migliore scelta che le famiglie possono compiere se ci tengono al domani dei loro figli. E alla militanza nel “Movimento” seguirà poi la laurea alla Università Cattolica e poi l’impiego in una delle banche cattoliche, o in qualcuna delle imprese che fanno capo alla Compagnia delle Opere. E’ il miglior futuro che dei genitori possono volere per i propri figli, in una Italia che è ancora democristiana e che si illude di restare democristiana a lungo. Si ingrossano quindi le schiere del movimento di don Giussani.
Che cosa si insegni lì dentro non è chiaro. La morale cattolica ti dicono. Come viene vissuta la sessualità dentro quei circoli? La Chiesa è ancora credibile. Il verminaio della pedofilia e delle violenze sui bambini deve ancora venire scoperto e nessuno fiata. Eppure tutti sappiamo che se un ragazzo intelligente e colto finisce con il violentare una sua coetanea e poi ucciderla perché diventata impura, la religione c’entra, c’entra molto. E dentro quella religione che è nata e si è rafforzata una concezione della sessualità che fa a pugni con il buon senso e la voglia di sperimentare, secondo cui la donna deve essere vergine, e se perde la verginità deve soffrire ed essere punita. (se la mantiene, insegnano le antropologhe, allora può essere simile alla Madre di Dio. Esiste modello più nobile?)
Tutto questo, beninteso, se Binda è colpevole. Ma anche se non lo fosse, si resta impressionati davanti alla rete di protezioni, complicità. amicizie, che si mise in modo immediatamente per deviare le indagini e sopire, troncare, sopire, persino le inchieste di cronaca (il sindaco che visita la redazione di un quotidiano!), con giornalisti e magistrati messi in guardia con stile vagamente mafioso “badate bene che questo non è un delitto come gli altri”. La macchina del potere cattolico all’opera, nella provincia ricca degli anni Ottanta. Il monsignore che conosce sempre qualcuno, il vescovo invitato alla inaugurazione delle opere pubbliche, il geometra democristiano invitato alla cresima del figlio del costruttore edile, il primario che fa da testimone di battesimo per il nipote del sindaco, e che c’è di male, siamo amici, siamo stati compagni di scuola, le nostre mogli frequentano la stessa parrocchia…. E allora tra amici, tra conoscenti, tra colleghi, in parrocchia, in sala operatoria si fa cadere lì il riferimento casuale. Attenzione, eh, che questo non è un delitto come un altro. Ci sono i radicali ed i comunisti pronti a saltarci sopra. Facciamo attenzione. Che quel povero prete, quei bravi ragazzi, ma sai quanto bene che fanno…

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3 risposte a Su di un delitto di provincia nell’Italia cattolica

  1. Mike - L'uomo da un braccio solo ha detto:

    A proposito di cattolici e scusandomi per l’OT. Volevo chiederti cosa ne pensi di Fillon. Ho capito che è amico di Putin e di Assad, ma su cosa ne pensi di Israele non ho trovato molte informazioni.

  2. Vuk ha detto:

    Boh.
    Io tendenzialmente sono non colpevolista.
    E devo dire che parlando con un giornalista locale (di sinistra nonexdemocristiana) quando il caso è stato riscoperchiato l’ikpressione che ne ho tratto è che anche lui credesse che ci fosse sotto qualcosa per averlo riaperto di punto in bianco. Oddio, io nella mia ignoranza tendo ad andare sul banale. I delitti da diversi anni aumentano -ancora piú di quanto accadesse una volta- la tiratura.
    Piú che altro essendo fuori dai giri delle borghesie varesotte, non vedo altri motivi per cercare di sputtanare, senza nuovi elementi, un ex-rampollo ormai fuori dai giochi da anni. Di punto in bianco.
    Comunque riguardo alla rete di relazioni borghesi-pretesche la vedo come te. Anche se ormai CL è in caduta libera. Non si tradsce Berlusconi senza pagare scotto.

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