Aiutate il povero Mazzetta

No, io questo commento non lo approvo. Ve lo faccio leggere, eh. Perché il povero Mazzetta qualche problemino sembra proprio averlo.

Dopo averlo negato, ammette di aver affermato che ci sono atti di Israele che chiamano vendetta. Ma il suo rapporto con la realtà termina qui, e passa subito al delirio. E guardate, è un crescendo.

Prima si inventa che io avrei parlato di incitazione alla vendetta (dove?). Poi passa agli attacchi personali e ci informa che lui medesimo sarebbe in grado di comprendere chi avrebbe fede religiosa ebraica e chi no. E si mette male. Da cosa si vedrebbe questa mancanza di fede del sottoscritto? E chi lo sa. Mazzetta non risponde e prosegue il suo viaggio.

Sarebbe interessante che Mazzetta, uno che continua ad attaccare Israele non appena la cronaca gli offre il pretesto, spiegasse ai lettori in cosa consiste per lui la autentica fede ebraica, che va da sé io non avrei. Io sarei entrato nel clero per evitare di lavorare.

Probabilmente il Mazzetta è convinto che i rabbini siano un clero come quello cattolico, con tanto di gerarchie, vescovi a papi. Ecco no, non funziona così. Il rabbino è un dipendente della sua comunità ed è un lavoro, attento Mazzetta!, che si può perdere.

Il punto in cui Mazzetta abbandona definitivamente la realtà è quando si mette a parlare di Dio. Lo vedete? Adotta il sistema in uso tra i Chabad, un gruppo ebraico minoritario che, per mettere in pratica il comandamento che proibisce di menzionare Dio, estende la proibizione alla scrittura, ed alla traduzione in italiano. Tradizione diventata popolarissima, perché Chabad sono molto bravi con i media, ma di cui io non sono personalmente entusiasta, perché se io scrivo D*o, D-o, D#o voi comunque leggerete Dio.

“Non pronunciare il Nome di Dio senza ragione” è una faccenda molto più complessa di questi scarabocchi, è la fondazione della separazione tra Stato e religione, per esempio. Infatti sulla prima pietra di non so quante sinagoghe, solennemente posate senza curarsi dei Chabad si trovano espressioni come “to the glory of God”. Suppongo che anche questo chiami vendetta, secondo il Mazzetta. Immaginatevelo nei panni di un profeta che denuncia la blasfemia delle pietre angolari delle sinagoghe.

Ed eccolo che conclude il suo delirio, parlando, infatti, di profeti. E informandoci che esiste la gente perbene. Di nuovo questo bisogno di ordine e di disciplina, di raccontare al mondo che i cattivi, quelli permale, sono gli altri. Lui è parte della gente perbene e in quanto maschio, sapete, lui ha i coglioni. Ce lo scrive ce lo fa sapere perché è davvero convinto.

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2 risposte a Aiutate il povero Mazzetta

  1. Paolo M. ha detto:

    boh, forse è un pesce d’aprile in ritardo di una settimana 😀

  2. ysingrinus ha detto:

    Dio, mi perdonino i chabad, che ansia questo mazzetta!

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