Trollate di talento

Se siete interessati alla storia e alla cronaca del Medio Oriente, c’è un libro, uscito da poco, che dovrete assolutamente procurarvi.

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A History of the Palestinian People – From Ancient Times to the Modern Era di Assaf A Voll, uno studioso che ha lavorato per anni i biblioteche ed archivi per mettere assieme quella che è la più completa, accurata, ed approfondita storia del popolo palestinese.

Completamente vuoto.

Eh già, perché fatta salva la dedica per l’attore comico George Costanza, le pagine di A History of the Palestinian People – From Ancient Times to the Modern Era sono completamente bianche. Non ci credete? Su Amazon potete controllare da soli, con la preview.

Eppure il libro ha venduto moltissimo. In poche ore il testo è diventato il secondo libro più venduto da Amazon nella categoria Storia del Medio Oriente Israele-Palestina.

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Gente che pagato una decina di dollari, tra costo del libro e spese di spedizione, per avere nella propria biblioteca un libro dal pomposo titolo “Storia del popolo palestinese, dall’antichità all’età modernasenza neanche controllare cosa c’era scritto.

Comprato a scatola chiusa. Per la bella storia che racconta la copertina.

“Palestinesi popolo dalla storia millenaria” e vittime del colonialismo bianco è quello che si dice un brand di successo. In altre parole, una frottola a cui vogliono credere in molti.

Se devo essere sincero, avevo già avuto questa impressione. C’è  una gran quantità di persone che vogliono sentirsi dire che gli ebrei sono un popolo inventato, che Israele non ha diritto di esistere, che i palestinesi (termine che fino al 1948 indicava gli ebrei) vivevano da quelle parti da millenni, che sono poveri contadini cacciati da invasori venuti da fuori, che hanno una gran voglia di ripetere i genocidi descritti nell’Antico Testamento.

Gente che ritiene che quella terra sia islamica e non ebraica, e magari pensa di essere diversa da quelli che scrivono nei forum di estrema destra che “la nostra terra è cristiana”. E mette subito mano al portafoglio per poter leggere la propria favola preferita e credere e far credere che si tratti di storia.

E’ una storia deprimente per chi crede al confronto tra le idee. E’ chiaro che gli autonominatisi sostenitori dei palestinesi non hanno alcun interesse per la storia. Cercano solo pretesti per  levare agli ebrei il diritto di trovare rifugio nell’unico Stato che, in caso di persecuzione, non chiude loro le porte e non li rimanda a morire nei lager. E’ successo, può succedere ancora.

Ma è anche una storia divertente. I due bloggatori che hanno creato il non-libro, Joe Settler e Jameel di Al Muqata, sono come il bambino della favola “I vestiti nuovi dell’Imperatore”. Hanno il coraggio di dire “Ma il re è nudo”.

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Il re, in questo caso è il nazionalismo palestinese alle cui leggende in Europa credono quasi tutti, i cui orrori e crimini vengono sempre perdonati, perché nel mondo di menzogne che hanno costruito, tutto quello che va contro gli ebrei aiuta a risolvere il conflitto.

Oh, naturalmente potrebbe anche essere che la potente perfida e malvagia lobby ebbraica abbia investito centinaia di migliaia di dollari per truccare l’algoritmo di amazon, far schizzare questa storia del popolo palestinese in alto nella classifica delle vendite e diffamare i buoni, disinteressati, idealisti, attivisti per la Palestina.

Gente come lui, insomma. Un altro eroe della sinistra. E di Forza Nuova, chissà come mai.

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Non dubito che ci sarà qualcuno che la racconterà in questo modo. Fascisti e pro-palestinesi hanno molte cose in comune, tra cui una alta idea di sé,  la drammatica mancanza di ironia, ed il bisogno infantile di dire che il resto del mondo sono cattivi, che il male è fuori da loro perché loro sono il bene,

Ma sta di fatto che dalla parte di Israele, per sostenere il diritto degli ebrei ad uno Stato, e a quello Stato, e a quella capitale, ci sono un sacco di argomenti. Dall’altra ci sono delle pagine bianche.

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11 risposte a Trollate di talento

  1. Jacopo ha detto:

    beh, quanto all’ironia, Nahum lasciamo stare che tu sei uno che ogni piccola provocazione la prende alla lettera, scattando come la rana di Galvani.
    dire che i pro-palestinesi sono come i fascisti e sostenere un Governo con dentro Lieberman (ma anche più modestamente, guardare con simpatia o comunque senza alcun tipo di “pregiudizi” alla peggior destra italiana ed essere graditi ospiti su quotidiani che spesso fanno del razzismo il loro pane) costituisce, per dire, un piccolo corto circuito.

    Arrigoni era un italiano di buona famiglia che poteva vivere col culo nella marmellata ed è andato in Palestina per aiutare, ucciso da estremisti religiosi lui che religioso non era affatto.
    ti ripeto, Nahum, tutto quello che hai scritto tu in questo post si potrebbe benissimo dire dei nazionalisti Ebrei, o perfino di te (che mi auguro non sia nazionalista), e voglio vedere se non vi incazzereste, o anzi se non vi si rizzerebbe “il bisogno infantile di dire che il resto del mondo sono cattivi, che il male è fuori da loro perché loro sono il bene”. (occhio a usare paroloni, che si ritorcono contro.

    per il resto:
    – credo che, vista la sensibilità dell’argomento, il libro avrebbe riscosso un identico successo anche se fosse stato intitolato “Storia del Popolo Ebraico e questione palestinese” o qualcosa di simile;
    – in effetti sì, i due stronzi hanno avuto un ideona, che avrei voluto avere io (per questo sono stronzi)…

    • nahum נחום ha detto:

      Se ti fa piacere credere a questa favola, fai pure. Sta di fatto che il tiro è riuscito ai danni dei palestinesi, Lo vedo difficile che lo possa fare ai danni degli ebrei, per il semplice fatto che gli ebrei non sono un popolo inventato nel 1948. E che la storia degli ebrei è giusto un attimino più fondata di quella dei palestinesi.
      Non solo i propalestinesi sono fascisti. La causa stessa dei palestinesi è stata, fino grossomodo alla Guerra del Kippur, una esclusiva dell’estrema destra. La prima manifestazione pro palestinese in Italia la ha organizzata Franco Freda. Poi, mentre (in ossequio a direttive sovietiche) i dirigenti ebrei del PCI venivano estromessi, la causa palestinese è diventata popolare a sinistra. Una storia che ho già raccontato, qui https://allegroefurioso.wordpress.com/2014/07/15/il-tondello-depresso/
      Lieberman e dintorni hanno fatto pace con la destra italiana? Bene. Significa che la destra italiana, tra i tanti difetti, non ha più quello di essere antisemita. Mi sembra una buona cosa. O tu preferisci degli antisemiti in Parlamento?
      Su Arrigoni quello che si poteva scrivere lo ho già scritto. https://allegroefurioso.wordpress.com/2013/10/09/vittorio-arrigoni-antisemita/ Lui voleva la mia morte ed il massacro della mia famiglia. Se per te lui è un eroe solo perché “è andato a combattere” significa che nella tua definizione di eroe ci rientrano anche i militi della RSI.

      • Jacopo ha detto:

        è verissimo che la causa palestinese solo recentemente o comunque non dall’inizio è diventata una battaglia della sinistra. questo perchè i termini della condotta di Israele sono mutati nel tempo; come direbbe D’Alema (scusami, riscusami e scusami di nuovo) ci sono state “delle evoluzioni”. quelle che portarono ad esempio Primo Levi a polemizzare aspramente con David Ben Gurion (figuriamoci cosa avrebbe detto vedendo Sharon, Nethanyahu, o anche il corrotto Ehud Olmert, che sarebbe stato un perfetto premier italiano), al parallelo affermarsi di un movimento che nasce con spiccati riferimenti socialisti come Fatah (mentre via via le stesse forti radici comunitariste e socialiste, o almeno socialisteggianti, di Israele, che lo rendevano davvero uno oserei dire all’avanguardia, si sono perse per abbracciare una dottrina economica puramente capitalistica). sai perchè nasce l’antisemitismo? nasce perchè i fascisti, essendo delle mezze merde (merda intera è troppo) se la prendono solo con chi è più debole, indifeso, facile da attaccare. negli anni ’30 i più facili da attaccare, i capri espiatori ideali, erano gli Ebrei, comunità vaste, pacifiche, senza alcun tipo di organizzazione militare (ma anche altre facili vittime come omosessuali e zingari). ora che gli Ebrei, anzi, molti Ebrei, abitano in uno Stato che si definisce esso stesso “Ebraico”, fortemente nazionalista, che ha edificato un mito del militarismo rambista e ottuso totalmente estraneo a una cultura millenaria, Torah e moschetto, si potrebbe dire, ecco che Gasparri e La Russa scoprono che Israele gli piace.

        tu puoi dirmi che ritieni che i Gasparri, i La Russa, gli Alemanno (sbaglio a scriverli con la maiuscola) non siano più antisemiti. immagino le risate che ti farai scrivendolo.
        io sono portato a ritenere – come di nuovo non si stancava di ripetere Levi – che fascismo e antisemitismo non sono scindibili, o meglio e in modo ancora più completo, fascismo e odio nei confronti di chi è debole non sono scindibili.

        quanto ad Arrigoni, ho letto il pezzo. se devo trovargli un difetto (che poi va beh, lui è morto per qualcosa in cui credeva, per aiutare gente, io fondamentalmente cazzeggio) dico che è il cercare di affrontare in poche righe un argomento che richiederebbe libri e libri (pieni), perchè la storia del sionismo è lunga, complessa e molto interessante, tuttavia io non dissento in toto dai giudizi che dà su quel che è diventato ora il sionismo e, pur se magari posso non condividere, non trovo antisemita (o anche “porcheria”) come l’hai definita tu la soluzione che propone lui, quella tutta spostata dalla parte dei palestinesi, dell'”Unico Stato”. Arrigoni non è mai “andato a combattere” (ovviamente non l’ho mai scritto, ma siamo alle solite), non ha mai imbracciato un’arma in vita sua. è andato a dare una mano a una popolazione civile stremata dalle angherie di una potenza occupante, è stato ucciso da estremisti religiosi totalmente estranei alla lotta per la liberazione della Palestina, in seguito arrestati o costretti al suicidio da Hamas; se scrivi così non sei tanto diverso da chi ritiene gente come Gino Strada “amico dei terroristi” visto che critica l’Occidente guerrafondaio e in particolare gli americani con la stessa (appassionata) veemenza con cui Arrigoni criticava Israele.
        sai che nella mia famiglia, c’era gente che a quelli della rsi gli correva dietro col fucile…

        e su, va bene, il libro l’han fatto sui palestinesi, ochei. lo si sarebbe potuto fare con chiunque (anzi, più lunga è la storia del popolo, più cazzone sarebbe stato l’effetto di un libro fatto solo di pagine bianche)…

      • nahum נחום ha detto:

        Una altra fila di cazzate. L’antisemitismo ha una storia secolare, a destra (dove gli ebrei vengono attaccati perché considerati all’origine della Rivoluzione Francese) come a sinistra (Marx che identifica capitalismo ed ebraismo). Non è che un gruppo di estremisti di destra si mette a tavolino e cerca un gruppo di deboli da attaccare. La sinistra cambia atteggiamento verso Israele, come ti ho già spiegato, in seguito al cambio di fronte dei sovietici. Basta con questa cazzata dell’ebreo della Diaspora, vittima della Shoah, che avrebbe la autorità morale (che manca alla sinistra) per condannare il governo di Israele. Non so cosa tu pensi abbia scritto Primo Levi su Ben Gurion, ma sta di fatto che se Auschwitz non si è ripetuta è perché c’era uno Stato, guidato da Ben Gurion. BTW il governo di Israele è il governo di una democrazia e tra gli elettori ci sono superstiti della Shoah, non ho capito come mai Primo Levi avrebbe più autorità di loro.
        Per come la metti tu c’è stato un periodo magico in cui la Fatah socialista e l’Israele socialista dei kibbutz potevano fare pace visto che erano socialisti ambedue. Cazzate. La fatah cosiddetta socialista era il prodotto del nazionalismo arabo, con chiare radici naziste. E i kibbutz, ma apri una mappa ogni tanto, stavano in posti strategicamente importanti, onde fermare quelle armate arabe che avevano già attaccato Israele una volta. Corollario della serie di cazzate, il militarismo ebraico. Nell’Israele socialista gli arabi erano sottoposti a coprifuoco, adesso ci sono più parlamentari arabi che mai prima nella storia. Certo, perché Israele è uno Stato ebraico, perché è nato per dare un tetto e una patria al popolo ebraico. Il che è quello che ti fa incazzare. Cazzate come quella “Torah e moschetto” sono una offesa per Israele e per gli ebrei, ma vengono soprattutto dalla tua abissale ignoranza. Non sai un cazzo e ti inventi una Israele che è la copia del fascismo. Mentre è una democrazia, adesso ben più viva di quello che era negli anni 60, quando ai Beatles veniva negato l’ingresso perché corrompevano la gioventù. Gasparri e La Russa non sono più antisemiti? Lo sono ancora? Non me ne frega nulla. Rispettano Israele, temono Israele ed adesso fanno meno danni ad Israele ed agli ebrei degli Arrigoni e dei loro fan che sognano l’invasione di Israele e la morte degli ebrei che vi vivono.

  2. Ho dato un’occhiata in Amazon, ci sono anche le recensioni che quindi sono inventate anche’esse…

  3. Jacopo ha detto:

    ma perchè, ma perchè, ma perchè questo profluvio inarrestabile e virulento di bile, o Nahum?
    usando il tuo metro, ti posso rispondere che abbracciare la russa e gasparri come fai tu è una cazzata.
    se mi vieni a dire che Marx era antisemita vuol dire che non ne conosci il pensiero (possibile) o quantomeno lo banalizzi all’osso (altrettanto possibile). se mi vieni a dire che l’antisemitismo non è stato un tratto costituente del fascismo e del nazismo allora questa è una cazzata così come è parimenti una cazzata dire che fascismo e nazismo non si nutrono di odio nei confronti dei deboli.
    l’antisemitismo sì era un fenomeno esistente e covante sotto la cenere da secoli in Europa: ma a rendere la tragedia delle proporzioni che conosciamo è stato il nazismo, è stato il fascismo.
    non sono stati gli arabi (sì dai, citami il Gran Mufti alleato di Hitler, che mi manca), non sono stati i Sovietici, che sono morti in certo numero per liberare un po’ tutti dal nazismo.
    e mi son ben guardato dal fare la differenza “generazionale” che aborro fra Ebrei superstiti dei campi e quindi “buoni” ed Ebrei di generazioni successive e quindi “cattivi”, anche perchè ci sono superstiti fondamentalmente fascisteggianti come Elie Wiesel e giovani israeliani che invece la pensano in modo radicalmente diverso da te (come li chiameresti? “antisemiti”? “peracottari”? eleganza, questa sconosciuta).

    Levi ovviamente non negava (che cazzo!!!) l’esistenza dello Stato di Israele, ne riconosceva la fondamentale, vitale importanza (ed è assurdo doverlo specificare); ciò non gli impediva di criticare Ben Gurion, che, ripeto, era di ben altra levatura rispetto all’attuale dirigenza israeliana (e questo è la prova che il razzismo è un’ideologia di merda: infatti gli israeliani, come il 99% dei cittadini del pianeta, stanno conoscendo negli ultimi decenni un’involuzione preoccupante della loro classe dirigente).

    quanto al militarismo, anche gli USA e l’URSS avevano soldati ovunque alla fine della guerra.
    il punto è che militarismo è anche, se non soprattutto, fenomeno mediatico: mostrare i muscoli ai media di tutto il mondo a reti unificate, come fa Israele, come fanno gli USA, come fanno i russi (gli unici che lo hanno sempre fatto), e come fanno dittature assortite, diffondere foto di ragazzi arcigni in divisa, col mitra in mano, è militarismo, e fa danni, perchè eccita gli istinti di chi ha la stessa furia e combatte sotto una bandiera diversa (lo stesso identico umore e la divisa di un altro colore).

    infine, corollario delle cazzate (immagino sia un’esempio della famosa ironia di chi non è antisemita. o no?): se ci sono più parlamentari arabi è perchè ci sono più arabi-israeliani (spesso infatti qualche giornalista temerario si avventura in calcoli avventurosi del tipo “presto gli arabi-israeliani supereranno demograficamente gli ebrei-israeliani, come se stessimo parlando di topi, da ambo le parti, e non di uomini, da ambo le parti).

    Israele non ha bisogno di essere temuta, ha bisogno di essere riconosciuta e rispettata, e oggi invece è sempre più la prima e sempre meno la seconda e la terza (soprattutto dai gasparri e dai la russa, non credere).

    ti rinnovo l’appello a una mesta e pallosa civiltà in luogo dell’indiavolato mitragliare rutti, o fumantino Nahum.
    almeno fra di noi, restiamo educati (anzi, restiamo umani…)

    • nahum נחום ha detto:

      OK, le ultime due parole mi hanno convinto che vieni qui per provocare, probabilmente perche’ non trovi nessun altro ebreo che ti prende in considerazione e hai bisogno di ripetere le tue cazzate propagandistiche ad un ebreo.
      Sparisci.

      • Shylock ha detto:

        Io credo sia soprattutto ignoranza:
        “se mi vieni a dire che Marx era antisemita vuol dire che non ne conosci il pensiero (possibile) o quantomeno lo banalizzi all’osso (altrettanto possibile)”.
        Ecco, rosicchiami questo (scusa per la spammata, Nahum, ma cuanno ce vo’, ce vo’):
        Wir versuchen, die theologische Fassung der Frage zu brechen. Die Frage nach der Emanzipationsfähigkeit des Juden verwandelt sich uns in die Frage, welches besondre gesellschaftliche Element zu überwinden sei, um das Judentum aufzuheben? Denn die Emanzipationsfähigkeit des heutigen Juden ist das Verhältnis des Judentums zur Emanzipation der heutigen Welt. Dies Verhältnis ergibt sich notwendig aus der besondern Stellung des Judentums in der heutigen geknechteten Welt.

        Betrachten wir den wirklichen weltlichen Juden, nicht den Sabbatsjuden, wie Bauer es tut, sondern den Alltagsjuden.

        Suchen wir das Geheimnis des Juden nicht in seiner Religion, sondern suchen wir das Geheimnis der Religion im wirklichen Juden,

        Welches ist der weltliche Grund des Judentums? Das praktische Bedürfnis, der Eigennutz.

        Welches ist der weltliche Kultus des Juden? Der Schacher. Welches ist sein weltlicher Gott? Das Geld.

        Nun wohl! Die Emanzipation vom Schacher und vom Geld, also vom praktischen, realen Judentum wäre die Selbstemanzipation unsrer Zeit.

        Eine Organisation der Gesellschaft, welche die Voraussetzungen des Schachers, also die Möglichkeit des Schachers aufhöbe, hätte den Juden unmöglich gemacht. Sein religiöses Bewußtsein wurde wie ein fader Dunst in der wirklichen Lebensluft der Gesellschaft sich auflösen. Andrerseits: wenn der Jude dies sein praktisches Wesen als nichtig erkennt und an seiner Aufhebung arbeitet, arbeitet er aus seiner bisherigen Entwicklung heraus, an der menschlichen Emanzipation schlechthin und kehrt sich gegen den höchsten praktischen Ausdruck der menschlichen Selbstentfremdung.

        Wir erkennen also im Judentun ein allgemeines gegenwärtiges antisoziales Element, welches durch die geschichtliche Entwicklung, an welcher die |373| Juden in dieser schlechten Beziehung eifrig mitgearbeitet, auf seine jetzige Höhe getrieben wurde, auf eine Höhe, auf welcher es sich notwendig auflösen muß.

        Die Judenemanzipation in ihrer letzten Bedeutung ist die Emanzipation der Menschheit vom Judentum.

        Der Jude hat sich bereits auf jüdische Weise emanzipiert.

        »Der Jude, der in Wien z.B. nur toleriert ist, bestimmt durch seine Geldmacht das Geschick des ganzen Reichs. Der Jude, der in dem kleinsten deutschen Staat rechtlos sein kann, entscheidet über das Schicksal Europas. Während die Korporationen und Zünfte dem Juden sich verschließen oder ihm noch nicht geneigt sind, spottet die Kühnheit der Industrie des Eigensinns der mittelalterlichen Institute.« (B. Bauer, »Judenfrage«, p. 114.)

        Es ist dies kein vereinzeltes Faktum. Der Jude hat sich auf jüdische Weise emanzipiert, nicht nur, indem er sich die Geldmacht angeeignet, sondern indem durch ihn und ohne ihn das Geld zur Weltmacht und der praktische Judengeist zum praktischen Geist der christlichen Völker geworden ist. Die Juden haben sich insoweit emanzipiert, als die Christen zu Juden geworden sind.

  4. G.T. ha detto:

    Oh, ma questi giovani politicamente schierati a sinistra che passando giornate brodose sul lavoro (eh già, bisogna pur combattere il capitalismo) non trovano di meglio che strologare su Israele e ebrei non capendone mezza e conoscendo ancora meno, proprio non ce li si leva di torno!

    • nahum נחום ha detto:

      Etgar Keret una volta ha detto che quando incontra queste teste di cazzo prova una gran pena. Non hanno mai conosciuto un ebreo. Lui ne conosce molti di piu’ e si sente tanto fortunato.

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